* Cake * Dolci *

Un cake (ma va'?)

giovedì, aprile 28, 2011


La mia fantasia per i titoli si va considerevolmente riducendo. Soprattutto quando si tratta di ricette semplicissime e già viste. Penso che questo cake o uno a lui simile sia stato fatto, prima o poi, da chiunque. L'associazione cioccolato/burro salato è quasi più scontata di quella caramello/burro salato, ma, scontata o no, per me che considero il burro salato uno dei pochi stimoli al mondo che possano indurre in chiunque una crisi mistica, resta un riferimento inobliabile.
Perciò, dopo aver guatato per una decina di minuti la bianca e minacciosa stringa del titolo (io guatavo lei, lei si faceva beffe di me, ridacchiando mentre mi lanciava sguardi in tralice), ho optato per il minimalismo. Che poi è anche ciò che chiederebbe Google ai fini della ricerca, per una volta sarà soddisfatto.

* Chef * Ristoranti *

Non è mai troppo tardi

lunedì, aprile 25, 2011


E' tardi per Pasqua, è tardi anche per Pasquetta. Ma non è tardi in assoluto perché il Relais Blu mica scappa. E chi glielo farebbe fare, di scappare? Si trova in paradiso, se mi trovassi dove si trova lui non scapperei nemmeno io.
Quando Lydia e io siamo uscite su quella meravigliosa terrazza spalancata di fronte a Capri, aggrappata al fianco della collina a picco sul mare della Costiera Sorrentina, ci siamo dette: "Anche se ci servono degli spaghetti lessi e scotti, va benissimo". Perché anche solo stare là per qualche ora è un rimedio infallibile contro il logorio della vita moderna, come diceva il buon Ernesto Calindri in una celebre pubblicità. Un nostro amico ha detto invece che se ti svegli là pensi: "Sono morto". Certo, devi anche essere convinto di aver meritato il paradiso, in vita :).

* Antipasti * Stuzzichini * Uova *

A sorpresa

lunedì, aprile 18, 2011



La sorpresa è nell'uovo. Un po' come nell'amicizia, mi viene da dire: fai un investimento un po' al buio per scoprire solo in seguito cosa c'è dentro.
Pasqua incombe, e tanti preparano ricette a base di uova. Io le uova le uso di rado, non mi piacciono particolarmente e per me sono un ripiego in caso di mancanza d'altro. Queste vengono diritte dalla tradizione napoletana, ma rispetto alle tradizionali uova alla monachina presentano qualche piccola variante. In particolare, la presenza di un fondo di scalogno sfumato al vino bianco. 
Sembrerebbero un lavoro di pazienza, ma in realtà sono semplicissime da fare. La mia amica Mariella suggerisce di provare a farle con le uova di quaglia per ottenere un simpatico finger food.

* Antipasti * Cucina portoghese * Pesce *

Di gamberetti e pollici (non) verdi

mercoledì, aprile 13, 2011



E' tempo di reminiscenze portoghesi, pare. E sto studiando la ricetta dei pastéis de Belem, per non farmi mancare niente. Nel frattempo, ho ripescato quella di questi gamberetti facili facili, sostituendo il whisky con il Cointreau e aggiungendoci un po' di timo limonato, perché la fortuna mi ha assistito e ho trovato una piantina del medesimo al mercato della Coldiretti. Se dovesse seccare, mi taglierei le vene, perché ha un profumo meraviglioso e non so se potrò mai più farne a meno. Perciò, invocate i santi protettori delle donne dal pollice nero, categoria alla quale mi onoro di appartenere; oddìo, non mi onoro poi tanto, ma le appartengo di fatto e di diritto. E se i santi fanno orecchio da mercante, lancerò un appello perché qualcuno mi soccorra inviandomi il contratto di acquisto di una piantagione di timo limonato. Con coltivatore esperto annesso :).

* Dolci * Dolci al cucchiaio *

Errare è umano

venerdì, aprile 08, 2011


Eh sì, facile pubblicare solo foto perfette e di piatti magnificamente riusciti. Che gusto c'è? Qualche castroneria ogni tanto la fanno tutti, solo che non tutti mancano di buon senso al punto da pubblicarla ;-).
Questo dolce, che molto deve (anzi, quasi tutto) al libro sui desserts di Ducasse, era buonissimo, questo ve lo posso garantire. Ma se guardate la foto senza neanche fare troppa attenzione, vi accorgerete che la forma non è perfetta e che si stava spaccando là dove poggiavano le fragoline, e questo perché ho messo poca gelatina. Lo pubblico ugualmente perché è un concentrato di ciò che mi piace in un dolce, perché mio marito, fregandosene della gelatina, ha detto "Hai superato te stessa", e perché le fragole sono la primavera, mi fanno impazzire e rappresentano il corrispettivo, in pasticceria, del "verde nuovo". Cos'è il verde nuovo? Allora partiamo dall'inizio...

* Amici * Chef * Non-food (o quasi) *

Aprile

martedì, aprile 05, 2011


Aprile è un mese che ha il suo perché.
Che scoperta, penserete. Ogni mese ha il suo perché, il suo posto nel calendario, aprile come ogni altro, c'è bisogno di dirlo?
Ok, ma io intendevo dire che aprile ha il suo perché nel senso che porta sempre qualcosa di nuovo o di buono. O, almeno, negli ultimi anni ha sempre portato a me qualcosa di nuovo o di buono.
Del 2009 ricordo due giorni, il 3 e il 19,  notevoli per ragioni differenti (e delle ragioni vi importerebbe davvero poco). Del 2010 ricordo il 24, ribattezzato da me e da Lisa "Perfect Day", perché solo così si può chiamare un giorno in cui riesci a coniugare due delle tue passioni e a viverle entrambe al meglio: la cucina, con un pranzo incredibile, la nostra prima visita a Mauro Uliassi, e la musica, con un concerto favoloso a Pesaro, che fece esclamare a mio marito che sarebbe valsa la pena di fare tutti quei chilometri anche solo per l'ultimo pezzo. Del pranzo mi sa che vi parlerò, prima o poi.

* Carne * Cucina portoghese * Secondi *

Una terra chiamata Alentejo

venerdì, aprile 01, 2011



Prendo a prestito il titolo del romanzo di Saramago per introdurre questa ricetta portoghese tipica della regione dell'Alentejo, appunto, che assaggiai per la prima volta a Évora diversi anni fa.
Bellissima, Évora, il cui centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1986. Ne ricordo anche, con una certa inquietudine, la Capela dos Ossos, una cappella completamente rivestita di ossa umane, con un'incisione sull'ingresso non propriamente da ammazzarsi dal ridere (recita: Nos ossos que aqui estamos pelos vossos esperamos: noi ossa che siamo qui aspettiamo le vostre ossa); senz'altro ricordo con più allegria questo piatto che ad alcuni potrà sembrare insolitamente costruito, ma, come non mi stanco di ripetere, le preclusioni vanno sconfitte assaggiando. Si mangia bene in ogni parte del mondo e il Portogallo non è solo bacalhau.

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