venerdì 27 settembre 2013

La dignità dell'opinione



Io la pasta di quelsignorellà che crede che le donne siano nobilitate dal passare lo straccio e gli omosessuali "infastidiscano" (?) non l'ho mai comprata, perciò non ho nulla da boicottare. Quel signore, dico, che parla di "famiglia tradizionale", concetto che farebbe bene ad esplicitare, dal momento che di tradizione in giro ne vedo poca, tra separazioni, divorzi, famiglie allargate eccetera eccetera; perciò se lui vuole ridurre il suo target allo schema madre accudente + padre lavorante + bimbi garruli e felici credo che andrà fallito. 
Non l'ho comprata mai, perché la ritengo un prodotto di bassa qualità. Come tutto il cascame di merendine-pani-dolcetti che le va dietro. E, da mangiamaccheroni per origini geografiche e natura quale sono, ritengo la pasta cosa troppo seria per mangiarne una cattiva.
Sono quindi fuori dalla questione boicottaggio, giacché i miei quattrini non varcano la soglia del suo conto in banca da quando ho uso di ragione. Però vorrei dire una cosina. Di recente, un produttore di vini ha mostrato tutto il proprio virulento razzismo sulla propria pagina Facebook con delle espressioni grevi, volgari, indecenti. Oggi arriva il pastaio che ciarla di famiglia tradizionale dicendo che chi non è d'accordo può mangiare un'altra pasta (non serviva l'invito né serviva il suo permesso, come dimostrano i miei scontrini degli ultimi cent'anni). In entrambi i casi, sono arrivate, a fronte di una diffusa indignazione, le anime belle.
Con "anime belle" intendo quei signori che hanno talmente a cuore la libertà di opinione da ricordarsene sempre quando le opinioni in oggetto fanno schifo. Se ne ricordano quando si tratta di prendere le parti dei razzisti, degli omofobi, dei maschilisti, degli antisemiti; sempre, ma solo allora. Dicono che Caio o Sempronio ha solo espresso un'opinione.
Bene, ho una notizia per questi Voltaire de noantri: a parte il fatto che alcune opinioni sono reato (tanto per dire, l'apologia del fascismo) e lo sono anche le ingiurie, è vero che la libertà di opinione e di espressione delle stesse è una cosa sacra, ma uno che dà della "scimmia nera" a una donna di colore (il "vinaio") non sta esprimendo niente se non un volgare e bieco odio razziale, a meno che non si riconosca dignità di opinione pure al "Vesuvio, bruciali tutti" o all'auspicio che tutti gli ebrei finiscano nei forni. A proposito, è reato pure l’istigazione all'odio razziale.
Quanto al pastaio, non avrà commesso alcun reato, ma come minimo ha scelto le parole davvero malissimo, e se c'è chi si è ritenuto offeso è perché in questo stramaledetto paese non si riesce ad ottenere un minimo di rispetto per chi non vive secondo un modello e uno solo. E la cosa non riguarda solo gli omosessuali.  La parte dell'intervista relativa al ruolo femminile è persino più imbarazzante: si scopre che ci nobilita essere incastrate nel ruolo delle pubblicità in stile Mulino Bianco, essere delegate a nutrire, apparecchiare e lavare, all'accudimento e alla cura; mi domando: ma il signor pastaio dov'è stato negli ultimi cento anni? E poi: è lui a dover dire a noi donne cosa ci nobilita? E' proprio certo che vogliamo nobilitarci in quel modo? Lo sfiora il dubbio che ci sia una percentuale (e nemmeno piccola; ci rifletta, a fini di marketing) di donne che cercano di vivere in modo diverso dal suo stantio e stucchevole quadretto? La sua idea di ciò che è nobilitante per una donna è talmente fastidiosa che potrei ritorcergli contro la sua stessa affermazione: ciascuno è libero di fare ciò che vuole purché non infastidisca gli altri. Ecco. Lui mi ha infastidito. In molti modi.
Preciso, anche se a me sembrava chiarissimo, che non c'entra un accidente il voler o non voler fare una pubblicità con una coppia omosessuale: c'entra il rispetto per le persone e le loro scelte di vita che non infastidiscono se non i bacchettoni, poi lui si faccia le pubblicità che vuole, leccate e stereotipate per far contenti i medesimi. La difesa di alcuni, costruita sul "ha solo esposto la logica di marketing dell'azienda", non regge nemmeno un po'. Non sto dicendo che il signor pastaio sia necessariamente omofobo o maschilista (per quanto, qualche dubbio mi viene), ma come minimo è un pessimo comunicatore e, gli piaccia o meno, le parole hanno un peso. Bello ingente. E' ora che i pastai, gli ortolani, i politici, i giornalisti e gli ex presidenti del Consiglio ne prendano coscienza e la piantino di frignare urlando al fraintendimento ogni volta che qualcuno sottolinea che hanno fatto una grandissima figura di merda. Ad essere buoni.
Caro signor pastaio, non compravo la sua pasta perciò non ha perso una cliente, ma nel comunicarle tutti i sensi del mio disgusto per le parole da lei dette in abbondanza contro il suo stesso interesse, mi pregio di pubblicare una ricetta con spaghetti alla chitarra prodotti da un suo concorrente che la pasta la sa fare. Lui.
Checché ne dica chi scrive che continuerà a comprare la pasta Barilla perché chegliefrega. Chi lo scrive, semplicemente di pasta capisce poco. Ecco la cosa triste :).

Spaghetti alla chitarra con polpetti in bianco
Per due-tre porzioni (da 160 a 240 g di pasta):

500 g di polpi molto piccoli (non più di 100 g l'uno) o moscardini
due spicchi d'aglio
una decina di datterini gialli o di pomodorini gialli del piennolo, molto piccoli
un limone
basilico
peperoncino macinato
olio
sale
40 g di zucchero

Prelevare le bucce del limone, solo la parte gialla, tagliandole a julienne non troppo sottile. Metterle in un pentolino con 60 g di acqua e 40 di zucchero, portare ad ebollizione e spegnere quando il liquido è diventato sciropposo. Lasciar riposare per un'oretta, quindi sgocciolare le bucce e conservare lo sciroppo.
Mettere i polpetti interi, puliti, eviscerati e lavati in una pentola con olio, uno spicchio d'aglio, un pizzico di peperoncino macinato; coprire a far cuocere a fuoco medio per 15 minuti.
Poi scoprire, aggiungere i pomodorini gialli, il succo di mezzo limone, uno spicchio d'aglio tritato, 2 foglie di basilico e far asciugate a fiamma vivace finché si ottiene un sughetto denso. A fuoco spento, aggiungere le bucce di limone e un cucchiaino del loro sciroppo.
Cuocere la pasta in acqua bollente salata, quindi mantecarla rapidamente nel sugo di polpetti.

25 commenti:

  1. Sai che pensavo poco fa al perchè la cosa non mi abbia dato così fastidio, e sia riuscita ad archiviare l'accaduto nel fascicolo "errori clamorosi di comunicazione fatti da chi per troppa sicumera finisce per rivelare la sua vera natura anzichè provare a celarla per amore di marketing". Mi è successo un po' quello che mi succede quando una persona che non stimo mi insulta o mi denigra: la cosa mi scivola addosso.
    Metti che avessi sentito frasi del genere dal signore che fa quegli spaghetti alla chitarra: sarei corsa a menargliele di santa ragione.

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    1. Concordo decisamente sull'ultima frase :). Per il resto, io sono sanguigna, e certe cose mi fanno partire una reazione immediata e viscerale. certo, dovrei fregarmene di coloro che non stimo; ma poi penso (e leggo) a tutti i cretini intolleranti che trarranno nutrimento da certe esternazioni e mi vien voglia di menare le mani.

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    2. Povero sig. Divella! Meno male che la frase non l'ha detta lui :-)

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    3. Vuoi essere nominato? Mica siamo in un reality ;-)

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    4. Emmenomale senno' sai quante volte mi eliminavi!!! :-)

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    5. comunque parliamo di cose serie: non li compro mai i moscardini per fare la pasta, perche' ho sempre in testa il sapore del purpetiello verace, fatti cosi' vanno bene pure i moscardini?

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    6. Ma 'sto vittimismo ora da dove arriva? :)
      Be', nessuno vieta di usare i purpetielli veraci, basta che li scegli piccini piccini.

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  2. bene. è la discettazione più intelligente che abbia letto da 48 ore in qua.
    io la barilla l'ho sempre schifata in quanto non buona.
    è vero, è capitato di averne un paio di pacchi agli albori della mia vita da sola, appena uscita da casa di mamma. costava poco, faceva due formati a me utili, stavo iniziando a comporre una dispensa...ed ingenuamente ce l'ho messa. con tutto che a casa mia non si usava MAI. nemmeno a dire quindi che ho proseguito una tradizione.
    Ho fatto formare le farfalline ad entrambi i pacchi, per giunta.
    ma questo è stato un problema facilmente surrogabile.
    Ora, a parte ciò che penso del prodotto, resta ciò che penso del signor barilla.
    e penso praticamente tutto ciò che dici tu, e lo riassumo in anche un "veramente poco furbo". Ognuno ha diritto alla propria opinione, per carità, ma se stai parlando ad un target bada bene ciò che dici. Prima di tutto perché siamo un popolo a cui piace molto indignarsi anche quando l'argomento non lo riguarda o lo riguarda poco o non è costantemente nei suoi pensieri; secondo poi, potresti star dicendo una immensa cagata.
    e allora con la gallina isterica vacci a parlare tu, e restituisci dignità a quel ciccione di banderas.
    anzi, alla gallina, per prima.

    E ora, la ricetta: DIVINA! Estiva, ancora! Profumata!
    (perché quando le cose funzionano non c'è bisogni di menar su tante parole)

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    1. Sono d'accordo, salvo che su un punto. Io credo che siamo un popolo molto poco incline ad indignarsi. Basta pensare a cosa ci siamo fatti passare sotto il naso nel silenzio quasi assoluto negli ultimi 20 anni in termini di abusi, grassazioni, ruberie, indecenze verbali e non, arretramento sul fronte dei diritti della persona e della cultura.
      Credo che in buona parte dipenda da questo il fatto che ci sia chi, oggi, ritiene di poter dire qualunque sconsideratezza senza suscitare un'alzata di sopracciglio.

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  3. Gio,
    comincio a venirmi a noia da sola che mi tocca sempre darti ragione e forse dovrei fondarla questa fanzine in tuo onore, meglio prima che poi.
    Pero', oltre la pasta (che, onestamente, io non compero ne' questa ne' quella. La prima perche' ho trovato qualcosa che personalmente ci soddisfa maggiormente, anche se piu' cara; la seconda semplicemente perche' ha su di noi un grado di soddisfazione prossimo allo zero negativo), oltre la querelle coi cattivi dietro la lavagna sui ceci di Cicerale ed i buoni che improvvisamente fan piazza pubblica, mi rattrista concordare sulla chiosa.
    L'italiota dimentica, fa finta di non vedere non sentire e - peggio - col pacchettino blu onnipresente c'e' cresciuto che qualcuno era riuscito a convincere fosse cosa buona cosa giusta e guai a metter in discussione o anche lontanamente in dubbio. No question asked, che e' facile da reperire, onnipresente ( ti segue anche all'estero, uh uh) ha quel prezzo che la collochi oltre l'esecrabile discount e l'immorale boutique che fa tanto marxista gastronomico e la preparava la nonna stracuocendola(che le prendeva da quell'avvinazzato del nonno, ma tant'e') e la preparava la mamma (che aveva le famose piu' corna del cesto di lumache ma amen) e per continuita' tocca perpetrare.
    Pazienza la mediocrita', al diavolo la mancanza di curiosita' e chissene del voler magari andar oltre il proprio naso.
    Del resto, come diceva qualcuno, non si uccidono cosi' anche i cavalli?

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    1. L'immorale boutique che fa tanto marxista gastronomico sa dare le sue belle soddisfazioni :). Di pasta altamente soddisfacente ce n'è, i prezzi sono i più vari e magari in occasioni particolari si va sul superlusso, per tutti i giorni no. Che non significa accontentarsi, perché a prezzi umani il buono esiste, a volerlo cercare. A VOLERLO cercare, e qui hai ragione da vendere.
      La nonna, la mia, era dei tempi in cui la pasta si comprava a peso dal venditore di fiducia. Lo sono persino io, che ho ricordi bambini di carta azzurra in cui si avvolgeva la pasta. Era di quei duri e puri (che il cielo li benedica) che alla sola vista della pasta rigata chiamavano in alternativa i carabinieri o la neurodeliri.
      Sono cresciuta così, tra "vaderetro" alla penna rigata (che nemmeno penna si chiamava, ai tempi, qui, ma maltagliato) e al pezzo di carne sbagliato per la genovese o l'arrosto, finché la cucina non è passata nelle mani di mia madre, brava cuoca, ai tempi, ma che si è lasciata travolgere dal modernismo da GDO. Che bello che ci siano le confezioni pronte, che bello il surgelato, che bella la novità. E allora è arrivata in casa la Barilla. Ma da quando la mano al portafogli l'ho messa io, è tornato il vaderetro.
      La scorsa estate è accaduto il peggio. Ero a Parigi. Era domenica sera. Una domenica sera di metà agosto. Improvvisamente impigriti all'idea di uscire e beneficiando di un appartamento prestato da una cara amica, abbiamo deciso di cucinare un piatto di pasta. Mio marito è uscito a cercare gli ingredienti ma ha trovato chiusi tutti i negozi eccetto un supermercato di basso livello. Unica pasta presente: indovina?
      Ho cotto quegli spaghetti e non ricordavo che razza di resa avessero. Mi son beccata un bel promemoria.
      E domani vado al mercato, perché essendo stata costretta al supermarket vicino casa a causa di contingenze familiari sgradevoli (mia madre è stata in ospedale per una decina di giorni), mi sono ricordata di un sacco di altri orrori dai quali le mie abitudini mi avevano preservata.
      Ma una noce nel sacco non fa rumore, e le schifezze continueranno a dominare il mercato, che si tratti di pasta, verdure, piatti pronti, sughi, gelati o chissà che.

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  4. Anche tu, però... in un piccolo super anche di basso livello a Parigi un pacco di farina e sei uova li trovava, l'Avv. Magari non semola di duro, ma sempre meglio che "quella marca lì"...

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    1. Ma stai scherzando? E secondo te in vacanza mi mettevo a far la pasta? A quel punto tanto valeva uscire a mangiare una croque monsieur :)

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  5. Non avrei saputo esprimere meglio quel che penso. Perchè certe esternazioni sono idiozie e non opinioni, come le "anime belle" continuano a sostenere.
    Complimenti anche per questo primo, da mangiatrice di pasta (buona) a mangiatrice di pasta (buona).
    Marilù

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    1. Magari si riservasse la difesa della libertà di opinione per circostanze più degne...

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  6. Carissima, con me che ho sempre "odiato e schifato" la famiglia del M.B., sfondi una porta aperta! Purtroppo per anni ho usato la sua pasta, perchè nonostante la mia terra fornisca grano duro ai migliori pastifici gragnanesi, quella pasta era la migliore che si riusciva a trovare. Per fortuna, poi, è comparsa la Garofalo...ora vado direttamente a Gragnano a rifornirmi.
    Per quanto riguarda i voltairiani dell'ultim'ora, non ti curar di loro ma guarda e passa, non meritano nemmeno una parola.

    Amarisca

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    1. Ma davvero? E' grottesco che proprio da te non ci fosse di meglio...

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  7. ...."Parlo di Guido Barilla che a «La Zanzara», pur esprimendo tutto il rispetto e la considerazione per le coppie gay, ha detto che la sua azienda da sempre si rivolge alla famiglia tradizionale nelle sue campagne pubblicitarie. E lui personalmente predilige la famiglia composta da padre, madre e figli. In altri tempi sarebbe stata la scoperta dell'acqua calda, oggi l'acqua si fa bollente e non serve a cuocere la pasta ma Barilla in persona. Infatti è partito subito il feroce tam tam dell'omolatria dominante, gli insulti, le minacce di boicottaggio della pasta. Eccolo, il nemico, il becero fautore di Dio, pasta e famiglia; eccolo, l'omofobo, crocifiggetelo al Mulino Bianco.

    Proviamo a ragionare: qui non è in gioco nemmeno un'opinione critica sui gay e sulle loro unioni ma un'opinione favorevole alle famiglie tradizionali. Nessun'offesa è stata pronunciata, neanche ironia verso i gay; solo una semplice, naturale (si può dire naturale o è contro la legge?) preferenza per la famiglia come è sempre stata. Non è in gioco uno spot che offende i gay o che contiene un'allusione omofoba, qui si processa un imprenditore che non vuol fare uno spot pubblicitario puntando su una coppia omosessuale. La feroce demenza dell'omocrazia scava ogni giorno fossati d'odio. Chi non ha alcuna antipatia per gli omosessuali è costretto a dover giustificare il suo amore per la famiglia «tradizionale». Che non è, si badi bene, la famiglia patriarcale o il clan tribale, ma è la famiglia quale che è sempre stata alla base di ogni società e di ogni civiltà; cristiana, precristiana, non cristiana.

    A proposito di gay vi racconto cosa è successo domenica scorsa in Piemonte. Ma una premessa a questo punto è utile. Cosa accadrebbe se un raduno gay o islamico fosse interrotto e disturbato da alcune decine di molestatori? Con la nuova legge sull'omofobia e sulle minoranze religiose scatterebbe un procedimento penale serio; intanto ne parlerebbero con sdegno i media, i tg, le istituzioni. A Casale Monferrato, domenica scorsa, è accaduto esattamente questo ma a ruoli invertiti (si può dire invertiti o è reato?): un pacifico convegno di studi, cattolico, anzi diocesano, sui gender e l'omofobia è stato duramente interrotto, contestato, il palco accerchiato, grida di vergogna, cartelli, invettive anche gestuali. Fino a bloccare l'incontro. Stava parlando non uno scalmanato estremista ma un giurista, il professor Mauro Ronco, ordinario di diritto penale e parlava proprio della legge sull'omofobia. I contestatori erano del collettivo AlterEva e dell'Arcigay. Avete per caso sentito sul fatto una dichiarazione della Martire di Stato Ministro Kyenge o della Santa Protettrice degli Oppressi, Madonna Boldrini che vuol cancellare dagli spot in tv immagini di donne sorprese a far le mamme in cucina? Ma no, figuriamoci. Rare voci di denuncia, come quella del magistrato ed ex deputato Alfredo Mantovano. Poi silenzio abissale. Ma che razza di società state cucinando per il domani?

    Se il convegno fosse stato organizzato da una comunità islamica, sarebbe invece scattata la legge Mancino che tutela le minoranze religiose. Ma poiché si trattava di cattolici no. Mi scappa da ridere. Poi penso al Pakistan, al Kenya, alla Siria, ai cristiani massacrati, e mi viene da piangere."
    Io la penso così e rivendico il diritto alla LIBERTA' D'OPINIONE.

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    1. Cara Viola, non so quale società piacerebbe "cucinare" a te; personalmente mi piacerebbe che fosse una società in cui sia semplicemente IRRILEVANTE che si sia cristiani, musulmani o atei, eterosessuali o omosessuali, neri, bianchi o paonazzi, dal momento che tutti in essa godono dei medesimi diritti ma non solo: della medesima considerazione come persone.
      La citazione (tratta da un giornalaccio sempre schierato e che sempre usa toni violenti e aggrassivi) non mette e non toglie nulla rispetto a questo, a partire dalla battutaccia sulla parola "invertiti", passando per l'omocrazia (ma dove?) e finendo alla Martire di Stato e alla Santa Protettrice degli oppressi: ancora una volta toni beceri tesi a sminuire delle persone, col finale patetico: il cuoricino che sanguina per i perseguitati in Siria, Pakistan e Kenya. Cosa significa, che se in certi paesi del mondo accade, tragicamente, che vengano calpestat i diritti più elementari delle persone qui da noi bisogna adeguarsi adottando un comportamento speculare? E' un testo semplicemente vergognoso, dalla prima all'ultima parola. Nominare la Siria e il suo dramma in un testo siffatto è persino insultante.
      Se queste sono le tue letture di riferimento, temo che non abbiamo niente da dirci.

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    2. A proposito, se consultassi altre fonti, leggeresti che questo è ciò che è successo a Casale Monferrato: "Domenica 22 settembre, a Casale Monferrato, gli attivisti e le attiviste del coordinamento Torino Pride Glbt e dei collettivi femministi hanno contestato il dibattito “Gender Omofobia Transfobia: verso l’abolizione dell’uomo?” organizzato dal Movimento per la Vita, Alleanza Cattolica e Comunione e Liberazione. Nel corso dell’incontro, i relatori, dopo aver affrontato il tema dell’estensione della legge Mancino ai reati di omofobia e transfobia, hanno difeso a spada tratta la naturalità dell’unione tra uomo e donna minimizzando il problema dell’omofobia. Posizioni che hanno scatenato la contestazione del collettivo Altereva e di Arcigay che che hanno bloccato l’incontro in segno di protesta".

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  8. wow, che piatto succulento!
    davvero tanti complimenti
    Chiara
    ♡EFFENSHION

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  9. Cara Giovanna,come al solito mi piace tanto leggerti! E anche io ti dico che non avrei saputo cantargliele meglio! Certo non possiamo boicottarlo perchè...ma chi l'ha mai comprata quella sua "pasta".Io quando vivevo in America (tanti anni fa) e si trovava solo quella...era disperata.Ora non gliela comprano neanche loro...E va beh!!! c'è chi si butta a fiume e chi apre bocca...
    Un abbraccio
    Carla Camilli

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  10. Anna Savastano9 ottobre 2013 09:35

    Ma al DANNO che fate, non dico all'economia o ai Barilla (chissenefrega!) ma ad intere FAMIGLIE D'OPERAI, non ci pensate?
    Troppo RADICAL-CHIC per occuparvi, per davvero, della povera gente?
    Pensate davvero che tutti ci possiamo permettere di comprare pasta che costa un botto al kg?
    Beate voi che, a quanto pare," AVETE LA PANCIA PIENA E LA MANGIATOIA BASSA!"

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    1. Ma quanta importanza ci attribuisci! Mi spiace, ma credo proprio che in base al tuo criterio bisognerebbe lasciare in pace pure le aziende che ci avvelenano coi rifiuti tossici, quelle che producono cibo-spazzatura, quelle che massacrano il territorio... Tutte hanno dei dipendenti, mi pare.
      Per il resto, stai facendo tutto da sola. Non occorre essere miliardari, fino a prova contraria pure i supermercati sono pieni di pasta migliore di quella. Se tu la consumi con soddisfazione, fai pure. Ma riserva la tua veemente indignazione per cause che la meritino.

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  11. Grande post, devo provare!
    La cucina è anche la mia passione nei tuoi articoli si può anche vedere! Saluti

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