giovedì 6 dicembre 2012

Stregate da Torino


Io e Giovanna abbiamo un debole per tutto ciò che profuma di Francia, e si sa. Perciò dovevamo immaginarlo che Torino ci avrebbe catturate con i suoi caffè, la sua pasticceria, i suoi edifici e le sue atmosfere. Terrone tutte e due, lei di fatto e io d'elezione, siamo però stranamente accomunate da passione transalpina e austro-ungarica.


E' successo lo scorso fine settimana: siamo state ospiti della Città di Torino, con altri 18 blogger, per il Grand Tour Blogger Christmas Turin 2012,  evento splendidamente organizzato da Antonella Bentivoglio d'Afflitto  e dalle sue collaboratrici in occasione  della seconda edizione di "A Torino un Natale coi  fiocchi", promossa dall' Assessorato al Turismo e alla Cultura. 
Una due giorni dal programma intenso, molto interessante e ricca di appuntamenti.
Dal pranzo di sabato al Ristorante Arcadia e fino alla partenza domenica sera, ci siamo riempite gli occhi, complice un sole che si è messo a splendere domenica per farci ammirare la città nella sua veste più ammiccante (Giovanna presa quasi da sindrome di Stendhal di fronte alle ville liberty, io al cospetto delle librerie antiquarie, tutte e due in presenza della cioccolata calda al gianduia con panna).


Il ristorante, situato nella Galleria Subalpina ci ha servito 3 portate della tradizione gastronomica piemontese: una saporita battuta di carne cruda, un risotto al Carema e per dessert uno zabaione con paste di meliga.
Il ristorante Arcadia come altri in città aderisce al Club Sapori Torinesi, progetto per la salvaguardia delle ricette tradizionali promosso daTurismo Torino, dalla Camera di Commercio e da Slow Food. 

Subito dopo, al Grand Hotel Sitea, abbiamo incontrato Maurizio Braccialarghe, Assessore alla Cultura che ci ha illustrato con entusiasmo il programma della manifestazione che, nonostante il periodo di crisi, si pone come obiettivo di rafforzare l'immagine della città di Torino come importante metà turistico-culturale. E dato che siamo anche due beone, abbiamo apprezzato il buffet di desserts ma soprattutto il Moscato d'Asti Saracco dal quale abbiamo da anni una dipendenza :-).


Quindi visite pomeridiane, prima allo splendido atelier di Marco Segantin, un laboratorio floreale davvero di grande gusto, molto "europeo", per così dire (vengono in mente certe botteghe del Natale in Austria o certi fioristi parigini), poi alle Cucine Reali di Palazzo Reale fedelmente restituite al loro aspetto originale, un percorso interessantissimo che si è concluso con la visita all'appartamento settecentesco di Madama Felicita con le tavole apparecchiate con servizi di fine Ottocento (roba da far fare salti di gioia con gridolini annessi a mia madre).



Quando ormai era calata la sera abbiamo assistito, in una Piazza Castello illuminata e enormemente suggestiva (peccato solo che si battessero i denti per il freddo, sempre terrone siamo), allo spettacolo della Compagnia Cirko Vertigo: Cirque Carillon.


Domenica ci attendeva la visita alla mostra di Degas con i capolavori dal Musee d'Orsay con un bellissimo allestimento museografico, e fuori il sole, il Parco del Valentino, il Castello, e un percorso in bus per arrivarci attraverso una splendida zona residenziale.



A pranzo, brunch alla storica gelateria Pepino in piazza Carignano dove abbiamo provato il Pan Gelato: gelato alla crema con panettone artigianale.




In tema francese, abbiamo visitato una bottega da perdere la testa: la cesteria Barbieri, che come cesteria nasce ma è oggi una specie di caverna di Alì Babà affastellata di civettuoli oggetti per la casa in legno, ghisa, ferro, vetro, latta dallo spirito country.



Come potrete facilmente immaginare io e la mia socia ci siamo infilate da Gobino per una scorta di gianduiotti, praline e cremini, e non ci siamo fatte mancare nemmeno un raid nel mercatino di Campagna Amica dove ci siamo assicurate della pasta di nocciole (tonda gentile delle Langhe, pura al 100% e non stabilizzata) versando calde lacrime perché la logistica del rientro a casa ci impediva di accaparrarci forme di toma, secchi di agnolotti del plin e quintalate di robiola. Siamo sempre le solite :). Ossessivo-compulsive.




Ci siamo ripromesse di tornare per approfondire le eccellenze di questa città, il tempo era tiranno e le cose da vedere (e da mangiare, e da comprare) erano tante e interessanti.
Domenica sera siamo rientrate nelle nostre casette, stanche ma felici, come si dice alla fine di ogni gita fin dalle scuole elementari. Ma pronte a ripartire, ché già stiamo macchinando qualcosa...



11 commenti:

  1. Ho un debole per Torino, per la sua pianta regolare, per la rinascita dopo le olimpiadi invernali (chi l'ha vista prima come me...scappava), per la sua architettura 'algida&avvolgente', per la cucina ritrovata di recente in un bel percorso cultural-gastronomico, per essere sede di alcune eccellenze universitarie, per le storiche sedi della Rai, per una ritrovata pedonalità che la rende a dispetto della sua grandezza a misura d'uomo, per il suo saper entrare nelle grazie degli avventori in punta di piedi, senza preconfezionati 'coup de théâtre'...
    PS
    Una sola nota stonata e lo devo dire...il gelato di Pepino...e qui sono più che corazzato...non provate a contraddirmi :P ehehhehehe

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  2. anch'io ho un debole per Torino.......

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    1. Lo sospettavo...;) Però la prossima volta ci vediamo!

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  3. l'ho girata tre volte e ogni volta non mi basta.. peccato che sia così lontano...

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  4. IO Torino la amo alla follia...ma porprio tanto, tipo che mi ci tarsferirei tra 5 minuti!

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  5. Non ci sono mai stata, non sapevo fosse una città così bella. Grazie per aver condiviso questa tua esperienza con noi. Ciao.

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  6. Splendido reportage Lisa: non conosco Torino, ma mi hai fatto venir voglia di colmare questa lacuna! Grazie e buon fine settimana!

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  7. Sono stata a Torino solo il tempo di prendere il treno per Parigi. Bellissime foto! Ti seguo dalla Sicilia!

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  8. Grazie Lisa, per le magnifiche foto e il racconto di viaggio.
    E' da qualche anno che non sono più passata a Torino, urge ritornare....
    Virginia

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  9. Lisa, questo reportage è splendido e rispecchia pienamente ciò che si respira nella mia Torino.
    La prossima volta, vi consiglierei di visitare un vecchissimo e meraviglioso negozietto gestito da una anziana signora quasi centenaria che si trova in Via Santa Teresa e molti altri posti caratteristici della vecchia Turin.

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