mercoledì 12 dicembre 2012

Il trionfo dell'italiota


Non riporterò l'ultracitato verso di Gaber sull'essere e sentirsi italiani. E non mi inoltrerò nella stigmatizzazione di certi tratti del nostro carattere, cosa che sono stati più bravi a fare i registi della commedia all'italiana, quella buona, e che altri blogger fanno con più acume e sarcasmo di me (Mario, per esempio).
Nulla di tutto questo. Però una cosa devo dirla, mi scappa. 
Gli Italiani sono inclini a criticare gli Italiani e a lamentarsi. Ma sono molto più inclini, paradossalmente, a vantarsi di se stessi. 
E' tipico di colui che con appropriata definizione si può chiamare italiota: il campionato di calcio è il più bello del mondo; la cucina è la più buona del mondo; il paese è il più ricco d'arte e di ogni genere di bellezza. Di solito questo apprezzamento comporta, esplicitato o meno, una sorta di irridente disprezzo verso gli altrui paesi, l'altrui cibo, le altrui abitudini.
Ultima esperienza che ho fatto, in tal senso, è aver sentito dire che anche nella pasticceria gli Italiani sono i più bravi di tutti. E' fondamentale il contesto in cui l'ho sentito: in occasione di una dimostrazione di decorazione di certi tremendi dolcetti tipo cupcakes pieni di coloranti e più inutili (se non dannosi) delle zanzare, insetti sulla cui funzione nell'economia dell'universo non smetto di interrogarmi.
Ora, oltre a domandarmi quale pasticceria, di quale paese, abbia assaggiato chi lo ha affermato (domanda inutile quanto i dolcetti di cui sopra e le zanzare) e oltre a sottolineare che quella roba di italiano non ha proprio un fico secco, non posso esimermi da una considerazione di carattere più generale. Questa.
Se gli Italiani dedicassero meno tempo ad elogiarsi, forse ne dedicherebbero di più ad evitare che tutto ciò che di bello e buono abbiamo si degradi e perisca. Che i monumenti e l'arte di cui siamo immeritatamente ricchi cadano a pezzi, che la corruzione uccida definitivamente lo sport e la politica, che qualunque cialtrone apra un ristorante dove si mangia da schifo e abbia la coda alla porta ogni fine settimana. Che, quindi, la cucina italiana venga assassinata quotidianamente e la pasticceria imiti modelli che niente hanno di esemplare. Forse riusciremmo a migliorarci, a progredire, se non ritenessimo di essere i primi in tutto, di essere arrivati e piazzati definitivamente in testa al mondo.
Forse. Ma forse.
E, sparata questa perla, riporto questa ricetta semplice semplice, e FRANCESE (toh, che novità :-)) di Conticini, tratta dal suo libro "La patisserie des reves".
Gli italioti si voltino pure dall'altra parte.

Gâteaux bretons
Per circa 8 tortine:
300 g di farina
240 g di zucchero
un pizzico di baking powder (lievito chimico, scrivo così perché il baking NON è vanillinato)
240 g di burro salato ammorbidito
un pizzico di fior di sale
3 tuorli
un cucchiaio di rhum

un tuorlo d'uovo ed estratto di caffé per completare

Mescolare il burro, in una terrina, con un cucchiaio di legno, riducendolo in pomata, aggiungere lo zucchero e mescolare accuratamente. Incorporare i tre tuorli uno alla volta, poi il fior di sale, infine, a poco a poco, la farina mescolata con il lievito. Impastare aggiungendo il rhum fino ad ottenere un composto omogeneo.
Imburrare dei cerchi da pasticceria del diametro di 8-9 cm e posarli su una placca da forno rivestita di carta forno. Stendere con le mani l'impasto nei cerchi a 1-1,5 cm di altezza, pareggiarla bene passandoci sopra il dorso di un cucchiaio inumidito con acqua tiepida.
Preriscaldare il forno a 170° (nel caso del mio forno, 180°). Nel frattempo sbattere un tuorlo con un goccio di estratto di caffè e spennellarlo sulle tortine.
Infornare fino a che le tortine diventano dorate ma sono ancora morbide. Secondo la ricetta, 20 minuti, ma a me ne sono occorsi di più. Sfornare, lasciar intiepidire per 4-5 minuti, quindi sformare prima che si raffreddino.
Dovranno essere croccanti, ma friabili, fuori, e morbide dentro.




18 commenti:

  1. la frase incriminata e' stata udita all'Uscita di una dimostrazione di orridi dolcetti, ma precisiamo NOI 2 non siamo nemmeno entrate :)
    E quella che pronuncio' la frasetta incriminata ha rischiato il linciaggio...sapevatevelo :)

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    1. Tu sei diventata peggio di tuo marito :-)

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    2. Lui tocca vette inesplorate!

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    3. hai fatto bene a specificarlo, Lisa, perchè avevo capito che alla dimostrazione Giovanna c'era stata, e mi preoccupavo! :)

      Il fatto è che siamo provinciali, poi magari guardiamo all'estero per importare Halloween, o le cupcakes.
      Però meglio che non parli in questi giorni, in cui il desiderio di espatriare è fortissimo.

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    4. Elvira, in compenso abbiamo visto le foto, i verdi e rossi fosforescenti che sono così buoni ;-)).

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    5. Non entravamo nemmeno trascinate per i riccioli!

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  2. credo che il baking powder sia come il lievito a base di cremor tartaro che si trova nei bio e che uso sempre io, cioè tartrato di potassio, bicarbonato e amido di mais e che a differenza del lievito chimico per dolci del super non lascia quel retrogusto orrendo.
    lo so, lo sapevi già... :-)

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    1. Sì, esattamente. Un mix di bicarbonato, cremor tartaro e amido. Mi domando per quale motivo il lievito chimico per dolci normalmente in commercio debba essere schifosamente aromatizzato.

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  3. "...noi abbiamo rispetto ai francesi una varietà di ingredienti pazzesca che loro non hanno. I francesi sono molto bravi a promuovere quel che hanno, ma è veramente poco se lo paragoni a quello che c’è in Italia in termini di prodotti agro alimentari". Questa dichiarazione scandalosa per ignoranza, di una notissima ristoratrice fiorentina, illustra perfettamente le tue considerazioni.
    Il pregiudizio contro la cucina Francese nasce purtroppo da un profondissimo complesso d'inferiorità che, a mio parere, nessuno toglierà mai agli italiani.
    Ho lottato per anni contro questa ottusità antifrancese, mi è anche capitato di piangere dalla rabbia o di arrivare alle mani: niente da fare, come ti giri l'italiota riparte con le sue cretinate del tipo: "la cucina francese è tutta burro, panna e aglio", "la cucina francese è pesante" e via delirando. Perciò sono sempre gratissimo ai pochi italiani che come te o Allan Bay parlano della cucina francese in maniera intelligente. Grazie!

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    1. Guarda, l'ho risentito pochi giorni fa, e non mi capitava da tempo: la cucina francese è tutta salse e creme. Sempre pochi giorni fa, ho sentito anche che la pasticceria francese fa schifo perché è grassa e che in Austria mettono la panna nelle zuppe (detto con aria schifata). Credono sia panna montata zuccherata? bah.

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    2. Invece in Italia usano la Hopla'...vuoi mettere?

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    3. E' una lotta persa in partenza, io ho rinunciato, anche perché mi muovo in un mondo dove i protagonisti sono professionisti del cibo, e cioè quelli che dovrebbero come minimo essere immuni da quella malattia ma purtroppo non lo sono. Quindi se i cuochi stessi propagano queste cazzate, figuriamoci convincere i semplici gagà... Ma comunque il pregiudizio culinario è solo una parte del pregiudizio antifrancese in generale, stratificazione di secoli di storia antagonista tra due paesi che non si ameranno mai anche se si riconoscono "cugini". Ma si sa: parenti serpenti... :)

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  4. Italiota, è quell'ominide il cui gradino mentale nella sua fase più evoluta, raggiunge al massimo la freudiana "fase fallica" che si colloca negli individui normali solo nell'età compresa fra i 3 e i 6 anni circa, per poi evolversi naturalmente in altro, ma che sempre nel caso dell'Italiota dura anche fino alla senilità.
    Lo stato appena indicato quindi connota perfettamente l'Italiota.
    "Grattazio genitalorum" compulsivo, occhio pallato ma convinto, il vuoto poco dietro lo sguardo, anzi il baratro, vestito firmato, considerazioni supeficiali pescate a caso dagli stereopiti più banali e vià giù con dei pseudo ragionamenti volti a supportare il banale assoluto.
    Non cito casi della politica perchè oggi sarei anche io banale, ma nel caso della cucina si sprecano...come quando incontro dei miei concittadini che dicono che a Napoli si mangia bene ovunque! :P ahahahahahah
    Non aggiungo altro hai detto bene e sinteticamente quello che penso anche io... :)
    Ah la preparazione la conosco ma non l'ho mai approcciata...il fatto che l'hai proposta tu è un ulteriore invito a farlo, magari non verranno bene come i tuoi ma sono certo che mi piaceranno! :))

    PS
    Grazie per l'immeritato riferimento alla mia "insania", serio.

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    1. Dissento solo sul vestito firmato: l'italiotismo è trasversale :-).
      Per il resto, ecco. L'hai detto meglio di come avrei fatto io e in modo meno acido.

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  5. Condivido pienamente le tue affermazioni! Splendido post, complimenti, baci
    M.G.

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  6. tra l'altro i dolci bretoni sono buonissimi :-)

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    1. L'hai detto :-)
      Posso sapere chi sei?

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