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lunedì 21 gennaio 2013

Illuminarsi


"The universe has a way of course correcting". La citazione, tutt'altro che colta, viene dritta dritta da Lost, che ha ispirato, come alcuni sanno, il nome di questo blog. L'universo trova il modo per correggere la rotta, ma ne trova di ben strani.
I recenti avvenimenti, vale a dire il post precedente di questo blog, quello di Sara ed altre discussioni e digressioni più o meno amene e più o meno attinenti, hanno provocato come conseguenza una riflessione. Più d'una, a dire il vero. E crediamo di poter dire che queste riflessioni sono state la risposta ai dubbi espressi qualche giorno fa.
Il web è libero. La sua libertà, talvolta usata come vessillo di guerra, riguarda gli altri ma riguarda pure noi. In altre parole, c'è chi si appella alla libertà del web per ignorare stagionalità dei prodotti e quant'altro. Benissimo. Ma siamo libere pure noi, qui, di dire che questo non ci piace, e giacché non siamo use andare in giro a censurare post di altri per criticare ricette o uso di ingredienti, ci è lecito aspettarci la stessa cosa.
Dell'epoca dei forum, in particolare dei forum da noi gestiti, ci è rimasto uno stupore. Un forum è uno spazio di confronto messo a disposizione gratuitamente da qualcuno che lo gestisce e ne sostiene le spese. Questo qualcuno, legittimamente, dà agli utenti del forum delle regole. Eppure c'era sempre qualcuno che non condivideva le regole, e oltre a contestarle le violava sistematicamente.
Ora, se una persona mi ospita in casa sua, è chiaro che questo non le dà il diritto di pestarmi a sangue, ma è altrettanto chiaro che questo non dà a me il diritto di sputare sui suoi tappeti, lasciare in giro i miei panni usati e svuotarle il frigo. Altrimenti il minimo che io possa aspettarmi è di essere messa alla porta. La questione (che poi questione non è. Basta il buon senso) si ripropone nei blog in maniera ancora più evidente. Il blog è uno spazio privato in cui c'è la possibilità di intervenire, ma è pur sempre privato, casa di qualcun altro. Penso sia chiaro il senso del discorso. Abbiamo un nostro spazio, abbiamo le nostre regole. E visto che si invoca sempre la possibilità che ciascuno ha, con un click, di andare altrove se non gradisce, ecco, anche da noi basta un click. C'è la porta, se le nostre regole non piacciono non resta che usarla. Se si sta in casa d'altri, per quanto questa casa sia aperta all'ospite, ci si sta alle sue regole.
La libertà del web, ancora: ognuno nei suoi spazi scrive ciò che vuole, anche cose contrarie al più elementare buon senso. E dunque, perché mai di questa libertà non dovremmo usufruire anche noi pienamente, infliggendo a chi vorrà farsele infliggere anche le nostre fesserie? Non saremo detentrici di verità assolute, ma vogliamo poter dire che se uno ha assaggiato un pachino da insalata nella sua stagione (precoce, tra inverno e primavera), dolce come una zolletta e pieno di profumi, e dice che il pomodoro tondo da insalata del supermercato comprato a dicembre, acidulo, acquoso, insapore, è uguale a quello, è un suo problema. Liberissimo di avercelo e di tenerselo caro, auguri, figli maschi, buon appetito e saluti.
Per chi a questo punto non è fuggito in preda a furore dovuto al malinteso concetto di libertà della rete (e cioè: lui può scrivere ciò che vuole, mentre noi, qui in casa nostra, no), aggiungo, pur sapendo di dire una cosa inutile per la sua ovvietà, che il prodotto di stagione, che è al suo meglio, costa meno. Oltre ad essere MOLTO più buono. Non è solo una questione di salute: è questione di gusto. Perché il gusto nessuno lo nomina? Non ci occupiamo di cucina, dunque di sapori? E' più buono, costa di meno. Che vuoi di più?
Ovvio: ognuno mangia ciò che vuole, ci mancherebbe. Ma cercare di argomentare su scelte contrarie ad ogni evidenza logica e di gusto non serve. Dica che lo fa perché gli va, e basta. Noi per esempio fumiamo. Sappiamo che ci fa male, ma lo facciamo lo stesso e non cerchiamo argomentazioni logiche per farlo.
E se pensarla così fa di noi delle gastrofighette, la definizione diventa un punto d'onore. Se a qualcuno piace leggere Tolstoj anziché Moccia vuol dire che se la tira? Che si atteggia? O è di tutta evidenza che tra Tolstoj e Moccia c'è un abisso qualitativo per la scrittura, per i temi, per la struttura? Perciò, chi ama Moccia legga Moccia ma non vada dicendo che chi ama Tolstoj si crede chissà chi. E poi: va bene, ognuno legge ciò che vuole,  ma se un domani chi legge Tolstoj in libreria troverà solo mocciate perché tanto si vendono quelle, avrà tutto il diritto di alterarsi un tantinello. Se si manderanno falliti i piccoli agricoltori delle nostre zone che fanno le cose per bene e vendono nei mercati come quello di Campagna Amica perché si compreranno solo prodotti fuori stagione, di importazione, strarefrigerati e colti un mese prima nella grande distribuzione, noi ci altereremo un tantinello e non ci pare proprio che sarà una cosa della quale essere soddisfatti. Mai più un carciofo di Paestum o di Castellammare, una pera mastantuono, un cannellino di Acerra, un limone amalfitano. Che bella cosa. Poi, scusate, ci tocca domandarci che senso abbia far parte di un progetto come Gente del Fud se la mentalità è questa. La coerenza non sarà sempre una virtù ma talvolta è indispensabile.
Siamo fatte in questo modo, Lisa ed io. Così è se piace, se non piace è così lo stesso perché tanto questo siamo. Se essere gastrofighette vuol dire scegliere cose di qualità quando è il momento giusto, lo siamo. Peccati di gioventù ne abbiamo commessi tutti, ma questo, per noi, è crescere: aver capito e aver deciso di cambiare. In ricette da me inserite in altre ere in forum, per esempio, si trovava qualche dado, tanto per dire. Cos'è cambiato da quando ho smesso di usarlo? Niente: quei piatti sono solo diventati più buoni.
Preferiamo mangiare pane e cipolla, ma che siano ottimo pane e squisita cipolla, che grandi ed elaborati piatti fatti con ingredienti scadenti, anche perché con gli ingredienti scadenti non si otterrà mai un grande piatto, per quanto elaborato.
Qualche tempo fa ho cenato con due fette di pane cafone tostate a bruschetta, con aglio e olio buono, sopra ci ho messo una manciata di fagioli solo lessati, quelli di Controne, provenienti dal Cilento, e del tonno sott'olio di qualità. E' stata una cena regale.
Scommetto che tutti hanno vicino a sé qualche zona di produzione di fagioli particolari e buonissimi. Non sono ingredienti rari e sconosciuti. Non sono la zucchetta ispida del Borneo.
Poi, ognuno fa le proprie scelte. Ripeto: auguri e figli maschi, purché queste scelte non danneggino le produzioni di qualità. Purché noi possiamo continuare ad aspettare con gioia il momento in cui appaiono sul mercato i pomodori freschi maturi, rossi e inondati di sole.
E dunque, l'illuminazione eccola qui: siamo queste. Questa è casa nostra. Le regole le facciamo noi. Non dobbiamo compiacere nessuno. Il web è libero anche per noi, sapete.
Bello averlo capito fino in fondo.
Se si condivide, si condivide una visione del cibo, della cucina, dell'alimentazione, persino della vita.
Una ricetta è l'espressione di tutto questo. Anche di tutto questo.
Bello aver capito anche questo fino in fondo.
Il senso di avere questo blog? Dirlo. Dire cosa siamo e cosa ci piace. Parlare anche di quel signore che coltiva quella lattuga là, quella che se la mangi capisci di non aver mai mangiato una vera lattuga in vita tua (l'anacoluto è voluto, per chi stesse a cercare errori di sintassi e quant'altro).
Le ricette restano. Forse saranno solo un po' meno centrali.
E noi vi aspettiamo comunque. Pur essendo così poco ecumeniche, così poco simpatiche. Così cocciute.

Aggiornamento: Pensavo di essere stata chiara, in questo post, ma mi tocca ricredermi.
Perciò: se volete discutere e confrontarvi, va bene. Ma chi pensa di presentarsi non invitato a spargere immondizia in giro si risparmi lo sforzo perché da questo momento non verrà pubblicato, giacché la democrazia non consiste nella libertà di abusare impunemente dello spazio altrui.

41 commenti:

  1. Adoro Moccia, ho letto tutti i suoi libri e non vedo cosa ci sia di strano.
    Aggiungo che in privato frequento anche la Moroni, una donna stupenda in cucina così come nella vita.
    Forse sul piano gastronomico devo ancora imparare tanto però a Natale ho fatto una parmigiana di melenzane che ancora me la chiedono.
    Condivido in pieno la libertà del web ed è per questo che penso che tu sia stupendissima e bravissima però non trascurare che ho diritto anche io di dire la mia.
    Dovrei sentirmi offesa da quello che dici in alcuni punti però penso che potremmo fare subito la pace se partecipi al mio giveaway!
    PS
    Usi molto bene l'italiano, e magari non lo so dire come te però permetti che ti dica che la pasticceria francese non mi piace, troppo burro per me e quindi preferisco altro. E poi sono per la filosofia...moglie e buoi dei paesi tuoi.
    Grazie per questo spazio di libertà, nella speranza che le mie amiche non gioiscano troppo leggendo il tuo post e sapendo come impegnare la propria settimana perchè spero sempre che partecipano tutte al mio giveaway contest magnifico sui dolci americani che tanto vanno adesso! :)

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    1. Però adesso non agitarti. Il dottore sta arrivando :-)

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    2. Che dire? sono assolutamente d'accordo, perchè certe esperienze lasciano il segno! Provate anche voi a tornarein auto dalla Francia con 3 trecce di aglio rosa, 2 kg di scalogno, una borsa piena di spezie ed una borsa frigo piene di formaggi di capra!!! All'arrivo ci hanno visti provati ma non era il viaggio lungo...
      Tornare da Andria con le burrate, le mozzarelle e la ricotta forte è stata una passeggiata.Le cime di rapa e i carciofi non potevano rimanere sul banco del mercato quella freschezza a quel prezzo e perchè lasciare sole e abbandonate le orecchiette o i cavatelli piccoli piccoli,che così piccoli non li hai mai visti, e tantomeno mangiati. E i taralli conditi in mille modi tutti buoni e tutti assaggiati perchè la signora che li produce e li vende ti dice di assaggiare prima di comprare e si scusa per aver finito le firselle cunzate per l'assaggio...
      Quando torni da questi raid gastronomici vieni guardata come una povera pazza! ma quando inviti gli amici gradiscono e mangiano ... eccome se mangiano.
      Quando chiedono "come fai a scovare queste bontà" si deve rispondere: leggo, cerco, sono curiosa, compro Tolstoj e Moccia, li leggo entrambi e poi decido, non giudico chi legge Grand Hotel, ma mi irrito se chi lo legge mi dice che al mondo non c'è nulla di meglio.
      Barbara

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    3. O che è la stessa cosa del National Geographic :-)

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  2. Giovanna, sono d'accordo con te in toto. Qui è casa tua e il frequentatore abituale deve farlo con correttezza e rispetto per la padrona di casa. Sono anche d'accordo sul fatto che i prodotti che usiamo in cucina devono essere di qualità e possibilmente della zona. Per questo io ho un grande orto e cerco di coltivare anche verdure che poi mi possano essere utili durante l'inverno, come zucchine, melanzane, pomodori, peperoni, basilico, prezzemolo, etc. Se non sono d'accordo con te su un tuo post o non ti dico niente o lo faccio con toni pacati, senza urlare come fa certa gente, portando le mie argomentazioni ma rispettando sempre il tuo pensiero.

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    1. Ben detto, Dida. Non è difficile capirlo né accettarlo. E con chi non è capace di capirlo nè di accettarlo non mi interessa interloquire.
      Si può discutere civilmente tra persone in disaccordo, purché chi è in disaccordo si ponga in maniera civile.

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  3. L'uva detox, che ne sapete voi dell'uva detox a gennaio!
    Potrei sottoscrivere ogni sillaba, virgola, punto, sotteso e premessa data per nota. E potrei perchè qui ci si sta bene, mi fate sentire per un attimo meno sola, meno accerchiata. Perchè sì, questo mondo ha bisogno di cose migliori. E migliori come voi, in giro ce ne è poche. Un avviso, il mio, che della piaggeria ha proprio nulla.
    ps: poi, con calma, mi spiegherete bene cosa sia quell'anacoso lì eh.

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    1. Vedi, poi arrivano questi commenti e io penso che almeno anziché dinosauri che vagano perduti in una terra ostile siamo dinosauri dentro Jurassic Park. E mi sento meglio. Sì.

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  4. Non sono mai riuscita ad andare oltre la pagina 5 di Moccia, preferisco leggermi un harmony allora. Per quanto riguarda il resto sono d'accordo con te :)

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    1. Tu almeno ci hai provato. Io non sono riuscita nemmeno a provarci :-)

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  5. La mia libertà finisce dove ha inizio quella altrui. Sembra invece che sul web (ma oramai anche altrove) quella specie di identità evanescente che internet garantisce sia un lasciapassare per maleducazione e aggressività represse.
    Io, ogni tanto, i pomodorini a gennaio li compro, ma so bene che faccio male, sia per una questione di gusto, che di portafoglio che di "sostenibilità". Non mi offendo se qualcuno me lo ricorda; io mi sento comunque libera di continuare a comprarli.

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    1. Appunto. Anch'io faccio tante cose pur sapendo di sbagliare, nella vita, nel quotidiano. Eppure continuo, in alcuni casi, per mia coodità, per pigrizia, o non so nemmeno io perché. E quando leggo da qualche parte che quel tal comportamento è sbagliato, non vado certo ad azzannare chi lo scrive.

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  6. 1) corro subito ad iscrivermi al contest di gambetto: spero che in palio ci sia almeno un grembiule tutto tempestato di cupcakes!
    2) siete la voce (anzi, le dita) della ragionevolezza, quella che manca troppe volte perché tale assenza sia perdonata.
    3) ogni parola qui scritta mi sembra fin troppo sensata per essere in qualche modo dibattuta, e dunque continuate così, che ce n'è gran bisogno. grazie.

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    1. Guarda, Sara, che per i cupcakes c'è il preparato, così il contest lo vinci a mani basse.

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  7. Ciao Giovanna, non c'è da ritenersi dinosauri per leggerti e condividere ciò che scrivi. Una volta, quando acquistavi una rivista di cucina, venivano sempre posti, in evidenza,i prodotti di stagione. Ora non è più così......l'altro giorno parlavate dei pomodorini appesi, conservati per l'inverno ed io pensavo con nostalgia a quando me ne servivo con parsimonia, devo dire, da quelli che mia nonna appendeva nella sua dispensa....ieri, ti pensavo, preparando gli ingredienti per il bollito, scegliendo i pomodorini appena acquistati, per il brodo.....non rossi ma aranciati, con poco sapore, buccia morbida che appena prima del bollore, già si rompeva e, messi per arrossire appena ma arrossire, invece, nessun colore per il mio brodo. Meglio allora non metterli.....ma un po' d'invidia per chi ancora li tiene appesi e ne gode, in pieno inverno. Certo, a volte, tu e Lisa siete "forti" nei vostri giudizi ma mi rendo conto che, quando si provano certi sapori, quando si può fare uso di ottimi ingredienti naturali e di stagione e, sopratutto, quando la conoscenza non è superficiale ma frutto di esperienza personale di lettura, studio e prova di testi di esperti del settore e maestri nella loro arte, non si può tornare indietro ma ricercare continuamente, il meglio per questa disciplina che ci accomuna e, per me e altri amanti delle cose buone e naturali, essere d'insegnamento. Riflettendo, si, penso proprio che siate dinosauri dentro Jurassic Park.......

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    1. Stefania, per quanto riguarda i pomodorini, ce ne sono di buonissimi in conserva. Certo è più facile che li trovi io, qui, lo so.
      Non si può tornare indietro e poi c'è il desiderio di andare avanti, che vale in tutti i campi e per tutte le cose, sicuramente di più per quelle che ci interessano.

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  8. Anch'io voto per la genuinità e la stagionalità dei prodotti. E penso che tutti abbiano il diritto di dire quello che pensano, chiaramente nel rispetto del lettore ma del prossimo in generale. I pensieri si possono tranquillamente esprimere, nei modi giusti , quindi sentiti libera di vomitare nei tuoi post tutti i pensieri che frullano tra il ciarpame della tua testa. Buona settimana!
    Maria Giovanna

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    1. Non so se ti conosco, giacché il commento è anonimo e non sei "cliccabile", ergo, non so se tu stia scherzando o polemizzando. Perciò non posso neanche risponderti con cognizione, ed evito.

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    2. Poiché sarò un po' tarda ma alla fine ci arrivo, devo supporre, malgrado il comodo schermo dell'anonimato, che il tuo commento faccia polemico riferimento al post di Sara. Nel caso sia così (e se mi sbaglio, e stavi scherzando, mi perdonerai):
      premesso che se ce l'hai con qualcuno faresti cosa quanto meno corretta (ma proprio a livello di minimo sindacale) a confrontarti con lui anziché parlare a nuora perché suocera intenda, e a farlo mettendoci la faccia, anziché un nome che può appartenere a qualche decina di migliaia di persone, premesso ciò, dicevo, in genere io non vomito: argomento. Poi l'argomentazione può risultare condivisibile o meno, ma è ciò che mi sforzo di fare.
      Rilevo invece, in questo caso come altri, che l'argomentazione proprio non si sa cosa sia. Il coraggio delle proprie parole e convinzioni men che meno. Si sa solo andare a scagazzare in casa d'altri col cappuccio in testa.
      E, no, non ti auguro buona settimana.

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    3. La suocera ha inteso e, poiché non è capace di rispondere con parole proprie, preferisce usare (seppur immeritatamente) quelle di Italo Calvino:
      "Nessuno sa meglio di te, saggio Kublai, che non si deve mai confondere la città col discorso che la descrive. Eppure tra l'una e l'altro c'è un rapporto. Se ti descrivo Olivia, città ricca di prodotti e guadagni, per signifiacre la sua prosperità non ho altro mezzo che parlare di palazzi di filigrana con cuscini frangiati ai davanzali delle bifore; oltre la grata d'un patio una girandola di zampilli innaffia un prato dove un pavone bianco fa la ruota. Ma da questo discorso tu subito comprendi come Olivia è avvolta da una nuvola di fuliggine e d'unto che s'attacca alle pareti delle case; che nella ressa delle vie i rimorchi in manovra schiacciano i pedoni contro i muri. Se devo parlarti dell'operosità degli abitanti, parlo delle botteghe dei sellai odorose di cuoio, delle donne che cicalano intrecciando tappeti di rafia, dei canali pensili le cui cascate muovono le pale dei mulini: ma l'immagine che queste parole evocano nella tua coscienza illuminata è il gesto che accompagna il mandrino contro i denti della fresa ripetuto da migliaia di mani per migliaia di volte al tempo fissato per i turni di squadra. Se devo spiegarti come lospirito di Olivia tenda a una vita libera e a una civiltà sopraffina, ti parlerò di dame che che navigano, cantando la notte su canoe illuminate tra le rive d'un verde estuario; ma è soltanto per ricordarti che nei sobborghi dove sbarcano ogni sera uomini e donne come file di sonnambuli, c'è sempre chi nel buio scoppia a ridere, dà la stura agli scherzi e ai sarcasmi.
      Questo forse non sai: che per dire d'Olivia non potrai tenere altro discorso. Se ci fosse un'Olivia davvero di bifore e pavoni, di sellai e tessitori di tappeti e canoe e estuari, sarebbe un misero buco nero di mosche, e per descriverlo dovrei fare ricorso alle metafore della fuliggine, dello stridere di ruote, dei gesti ripetuti, dei sarcasmi. La menzogna non è nel discorso, è nelle cose."
      Perdonerai dunque, Maria Giovanna, se il mio repertorio metaforico non sia tanto sopraffino.

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    4. Ribadisco il mio pensiero: pur essendo d'accordo in merito alla qualità dei prodotti, trovo che ci siano modi più gentili per esprimere gli stessi concetti. La mia non voleva essere una polemica, bensì ho voluto utilizzare le stesse parole che per voi gastrofighette non erano offensive e che avete difeso continuando a farlo anche oggi. Così le ho utilizzate rivolgendomi a voi giusto per vederne la reazione: è l'ho vista! Ed è stata proprio quella che mi aspettavo!
      Sono una foodblogger e questo è il mio nome reale, ma preferisco scrivere in anonimato non perchè abbia timore di metterci la faccia bensì perchè non ho bisogno di questo post per portare visite (che sicuramente giungerebbero) al mio blog.

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    5. C'è una differenza piccina piccina, ma stare a ribadirlo con chi non ha alcuna intenzione di ragionare sembra davvero uno spreco di tempo.
      Comunque…
      Sara non è andata da altri ad insultarli. Primo.
      Nel post di Sara non c'era riferimento e persona identificabile né personalizzazione, ma un discorso generale. Secondo.
      Tu invece vieni qui, ti rivolgi a me, a me indirizzi certe parole. Se non sei in grado di percepire la differenza, niente affatto sottile, non so cosa farci.
      Il tuo commento, malgrado qui ci sia la moderazione, l'ho pubblicato perché mi pareva si qualificasse da solo.
      La spiegazione non modifica di un punto questo fatto.
      Non hai bisogno di incrementare le visite, e allora ti mascheri? Ah, be', queste sì che son motivazioni, eh.
      Sappi che la tua permanenza in questo post finisce qui, in ogni caso. Chi sporca (non interloquisce, non discute: sporca) se ne sta a casa sua.
      Sarà bene che alcuni approfondiscano il concetto di democrazia, prima di equipararlo al "Facciamo un po' come cavolo ci pare".
      Cia'.

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    6. Mi meravigliavo del fatto che ancora nessuna giustiziera della notte avesse fatto la sua apparizione al grido "morte alle gastrofighette", per fortuna l'attesa non è stata lunga...Potrei argomentare in merito alle tue giustificazioni ridicole circa il tuo anonimato, i tuoi modi, ma non posso sono talmente puerili che mi trovo arresa.Se la reazione che abbiamo avuto è proprio quella che ti aspettavi" che diamine sei venuta a fare?
      Personalmente non mi interessa confrontarmi con gente come te, non ti ho invitata, non vengo a casa tua perchè non ho tempo da perdere come persone squallide, piccole, ignoranti e piene di livore. Per lo stesso principio non vi vogliamo qui, ora basta, che ognuno evacui a casa propria!

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  9. Se piace piace, senon piace piacenza!Brave ragazze, sono contenta di leggervi ;)
    Bacione

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  10. Sarò sintetica..... VI AMO!!! E condivido tutto!
    Grazie....

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    1. Ma grazie a te! A noi basta e avanza essere amate da qualcuno, all'amore universale non abbiamo mai aspirato ;-)

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  11. Un post chiaro, limpido, talmente perfetto che non può non essere condiviso in ogni sua parola se si vuole imparare qualcosa e crescere, oltre a postare eoni di ricette.
    Io non capirò mai perché invece del confronto ormai ogni volta che si cerca di affrontare temi che possono farci crescere si arrivi sempre a distorcere il pensiero iniziale o si passi all'attacco personale.
    Ogni volta che si tocca questo genere di tema partono sproloqui e polveroni con questa che accusa più o meno velatamente quella ed inizia una cagnara che mi fa passare la fantasia.
    Tante volte ho voluto iniziare un post molto simile al tuo per poi cancellare tutto perché non avevo voglia di infilarmi in beghe che nulla avrebbero avuto a che fare col post vero e proprio.
    Mi fa piacere però che ci sia chi come te e Sara se ne catafotte e le parole le lascia correre e di questo vi ringrazio.

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    1. Sarah, mi piacerebbe tanto poter dire che me ne catafotto :-). In realtà non ancora, non del tutto. E se certi post li scrivo è per una forma di compulsione: mi partono, tutto qui :D.
      Però sul fregarmene ci sto lavorando. In fondo la crisi d'identità manifestata qualche giorno fa andava anche in quella direzione. Da troppi anni e in troppe occasioni si è capito che il web induce allo scontro, sarà la distanza, sarà l'immaterialità; nella vita reale, occhi negli occhi, ci si affronta di meno.
      E di beghe sono stufa, ma stufa. Però non voglio noie in casa mia, e men che meno voglio dover trattenere l'espressione di un'opinione che non offende nessuno, se non chi ha problemi con se stesso, per evitare di incorrere in attacchi e insulti. Di questo sì, me ne catafotto :-)

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  12. Ce l'ho fatta:) ho letto tutto:post e commenti, sono in ritardo ad un appuntamento, ma non sono riuscita a lasciare la lettura a metà...ho letto tanto buonsenso, democrazia e principi pienamente condivisibili...grazie Giovanna!

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    1. Parole grosse, la più grossa di tutte è 'buon senso' :). Quando due più due smette di fare quattro e diventa un'operazione dal risultato opinabile, son problemi.

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  13. bene, bene, sono proprio contenta, io vengo qui quasi solo per leggere quello che scrivete, di prodotti, di luoghi e di Paul Mac Cartney, anche se lo strudel di mele lo faccio solo con la vostra ricetta e viene sempre benissimo!!! non scirvo quasi mai, stavolta è doveroso, grazie per non abbandonarci. Mimma

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    1. Grazie a te, Mimma. A rileggerci presto!

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  14. Cara Giovanna,
    ma cosa vuoi non si può parlare francese ad un tedesco!!!!
    E chi legge Moccia...semplicemente parla un'altra lingua e non c'è comunicazione!
    Non ci può essere! E se pensiamo poi che chi lo legge o vede i film ispirati al suo "capolavoro" ha reso inguardabile un meraviglioso ponte del 207 a.c.e imbrattato con le famose chiavi dei lucchetti il sottostante tratto del fiume Tevere...cosa si può aggiungere.?
    E la stessa cosa vale per il cibo "qualunque" chi lo mangia..parla un'altra lingua e invece di essere un gastrofighetto (mi piace tanto esserelo) é un gastrosfigato.. peggio per lui o lei.
    Io sai vi leggo sempre e mi sento sempre sulla stessa onda ..anche se non vi scrivo .ma ci SONO
    Un abbraccio
    Carla Camilli

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    1. Carla! Ecco un bel risultato di questo post: aver scovato tra i lettori qualche vecchia conoscenza!
      Che dirti? Hai ragione. Scema io a pensare che le cose potessero essere diverse...
      Un abbraccio!

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    2. Facile essere gastrofighetti coi soldi in tasca...

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  15. Eccolo qui, un altro eroico e anonimo cavaliere senza macchia e senza paura...
    Sei mai stato in un mercato a km 0? Devo supporre di no. Altrimenti sapresti quanta roba ti porti a casa con pochi euro. E per di più quella roba ti dura in casa per giorni, dato che è appena raccolta, e non sei costretto a buttar via nulla. Se fossi in te mi domanderei, invece, quanti soldi butto dalla finestra per far fare il giro del mondo ai limoni di Santo Domingo. Sensato, eh? Devo consigliarlo a quei ricconi dei pensionati che affollano il mercato, si vede che hanno soldi in tasca in abbondanza pure loro, gastrofighetti che non sono altro.

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  16. Purtroppo il mercato a Km 0 delle mie parti si tiene solo ogni quindici giorni. E non posso neanche andarci sempre. A seconda del tipo di ortaggi o frutta, è vero freschissimi, non tutti riescono a rimanere tali oltre una settimana. Quindi ripiego anche su altri canali per rifornirmi. E no, non compro niente che non sia di stagione o proveniente da luoghi improbabili. Tuttavia penso che per alcuni, me compresa, il fattore economico giochi un ruolo importante nella scelta del cosiddetto cibo "qualunque". Sovente non si puo' scegliere, è il contenuto del borsellino che impone. Per dire, io amo il pesce, ma l'unico fresco che posso permettermi con una certa frequenza sono le alici, le sarde e poco altro. E solo quando il prezzo è buono. Allora per poter variare un minimo, ripiego sul surgelato del genepesca (né pangasio né altre cose impanate), ma la qualità rispetto al fresco...E potrei dirti ancora di alcuni legumi: alcune varietà di lenticchie o fagioli sono piuttosto care le cicerchie poi non ne parliamo. Me li posso concedere una tantum, per il resto ricorro a quelli "qualunque" del supermercato. E' cosi' per me e purtroppo per tanti altri che vorrebbero ma non possono.
    Francesca Ciampa

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    1. Ma questo è un discorso diverso, articolato ( e firmato) che capisco e accetto. Ma tu dici anche che eviti di comprare roba che viene da chissà dove, e quindi presti attenzione. Ma poi, mica sono io a dover decidere cosa mangiano le persone... La cosa che invece non comprendo è andar dicendo che è tutto uguale: peperone di stagione o a febbraio, iceberg che viene dal Canada e lattuga freschissima.

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    2. Secondo me il "vorrei ma non posso" di tanti è molto legato alle quantità. Nemmeno io posso acquistare tutti i giorni carne di razza piemontese (quella vera), o farina che costa 2 euro al Kg. Però posso comprare la carne due volte al mese, e di più non me ne serve perché quella che compro è davvero nutriente, posso usare la farina da 2 euro al kg per farmi il pane che mi dura una settimana e fare una spesa di frutta e verdura freschi che certamente consumerò nel corso di 5-6 giorni, senza sprechi facendo del bene a me e all'ambiente, e a guardar bene avrò anche risparmiato.

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    3. Inutile dire che sono assolutamente d'accordo con te.

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