lunedì 9 settembre 2013

Mediterraneo: di melanzane (e, en passant, di sciemi)


Tempo fa ho letto, su un blog comico/brillante in semidialetto napoletano, un post dal titolo "Le 10 cose da mangiare e bere rovinate dai sciemi".
Quest'estate sono stata per qualche giorno a Parigi, confrontandomi con la città agostana che non vedevo da 30 anni tondi: a Parigi vado ogni tanto ma sempre in autunno o in primavera. Ebbene, in più di un'occasione quel titolo e quel post mi sono tornati prepotentemente alla memoria e ho dovuto parafrasarli appiccicandoli a questa o quella situazione, in una complessiva e snobistica sensazione di "Parigi rovinata dai sciemi".
Ad esempio, pur guardandomi bene dal tornare a visitare le sezioni del Louvre che ospitano la Gioconda o la Venere di Milo, e avendo optato più sobriamente per le sole sezioni egizia e mesopotamica, ho dovuto constatare che il turista pernicioso è una specie in via di ripopolamento (se mai ha teso all'estinzione). La sottospecie più diffusa è quella del fotografo compulsivo, colui che scatta passando davanti ad ogni singola opera o reperto; ma "passando" in senso strettissimo, giacché neanche dedica loro uno sguardo: scatta a volte senza nemmeno inquadrare, evidentemente ripromettendosi di guardarsi le opere una volta tornato a casa, cosa che potrebbe agevolmente fare on line o grazie a un catalogo, ma tant'è. Il suo scopo pare essere quello di importunare gli altri visitatori travolgendoli al suo passaggio mentre ruota forsennatamente la testa a destra e a sinistra alla ricerca del pezzo da immortalare. Ho il dubbio che venga retribuito dai musei minori, per incoraggiare il turista a sceglierli per trovare un po' di pace.
La seconda sottospecie ben numerosa è quella dei fotografi di se stessi. Si collocano davanti a qualsiasi opera ed ivi si fanno ritrarre o si ritraggono con l'autoscatto, casomai qualcuno dovesse dubitare, al loro ritorno, che sono stati realmente al Louvre. Vado orgogliosa di aver rovinato un tot di questi scatti autoreferenziali ostinandomi ad osservare a distanza ravvicinata il codice di Hammurabi, girandogli lungamente intorno. Direte: che fastidio ti danno? Be', se considerate un tempo medio di permanenza in posa davanti all'opera di 30 secondi (ma c'è chi resta là col sorriso congelato per interi minuti), vi renderete conto dell'intralcio al traffico (folle) e alla visione (complicata). "Il Louvre rovinato dai sciemi", non c'è dubbio :).

Altra esperienza ai confini della realtà, e chiedo a voi lumi: scusate, gli articoli di Vuitton, di Longchamp e di Chanel si vendono solo a Parigi e solo da Lafayette? Perché non saprei spiegarmi altrimenti la lunga coda a serpentone, con tanto di nastro elastico a regolarla, che nelle Galeries agostane staziona in permanenza davanti ai reparti dedicati ai tre marchi. Quasi mi immalinconivo, a vedere che da Printemps Vuitton, Chanel e Longchamp erano desolatamente disertati.
Il desiderio di vedere l'estratto conto di quelli che si mettevano in coda è stato divorante, ça va sans dire. Pure le Galeries rovinate dai sciemi. Ma diciamo che, a differenza che per il Louvre, ce ne possiamo fare una ragione.

Potrei continuare, ma mi par meglio condividere una ricetta di accattivante semplicità che ho rubato a una brava cuoca turca di nome Dilek Gulmen, conosciuta tramite Lisa e Jean-Michel. Rubato per modo di dire, nel senso che, dopo averla assaggiata a casa sua, me ne sono innamorata e Lisa me l'ha passata con la sua solita approssimazione :). Tutto ad occhio, insomma. Facciamoci una ragione anche di questo.

Melanzane allo yogurt di Dilek Gulmen

Melanzane
Pomodori freschi o pelati
Aglio
Yogurt greco
Olio, sale

Tagliare le melanzane a tocchetti e friggerle in olio profondo.
Preparare una salsa di pomodoro con aglio e olio, facendola restringere bene.
Mescolare la salsa allo yogurt (secondo il gusto, ma ottenendo una salsa rosata). Condire con il pomodoro allo yogurt le melanzane e lasciarle riposare a lungo, meglio un giorno intero, altrimenti la preparazione risulterà troppo liquida.


7 commenti:

  1. Tutto qui, Giovanna? Mi pare proprio di avere già la ricetta di Dilek, anche se non ricordo se l'ha postata lei o Jean Michel.....Ma per quello che riguarda il Louvre e Parigi, hai ragione....ma non era proibito fare foto nelle gallerie d'arte e nei musei?

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  2. Si, ma AMLO c'è grossa crisi (di persecuzione)

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    1. Fabri, non ho capito un accidente :)

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    2. Ok, ora ho capito :D. Grazie a Facebook.

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  3. confesso che da quando avevo letto questa ricetta mi era rimasto il pallino di provarla e confesso che ero un po' scettica. beh: male malissimo! provata ieri, fuori stagione e con le melanzane non fritte (cotte al forno per fare prima :P ), mi è piaciuta tantissimo! diventerà uno dei miei must estivi :)

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    1. Bene! mi fa molto piacere che tu abbia gradito.

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