* Amici * Pasta * Primi piatti *

Facendo ammuina

mercoledì, ottobre 31, 2012



Caos, questo ricordo di quattro giorni al Salone del Gusto. 
Caos. Tanto che quattro giorni, prima di partire, mi sembravano tanti, ma una volta là mi sono sembrati un soffio. Caos e stanchezza permanente: sedie intraviste appena per giorni interi, corri di qua, corri di là, con Lisa che va avanti e sparisce e Lydia che si inchioda ogni tre secondi a salutare qualcuno, che pare Obama in mezzo alle folle. O meglio "sette 'e denari", come si dice a Napoli di persona che conosce tutti e che tutti conoscono, e che sembra ogni volta aver incontrato il suo migliore amico di sempre :-).

* Creme * Primi piatti * Verdure *

Inquinamento acustico

lunedì, ottobre 22, 2012



Quando il mondo fa troppo rumore, quando le urla sovrastano i suoni abituali, quando non c'è pace.
Quando per escludere i disturbi devi metterti una cuffia e cercheresti un posto lontano nel quale si parli una lingua che non conosci, perché non hai voglia di capire ciò che si dice. Sempre che ci sia qualcosa da capire.
Quando per far sentire anche la tua voce dovresti ricorrere a grida scomposte, ma ti hanno insegnato che la dignità conta più della visibilità, perciò non ti va a genio l'idea di strillare. E cerchi silenzio, e speri tutto si plachi, ma niente si placa e il silenzio è un'utopia, e anzi l'intensità delle grida cresce, di giorno in giorno, cresce al punto che ciò per cui si grida non conta più, purché si gridi.

* Non-food (o quasi) * Vergogne *

Antonomasie (pizze, guide and rock' n' roll)

lunedì, ottobre 15, 2012



Se dico pesto, si pensa al pesto genovese. Se dico cotoletta, viene spontaneo pensare a quella milanese. Se dico cannolo, chiunque supporrà che stia parlando di quello siciliano.
Sono antonomasie gastronomiche, giustificate e legittimate dalla storia e dalla tradizione.
Tradizione, sì. Che brutta parola, oggi: te la ritorcono contro come un insulto. Dovrò imparare a farne a meno. Sono tante le cose che dovrò imparare.

* Cucina cretese * Cucina greca * Pane *

Mangiare anche per strada. Ma non da soli.

martedì, ottobre 09, 2012



Il titolo non fa riferimento alle polemiche di questi giorni legate al divieto romano di consumare cibo per strada in prossimità dei monumenti.
Fa riferimento al cibo di strada, del quale tanto si parla negli ultimi tempi, e che è parte della nostra profonda identità come popolo, di sicuro lo è in molte regioni, di certo lo è, tantissimo, qui al sud.
Il Mediterraneo, poi, è il luogo del suo trionfo. Tra le varietà infinite di cibo consumabile in piedi, camminando, tra una chiacchiera e l'altra o mentre si visita un paese straniero, il mio preferito è senz'altro il souvlaki greco nella pita. Mi fa impazzire. E' una di quelle cose (poche) che mangerei a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno. A volte lo vagheggio quando non ho voglia di cucinare, spesso lo rimpiango di fronte ad algide vetrinette di panini imbustati nelle stazioni o negli aeroporti.

* Dolci *

E' la gola che mi frega

martedì, ottobre 02, 2012



L'attacco di follia era imminente.
Lo sentivo arrivare da qualche tempo, come alcuni avvertono i cambiamenti del tempo atmosferico e altri i cataclismi naturali.
Ad innescarlo, e far precipitare la mia domenica verso il delirio, è stata una fotografia sulla pagina Facebook dedicata alla pasticceria di Pierre Hermé.
Solo lui (o il suo collega Conticini) poteva riportarmi alle lunghe elaborazioni, quelle che richiedono una giornata di lavoro... Da troppo tempo non mi impegnavo in  un lavoro "serio" in cucina. Un po' mi mancava. Un po', ma stavo benissimo anche facendo loukoumades, eh...

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