lunedì 14 gennaio 2013

Chiedersi a cosa vale


Considero questo blog una casa in cui mi sono ambientata, ma a volte portarlo avanti è faticoso. Psicologicamente, soprattutto. Mi rendo conto che, negli anni, il web è cambiato e lo è anche qualcosa in me.
Ho fatto passare parecchi giorni dal mio ultimo post, non per caso. Diciamo che ho voluto fare un esperimento. Notando che non arrivava alcun commento, ho voluto dare tempo al tempo. Ma nessun commento è arrivato se non un invito a visitare un certo sito.
Il post privo di commenti riguardava un giovane di talento che lavora (benissimo) in un piccolo ristorante in una località minuscola, bella e difficile. Qualcosa che mi sta a cuore, come sempre mi sta a cuore chi fa le cose con grande cura e passione battendosi contro le difficoltà. Sembra che nessuno sia stato minimamente tentato di annotare nome e indirizzo o di fare un complimento non certo a me, ma a lui.
Forse non è vero, forse semplicemente non si sa come commentare. Mica è un obbligo. E va bene. Però...
Però, come dicevo, negli anni qualcosa in me è cambiato. Lo spaccio di ricette fine a se stesso mi sembra cosa sterile, in un mondo oberato dalle ricette, che annega tra le ricette, che è colonizzato dalle ricette in TV, sui giornali, in internet, ovunque. E limitarmi a dare ricette non solo non è mai stato il mio scopo, ma adesso mi sembra più riduttivo che mai. Trovo stimolante occuparmi di cibo in genere, di cose buone e produttori buoni, di ciò che accade e di piccola informazione che posso fare coi miei scarsi mezzi. Ecco perché mi piace scrivere su Gastronomia Mediterranea. Ma anche se questo blog nasce in altra forma, sapete che da sempre, da anni, mi piace promuovere le cose notevoli della gastronomia campana, i suoi bravi produttori, i suoi buoni ristoranti, i frutti magnifici di questa terra per tanti versi infelice e per tanti altri unica al mondo. Sento che è questo che voglio fare e che devo fare, il che non significa mettere al bando le ricette ma nemmeno rinchiudercisi dentro come in una prigione di caccavelle e mestoli.
E la passione per la cucina, che sembra oggi aver afferrato metà dell'umanità, non è solo spignattare. E' passione anche per l'ingrediente, conoscenza della materia prima, conoscenza che non basta una vita ad acquisire e di fronte alla quale ci si sente sempre profondamente ignoranti. E' quella che vorrei inseguire, ben sapendo che non ne saprò mai abbastanza, ma anche che bisogna almeno tentare, che bisogna progredire.
Ricette da pubblicare ne ho, ne ho tante, e tante di nuove ne preparo ogni giorno. Ma oggi non voglio darne, voglio solo manifestare un disagio. Perché questa è la casa mia e di Lisa, ma credo che ad entrambe l'arredamento, qualche volta, stia stretto. Vorremmo spostare qualche mobile, far entrare aria fresca e cambiare i tendaggi. In altre parole, non sappiamo dove stia andando il web, ma non vogliamo necessariamente seguirlo ovunque vada. Vorremmo che questo fosse il nostro web, il nostro modo di stare nel web.
Il nostro, non quello che conviene per ottenere più attenzione e più commenti. Altrimenti avrebbero ragione le starlettes televisive delle ricettINE, perché a dar loro ragione ci sono i milioni di copie di libracci venduti e le decine di migliaia di "mi piace" su Facebook.
Ecco. L'ultima cosa che vogliamo è dar ragione a loro. Perciò forse ci serve una pausa di riflessione su cosa significhi oggi scrivere in un blog che si occupa di cibo.
Alla prossima.

P.S.: La foto non è scelta a caso. Pasta fatta in casa da Lisa, pomodori di serie A. L'essenza di ciò che "sentiamo" sul cibo è là.

102 commenti:

  1. questo post avrei potuto scriverlo io, ti giuro. è la stessa riflessione che sto facendo io da mesi: c'è talmente tanta mediocrità e superficialità in giro che quel poco di buono rischia di perdersi, e dunque forse è meglio ripensare la formula per cercare di condividerlo al meglio. il che può passare anche per una fase in cui ce lo si tiene per sé...

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  2. Ma io vi voglio benissimo.

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  3. Tutto giusto e corretto, però adesso non facciamo che la pausa di riflessione duri N mesi, mi raccomando. Va da se che - per la mia esperienza blogghistica - non posso che trovarmi d'accordo con te ... non ho mai inseguito le folle e i commenti della serie "che balla questa ricetta, quanto sei brava (ame, che sono maschietto)" ...
    Comunqe, giusto per non dilungarmi troppo, io il nome di quel giovane chef me l'ero segnato, anche senza commentare :)

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    1. e pure io veramente, anzi... grazie! :)

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    2. Mi ringrazierai quando lo avrai provato. Di sicuro :-)

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  4. non ho commentato il post sul giovane di talento che hai scovato perchè non ne sentivo il bisogno. Ho letto con grande interessa quello che hai scritto, cosa hai scelto dal menu e mi sono salvata l'indirizzo, e dentro me mi son detta: 'Quando deciderò finalmente di fare un bel giro in Campania devo scrivere prima assolutamente a Giovanna'.

    Sono molto stanca del web in generale anch'io. Mi ha dato e gli ho fato tanto, continua ad essermi utile, ma sono stanca della ripetizione amplificata dai social media delle stesse cose, a cui contribuisco anche io. Non so aiutarti sulla continuazione, anzi se ti viene in mente qualcosa son tutta orecchie.

    Un caro saluto, amo sempre leggerti.

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    1. Franci, non devi giustificarti. Il senso non era quello e spero di averlo chiarito con il mio commento più giù. E grazie.

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  5. io non scrivo mai ma leggo sempre! Claudia

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  6. io non so cosa spinga le persone ad avere un blog che si occupi di cibo, ma posso dire cosa ha spinto me. volevo semplicemente dare un minuscolo contributo al mio paese di nascita e di crescita e lo faccio a modo mio.
    un abbraccio

    irene

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    1. Appunto. Farlo a modo proprio è essenziale. Ma a volte è necessario capire dove si sta andando.

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  7. anche io ho un blog. lo tengo per il piacere di tenerlo, anche se è faticoso. mi fanno domande, rispondo e non mi dicono nemmeno grazie o crepa. detto questo, non fare nulla per gli altri, per un ritorno. fallo per te. se aspetti gratificazioni hai già fallito in partenza. sicuramente tanti ti leggono e regali loro qualcosa. non tutti amano condividere. non ti accontentare di gesti di ritorno quasi "obbligati" e sterili. sii contenta di quello che fai. tutto gira nell'universo. tutto e tutti serviamo a qualcosa. Il tuo messaggio è arrivato, anche a me che non ti avevo mai letta prima...complimenti per come scrivi, per quello che dici. In bocca al lupo

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    1. Lux, grazie di essere approdata qui. Non è per un ritorno, nel senso di gratificazione. Ma per un ritorno nel senso di immaginare che ciò che si dice serva almeno un po' a crescere e progredire insieme sì. Il commento fine a se stesso non serve a nessuno. A volte ti accorgi da ciò che scrivono che non hanno nemmeno letto.

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  8. Giovanna, ho letto l'articolo.....Non so di chi parli, quando citi un cuoco giovane che avrebbe bisogno di essere conosciuto meglio......probabilmente, mi è sfuggito qualcosa, dato che non lo ricordo eppure, poco mi sfugge di quello che scrivete tu e Lisa......sicuramente ero distratta da altro......chiedo scusa e, se vorrai riparlarne,mi troverai pronta ad ascoltarti. Per le altre cose che scrivi, non con una certa amarezza, personalmente, leggo con piacere gli articoli di gastronomia mediterranea che trovo ricchi di informazioni e di conoscenze che assimilo con piacere, imparando cose nuove per quello che riguarda gli alimenti, i luoghi di produzione e le informazioni sui prodotti che vengono usati generalmente in cucina, senza conoscerli veramente, senza porci il problema delle differenze, usandoli con superficialità pensando che, in fondo, il risultato è il medesimo. Per questo, dico grazie a te, Lisa per questo blog......dico grazie a te e Lisa, anche per le battute trasgressive su fb che mi aiutano a capire molto delle cose in commercio, anche se non tutto ma, per me,seguirvi è apprendere sempre cose nuove, provare ricette, anche se a volte complicate, come quelle di Lisa sulla pasticceria francese, usando, materie prime per me introvabili nei comuni supermercati.Capisco il tuo sfogo ma non allontanarti troppo dal blog......ho imparato ad apprezzarti e non voglio perderti!

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    1. Stefania, mi riferisco al post pubblicato prima di questo.
      Non devi chiedere scusa perché il problema non è il commento. Il commento è solo il sintomo e fa nascere delle domande.

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  9. i commenti non sono l'unico parametro per sapere se una cosa che abbiamo scritto ha destato interesse anche se è innegabile che sia il più evidente, a me per esempio ha infastidito molto negli anni (5 e mezzo) di blog vedere che alcuni post cui ero molto legata avevano 0 commenti, post quasi sempre non attinenti alla cucina, mentre qualunque ciofeca io faccia alcuni commenti arrivano.
    mi dico meglio sinceri e pochi che ruffiani e tanti ma in realtà ne vorrei parecchi e sinceri.
    col tempo ho ridotto i miei commenti in giro per blog, non solo per mancanza di tempo e cose intelligenti da dire ma anche perchè alla fine la parte permalosa e orgogliosa di me preferisce le cose non a senso unico, cioè preferirebbe che le persone che stimo a loro volta mi stimassero, che le persone delle quali i post mi piacciono (anche quando diversissime da me) a loro volta fossero interessate ai miei di post (anche se non è la loro cucina, la loro mentalità, il loro stile).
    alla fine me ne frego ma 5 anni e mezzo di blog mi hanno regalato più delusioni che soddisfazioni, tante pugnalate, tante cose che faccio finta di non vedere, tanti fraintendimenti, tanta sottovalutazione e anche cattiverie gratuite.
    nonostante questo non ho intenzione di smettere, per salutiamoci ma anche per me, semplicemente perchè mi piace scrivere e condividere, fossimo anche solo in 10 ne vale la pena comunque, fosse anche solo per andare a rileggere le mie vecchie cose dimenticate e sorridere come se le avesse scritte qualcun'altro

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    1. Stella, spero di aver chiarito in un commento più giù che il problema non è il riscontro inteso come commento. Io commento pochissimo, mi sento anche in colpa, ma non riesco più a girare per blog. Non riesco spesso nemmeno ad aggiornare il mio...
      Mi spiace far parte di coloro che ti danno questa sensazione di delusione. Davvero.

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  10. Tu probabilmente hai le capacità e le possibilità che io, come molte blogger, non ho. La capacità di andare oltre la ricetta buttata lì per avere consensi. Non ti fermare, non vi fermate, proseguite su questa strada meno facile da condividere ma di gran lunga più intelligente e costruttiva. Fatelo anche per me!

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    1. Grazie, Dana. Per ora ci riflettiamo. :)

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  11. L'importante è....'fottersene'.
    Questo in teoria è quello che provo a fare io, collegandomi quando mi pare, assentandomi per settimane intere, dedicandomi al reale...poi di tanto in tanto vado a trovarmi gli amici, quelli che per qualche motivi non ho incrociato in altro modo.
    Per quello che cucino infatti, il blog vede solo un 10% della produzione totale e di questo non sente la mancanza nessuno, per quel che scrivo forse frega ancora meno, ma è il mio diario e quindi va benissimo così, cambio come e quando mi pare, chi segue è benvenuto soprattutto nell'ottica dello scambio di punti di vista, altrimenti per i complimenti sono più che sufficienti quelli "che non ricevo" verbalmente ma semplicemente vedendo i piatti vuoti di chi (non come me) ha un palato fine per apprezzare successi e prove tecniche di miglioramento.
    Detto ciò, condivido lo "scazzo". Probabilmente bisogna aspettare che la bolla mediatica gastronomica finisca ma onestamente non mi va di attendere che uno "spazio" abbia una migliore luce in funzione di un qualche cambio ciclico che potrebbe esserci come non avvenire proprio. Piuttosto tengo viva la mia voce, tengo viva la mia capacità critica di rapportarmi agli altri. Lavorare dentro una architettura più arieggiata come quella di Gastronomia Mediterranea aiuta ma spero sempre che non sia una forma elegante di resa intellettuale, o come dire un compromesso accettabile, esserci ma senza troppo farsi il fegato a pezzi.
    Il cambiamento è fondamentale, il fegato uno. L'ago della bilancia l'hai sempre tu.
    Già Lydia non scrive più il suo diario...e già quella perdita di quotidianetà ha cambiato in peggio la mia, vuoi per motivi affettivi, vuoi di confronto costante, vuoi per aver perso quel filo conduttore che ci faceva "vivere in parallelo" pur abitando a parecchi Km di distanza condividendo umori e quotidiano. Fb è un surrogato e non ha la profondità di un blog, soprattutto perchè il blog implica una forma di riflessione che su Fb non c'è perchè malamente si accosta più al parlato che non ad altro. Insomma molte parole pochi contenuti....
    Confusamente spero di averti condiviso il mio msg...non chiudere il blog che altrimenti vedrai come suonerà il citofono!!!!

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    1. Gambs, spero di averti chiarito le cose con il commento qui sotto.

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    2. Un bacio a Gambuccio mio!

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    3. Lydia, io non parlo, ma capisc'a me :-(

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  12. Buongiorno Lost in Kitchen, sono Laura e vi seguo da qualche mese, ormai giornalmente. Da mesi apprezzo il vostro lavoro di divulgazione, la vostra attenzione al territorio, che tra l'altro è anche quasi il mio stesso territorio, la vostra originalità e la vostra passione nel parlare di cibo, di politica, di cultura. Sto andando a ritroso nel tempo nella lettura dei post e metto da parte ricette e consigli, li faccio girare (...come link) e arricchisco me e altri. Non commento, se non oggi. Riserbo, anche dietro lo schermo? Non so. Aborro fb e similari, amo leggere i blog intelligenti. Il ristorante che avete recensito era stato appuntato. Sapere che uno chef bravo e giovane ha investito in un piccolo paese dell'entroterra salernitano il suo talento mi aveva toccato; e appena sarà possibile andrò a portare il mio contributo alla sua scelta coraggiosa. Che dirvi di più? Spero che continuerete a scrivere....senza pause strategiche:). Ognuno ha il suo talento da mettere in circolo.
    Laura

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    1. Laura, grazie di questo commento. Che, te lo dico senza remore, è motivante.

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  13. Temo di aver causato qualche fraintendimento, di non essermi espressa al meglio, perciò inserisco una precisazione: il problema non è la scarsità di commenti né chi non commenta si deve giustificare. Io stessa commento rarissimissimamente, non per disinteresse. Del resto questo non è mai stato blog da decine e decine di commenti. Spesso poi il commento si riduce a un complimento standard. Il commento è solo lo specchio di una situazione. E la situazione, anzi, la domanda, è: a chi interessa tutto ciò che non è la ricetta? E' vero che si scrive in un blog per sé, per il piacere di farlo, ma si vorrebbe capire se negli anni almeno una parte dell'umanità webeggiante ha cominciato a interessarsi a qualcosa che non sia il piatto da fare possibilmente in dieci minuti. Perché bisogna comunque avere il senso del proprio esserci, e capire se esserci per esserci o esserci per servire a qualcosa.

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    1. Aggiungo che ho la sensazione che la cosa vada progressivamente peggiorando.
      Vengo dall'epoca pionieristica dei forum di cucina. Il web era nato da poco, i blog non esistevano e, credetemi, c'era uno scambio davvero virtuoso. In quegli anni ho imparato tantissimo, soprattutto nei primi, che hanno preceduto il periodo in cui i forum sono diventati pettegolezzi, rivalità e mail private di taglia e cuci. Eravamo tutti pieni di curiosità, e il forum ti consentiva di saziarla ottenendo risposte da mezzo mondo. Ecco, forse ora io e Lisa semplicemente ci domandiamo se la curiosità esiste ancora o si vuole solo risolvere il problema di cosa mettere in tavola, in fretta, stasera.

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  14. Ho capito...ma per tutto il "coinvolgimento" che ho messo nel risponderti sappi che una "citofonata" te la meriti tutta!!! :) ahahhahahahaha

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    1. Io la aspetto. Azz, l'ho detto, non mi salvo più! :-)

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    2. Tremaaaaaaaaaaaaaa!!! :D

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  15. Anch'io sto diradando le apparizioni sul mio blog, sull'argomento la penso piu' o meno come te. Pero' leggo sempre con piacere i tuoi post, anche solo per assaporare il buon italiano. Ecco, magari non saro' tanto diplomatico, ma tant'e'.
    Un saluto a Lisa, ho ancora in mente il sapore della sua cucina.

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    1. Corrado, tu sei sempre gentile, e questa volta non fa eccezione. Un abbracio, Lisa ricambia il saluto.

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    2. era abbraccio (a proposito di buon italiano ;-))

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  16. Guarda Giovanna, io pure dedico poco tempo al mio blog, perchè ho altro da fare...anche se sono molto affezionata al mio salottino.Proprio perchè dilaga la mediocrità è importante che chi ha uno spessore continui a dare linfa, qualcuno che sceglie cose di un certo livello c'è, fidati! ;)
    Buon proseguimento, un abbraccio
    Sara

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    1. Sara, questo mondo dei blog è strano e lo diventa sempre di più. Sentirsi a proprio agio diventa difficile.

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  17. ma no dai, certo che il problema è la mancanza di commenti! uno fa finta di farsi domande più alte, ci filosofeggia su, ma in realtà quando non arrivano commenti ci si rimane male ed è normale perchè il commento è una prova, l'unica che abbiamo per sapere che qualcuno non solo è passato (che per quello ci sarebbero le statistiche) ma è anche interessato a quello che abbiamo detto e magari perde pure 1 minuto per dirci cosa ne pensa in modo più approfondito, il post senza commenti lascia sempre un po' perplessi, pieni di dubbi, non è una questione di vanità, infastidisce l'indifferenza, è normale.
    se è per questo lasciano perplessi spesso anche i commenti perchè magari si ha la sensazione di essere stati fraintesi, se fosse facile non sarebbe vero :-)
    ma certo che la curiosità esiste ancora!

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    1. Stella, guarda, io le statistiche non le guardo mai, tanto che Performancing Metrics mi manda avvisi ogni tre mesi di account inattivo dicendomi che se non mi loggo mi rimuove :-). I numeri lasciano il tempo che trovano, e del resto se ci stessero a cuore sapremmo come fare a farli impennare, visto che le dinamiche sono abbastanza evidenti.
      Sarà forse un fatto personale, una sensazione intima il sentirsi inutili? Può darsi, magari sono fasi. Magari. O magari no.

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    2. Le statistiche, quando le guardavo nel 2008, mi dicevano che il post più letto era su una certa arista all'arancia appuntata per affetto, perché cucinata con un'amica, niente di più; quelli pensati, frutto di lavoro o di invenzione, manco per niente, erano fuori dai conteggi. Ovviamente: perché chi cerca con parole chiave cerca arista, mica - per dire - hamin o balouza. Commenti a schiera? Quaranta, trenta complimenti vivissimi? Nell'attesa che tu restituisca la visita come si faceva nei salotti parigini di metà Ottocento? E lo sapete che man mano si andò sostituendo la presenza con il lasciare un biglietto da visita in un vassoio per correre nell'altro salotto e poi nemmeno si andò più di persona a depositarlo e allora ci fu un gran dibattito sul deteriorarsi delle relazioni etc? (risatina: aspettiamo un software che lo faccia per noi).

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  18. il problema della mancanza di commenti non è però numerica: è sostanziale. ovvero: i commenti di sostanza sono un decimo, un centesimo di quelli di circostanza. e c'è anche tanta paura di esporsi, di non essere "d'accordo" e soprattutto di dirlo: probabilmente molti non hanno che dire, ma altri, pur avendolo, si astengono per paura di ingenerare polemiche. che poi neanche sarebbero tali, probabilmente: magari sarebbero scambio e confronto, disapprovazione e suggerimento, e non, sempre e comunque, baci e abbracci. probabilmente occorre porsi in modo diverso, più interattivo. son ragionamenti eh
    :)

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    1. Il problema è che c'è una divaricazione netta. Da una parte i commenti di lode, anche indiscriminata. Dall'altra, quelli (che per fortuna mi sono capitati raramente) non di critica in senso etimologico, ma di attacco, spesso volgare, e teso unicamente alla polemica fine a se stessa. Il giusto mezzo non è pervenuto.

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    2. commentare richiede competenza, come scrivere un post, forse di più, certo diversa: io spesso mi ci sono misurata, sentendo che non ero capace di farlo, quindi tacendo. Ci vuole la capacità di leggere - non ridete, non è facile - pensare a ciò che hai letto, riorganizzarlo con un pensiero nuovo, un'emozione che porti un contributo. Quando mi sono sentita incapace e muta, avrei voluto, sì, lasciare traccia di un passaggio, di un apprezzamento non anonimo per l'opportunità che mi veniva data. Ma qui, tanto per dire, adesso, non mi sento muta e si vede :DD

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  19. Vi dirò, io ho la sensazione, e non da oggi, che in questo web che si muove a una velocità forse troppo affannosa, i blog siano già uno strumento superato, morente. Mi domando se non ci sia un nuovo mezzo pronto ad uscir fuori e a superarli, o se non ci sia piuttosto una direzione già visibile: professionalizzarsi o sparire. Dove professionalizzarsi non significa accettare le famose "collaborazioni" che spesso altro non sono che pubblicità ai prodotti, più o meno mascherata, in cambio di un cestino di cosine alimentari. Anzi, professionalizzarsi è il contrario. Alzare il tiro. Approfondire i contenuti. Dare un senso a questo disordine ricettiforo in cui c'è tutto e il contrario di tutto.
    In totale sincerità, quando cerco una ricetta io consulto la mia vasta biblioteca culinaria, non il web. Il motivo è semplice: se si fa una semplice ricerca, in testa ai risultati quasi sempre c'è robaccia, siti con milioni di ricette raccattate in giro o blog inattendibili. E spesso se si va a controllare si vede pure che la ricetta è sempre identica, gira da un sito all'altro probabilmente dai tempi di Noè senza che nessuno si prenda la briga di verificarne la sostanza.
    Due episodi, per completare.
    Sono incappata mio malgrado sul sito di ricette della nota starlette televisiva che nemmeno vale la pena di nominare, e precisamente sulla ricetta della pappa al pomodoro. Pappa al pomodoro col dado. Sì, col dado. E col parmigiano. E la tizia dice pure che la ricetta viene da una toscana doc. I pochi commenti critici si concentrano sul parmigiano, che per un toscano è un'eresia. Ma ce ne fosse uno che ha notato il dado...
    Secondo episodio. Qualche tempo fa ho scoperto un blog che ha praticamente lo stesso nome di questo. Ho dato all'autrice il beneficio del dubbio, visto che non so a che serva copiare il nome di un blog come il mio che non ha migliaia e migliaia di visitatori, e l'ho accreditata di buona fede, sbagliando, dato che le ho scritto non una ma due mail alle quali non ha mai risposto. Ebbene, si trovano, nel blog omonimo, ricette, per esempio, di pasta e fagioli fatta coi fagioli in barattolo (e crimini ben peggiori), motivando la cosa col dire che, poi, che ci frega? Perché ci dobbiamo sbattere a preparare i fagioli? Chi ce lo fa fare?
    Ecco, la domanda mi sorge spontanea: se la mentalità è questa PERCHE' MAI una apre un blog di cucina? Che le frega? Chi glielo fa fare? Non riesco a darmi una risposta. Forse potete illuminarmi voi cercando di penetrare le logiche oscure di certe menti.

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    1. tutte le volte che ho tentato di dire una cosa come questa mi è stato risposto, e con arroganza: "ma io l'ho aperto come diario personale, per condividere le ricette con gli amici, non ti permettere di criticare" eccetera eccetera. come se cercare un senso alle cose sia illegittimo. ti capisco, dunque: e cerchiamolo, questo senso. e pretendiamolo anche dagli altri. poi ognuno è libero di fare quel che gli pare, anche di agire senza alcuno scopo ultimo, ma allora anch'io voglio essere libera di dire che possa essere sbagliato, e che forse sarebbe una sconfitta per tutti.

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    2. Ma per quello c'è anche il telefono :-). E se proprio non si vuole spendere una lira ci sono le mail. Cos' magari si risparmia il tempo che serve a scrivere sul blog, e lo si guadagna per cuocere i fagioli ;-).

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    3. Ciao Giovanna, ho visto anch'io la ricetta di cui parli e sono rimasta come te a dir poco basita. Stavo preparando i testi per le serate gastromusicali (un modo diverso di parlare di cibo) e il tema era proprio "L'avanzo" che rivendica la propria dignità e ridiventa ingrediente. Quella sera ho preparato proprio la pappa al pomodoro e la torta Nicolota raccontando, tra una canzone ed un'altra del duo acustico, la storia del cibo avanzato. In sala c'erano degli spettatori toscani, evidentemente, che dopo lo spettacolo hanno fatto proprio il commento che hai citato tu "il parmigiano sulla pappa neanche se mi minacciano con la pistola!". Eppure, quando si cita l'autrice delle ricette da 20' minuti si scopre che le persone la seguono perchè "non ho tempo nè idee per cucinare e con lei le cose riescono". Hai ragione, è tutto un ricettume e forse si perde il gusto vero del piacere del cibo, della sua scoperta e dell'immenso dono che esso è per noi. L'onda anomala passerà e come si è detto al Salone del Gusto resterà chi ha saputo dimostrare un po' di autorevolezza o quantomeno di personalità. Semplicemente e senza tanto clamore, come fanno da sempre le stagioni. Mi auguro che la tua riflessione riaccenda il tuo entusiasmo e che sia, come tutte le pause, come l'arte della maieutica. Un caro saluto.

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    4. Cara Annamaria, credo che questo post e i discorsi che ne sono scaturiti abbiano già fatto il miracolo. Cambieremo qualcosa, ma l'intenzione è quella di restare. E, sì: il tutto ha avuto una funzione maieutica, davvero :-).
      "Le cose riescono": il punto è come riescono... E riescono (meglio) tante ricette semplici e più vere che si possono preparare non in venti minuti ma anche in dieci. Ma farlo capire a volte sembra davvero impossibile.

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  20. Io dopo 9 mesi di condivisione di un blog, ne ho riaperto uno tutto mio. Questo mi ha comportato ricontattare tutti i miei lettori e naturalmente mi sono fatta un sacco di domande e non ti nascondo che ancora dal 5 gennaio, 1° giorno del mio blog, ho tanta ansia e tanta paura. Arrabbiature varie che vorrei gridare al mondo intero e che invece devo tenere per me, però voglio ricominciare non so se per orgoglio o per altro.... Scusami se non sono passata prima ma, è per i motivi di cui ti ho appena parlato.
    Un abbraccio!!!! E non mollare.

    pastaenonsolo.blogspot.it

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  21. E vabbe'... ma pure tu mi ti metti a pubblicare post il 2 gennaio, quando io sto in pieno coma gastroetilico da cenoni natalizi! :-D
    Sinceramente me l'ero perso e, grazie di aver pubblicato quest'altro post "di protesta" (in pieno stile "quarantenne del 2013" :-D) così almeno ho potuto fare macchine indietro ed andare ad annotarmi il locale (aggiunto agli altri che hai segnalato negli anni e che, prima o poi, proverò a frequentare, Ischia compresa). Diciamo che ci siamo andati vicini: le prossime ferie eravamo indecisi se farle nel Cilento o a Otranto, poi il cuore ha vinto ed abbiamo deciso di tornare lì dove abbiamo fatto la nostra prima vacanza, quindi in Puglia :-(
    Per il resto trovo giusto che tu continui a fare come hai sempre fatto, segnalando materie prime e "demiurghi" dei quali ti piace lasciar traccia, soprattutto nella tua memoria.

    P.s.: ti pare che chiedo a te le ricette? Ho la mia amatissima Benedetta Parodi che me ne sforna in quantità industriale !!! :-PPP

    P.p.s.: oggi, a Eataly, l'ultimo libro della Clerici aveva accanto, da un lato "Pasta", di Heinz Beck ed uno di Joel Robuchon :-(((((

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    1. E io perciò l'ho lasciato in bella vista fino al 14... :-)
      Per Ischia, mannaggia, hai fatto tardi per Il Melograno, che ha chiuso pochi mesi fa causa affitti troppo alti :-(.

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  22. Condivido; condivido intensamente la questione (grazie Giovanna): che ci faccio qui (nel tenere un blog, intendo)? Mi interessa ancora questo web dai non scorrevoli scambi, avendo conosciuto e goduto quello dei ricchissimi e intensi, dove tanto ho imparato divertendomi assai? Perfino: mi interessa capire cosa accade ora, o mi abbandono all’onda della stufaggine che ho sentito premere e ripremere dentro di me? Ma ecco che quando credo che quella mi stia portando lontano dal blog, una ancora viva voglia di raccontare – quella è la mia voglia – mi ci riporta, e molte storie sono là che aspettano, soprattutto molti luoghi da percorrere seguendo la traccia fascinosa del cibo, ben diversa da snocciolamenti di isolate e sradicate ricette (che palle); luoghi visitati come la dolente Siria, che aspetta e mi dice che almeno così dovrei occuparmi di lei, raccontando la sua gentilezza e civiltà, oppure luoghi della storia, come il Ménagier e la sua giovanissima sposa nella loro casa medioevale con lui che le insegna a tenerla, o come il tema delle donne e la cucina, o luoghi della convivialità vissuta, un altro tema che mi sta a cuore, come la visita a Isolina nella sua bella casa di campagna… Voglia di raccontare per me, per la mia mente che sogna e dimentica e che usa il blog come una parte di sé, un organizzatore (si dice diario, mi sa); un diario pubblico, perché immaginare un interlocutore aiuta a non avvitarsi (in genere, ci viene in mente solo il narcisismo, e va bene, ma non dobbiamo dimenticare che è l’altro che ci fa articolare la parola, altrimenti basterebbe qualche espressivo grugnito); un raccontare che è anche una sorta di tappa, poi penso che dovrà uscirne un prodotto, una qualche altra cosa, più compiuta, più “professionalizzata”, come dice Giovanna; ma chissà, sono impegnata su altri fronti in modo acchiappante, resta un orizzonte, forse il desiderio di un’altra vita o due. E poi c’è una scoperta: il mio blog è frequentato da non foodblogger, comunità nella quale sempre più non mi riconosco, credo con reciprocità di sentimento, ma da persone che mi conoscono fuori dal web; scopro che lo leggono e che spesso si buttano in cucina a fare cose che mai avevano fatto. E poi c’è una signora sola, di ottantaquattro anni, lontana, cui siamo legati: corre all’Ipad, cui l’abbiamo iniziata, per vedere che succede su FB e sul blog, e dice che è la sua droga: si sente partecipe: buono, direi. Ma ora torno a ciò che dice Giovanna: trovo orientante il professionalizzasi o "sparire"; è molto vicino a quanto andavo pensando, ci si potrebbe meditare su. Aggiungo che mi colpisce e un po' mi appena l'angoscia dell'esserci, dell'essere visti, riconosciuti, di avere successo (anche e vanvera, anche e vuoto: non è questione di competizione in vista di un obiettivo, quella sarebbe altro), che monta e sembra prevalere su ogni altra cosa: è questa che mi fa pensare che la comunità foodblogger è a disagio, che mi fa sottrarre.

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    1. "comunità nella quale sempre più non mi riconosco": forse il nocciolo della questione sta tutto in questa frase, e riconduce a cose delle quali ho più e più volte detto riguardo alla figura del foodblogger.
      Blog = ricerca del successo? Da qualche tempo sì. Non più diario, non più spazio personale, ma strumento per farsi aprire qualche porta, forse un reality più virtuale del reality già virtuale di suo in cui offrire un'immagine di sé non necessariamente aderente alla realtà per farsi "acquistare".
      Il tuo blog, in ogni caso, è tutt'altro che uno spaccio di ricette. Forse la chiave è quella: se non professionalizzare, personalizzare ancora di più, infischiandose di deludere il cercatore di ricette fini a se stesse.

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    2. Carissime Giovanna e Artemisia,sono solo una persona che naviga sul web in cerca di spunti di riflessione,di momenti di condivisione,etc.. Non so usare il mezzo se non in maniera essenziale e questo mi limita molto.Sto scrivendo solo per dirvi che vi leggo sempre e sempre mi date qualcosa,anche se mai commento.Vi prego,non sottovalutatela meravigliosa possibilità che la tecnologia ci sta dando di entrare in così grande empatia pur eesendo tanto diverse e lontane!

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    3. Caro o cara, questo è un bel punto di vista, soprattutto in un contesto in cui l'espressione di una propria opinione e di un proprio disagio muove polemiche e attacchi immotivati.
      Ieri ero molto arrabbiata e quando lo sono tendo a perdere lucidità. Oggi non lo sono più anche grazie al tuo commento, e riesco a vedere le cose sotto una luce diversa. Perciò, grazie.

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  23. Vabbè, sono la persona meno adatta a fare qualunque genere di commento.
    Il mondo dei blog non mi piace più, non mi ci riconosco più ed ho praticamente smesso.
    Posso dirti quello che mi manca: il contatto con persone come Gambetto (giusto per citarne uno) che era diventata una bella e sana "abitudine".
    Però questo non basta a farmi ritornare sui miei passi, mi sentivo una fabbrica di ricette senza senso, di cui a nessuno importava nulla più, e questo non mi piaceva.

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    1. Appunto. Erogare ricette, imprigionarcisi dentro, quando qualunque libro serio ne eroga di più e meglio?

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    2. Ecco, qua se permettete mi ci infilo io. State dicendo le stesse cose che penso da sempre, tanto che io un blog non l'ho mai voluto avere, proprio per qeusto. Poi, ho ceduto: ho voluto vedere questo mondo dall'interno. Ne sono felice? non lo so. Insomma, mi e' servito? Forse si': ho sempre avuto un problema a "manifestarmi", al punto che ancora oggi c'e' qualcuno che pensa che Gennarino sia un maschietto, ma alla fine sapete quale è il risultato maggiore? Il mio ritorno al forum, con energia rinnovata e maggiore impegno. Non mi piace essere un puro erogatore di ricette e non sono capace di raccontarmi on line in un diario quotidiano: quando ci provo mi rispondo da sola con un MACHISSENEFREGA? Amo la cucina e ho voglia di cucinare e crescere. E in questo ambiente, troppo spesso, quando dici una cosa del genere passi per una che se la mena. Non e' vero ma non mi frega niente di starlo a spiegare: tanto, chi vuole capire lo ha capito già. Gli altri, non capiranno mai. Ma ho voglia di crescere, di fare ancora dei passi avanti. Se sarà qui o altrove lo scoprirò... :)

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    3. Starlo a spiegare... già, a che serve?
      Tirare in ballo il vecchio Socrate e il suo sapere di non sapere servirebbe?
      L'amore per qualcosa consiste anche nel volerne sapere di più, e più ti sforzi di imparare più ti rendi conto di quanto profonda sia la tua ignoranza, di quanto tempo ed energie potresti impiegare per colmarla in piccola parte.
      Ma è una vecchissima storia. Pensare di sapere già ciò che serve è la più significativa dichiarazione di ignoranza.

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  24. Quando sono venuta a Roma (soprattutto nel primo periodo) un po' per forza di cose ho dovuto quasi abbandonare il blog. La casa minuscola, le nausee prima e il da fare con il bimbo poi, la mancanza dei miei libri, di tutti i miei strumenti e caccavelle, un insieme di motivi che mi ha costretto ad uno stop obbligato (intervallato ogni tanto da qualche post) e che mi ha fatto ritornare ad una cucina semplice e basilare, e mi ha dato anche il tempo di riflettere. Riflettere sul fatto che avevo molto più bisogno di imparare che di condividere ciò che sapevo.
    Poi però è tornata (forse proprio perchè forzatamente negata) la voglia di comunicare (e scrivere, scrivere è ciò che anche nei tempi peggiori mi ha tenuta legata al blog): non già le mie (scarse) conoscenze, ma anche le piccole scoperte, come la cipolla sotto la focaccia, che scrivo sul blog come lo scrivessi sul diario segreto. Anche ricavare quei 5 minuti per fare una foto è uno spazio che mi regalo, e che di nuovo mi diverte.
    Non ho mai considerato il vostro blog come una fonte di ricettine, ma un luogo dove imparare qualcosa, e dove godere di parole scritte bene, in modo ironico e intelligente.

    Sui risultati delle ricerche sul web sai che concordo, sono pietosi.
    Se non mi blocca l'antispam per la lunghezza del commento, mando un abbraccio a te e Lisa, riflettete pure, ma poi tornate.

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    1. Io mi sono accorta, invece, che da fotografa pessima quale sono oggi fotografare un piatto mi pesa. E' quella fretta, perché il piatto lo si porta in tavola davvero, non è finalizzato alla foto; la fretta, l'ora serale tarda alla quale per forza di cose ceniamo, la luce schifosa, la mia incapacità a porre rimedio a queste difficoltà. Butto là un piatto e scatto più che mai alla come viene.
      E spesso ho la sensazione di non avere niente, ma proprio niente da dire. Sento di aver bisogno di stimoli nuovi e, sì, di imparare altre cose, di crescere. Vorrei tuffarmi in un corso impegnativo di pasticceria, per esempio. E allora, forse allora, avrei di nuovo voglia di condividere qualcosa.
      Un abbraccio anche a te, grande.

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  25. Buongiorno, sono Barbara e da anni seguo blog di cucina;la prima scoperta la Cucina Italiana al quale sono iscritta dal 2007.Vagando nella rete scopri e ti accorgi, man mano che passa il tempo che i blog cambiano ed anche i tuoi gusti.Ho scoperto che in alcuni casi se non sei stata eletta tra il "gotha" il tuo parere non conta e le richieste vengono trattate con sufficienza.
    Quindi leggi e sorridi oppure piangi come quando in un blog una nuova iscritta chiede alle esperte quale differenza ci sia fra il burro e lo strutto!!!!scopri che tante persone rispondono e si lanciano in spiegazioni. Bene, tutto a fin di bene ma bastava consultare un vocabolario e non importava rompere le cazzarole a mezzo mondo...
    Questo secondo me da la misura della superficialità nella quale stiamo affondando e di conseguenza ho selezionato parecchio, ora i blog sono 5 o 6 e di qualità, questo è tra quelli.
    Pistolotto iniziale a parte,evito i blog che ridondano di banner publicitari, dove ci sono pietanze fotografate in piatti di plastica posti su tovaglie stropicciate,di ricette fotocopia senza "anima" spacciate per proprie solo per l'infinitesima parte di cacao aggiunta e quindi mi sono stufata di commentare per non essere trattata con la supperficialità di cui mi lamento.
    Vista dalla parte di chi un blog lo ha creato e cresciuto come un figlio deve essere sconfortante, però non demordete ci sono tanti lettori silenziosi che apprezzano.
    L'articolo sul ristorante ( l'espressione POST mi schifa) l'ho letto ma io vivo a Bologna ed è un viaggio un poco lunghetto; però l'indirizzo è memorizzato chi sa mai che non si passi vicino.Chiudo con i comlimenti di rito ma sinceri, anche per gastronomia mediterranea, per dare l'idea del mio concetto di cibo pensate che tempo fa mi sono fatta portare da un conoscente di Grangnano i carciofidi di Schito coltivati con la coppetta di terracotta... che roba meravigliosa.Cordiali saluti
    Barbara

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    1. Barbara, la cosa che mi fa più piacere è che tu abbia assaggiato i carciofi. Davvero! C'è un lavoro immenso e paziente dietro e il ritorno economico è misero, come purtroppo avviene per molti prodotti di grande qualità. E per alcuni piccoli ristoranti di cucina notevole e prezzi onesti, costretti a chiudere mentre il ristorante medio e sciatto ha la coda...
      Detto questo, noto come in molti dei commenti qui sopra si parli di superficialità. E' dunque un'impressione condivisa, o almeno lo è nel piccolo campione di umanità che i commentatori qui presenti rappresentano. Il rischio che avverto è quello di essere superficiale anch'io per stanchezza e rassegnazione. Il web culinario è molto cambiato. Si insegue qualcosa, non si va dietro alla propria passione, non sempre ma spesso. E dove non c'è passione resta solo uno sterile automatismo. Come dicevo, la passione è anche ricerca, non solo impugnare una cucchiarella. E quando si investe se stessi anima e corpo nel magnificare le sfoglie pronte Buitoni, la ricerca dov'è?
      Sì, ok, il web è libero e ognuno fa come vuole. Ma che malinconia.

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  26. Ciao, un'amica mi ha segnalato questo post e sono d'accordo su quanto scrivi. Non so che sia successo al mondo intero che pare interessarsi di cucina come non è mai successo in passato, ma stai pur certa che prima o poi anche questo aspetto si sgonfierà e resterà chi avrà qualcosa da dire. Anche io ho pubblicato un post/contest dove invitavo a fare il nome di talenti sconosciuti e mi sono arrivate solo due risposte mentre vedo contest strapieni di ricette. Boh, sono rimasta un po' perplessa a riguardo ma mi sono detta che almeno un tentativo lo avevo fatto.
    In ogni caso pubblico poco per mancanza di tempo (lavoro 12 ore fuori casa) ma soprattutto perchè vorrei scrivere di qualcosa che non sia già stato pubblicato almeno un milione di volte nella rete. Per quanto riguarda le fonti da cui si prende spunto, io uso sia i libri sia la rete (e da entrambe le parti si trovano degli errori purtroppo), però mi sforzo di scegliere almeno le materie prime di qualità. Per quanto riguarda la nostra 'amica' che frigge i Mars, beh, c'è anche un 'amico' chef che ha fatto la pubblicità della Coca Cola, e un altro che ha preparato i panini per Mac Donald's...potere dei soldi che comprano tutto :-(
    Grazie per la riflessione, tornerò a farvi visita. ciaooo

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    1. E hai perfettamente ragione, dai Mars fritti a McDonald's.
      Grazie a te per il contributo. A presto!

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  27. Per me cucinare è una....passione per passatempo ed un blog è un modo per condividere la propria passione/passatempo. Trovo assurdo che molti non sappiano cucinare: non ti credere, ma per quanto alto sia il numero delle persone che si aggirano per il web e per i blog di cucina, molte di più sono quelle che non desiderano affatto nè leggere ricette, nè cucinare e l'abbandono della cucina e delle tradizioni è anche perdita di un pezzo di storia.
    Io, prima di aprire il mio blog, ho girato per tre o quattro anni leggendo i blog altrui (tra i quali anche questo) tanto per rendermi conto di come, nel tempo, era mutata la cucina ma non commentavo mai perchè avevo la netta impressione di entrare, senza permesso, in casa altrui.
    E' logico che arrivi il momento della stanchezza; è logico che giunga il desiderio di professionalizzarsi. Leggendo le tue risposte ai commenti sono stata colpita dal tuo desiderio/dubbio di frequentare un corso (serio) di pasticceria. E' giusto, fallo. Sarebbe espressione del desiderio di crescita che quanto hai scritto esprime.

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    1. Giulietta, a volte si ha bisogno di stimoli nuovi. Credo sia il momento di cercarli, per me. Vediamo come evolve questa fase, e grazie per il tuo commento.

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  28. io sarò di poche parole in quanto fooblogger abbastanza giovane (purtroppo non per età) a volte mi sento abbastanza offesa da post come questo o altri che ogni tanto mi capita di leggere.
    mi chiedo e vi chiedo solo una cosa, ma se voi vecchie glorie del web siete state così professionali, così informate, acculturate, avanti nella ricerca dell'alimento da proporre, mi spiegate perchè non siete diventate glorie della gastronomia ma siete ancora a scrivere sui vostri blogghini come facciamo io e tante altre ignoranti??

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    1. Sarò anch'io di poche parole, anche perché condivido tutte quelle che ha scritto la mia socia Giovanna in risposta al tuo commento qui sotto. Voglio fare una precisazione di carattere personale: io in cucina ci lavoro, mi faccio un gran mazzo e sicuramente non sarò una "gloria della gastronomia" ma svolgo il mio lavoro con competenza e professionalità e nonostante tutto continuo a scrivere sul mio blogghino come te che sei sicuramente ignorante, nel senso etimologico del termine, ovviamente.

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    2. Perdonami, ho dato una piccola scorsa al tuo blogghino e da vecchia gloria del web, acculturata, informata e avanti nella ricerca non posso non farti notare che la Couronne e' Bordelaise non bourdelaise. W la France :)

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  29. rileggendo con più attenzione i commenti precedenti io non mi sento assolutamente un'erogatrice di ricette, forse perchè dal mio blog non mi aspetto niente in cambio, lo curo come casa, cucino tutti i giorni e quando reputo che una ricetta sia interessante e ripetibile la posto, fotografo e allestisco mediocramente il set ma mi piace farlo.
    dove sta scritto che lo debba fare per gli altri? erogo per me, per il mio piacere e per trovarmi a portata di mano cose che mi sono piaciute particolarmente, non ho mai pensato che aprire un blog dovesse essere un lavoro oltre quello che già faccio!

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    1. Forse sei tu che devi spiegare qualcosa a me, perché faccio fatica a capire.
      A) Siamo ancora a scrivere sui nostri blogghini: scusa, dove dovremmo essere? Mi sa che sei tu a credere che da un blog ci si debba aspettare qualcosa, di assurgere a chissà quale gloria. Qui nessuno l'ha mai detto. Mai aspirato a fare la chef (altrimenti altro che blog, studi seri, invece, perché così si fa lo chef) né la cuochetta televisiva.
      B) Ti senti offesa per cosa? Ho espresso un disagio personale che riguarda la natura di questo blog e il senso di portarlo avanti. Come ti riguarda la cosa, come ti tocca? Le uniche a doversi offendere potrebbero essere le starlettes della TV.
      Per di più, se ti senti così convinta e tranquilla riguardo a ciò che fai e a come lo fai, non capisco cosa ti turbi del mio discorso.
      E per concludere, si scrive in un blog per chi ci legge, oltre che per il piacere di farlo. Altrimenti per tenere le cose a portata di mano ci basterebbe scriverle in un quaderno o in un file sul computer.

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    2. Giovanna, ha ragione la nostra Dauliana, ho letto un suo post ed ho capito...ho capito il perché di molte cose, e' inutile insistere, "cuocere...fino a che la crema addensa il cucchiaio" ne a te ne a me riuscirà mai. Non siamo addensatrici di cucchiai. Vergognamoci!

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    3. @Dauly
      Dauly, la personale sensazione che ho è che indipendentemente dall'oggetto della questione in giro ci sia una grossa disparità culturale, il che per se è fisiologico e 'ipoteticamente' anche accettabile, quello che invece si tollera meno è un certo tipo di approccio che sa tanto di spocchioso o di autoreferenziante pur non avendo alcuna base concreta a sostenerlo. La questione non è quindi individuare le motivazioni per le quali si apre un blog ma converrai con me che se ti guardi intorno è cresciuto esponenzialmente la presenza di chi si riversa negli spazi pubblici aumentandone non i contenuti ma bensi un certo qualunquismo, omologato nel suo senso anche alquanto infantile di vanità, corredato persino di marketing malizioso.
      Essere insolenti nel tono o puerilmente provocanti, perdonami, suona non solo di cattivo gusto ma incornicia anche un certo tipo di aggressività tipica di chi non ha per l'appunto contenuti da contrapporre.
      A ben vedere più che infastidirti quanto scritto sopra nell'articoletto dalla "ragazzaccia" Giovanna difende anche il tuo modo 'trasparente' di essere in cucina (prendo per buono quello che dici perchè non mi interessa verificarlo) e di condividerlo senza alcuna sovrastruttura.
      Allora mi domando, perchè mai questo senso di avversione che sembra più connotarsi di un certo livore personale?
      Confido in un tuo approfondimento costruttivo scevro di mancanze personali, ricredersi è un attimo, capire richiede ancor meno...basta applicarsi un pò nella lettura.

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    4. Lisa, grazie per avermi dato dell'ignorante, o certo in modo elegante e velato, l'importante è questo!
      tutto come da copione, paroloni, discorsi acculturati, e chi non lo sa fare è out!!
      viva la semplicità perchè la france non mi piace!!

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    5. Non posso rispondenti, mi sembrerebbe di sparare sulla Croce Rossa.

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    6. gambetto, non sono nè puerile nè spocchiosa, nè autoreferenziante, sono troppo vecchia per esserlo e troppo umile solo per immaginarlo.
      siamo sempre alle solite, ci sono blogger che possono dire la qualsiasi e altre che se sono una voce fuori dal coro se le prendono su, credimi che è successo molte volte, come molte volte mi capita di leggere post come questo (che se non ne ho capito il senso me ne scuso) o quello di Sara o altri ancora che continuano a discriminare chi ha blog modesti, con foto modeste e con collaborazioni chiamate addirittura "marchette", se non è offensivo questo dimmi tu cosa lo può essere.
      sono per il vivi e lascia vivere da sempre e aprendo il blog non ho mai pensato di fare informazione, solo avere un mio spazio dove poter fare quello che mi piace, tutto qui!
      capisco che ci siano molti punti di vista riguardo questo argomento, ma un conto è discuterne civilmente un'altro è parlare di accozzaglie, ciarpame (letti altrove), o come ha fatto la cara Lisa fare dell'ironia saccente su un paio di sbagli di ortografia sul mio blog, lei naturalmente è esente da critiche perchè ormai capisco come vanno qui le cose, o con me o contro di me, vabbuò prendo atto e vado, tanto la mia vita non ne risentirà!

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    7. Forse se si evitasse di entrare nei post dei blog altrui a gamba tesa dichiarandosi offese e dando agli altri dei falliti perché non sono diventati "glorie della cucina" (cosa verso la quale non abbiamo mostrato alcun interesse, peraltro) e facendo del sarcasmo a buon mercato, allora sì, si potrebbe discutere civilmente. Invece si preferisce fare del vittimismo, con scortesia, per poi lamentarsi della scortesia altrui. Mancanza di argomenti, ha ragione Gambetto. E la chiudo qui.

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    8. dimmi dove ho scritto "falliti", il mio senso era che comunque siamo tutti qui a scrivere di cucina, se poi uno ha l'opportunità di approfondire determinati argomenti e un'altro di presentare le proprie ricette in modo impeccabile questo non significa che altri blog debbano essere inferiori come qualità.
      mi sono anche scusata nel caso non abbia capito il senso del vostro post, devo anche inginocchiarmi sui ceci neri che sto cucinando?
      i post dei blog altrui sono di libero accesso così come dovrebbero esserlo anche pareri diversi dal vostro, diversa cosa è dare degli ignoranti e continuare rispondendo che con me si spara sulla croce rossa, ottimo esempio di educazione.
      chiudo anch'io perchè nonostante sia un'addensatrice di cucchiai ho degli ottimi pici da preparare!

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    9. Grazie per il tuo intervento. Ciao.

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  30. Approfondimento e cura della ricetta che si pubblica?
    Il pressapochismo odierno che dilaga e non solo sul web purtroppo, è pauroso: mi hanno regalato un calendario con delle ricette e la cosa che mi ha sconcertato, non appena l'ho sfogliato, è stato il constarne la superficialità dei testi e sopratutto verificare che molte immagini (arraffate sul web) non erano pertinenti alla ricetta ......
    Chiudendo la parentesi-sfogo e tornando al mondo dei blog, mi chiedo anch'io che senso abbia scrivere di cucina senza essere animati dal desidero di imparare e di crescere, per ampliare i propri orizzonti e dare un senso a ciò che si fa.
    Uno per tutti la conoscenza ed aggiungerei il rispetto della materia prima, quella che dà carattere alla ricetta, decretandone la bontà o screditandola miseramente.

    Bellissimi i vostri articoli su GM: solo per citarne qualcuno, ho trovato utilissimi quelli di Diletta sul lm che per me sono diventati una bibbia: detto ciò, prendetevi pure una pausa di riflessione (non troppo lunga eh!), ma tornate con i nuovi arredi che riterrete più consoni :D

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    1. Milena, ogni volta che scrivo qualcosa su GM ho il patema d'animo, temendo di aver detto qualche fesseria. Non importa quanto tempo impieghi a cercare informazioni, mi sembrano sempre insufficienti, non mi sento mai sicura. Poi penso che se sbaglio pazienza, avrò sbagliato, perché anche la mancanza di sicurezza ti fa crescere: ti spinge a cercare più a fondo.
      Quanto agli arredi, forse bisogna togliere qualcosa, più che aggiungere. ma ancora non so cosa :-)

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  31. io purtroppo sono più razionale e anche se non si direbbe anche ottimista...
    io inverto la tua frase :"si scrive in un blog per chi ci legge, oltre che per il piacere di farlo. Altrimenti per tenere le cose a portata di mano ci basterebbe scriverle in un quaderno o in un file sul computer."

    io scrivo il blog per me per il piacere e il bisogno di memorizzare e poi la possibilità che ci siano lettori ( ma è quella a cui do' meno importanza).. scriverlo solo sulla memoria del mio mac mi limiterebbe... esistono persone in gamba che sanno di cucina ... e a volte ti regalano qualche commento che ti fa andare avanti.... sono poche e ben mimetizzate..


    detto questo la cosa essendo idealista penso che il popolo di internet abbia qualche cosa in comune al modo di educare i bambini... ciascuno ha il suo carattere e apprende a modo suo, a volte non apprende , a volte ti sorprende dopo tanto tempo metabolizzando tutto in una volta...... io ho fiducia nella gente... mi basta che se ne salvi qualcuno onesto e sincero..:)

    gli altri giocheranno tra loro al loro gioco, felici ;)

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    1. Non sono d'accordo e non comprendo in che modo salvare per sé le proprie ricette sarebbe limitante. Questo poteva essere vero nei forum, quando pubblicare una ricetta poteva significare ottenere suggerimenti e scambiare opinioni, dritte, tecniche, segreti.
      Personalmente non ambisco a educare nessuno, solo a dire. Dire di ciò che mi interessa e magari, dicendolo, capire di più anche attraverso il contributo altrui. Una visione solipsistica del blog non mi convince, in ogni caso non è la mia; pur essendo decisamente un'individualista credo che senza interagire non ci sia crescita.
      Sì, gli altri giocheranno tra loro, felici. Ma questo, come Reb (So long and thanks for all the food) scriveva nei commenti al bel post di Sara (Qualcosa di rosso) ieri, quanto inciderà negativamente su una cultura del cibo che riguarda anche me? Cito: "Libertà, non libertà, canali da cambiare o no la verità è che chi persiste nella propria ignoranza toglie qualcosa a me : se la piantassero di acquistare frutta e verdura fuori stagione, anzichè gli scaffali invasi dalle onnipresenti zucchine melanze peperoni, potrei avere un'opportunità maggiore di trovare non una sola varietà di cavolfiore ma magari tre. Idem dicasi, a titolo puramente esemplificativo, per aglio non d'importazione (eh, ma costa meno) o i porri o le arance o so on.
      Chi si ostina nella disinformazione, chi contribuisce a diffonderla, mi costringe a vivere forzatamente in un mondo che a crescere non pensa nemmeno, ed a smenarci sono io."
      Ecco. Tutto qui. Per giocare ci sono le applicazioni scaricabili. Il cibo è altra roba.

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  32. capisco il tuo punto di vista ... non sono in polemica , ti ho dato un mio punto di vista... purtroppo io sono arrivata tardi ai forum e ho imparato meno di Voi..:(
    però capita ancora che mi scrivano commenti intelligenti o costruttivi....
    la base del mio forum è la mia non memoria e la mia conoscenza molto limitata.... e allora lascio aperto... qualche cosa potrei imparare e nello stesso modo non voglio educare nessuno ma se a qualcuno può servire quello che provo... senza pensare di avere nessun sapere assoluto.. ben venga.:)

    capisco a pieno il vostro punto di vista.

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  33. la base del mio"blog" non "forum"... scusa...

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  34. Ho scoperto questo blog quando sono andata a convivere. Non sapevo preparare manco un uovo al tegamino e vagavo distrutta per il web cercando ricette...non ho potuto provare niente perchè ero troppo incapace per lo standard di quelle postate, ma il vostro modo di scrivere (di Giovanna in particolare :-) mi ha conquistata: da allora vi ho messe nei link e lette quotidianamente.
    A distanza di anni non è cambiato molto, sono sempre una cuoca scarsa, ma i mezzanelli lardiati e gli ziti con salsiccia e piselli sono diventati una leggenda: hanno salvato innumerevoli cene e conquistato ogni commensale, dalla suocera rompipalle al bambino piccolo, dalla collega schizzinosa all'amico senza pretese. Almeno 2 volte a settimana, al tragico dilemma "che facciamo stasera?" il mio nano salta su "pasta-lost-in-kitchen ti pregoooooo!"
    E niente, ve lo dovevo di' :-) Qui pullula di ricette ben più meritevoli e "cucinate" lo so, ma queste due semplici semplici ormai fanno parte della mia vita e della mia famiglia, oltre che delle vostre. Grazie per averle divise con noi.
    Giovanna e Lisa, forse è il post più sbagliato per chiedervelo ma...non chiudete mai.
    Vi abbraccio
    Sara

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    1. Ciao Sara. Lascia che te lo dica: sei una boccata di aria fresca. Davvero. Sapere che una ricetta semplice, che magari mi ha creato anche dubbi del genere "la pubblico o no?" è servita a qualcosa o a qualcuno, viaggia e arriva in tavola, e anche spesso, è una cosa che mi mette di buon umore.
      Ti ringrazio per ciò che hai scritto.
      Non chiuderemo. Le motivazioni le abbiamo ancora, forse un po' diverse, ma le abbiamo.
      Grazie ancora.

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  35. Ho letto la tua riflessione e hai molta ragione.Scrivere un blog su cocina penso che non sia facile ci vuole anche la pasione per quello .Ottimo post

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    1. Grazie per aver compreso il senso e l'intenzione, Maria, con mente aperta.

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  36. Ciao Giovanna, noi (io, soprattutto) ti leggiamo sempre e questa tua riflessione è certamente lecita, per te che sei sul campo da tanto tempo e con grande passione. Noi abbiamo un blog di cucina che mi viene da ridere a scriverlo qui. Ci siamo chiesti cosa ci facciamo in questo mondo bulimico di ricette, che si perdono nella rete, in tv, ovunque. Centinaia di corsi di cucina, centinaia di libri, decine di programmi televisivi e brevi video sul web che spiegano tutti i passaggi. Come ci è venuto in mente di aprire un blog di cucina tra milioni di foodbloggers nati da 5, 6 anni, ormai famosissimi, che scrivono ricette per note riviste o aprono piccoli ristoranti?
    Noi non sappiamo cucinare. Abbiamo assorbito anni di cucina di nonne e mamme. Ci piace mangiare. Così, da coppia che cerca di trovare interessi comuni abbiamo iniziato a rifare ricette di altri e piano piano a inventarne di nostre. Ci proviamo, questo sì. A volte con allegria e spontaneità, a volte prendendoci molto sul serio e rimanendo davvero male se la ricetta non viene come avevamo immaginato. Ecco, la passione è ricerca, e noi stiamo muovendo i primi passi lungo questo cammino e ad ispirarci hai contribuito anche tu. Ci siamo iscritti a Gente del Fud perché ci piace scoprire i piccoli produttori e poterli valorizzare, ci piace il contatto col territorio, con le tradizioni, con le persone soprattutto! Quel mettersi seduti intorno a un tavolo di legno ad assaggiare, che so, un formaggio mentre chi lo ha fatto ti racconta fatiche e passioni. Perché la cucina è storia, amore, consolazione, è ritrovarsi impastati fino ai gomiti, con la farina sul viso, il naso appiccicato alle vetrine di una pasticceria, le ore che passano veloci al mercato della verdura, sentirsi soddisfatti nell'avere una libreria carica carica di riviste e "libri sacri", l'orgoglio che arriva alle stelle quando sforni per la prima volta un soufflé che non s'ammoscia, il cuore che si scalda col profumo dei biscotti che invade le scale di tutto il condominio, mangiare al ristorante e chiedersi "secondo te quale spezia dà questo sapore?" e finire col conoscere il cuoco e chiacchierarci fino a mezzanotte col grappino offerto che lascia il segno... La cucina è emozione e nel tuo blog c'è. Quindi non mollare!!

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    1. Ragazzi, vi abbraccerei. Avete descritto meglio di quanto chiunque potesse fare l'aspetto migliore dell'occuparsi di cibo e cucina. La cosa più bella che abbia fatto in questi anni è stata aver modo di incontrare gente che lavora con passione e cura, dal cuoco al contadino, gente che fa quello che fa non da mestierante o da speculatore ma da appassionato vero.
      Apprezzo moltissimo lo spirito che vi anima. Il cuore del discorso è tutto nelle vostre parole: la voglia di crescere, di scoprire, di imparare che non dovrebbe esaurirsi mai. Di schifezze ne sforniamo tutti, ogni tanto, e credo che chiunque continuerà a sfornarne qualcuna, anche se col tempo la frequenza della schifezza si dirada :-). Ma anche le schifezze insegnano tanto, perché alla lunga si fa l'occhio alla ricetta sbagliata, alla dose che non può funzionare, al passaggio dubbio. In quello che dite c'è tutto l'essenziale: emozione, passione e voglia di progredire.
      Insomma, mi piacete. :-)

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    2. Grazie! Sai cosa, forse il senso dei blog dovrebbe essere quello magico dell'unire le persone. E in questo capisco perfettamente il tuo discorso sui commenti e i "vecchi" forum. La fretta ci divora e ci impedisce purtroppo di conoscerci, anche solo virtualmente. Il bello dei blog, rispetto ai libri con milioni di ricette, dovrebbe essere la condivisione della passione, il chiacchierare e commentarsi a vicenda per scoprirsi. Anche solo un piccolo commento, tipo "io qui ci metterei il latte, ma voglio provare a farla come te e poi ti faccio sapere!". Invece no, a volte mi sono sentita snobbata dai grandi blog senza ricevere risposte, altre volte invece sul mio capitano persone che cercano solo visibilità "bello il tuo blog, passa dal mio"... sì ok, io ci passo dal tuo, ma chi sei? Raccontami di te!
      Dalle parole di tutte le persone che hanno scritto qui mi sembra che la curiosità formicoli ancora e che c'è voglia, tanta voglia, di fare rete e volersi bene. Noi ci siamo! Un abbraccio.

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  37. Ho trovato ora il tuo blog, io non sono una foodblogger, e penso che al giorno d'oggi sia importante avere blog di cucina che siano anche consapevoli, come Il pasto nudo, e che la soluzione probabilmente sia questa, perchè di ricette è pieno il web, e non solo, ma di persone che ci spieghino, in maniera anche bella, come funziona il mondo del cibo ce ne sono davvero poche: da un lato i blog, di cucina inconsapevoli, che propongono le peggiri schifezze, dall'altro i fanatici vegani, che si ritengono ambientalisti, ma senza accorgersene fanno anche loro il gioco dei grandi colossi dell'industria agro-alimentare, ed in mezzo c'è un vuoto che sarebbe proprio bello colmare!!

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    1. Prima di tutto, benvenuta :-).
      Sai, io credo sia quello che abbiamo cercato di fare in questi anni, con tutti gli errori, i limiti, e forse tra questi il più grosso è stato dare per scontato che certe consapevolezze fossero ormai patrimonio comune. Un esempio è la sezione che si chiama Campania Ferax, nella quale inseriamo prodotti tipici campani, produttori, ristoranti. Prodotti che conosciamo per averli assaggiati, per nostro conto, senza che alcuno ci abbia sponsorizzato o ce li abbia regalati, solo perché pensiamo che meritino di essere segnalati, perché ci piace chi lavora bene.
      C'è un libro che vorrei tutti leggessero: si chima "La leggenda del buon cibo italiano" di Paolo C. Conti. Chissà, forse leggendolo si comincerebbe a farsi delle domande e magari anche solo a leggere le etichette.

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  38. Grande post, non ha bisogno di commenti. La passione per il buon cibo e l'amore per una terra non più feliz trapela da ogni tua parola. La vita è fatta di ricordi di profumi, sapori e di rumori di cucina. Chi non ha mai assaggiato un carciofo di Paestum(a Pasquetta),non potrà mai capire e, in verità è molto sfortunato. Continuate così!
    Marta

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