* Dolci * Dolci al cucchiaio *

Karpuzi me yaourti!

martedì, giugno 28, 2011



Se interrogate una pietra che trovate per strada, scoprirete che persino lei è al corrente della mia passione insana e sfrenata per Creta. Sì, sì, che noia, vi dirà, non se ne può più. 
Forse però la pietra ignora che io, che non faccio mai colazione tranne che quando sono in alberghi con faraonici buffet, là, a Creta, non me la faccio mai mancare. Più precisamente, non mi faccio mai mancare una ciotola di yogurt in cui tagliuzzo una bella fetta di anguria, e mentre la mangio mi incanto a guardare il mare e mi spingo fino a pensare che la vita abbia senso :) .
Potenza delle cose fresche, bianche, elementari e dal gusto gioioso.

* Pesce * Secondi * Vergogne *

Calamaro, fatti da parte

venerdì, giugno 24, 2011


Questo calamaro verrà leggermente sacrificato in nome di cose più urgenti e più puzzolenti del pesce marcio.
Qualche migliaio di tonnellate di immondizia, per esempio.
Parlo di quella che c'è per strada, qui a Napoli, ma in fondo parlo un po' di più di quella che c'è SOTTO l'immondizia che si vede, quella che si vede di meno ma puzza di più.
Abbiamo un nuovo sindaco che per il problema dei rifiuti ha un piano mica da buttar via. Ma sapete com'è, i piani più belli sono e più vanno a intaccare interessi grossi. In alto, molto in alto, ma anche in basso, sotto svariati metri di fango, e all around.

* Secondi * Verdure *

Agro, dolce e quasi siculo

martedì, giugno 21, 2011



Pur avendo girato parecchio, a partire da quel primo viaggio con gli amici fatto a 18 anni, niente soldi in tasca, campeggio a Londra, città che era allora il sogno di tutti i ggggiovani, non conosco la Sicilia. Sono stata solo pochi giorni alle Eolie, per il resto buio totale. Potendo fare vacanze più lunghe solo ad agosto, mi scoraggia la temperatura, giacché sono insofferente al caldo, e aggiungo un "purtroppo", perché mi piacerebbe tanto vederne almeno un pezzetto. 
Perciò, non posso dire di conoscere per esperienza diretta la cucina siciliana.
Mi risulta (i siciliani mi correggano se sbaglio) che in Sicilia esista un piatto di coniglio in agrodolce con caponata. Amando molto l'agrodolce e moltissimo la caponata, meno il coniglio, ne ho fatto una versione con il pollo. Importante è che riposi un po', per insaporirsi ben bene.

* Antipasti * Carne * Salse *

Post non bianco ma come se lo fosse

giovedì, giugno 16, 2011

 

Avrei potuto vestire il blog di bianco per celebrare la giornata del pic nic calicanto al quale non sarò. Anzi, avrei dovuto.
Ma spero che anche senza bianco il pensiero valga lo stesso. Mi piacerebbe esserci ma stavolta mi tocca passare. Unico conforto il fatto che, di bianco vestita, mi avrebbero adibita a gazebo, lì, a Villa Doria Pamphili. O in alternativa avrei trovato un Achab terricolo che si sarebbe messo a urlare contro il cielo: "Soffia! Soffia!".
Questa piccola e semplice battuta di fassona non sembra bianca ma lo è. Per me il cibo bianco è il cibo dal gusto pulito, fresco, diretto, franco. Bianchi sono i miei alimenti preferiti: la mozzarella, la panna, il latte e tutti i suoi derivati, tutti dal gusto pulito, fresco, diretto, franco.

* Cucina napoletana * Pasta * Piatti unici *

Il puparuolo 'mbuttunato

lunedì, giugno 13, 2011


Anche questa ricetta viene da mia nonna.
E come le altre di quella fonte, nasce da tempi di cucina sempice, ma anche robusta. E infatti questa è la versione alleggerita di quella che lei preparava allo stesso modo ma cuoceva in maniera ben diversa, sigillando ben bene il peperone imbottito col passarlo in farina, uovo e pangrattato e poi friggendolo. Un crimine contro l'umanità secondo solo al "cozzetto" di pane, precisamente di palatone, svuotato della mollica, riempito di fagioli o di uovo, ritappato con la mollica e fritto nella sugna (lo strutto).
Volendo, potete seguire il suo esempio. Io ricorro all'austera cottura in forno, vergogna a me.
Dedico questo puparuolo alla giornata referendaria nella speranza che questo paese dimostri senso civico e voglia di partecipare come ai bei tempi del divorzio.
E lo dedico anche alla Gente del Fud, un concetto che mi piace assai, che mi è sempre piaciuto, che per me significa amare le produzioni di qualità e incoraggiarle, perché si fa una gran fatica a non cedere al profitto facile.

* Amici * Chef * Eventi *

La Festa a Vico nell'anno di grazia 2011

giovedì, giugno 09, 2011



Di cosa sia e come si svolga la Festa a Vico ho già detto lo scorso anno, con l'entusiasmo della neofita che a distanza di 12 mesi non si è ancora spento, ma forse si è trasformato.
Quando prendi parte per la prima volta a un evento del genere, la curiosità, il disorientamento, l'eccitazione hanno il sopravvento; le volte successive, conoscendo già le tappe e i rituali, si è forse meno ingenuamente incantati ma si vive l'evento con maggiore consapevolezza.
La prima serata, quella che vede gli chef emergenti "esibirsi" al Bikini, mi ha lasciato proprio un'impressione di festa gaia e, qualitativamente, mi è parsa mediamente superiore alla scorsa edizione. Invece la serata dei "big", alle Axidie, mi è sembrata meno piacevole di quella del 2010. Troppa folla, grandi assenti, dei quali alcuni annunciati, qualche piccola delusione.

* Antipasti * Formaggi *

Dallo sproloquio all'afasia

lunedì, giugno 06, 2011


A chi mi ha chiesto in privato, bontà sua, se ci sarà una seconda puntata del post sulla famiglia avita scombinata, rispondo, ringraziando, che sì, credo proprio che ci sarà perché avendo ricordato certe situazioni me ne sono tornate in mente mille altre e mi diverto molto a ripensare al prozio fanatico democristiano (mai conosciuto uno, vero? Io sì) e a quello fanatico delle dittature indipendentemente dal loro colore, alle vicende matrimoniali di zio Roberto e a mio nonno che mangiava il pane con la pasta.
Per ora concedo una tregua agli sventurati che vengono qui per leggere ricette e non il libro della Genesi, e vi lascio questo post mentre sono altrove ad ingozzarmi. Dove lo saprete a breve :).

* Cucina napoletana * Pasta * Primi piatti *

La famiglia

giovedì, giugno 02, 2011


Mettetevi comodi. Qui si va per le lunghe.

Mia nonna (materna) aveva 11 tra fratelli (pochi) e sorelle (molte), figli di una napoletana e di un signore toscano, di Cortona, di molto aplomb e molta severità. Il mio bisnonno toscano, trapiantato a Napoli, usava chiamare i suoi figli, scherzosamente ma neanche troppo, napoletanacci, e fare il giro delle loro camere, a sera, armato di frustino che assestava sulle ginocchia dei figli maschi se osavano dormire con le ginocchia piegate, cosa che, a suo parere, nuoceva allo sviluppo ottimale del fisico. Mia nonna, povera anima, essendo una delle figlie maggiori trascorse la sua giovinezza a fare da mamma ai fratelli, giacché la madre reale non poteva reggere da sola un impegno così gravoso e divideva tutto il suo tempo tra l'essere incinta e l'allattare. Sarà per questo che mia madre è figlia unica?

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