mercoledì 8 febbraio 2012

Una brontolona a Identità Golose



Tornata ieri sera da Identità Golose 2012. Ne ho scritto con i miei soci di Gastronomia Mediterranea presenti all'evento segnalando per ogni giorno ciò che ci ha colpito: qui per il primo giorno, qui per il secondo, e il terzo è qui.
Nella mia casuccia, Lost, voglio fare un viaggio sentimentale che non annoi nessuno. Vale a dire, cose che mi piacciono, cose che mi sono piaciute meno o affatto, ma in brevi flash, senza cadere nel mio vizio consueto di strologare per pagine e pagine.


Che bravo questo ragazzo. Lui, Lorenzo Cogo di El Coq, ha solo 25 anni e mi convince più di tanti suoi colleghi affermati. Un piccolo viaggio a Marano Vicentino, secondo me, lo merita proprio. Sperando che non si lasci fuorviare, crescendo, dalla tentazione di seguire la strada di altri che la strada l'hanno persa (e il bisticcio è voluto).


Un pizzaiolo in paradiso. Eccolo qua, Enzo Coccia de La notizia, una delle mie pizzerie preferite. Quando ne scrivevo non ero ancora una habitué, oggi lo sono, e che un pizzaiolo arrivi nell'Empireo gastronomico mi fa un grande piacere, anche perché Identità Golose ultimamente mi fa venire voglia di semplicità: ad alcuni chef strafamosi e strapremiati bisognerebbe ricordare che lavorano col cibo, la cosa più necessaria e naturale del mondo. Cibo, dico. Tre semi di frutto ignoto con quattro gocce di concentrato di diosacosa non sono cibo. E le provocazioni gastronomiche mi hanno proprio stufata, oltre al fatto che non provocano più nessuno: hanno fatto il loro tempo. Sono vecchie, scusate, vecchie, stantie, obsolete.
Meglio la pasta per le pizze fritte di Enzo...






...così vera. E i suoi pomodori, i suoi spicchi d'aglio.



Quanto è buono lo stracotto? Sarà perché sono napoletana, difficilmente trovo carne davvero buona, purtroppo, così in queste trasferte se trovo uno stracotto mi ci fiondo. Questo è quello al cucchiaio di Ugo Alciati realizzato al Food & Wine Festival, all'interno di IG. 
E questo...



...è quello che nello stand della macelleria Zivieri (che avevo già apprezzato al Taste lo scorso anno) hanno servito in una cialda friabilissima leggermente spruzzata di zucchero a velo. Sì, zucchero. Divino.



Non maltrattate la pasta che vi accido! Questo il grido che mi erompe spontaneo dal cuore. Qui sopra, la genovese di tonno di Pasquale Torrente (l'ho fatta anch'io, e devo rifarla perché letteralmente la adoro!). Ma perché mi sembra che la pasta, che passa per essere il prodotto italiano per eccellenza, venga maltrattata da tutti tranne che dai cuochi campani? Ma insomma, ha ragione Lisa, che ieri al telefono commentava: "Ogni volta che si vuole massacrare un ingrediente, si massacra la pasta". E cavolo, centinaia di anni di saggezza popolare circa la cottura di questa meraviglia hanno il loro perché, lo dico a chi con la pasta vuole per forza stupire. Ebbbbbbbasta! E chi la idrata a freddo, e chi la ammolla, poi la secca di nuovo, poi la tritura, poi la schianta in qualche pressa, poi ci salta sopra a piedi uniti, poi la caccia dentro un Pacojet, poi le fa fare il giro della morte e ti propina in un piatto una roba che fa tenerezza a vederla, ed era un prodotto buono, sano, meraviglioso, con un dignità e una storia; adesso cos'è? Adesso sembra chiederti: "Ti prego, uccidimi. Non farmi più soffrire!". Ebbbbbbasta. Sappiatelo, signori che confondete la creatività con l'inutile sfoggio di tecniche maturate nel vostro perverso cervello: non verrò mai a spendere qualche centinaio di euro per sedermi alla vostra tavola. Non andrò mai a mangiare da nessuno che abbia fatto del male alla pasta. Men che meno da quel signore bistellato che la precuoce come la peggiore e zozzosa (traduco? Sporca, di basso livello, fetente) trattoria. Se la mangiasse lui, la pasta precotta.



Qui sopra, vedete quel che resta di uno spaghetto al pomodoro. Perché qualcuno, a IG, ha preparato uno spaghetto al pomodoro. Questa è la vera provocazione, oggi.


Ragazzo davvero intelligente. Di lui ho già parlato, e non mi ripeto. Ma è così che mi piacciono gli chef: creativi eppure solidi, senza grilli. Ho mangiato nel suo ristorante l'estate scorsa. Non ne ho scritto perché non avevo foto, ma credetemi se vi dico che sa molto bene il fatto suo. Da lui mangerete divinamente e vi divertirete anche. Perché divertirsi a tavola va bene, se mangi come Dio comanda e alla fine non senti che a divertirsi è stato solo lo chef, alla faccia tua...




Che fine ha fatto la pasticceria?  E sempre là si torna: alle prese in giro. Qui sopra, un bel buffet di dolci dei fratelli Cerea. Qualcosa di molto buono, qualcosa di meno buono. Ma un buffet di dolci vero. Perché nel frattempo c'è stato qualcuno, un ragazzo peraltro che mi è anche simpatico, con un bel sorriso comunicativo, che, da pasticciere, è finito nell'Olimpo della ristorazione italiana, dentro un ristorante che più stellato non si può. Ristorante che non frequenterei per incompatibilità filosofico-gastronomica e anche un po' personale (la pelle, la pelle parla. L'istinto obbliga. Io e quel ristorante non ci prenderemo mai), ma questa è un'altra storia. Il ragazzo, simpatico, lo ripeto, dev'essersi adeguato allo stile del ristorantechenonfrequenterei, perché, dopo aver proclamato che adesso la superiorità dei francesi non è più scontata e che noi italiani possiamo competere con loro, ha fatto due dolci che erano solo due scherzi. Scherzi. Non desserts. Scherzi e basta, e tutti avremmo dovuto battere le mani come bambini stupiti e divertiti, anche un po' tonti, oh che gioia o che divertimento, se non fosse che a me gli scherzi piacciono poco, se proposti come piatti veri, e che se sborso duecento euro per un pasto non voglio ritrovarmi alla fine una sostanza bavosa e mucosa dentro una ciotolina, che poi vuole riprodurre il gusto esatto di un dolce classico (e allora fallo classico, per la miseriaccia boia), men che meno voglio un biscotto nemmeno friabile che puzza di caffè liofilizzato e pure bruciato. Caro Pierre, caro Philippe, perdonate loro, perché non sanno quello che fanno. E dormite sonni tranquilli: pericoli all'orizzonte, per la vostra supremazia, non ne vedo.



Chiudo? Ma sì, chiudo. I miei amici e soci di Gastronomia Mediterranea. Non ho foto di Maite, ma c'era anche lei, insieme a Fabrizio (qui sopra, sempre in prima fila, con alle spalle un plotoncino di chef campani) e a Lydia, che al Food & Wine Festival ha presentato i fratelli Cerea.



Speriamo che quando sarà famosa non mi leverà il saluto :D.

Altri punti di vista:

I Calycanthi
Fabrizio
Daniela - Hysteria Lane
Rebecca

20 commenti:

  1. aaaah foto a tradimento fu ....

    RispondiElimina
  2. Ah che bello finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, brava. Sono d'accordo con tutto e vaffa al "politicamente corretto" in ogni dove che francamente ha stufato alla grande!.

    RispondiElimina
  3. già, quel cuoco bistellato che precuoce la pasta e fa tutti quei discorsi sul fast food non lo capisco...infatti ho avuto una discussione accesa, ma pur sempre amichevole.

    RispondiElimina
  4. MA scusa, ho consciuto Lydia e non te domenica?!SIgh...io ho potuto partecipare solo domenica ma, è stata una giornata favolosa.Alla prossima!
    Sara

    RispondiElimina
  5. Quell'ultima foto a tradimento potevi anche risparmiartela però

    RispondiElimina
  6. Brava Giovanna. Abbiamo visto cose diverse, ma siamo spiriti affini, sempre.

    RispondiElimina
  7. Brava la pasta è nostra, la teniamo nel dna, tutti,questi cuochi che vogliono stupire e fanno quello che tu qua hai descritto con disprezzo genuino,meritano tutto il nostro vaffa come ha scritto Gioppa.
    Non vogliono capire che la nostra Regina,va solo accarezzata, cotture giuste e condimenti semplici,"ragù e " lasagna" esclusi.

    Brava tu che puoi fatti sentire a nome di tutti noi.

    P.S
    Una ottima genovese è anche quella di mare,cozze vongole seppie e rugola.

    Carlo

    RispondiElimina
  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  9. "Non maltrattate la pasta che vi accido!" Bellissimo....
    Quasi quasi lo metto come sottotitolo del mio blog :)

    RispondiElimina
  10. ho letto tutto con gran piacere (come al solito) e mi sono pure annotato qualche nome
    un abbraccio!
    ps ammazza e com'era figa la Lydia per la presentazione! :)

    RispondiElimina
  11. @Fabri, no: è che tu sei sempre "in tredici" :DDD

    @Gioppa: ci sono cose o persone che, secondo me, vengono ormai approvate e glorificate per puro conformismo. Ci sono tanti chef con delle idee autentiche che hanno meno adoratori. E' come nella musica, nel cinema, nella letteratura...

    @Andrea: l'anno scorso sono uscita dalla sala mentre parlava, ero così infuriata che mi domandavo perché dovessi continuare a soffrire. La prossima volta mi terrò ben lontana da lui, come mi tengo lontana da un altro signore con il quale sento di non condividere nulla.

    @Saretta: acc, dov'eri? Mi dispiace moltissimo non averti incontrata.

    @Lydia: chi va su un palco questi pesci piglia :)

    @Daniela: sì. Mi piace un sacco questa comunanza di vedute :)

    @Carlo: disprezzo è la parola giusta. Solo il disprezzo può portare a certe storture. Ma conosco cuochi non "nostri" che sanno come si tratta la creatura. E' questione di sensibilità, intelligenza, cultura.

    @Corrado: sì, è proprio ora di finirla. Devo scrivere un manifesto dei devoti della pasta e affiggerlo in giro :)

    @Gio: dovresti annotarti i nomi che NON ho scritto. Per la serie: luoghi da evitare... :D

    RispondiElimina
  12. è il sentire in bocca il sapore corposo vero e unico di un cibo, è la creazione passo dopo passo, non il bisogno di splendere...sono molto d'accordo con te!

    RispondiElimina
  13. @Lo: sai, c'è gente che fa tutte e due le cose. Ti fa sentire la pulizia del gusto, con un enorme lavoro dietro che non risulta mai esibito. E splende.

    RispondiElimina
  14. Ciao Giovanna, sei fortissima !!! Mi piace sempre quello che scrivi.
    A questa edizione di I.G. non ho potuto partecipare, mi spiace non averti incontrata.!!!

    RispondiElimina
  15. un bacio con lo schiocco!
    per me Identita' e' stato anche la sigaretta di nascosto con te ogni tanto a scambiarci opinioni.
    Come al solito stimolante e indicativo.
    un amico alieno.

    RispondiElimina
  16. @Virginia: anche a me! Però magari meglio altre sedi dove non si corre qua e là tutto il giorno. L'ann scorso abbiamo scambiato sì e no tre parole!

    @Giuseppe: e che IG sarebbe senza la sigaretta clandestina al gelo? :) Un bacione anche a te!

    RispondiElimina
  17. Ebbbbbrava Giovanna!
    In generale mi pare che quel punto: "confondere la creatività con l'inutile sfoggio di tecniche" sia condivisibile.
    Un saluto a te e anche a Lydia...
    Io provo a seguirvi come posso, ma voi siete su un altro pianeta...
    Baci

    RispondiElimina
  18. GUARDA UN PO' LA TESTATA DEL MIO BLOG....

    RispondiElimina
  19. @Anna: al massimo sul pianeta Papalla (te lo ricordi? Io adoravo quella pubblicità) :)). Grazie, mi fa sempre piacere ritrovarti qui.

    @Corrado: ma sei incredibile! Detto fatto, eh? ;-)

    RispondiElimina
  20. Sei sempre unica Giovanna e come darti torto? La pasta ha un'anima anche lei no?
    Senza parlare della pasticceria....hai rassicurato i nostri miti :-)

    RispondiElimina