Overdose di cucina in TV. Tutti che sfornellano ovunque, cuochi veri, amatori, improvvisati, starlettes televisive convertite al tegame, autori di discutibili ricettari buoni solo per tappare gli spifferi delle finestre (più che ricettari, istruzioni per mettere insieme variamente e senza gusto robaccia pronta). Il troppo stroppia, si dice. Stufa, annoia, nausea, soprattutto perché al troppo corrisponde, come sempre, un crollo di qualità. Personalmente evito quasi tutte le trasmissioni di cucina. L'unica che mi diverte, moltissimo, non dà ricette: è quella "Hell's kitchen" in cui un ringhioso Gordon Ramsey strapazza in ogni maniera concepibile e inconcepibile alcuni aspiranti al ruolo di Head Chef in uno dei suoi ristoranti. Titilla, si vede, la sadica che è in me :D
Nonostante la mia tendenza alla fuga lesta e proditoria di fronte alla cucina-in-tivvù, sto guardando Masterchef. E vado a spiegare perché non mi piace. Ovvio, non interessa ad anima creata, però io lo spiego ugualmente. Così magari qualcuno potrà contraddirmi dando una risposta esauriente e attendibile ai miei dubbi.
Per prima cosa, mi chiedo perché tra migliaia di aspiranti si sia disposti ad accettare un concorrente che a domanda risponde di non aver mai fatto una besciamella e dichiara che nemmeno sa come si fa. Sembra una sciocchezza, ma non lo è, perché a questa domanda sono sottese altre considerazioni. Vale a dire: tutti vogliono fare tutto partendo dal mezzo, o addirittura dalla fine. E' una considerazione che non vale solo per la cucina. Insomma, nessuno si metterebbe a comporre musica dodecafonica se non sapesse suonare due scale al pianoforte. Nessuno pretenderebbe di affrescare una moderna Cappella Sistina se non avesse prima imbrattato tele per anni imparando a usare colori e pennelli, nessuno progetterebbe grattacieli senza aver prima acquisito le conoscenze necessarie e aver fatto pratica con progetti meno impegnativi, nessuno tenterebbe un'operazione a cuore aperto senza aver maneggiato bisturi per anni e anni; spiegatemi perché in cucina tutti vogliono fare gli chef, nessuno il cuoco. In altre parole: si parte dal preparare sughi di pomodoro, dal cuocere la pasta, dal fare semplici arrosti, non dalle grandi creazioni alla Ferran Adrià. E solo quando si è imparato e si è raggiunto un livello decente si comincia a cimentarsi con cose più impegnative e a immaginare di "creare". Francamente mi interessa poco che si sappia disporre artisticamente in un piatto questo e quello, se non si è capaci di fare un Pan di Spagna (e sì: la puntata sui dolci è da dimenticare, davvero).
Che idea della creatività e della cucina vogliamo far passare? Che sia sufficiente inzeppare centocinquanta ingredienti in un piatto per stupire? Che basti dare grazia a una presentazione per sentirsi chef arrivati e consacrati?
Un'altra dimostrazione di quello che dico: si fa una prova ad eliminazione consistente nel preparare un purè di patate. Non nel "creare", non nel reinventare, ma proprio nel preparare. Per la serie: basi di cucina, ricetta classica, gambe in spalla e camminare. E allora il senso della prova non dovrebbe essere quello di preparare un purè canonico? Perciò, secondo me, non puoi metterci il formaggio, e se ce lo metti sei fuori. Non mi interessa se a casa tua lo fai così e nemmeno se ti piace di più. Sei qui a sostenere una prova. Se ti chiedo di fare una crema inglese non ci metti la farina, se ti chiedo di fare i tortellini classici non li farcisci con la ricotta. Devo mettere alla prova le tue competenze, non solo manualità e gusto. Altrimenti è tutto un cialtroneggiare, scusate. E cialtroneggiare è, a mio parere, far vincere una prova a una torta di mele tutta bruciacchiata. A meno che gli altri concorrenti non abbiano preparato delle cose totalmente disgustose, non si può.
Masterchef non mi piace perché dà l'illusione che in cucina sia tutto un buttarsi, un improvvisare. Che la preparazione non conti. Che non contino le tecniche. Che la torta con la glassa tutta ruvida e "rognosa" sia un buon risultato, se il sapore è decente. Non mi piace perché non incoraggia a migliorarsi, a inseguire la perfezione, che non esiste, ma dovrebbe esistere come meta a cui tendere. Perché fa pensare che si può fare un po' come ci pare, sempre.
Tutto qui. A beneficio dei maligni, preciserò che, come molti di voi, ho ricevuto mesi fa l'invito a partecipare ai provini per la trasmissione. Che ho declinato. No, andare in TV proprio non fa per me, mi vergogno mostruosamente di apparire, odio essere al centro dell'attenzione. Non critico chi lo fa, perché è solo una questione di differenza di carattere. Il mio fa schifo :). Riporto l'episodio solo per fugare ogni dubbio sul fatto che io sia una carognona rosicante e invidiosa di chi partecipa e di chi appare.
E veniamo ad altro. La ricetta di oggi viene da due differenti stimoli fusi tra loro: la buonissima pasta preparata da
Cibou l'anno scorso al Salone del Gusto e una ricetta di Paolo Barrale, chef del ristorante Marennà. Non è una vera e propria ricetta, ma più un insieme di componenti. Alla maniera di Masterchef, diciamo... ;-)
P.S.: non do la dose dei fagioli perché i miei erano in freezer già lessati, quindi ignoro quale peso io abbia usato. Diciamo che alla fine bisogna ottenere un mestolino di crema di fagioli per persona.
Mazzancolle, crema di fagioli a formella, friarielli e burrata
Per 4 persone:
8 mazzancolle
fagioli a formella (precedentemente lessati) o altro tipo di fagioli, purché bianchi, delicati e di buccia sottile
due fasci di friarielli (broccoli napoletani amarognoli, sostituibili con cime di rapa)
sei filetti di acciughe sott'olio
una burrata o 200 g di stracciatella
aglio
olio
sale
sale Maldon
piment d'Espelette
Far saltare uno spicchio d'aglio in una capace padella con un po' d'olio; aggiungere i filetti di acciuga e farli sciogliere aiutandosi con una forchetta. versare nell'intingolo i fagioli precedentemente lessati, sgocciolati e molto teneri, e farli insaporire per 4-5 minuti. Frullare tutto a crema liscia e morbida, aggiungendo, se necessario, un po' dell'acqua di cottura dei fagioli.
Mondare i friarielli, sbollentarli, quindi saltarli in padella con aglio e olio. Salare.
Apire la burrata e prelevarne la parte interna. Quella esterna, mangiatela :).
Sgusciare le mazzancolle senza staccare le teste e la coda. Scaldare un po' d'olio in una padella e farvi saltare le mazzancolle, da entrambi i lati, per pochissimi minuti.
Disporre nei piatti un mestolino di crema di fagioli, sovrapporvi un piccolo "nido" di friarielli, poca burrata e, su tutto, due mazzancolle che condirete con un pizzico di sale Maldon e del piment d'Espelette. Servire.