lunedì 18 novembre 2013

Facciamoci domande, diamoci risposte


Trasmissioni televisive di inchiesta, o sedicenti tali. Giornali. Radio. Persino pubblicità che non esito a definire ripugnanti. Tutti i media, accompagnati in schiera dagli opinionisti da bar che si trovano sui social, non parlano d'altro che della Campania, dei suoi prodotti, dell'inquinamento, della cosiddetta "terra dei fuochi"; naturalmente ne parlano elevando alti lai, facendo solidarietà pelosa che in concreto è terrorismo vero e proprio e sta producendo danni incalcolabili all'economia sana di un'intera regione.
Piace.
Sì, piace sparacchiare a caso ancora una volta su questo sud che ha i suoi problemi, ma ha anche tanto di bello, sano (lo ripeto: SANO), valido e in fioritura.
Piace.
Faccio una premessa, a evitare fraintendimenti: il problema "terra dei fuochi" esiste. Non lo nego di certo. Ma solo chi non conosce questa regione e il suo territorio può partire da là per arrivare alla Campania tout court: la Campania è una regione grande, diversificata, molto meno urbanizzata di quanto si pensi, con grandi territori ancora verdi, aperti, spesso remoti, pochissime industrie, niente allevamenti intensivi; la Campania NON è quella parte della provincia di Caserta (non tutta la provincia di Caserta, ché anche là c'è da fare differenze) né della provincia di Napoli. La Campania è una regione bellissima e tutta da esplorare e da mangiare in cui tanti piccoli produttori coscienziosi e quasi eroici producono alimenti meravigliosi, formaggi di nicchia, ortaggi succulenti, oli da sogno.
E, da qualche tempo, comincia ad esserne consapevole.
Io credo che il problema sia esattamente questo.
Facciamoci delle domande, diamoci delle risposte. Questo improvviso accanimento, a chi giova? E da dove nasce?
Negli ultimi anni, tante produzioni campane hanno avuto una vera e propria esplosione. Una di queste, sicuramente la più nota e quella di maggior successo, la mozzarella di bufala, è finita più volte nel mirino. Quando vengono fuori le notizie sulle mozzarelle rosse o blu, pochi notano che si tratta di altri prodotti, che con la Campania non hanno nulla a che fare; e per quanto riguarda tutte le altre chiacchiere,  vi porto ad esempio quanto accaduto nei giorni scorsi, copiando qui ciò che ha scritto Antonio Lucisano, direttore del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana, su facebook: "Non ci sono dubbi: la qualità dell'informazione in Italia è di livello infimo.
L'Espresso di ieri dà notizia di un "rapporto inedito dei militari USA sui rischi dei rifiuti tossici in Campania", e scrive testualmente: "nel dossier parlano della mozzarella di bufala, descrivendo l'allarme per la diossina, e dicono di averla analizzata: …e quindi per precauzione è esclusa dalle loro mense. Dalla Campania infatti non comprano né carne, né latte, né formaggi".
Tutto rigorosamente falso.
Ho qui con me il Sanitation Audit Report 2013, con cui il Public Health Command District - Southern Europe di Vicenza approva ufficialmente le forniture di questo prodotto alle diverse basi Nato, non solo italiane.
Ed ho anche qui con me, per esempio, copia del documento di trasporto del 14.11.03 (il giorno prima dell'uscita della rivista!) relativo alla fornitura di 25 kg di Mozzarella di Bufala Campana DOP alla base Nato di Gricignano d'Aversa.
Certo, così un giornale vende molte più copie. E chissenefrega se si distrugge il lavoro delle 15.000 persone che tutte le sante mattine, festività comprese, si svegliano alle 5 per produrre uno dei formaggi che il mondo intero tenta disperatamente di imitare!"
E ancora: "sa quanti sequestri di mozzarella di bufala campana DOP vi sono stati negli ultimi 3 anni, malgrado i 20.000 controlli annuali? Neanche uno! Tutto quello che legge si riferisce a prodotti privi della certificazione DOP".

Abbiamo una regione che cresce in termini di valorizzazione dei prodotti tipici e di ristorazione di qualità; i consumatori secondo più sondaggi si orientano progressivamente verso i prodotti freschi locali e di stagione. La sensazione, anzi, la mia convinzione, è che una Campania consapevole delle proprie ricchezze piaccia a pochi, rompa le scatole a molti. Che la Campania appesa al filo dell'assistenza sia molto più gradita. E che, non dimentichiamolo mai, ci siano già tanti pronti a immergere le mani fino ai gomiti nell'affare bonifica, e magari a ballare sul cadavere dell'agricoltore ridotto alla fame dal terrorismo a mezzo stampa e delle sue terre.

Mesi fa in una cosiddetta inchiesta televisiva sul territorio di Paestum, vocato alla produzione della migliore mozzarella che esista, ho visto cose che voi umani... A chi guardasse le immagini e ascoltasse le parole che le accompagnavano senza essere mai stato da quelle parti, sarebbe sembrato, ad esempio, che l'area dei templi fosse una sorta di discarica annegata tra gli edifici abusivi. Un inferno. Ma chiunque sia stato a Paestum sa che i templi si trovano in una bella e tranquilla spianata erbosa, e che intorno, ben distanziati, ci sono soltanto edifici bassi, a uno-due piani (il museo, qualche negozio di souvenir, un paio di bar), una larga strada in buona parte pedonalizzata, e che il tutto appare persino troppo quieto, tanto che io ogni volta mi domando perché a visitare quelle meraviglie non ci sia il mondo intero in fila. Gli edifici, le interviste e tutto il resto si riferivano al centro del paese, ma il servizio era montato in maniera da far credere altro.
E' questo il giornalismo d'inchiesta italico? Io ho smesso di guardare qualunque servizio giornalistico sulla Campania, per vivere meglio. Se posso darvi un consiglio, fate altrettanto: non fate il gioco di chi spera di lucrare mettendo in ginocchio chi non lo merita.
Per quanto mi riguarda, preferirò sempre i pomodorini del piennolo del Vesuvio o i San Marzano alla passata di quella ditta che ci racconta gaia e rassicurante che tutti i suoi prodotti vengono coltivati nella Pianura Padana (parliamone: ambiente intatto?); la GDO mi vedrà sempre il meno possibile perché i limoni li voglio della Costiera e non degli antipodi, visto che di migliori non ce ne sono; non farò favori agli squali e agli sciacalli facendomi prendere da un panico ingiustificato.
Informarsi da sé, senza filtri, andando in cerca di dati, tabelle, studi, relazioni, è sempre la scelta migliore. E conoscere i luoghi, poi.
Io li conosco. Credetemi.
Conosco quelli che dormono nel campo per non farsi rubare i carciofi più buoni del mondo; quelli che sono andati al mercato con un cesto di fagioli per scoprire che quei fagioli erano oro puro; quelli che credevano di avere "quattro alici" per il consumo di famiglia e qualche turista, e in realtà avevano un tesoro; conosco la laureata con lode che è diventata contadina per scelta, e quel signore che coltiva con amore albicocche e papaccelle. Conosco caseifici meravigliosi che producono una perla candida che piace a tutto il mondo. Forse piace troppo. 
Forse il problema è tutto qui.

Nella foto c'è un piatto dedicato alla Campania. E' una ribollita, ma fatta con fagioli di Controne, broccoletti neri, torzelle vesuviane, olio irpino Ravece e San Marzano.
La prossima volta, su questi schermi.

14 commenti:

  1. GRANDE GRANDE GRANDE!!!!!! sono un medico, che lavora in un centro per l'informazione scientifica controllata, che è stato istituito proprio per il problema rifiuti,abbiamo prodotto un documento che giace nei cassetti regionali (pubblicato alla conferenza internazionale sull' ambiente quest'anno)....quindi sono e mi sento AUTORIZZATA scientificamente ad approvare e sentimentalmente a dire BRAVA BRAVA BRAVA........

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    1. Cara anonima :), il documento è riservato o le sue conclusioni possono essere rese pubbliche? Nel secondo caso, ti sarei immensamente grata se potessi farmele conoscere. Grazie infinite, che sia sì o che sia no.

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  2. Ho letto questo tuo post commentando ad ogni riga: Ah, finalmente qualcuna che la pensa come me. E' da anni che cerco di far capire alle persone, campane e non, che la Campania non è SOLO quella che si vede ai TG, quella che gente senza scrupoli mette in croce per trarne un guadagno (certo parlare dei rifiuti tossici della Campania fa più scalpore che parlare degli scarichi e del mare caraibico pieno di bicarbonato della Toscana o del polo chimico di Ferrara). La Campania è molto altro, la Campania è una seria di piccole realtà che cercano a fatica di emergere e di andare avanti. E onore a queste piccole realtà, che sono l'anima della nostra regione: una regione, che come tutte, ha i suoi lati negativi, ma anche tanti aspetti positivi.

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    1. Sai cos'è? Che non si VUOLE conoscere. E' più facile, infinitamente più comodo bersi qualunque fesseria promani dalla TV e confermarsi in tutti i propri pregiudizi. E così si incoraggiano e si alimentano quelli che di scandali ad hoc vivono, quelli che su quegli scandali ad hoc costruiscono fortune. E si fa un favore gigantesco proprio a quella criminalità organizzata che si sostiene di voler combattere.

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  3. Brava Giovanna.....è da questa mattina che condivido i post di Catalano di testa e di gola, di Teresa De Masi ed ora il tuo......Il terrorismo praticato da riviste come l'Espresso e giustamente contestato da chi lavora e produce in Campania, va contestato e sbugiardato onde evitare che anche altri raccolgano l'imput e scrivano cose negative sulla vostra regione che ho imparato a conoscere ed amare, grazie ai tanti amici che da un anno a questa parte, frequento proprio qui, su fb......Un grazie anche a te per tutte le tue puntualizzazioni che raccolgo costantemente e che, in questo caso, voglio condividere nella mia bacheca. Grazie e ciao

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    1. Grazie a te, Stefania.
      E' importante capire che non si sta facendo una difesa campanilistica, ma che si cerca di far conoscere ciò di cui molti pensano di sapere tutto basandosi solo sul sentito dire.

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  4. Tralascio i soliti e scontati complimenti per asserire quanto segue: può essere infinitamente comodo alla mafia stessa alimentare i timori dell'opinione pubblica, in questo modo, le sarebbe possibile continuare ad "operare" più tranquillamente senza l'eccessiva pressione e l'incrementato interesse da parte dell'opinione pubblica.

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    1. E infatti i grandi affari, caro Roby, oggi si fanno in molti modi, non solo con lo spaccio di droga...

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  5. La risatina che corre sul viso di un "amico" romano quando mi domanda:"ma tu la mozzarella la mangi?" (sottointendendo che se lo faccio campo poco...) vorrei levarlo a schiaffoni fatti con la pala che gira la pasta filata dei migliori caseifici ma poichè andfei in galera...quasi quasi gli giro il tuo articolo che forse mi salva da una denuncia...che ci manca solo quella...
    Un abbraccio e grazie di aver reso in modo civile&caustico un pensiero che faccio mio e che condivido riga per riga, parola per parola, virgola su virgola, imprecazione (non scritta ma tra le righe) su imprecazione... :)

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    1. Ci sono casi in cui può valere la pena di andare in galera: una soddisfazione bisogna pur pagarla il giusto... :)
      Se non fosse per il danno che si fa all'economia buona di questa terra, direi: peggio per loro. Mangino i formaggi industriali del supermercato, convinti che tanto quelli "sono controllati"; comprino le buatte di passataccia cinese; si ingozzino di pasta fatta con il grano di Chernobyl.
      Ma purtroppo non si può.
      Siamo nelle mani di 'sti sciacalli e di quelli che gli danno ascolto.

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  6. ohhhhh finalmente! brava Giovanna, non avresti potuto scrivere meglio quello che c'ho in corpo da tempo!

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    1. Valentina, siamo assediati, minoritari e io, lo ammetto, sono pure stanca da morire.

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  7. Copio-incollo il commento che ho lasciato da "Scatti Golosi":

    Michela23 novembre 2013 10:03
    Tu che hai un blog, puoi aiutarci, in qualche modo, a fare in modo che i campi EFFETTIVAMENTE AVVELENATI siano circoscritti, chiusi alla coltivazione e piantumati?
    E' un territorio vasto ma NON E' TUTTA LA CAMPANIA!
    Eppure da lì una marea di prodotti coltivati continuano ad essere portati al mercato. Ho 3 bambini e una grande paura per loro pienamente giustificata!
    Aiutateci a far chiudere quei campi!
    Che si diano a quei contadini altre terre da coltivare, magari terre del demanio. Che siano risarciti. Qualunque cosa ma, vi prego, non lasciateci morire così!
    A luglio ho perso un cugino di 38 anni per leucemia.
    Quindici giorni fa la madre di mia cognata è morta per leucemia.
    L'anno scorso, sempre per leucemia, è mancata la suocera di mia sorella.
    Il numero di bambini ricoverati al Pausillipon è impressionante e straziante.
    Perchè lo Stato ci lascia morire?
    La camorra è più forte dello Stato?
    Aiutateci, da soli non ce la faremo mai...

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    http://www.montediprocida.com/wp/2013/11/nuova-intervista-a-carmine-schiavone-ecco-dove-sono-sotterrati-i-veleni-video/ novembre 2013 10:07

    http://www.montediprocida.com/wp/2013/11/video-carmine-schiavone-ci-indica-i-siti-tossici/

    Sarò stupida e pure ignorante ma IL DISASTRO ESISTE .

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    1. Ciao Michela. nessuno dice che tu sia stupida e ignorante o che il disastro non esista. Lo scrivi anche tu: "Non è tutta la Campania". Perciò ti renderai conto che i toni e i modi di questi giorni hanno esasperato una situazione che poteva e doveva essere affrontata con buon senso, consapevolezza e misura, non certo colpevolizzando, criminalizzando e rovinando tutti gli agricoltori di aree che non c'entrano nulla. Invece l'informazione ama il clamore senza scopo (se non quello di fare audience) anche quando produce enormi danni.
      Lasciamo perdere Schiavone, per un momento. Io sono la moglie di un avvocato penalista e so bene come funzionano certe cose, quali ne sono le logiche. Lasciamo perdere le reazioni viscerali, comprensibili ma che non aiutano. Conta attenersi a fatti solidi: fare verifiche, intervenire dove è necessario, tenendo fuori da ogni intervento quelli che chiaramente giocano due parti in commedia: provocano l'allarme per beneficiare degli effetti.
      Capisco che chi vive come vicina, presente, tangibile sulla pelle sua e dei suoi familiari questa situazione abbia bisogno di urlarlo, ma guarda chi altro urla, e fai due più due.
      Purtroppo avere un blog non comporta alcun potere. Non sarò io né saranno i miei quattro lettori a cambiare qualcosa. Ci sono magistrati seri e coraggiosi che si stanno occupando di questa vicenda.
      La camorra è più forte dello Stato? chiedi. Non costringermi a rispondere a questa domanda... Io mi fido di quei magistrati, quelli seri e coraggiosi. E non credo che la soluzione al problema sia mandare tutto all'aria e rovinare l'economia di questa regione, che in buona parte non è coinvolta nel disastro. Come dici e sai anche tu.


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