martedì 24 giugno 2014

Poche chiacchiere e un po' di sostanza



Anziché dilungarmi con inutili monologhi che però, purtroppo per chi legge, torneranno presto, scavando in memorie giovanili delle quali non importa niente a nessuno, vengo subito al sodo con alcune comunicazioni di servizio.
Campania Ferax sarà on line presto, spero, completamente rivisto. Ci sto lavorando ed è tutt'altro che semplice.
Tornerà anche, con la bella stagione, Mediterraneo, perché l'unica cosa buona dell'estate, vacanze a parte, è il cibo. Dal Libano alla Spagna, dalla Sicilia alla Campania, sono in arrivo le ricette del sole che amo tanto. 
Infine, Gastronomia Mediterranea, che è chiusa da alcune settimane per questioni tecniche, tornerà anche lei, presto, più bella di prima. E a settembre sarà anche più ricca. Speriamo incontri il vostro gradimento.

Nel frattempo vi intrattengo con una ricetta un po' improvvisata, anzi parecchio, che però mi è molto piaciuta. 

Insalata di filetto di manzo

Per 4 persone

4 fette di filetto di manzo, alte circa 2 cm
Due spicchi d'aglio
Tre cucchiai di salsa di soia + uno spruzzo
Peperoncini verdi dolci, circa 200-250 g
Una grossa carota
Qualche foglia di lattuga
15-20 pomodori datterini
Menta
Basilico
Prezzemolo
Zucchero
4 piccole freselle
2 limoni
Peperoncino tritato
Una bella manciata di arachidi tostate e salate
sale
Olio
Olio all'arancia (preparato in casa o un ottimo extravergine all'arancia ottenuto dalla spremitura contemporanea a freddo di olive e arance)

Lasciar marinare per alcune ore il filetto con i 3 cucchiai di salsa di soia e uno spicchio d'aglio tritato, rigirandolo di tanto in tanto.
Tagliare a metà i datterini e disporli su una placca ricoperta di carta forno con la parte tagliata in alto. Cospargerli con aglio tritato finemente insieme alle erbe (menta, basilico, prezzemolo), spolverizzarli con poco zucchero, salarli e spruzzarli con qualche goccia d'olio. Infornarli a 140° per 50-60 minuti.
Tagliare a listarelle sottili i peperoncini verdi, privandoli dei semi. Scaldare poco olio in una padella e farvi saltare a fuoco vivo i peperoncini per pochissimi minuti. Devono rimanere verdi e croccanti.
Togliere i peperoncini dalla padella e saltarvi la carota tagliata a julienne.
Tagliare a listarelle sottili la lattuga.
Sbriciolare le freselle, pestandole con un batticarne, e condirle con olio all'arancia e scorza e succo di un limone. Farle riposare e intridere per almeno mezz'ora.
Preparare un'emulsione con olio, olio all'arancia, uno schizzo di salsa di soia, la buccia e il succo di un limone, sale e peperoncino tritato.
Disporre nei piatti le briciole di fresella condita, mescolare le verdure già fredde (peperoncini, carote, pomodorini, lattuga) e condirle con l'emulsione, appoggiandole sulla fresella. Aggiungere le arachidi.
Grigliare le fette di filetto su una piastra rovente, lasciandole ben rosee (o rosse) all'interno. Affettarle come per una tagliata e poggiarle sull'insalata, completando con un filo di emulsione e un po' di sale.
Servire immediatamente.

martedì 3 giugno 2014

Menopeggisti anonimi

Credo che prima o poi dovrò fondare un'associazione sul modello di quelle dedicate ai soggetti affetti da una dipendenza. Gli alcolisti anonimi, per esempio.
Ho tutti i requisiti indispensabili per poter condurre in porto il progetto "Menopeggisti anonimi".
Per chi fosse interessato, si tratta di intraprendere un percorso di disintossicazione dalla filosofia del "meno peggio" che ha portato molti di noi ad esprimere, per anni e anni, un voto non convinto e poco rappresentativo delle nostre convinzioni profonde, solo per arginare un pericolo ed evitare esiti elettorali peggiori.
Il "meno peggio" me lo sono lasciato alle spalle, spero per sempre; ma, si sa, le dipendenze sono insidiose, non si può affermare mai con certezza di essersene liberati, e può accadere che nel chiuso della cabina, di fronte alla scheda, la mano munita di matita corra quasi da sé verso il simbolo che rappresenta il partito che la nostra dipendenza ci fa percepire come argine a chissà cosa.
Il menopeggismo è ovunque, gli ammalati di menopeggismo sono in esubero, ci assediano, e rischiano di rigettarci nel baratro della "scelta utile". Non sono riuscita ad aprir bocca ed esprimere un'intenzione di voto, durante la recente campagna elettorale per le europee, senza che qualcuno mi interrompesse sventolandomi davanti agli occhi l'immagine orrorifica del babau di turno: "Ma c'è questo, ma c'è quello! Bisogna fermarlo, rischia di vincere". Questa fantasima (no, non è un refuso: fantasima, femminile, vale a dire "segno di false immagini, e spaventevoli, che appariscono talora altrui nella fantasia") è mutevole, cambia col cambiare dei tempi, degli schieramenti, delle candidature, ma non manca mai, e ciò implica che i menopeggisti saranno sempre, per tutta la vita, elettori schiavi della paura.
Perciò ho detto basta al menopeggismo e vorrei intraprendere la missione di recupero dei poveretti che, come me, ne sono costantemente minacciati. 
Tutti sono i benvenuti nell'Anonima, ma è richiesto come requisito aver commesso un crimine elettorale serio, un voto-scempio di quelli veri. Io, per esempio, mi chiamo Giovanna, sono una menopeggista e una volta ho votato per eleggere la Iervolino sindaco di Napoli.
Mi vengono le lacrime agli occhi al solo pensiero.
E voi, siete menopeggisti? Redimetevi. Aderite. Verrete accolti con autentica comprensione, una tazza di camomilla e due compresse di valeriana.
Vi aspetto.



Intanto vi propongo una cosa di semplicità tale che potete anche ignorarla bellamente. Ma è una delle mie ricette di pesce preferite. La faccio quando non ho tempo ma mi va qualcosa di saporito.
Il pesce in foto è un dentice. Però idealmente ci vuole l'orata.

Pesce alla procidana

Un'orata
Aglio
Peperoncino
Qualche pomodorino
Una manciata di capperi
Olive nere
Prezzemolo tritato
Vino bianco
Farina
Olio
Sale
Sfilettare il pesce. Infarinare accuratamente i filetti.
Far dorare l'aglio in una larga padella con olio. Aggiungere i filetti di pesce, appoggiandoli nella padella dalla parte della pelle, il peperoncino, i pomodorini, i capperi, le olive. Dopo pochi secondi, versare nella padella mezzo bicchiere di vino e mezzo di acqua, il prezzemolo tritato, salare e lasciar cuocere fino a che il pesce è pronto e il sughetto si è addensato diventando cremoso.