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Una ti parla di Pan di Spagna lievitato naturalmente. Pan di Spagna lievitato? E da quando il Pan di Spagna ha il lievito? Un'altra (o forse è la stessa modificata perché la corbelleria era troppo palese) dice che la pasta della tal merendina lievita per ore e ore; ma trattandosi di una roba che assomiglia a un biscuit o a un impasto per torte, tutt'al più ha il lievito istantaneo. Come cavolo dovrebbe lievitare per ore e ore?
Un'altra decanta la mgnificenza di una pasta sfoglia che avrebbe 196 strati o giù di lì. Che hanno fatto, li hanno contati? O vogliono farci credere, ritenendoci ignoranti come cozze, che la pasta sfoglia si prepari così, sovrapponendo ad una ad una delle sfoglie sottilissime?
Poi c'è quella che ci mostra quanto sia magnifico un sugo di pomodoro preparato da uno cheffone con un simil-dado. E certo, mai più senza.
Ma la mia bufala preferita (un momento: perché bufala? Adoro il latte di bufala e tutto ciò che se ne ricava, perciò sarà meglio che cambi vocabolo)... la mia insensatezza preferita (meglio) è quella confezione tanto reclamizzata che contiene un normalissimo sacchetto di Carta Fata e quattro aromi e sembra invece contenga acqua di Lourdes. Perché dovrei comprarla, di grazia?
Parliamone.
- Ipotesi 1: dovrei comprarla per la carta Fata, che non è facilmente reperibile. Io ce l'ho. Ma, a parte questo, i cartocci si preparavano anche prima che la inventassero, con alluminio o carta forno.
- Ipotesi 2: dovrei comprarla perché non so neanche cuocere un uovo. Scarto l'ipotesi come irrilevante. Pure se non sai cuocere un uovo scommetto che sei capace di cacciare un pollo in un cartoccio e spolverizzarlo con quattro erbette comprate al supermercato.
- Ipotesi 3: dovrei comprarlo per le spezie. Ah, sì? Sono erbe e spezie reperibilissime. parliamo di aglio, prezzemolo, origano, roba così, e paprica, zenzero, roba cosà. Mica del pimento rubrato della Papuasia (non andate febbrilmente a cercare su Google perché non esiste:)). Solo che a queste erbe e spezie reperibilissime si aggiungono, God knows why, estratto di lievito, maltodestrine, amido, aromi (notare: aromi senza aggettivi, quindi NON aromi naturali), olio vegetale innominato e via inutileggiando.
- Ipotesi 4: dovrei comprarlo per le maltodestrine, l'estratto di lievito, il sale (primo ingrediente per quantità in una delle versioni del sacchetto) eccetera eccetera? pare di sì, visto che le altre ragioni non risultano convincenti.
Insomma, siamo alle solite. Ci trattano da decerebrati e qualche volta hanno pure ragione.
E io, per spirito di contraddizione, posto una banalissima torta di mele homemade, ma una torta di mele veramente basic, fatta quasi solo di mele, con poco burro, poche uova, poca farina. Oserei dire che è persino light (odio questa parola, vade retro, ma a qualcuno può interessare).
La ricetta l'ho rubata di sana pianta a Lisa, che a sua volta l'ha copiata da sua nonna e leggermente modificata. E l'ho accompagnata con crema inglese a cui ho aggiunto yogurt in polvere, copiando anche questo spudoratamente da Lisa.
Torta di mele di Lisa
Per uno stampo da plum-cake da 1.5 litri:
6 mele Pink Lady
180 g di zucchero
60 g di burro
2 uova
2 dita di latte (misurate in un bicchiere da acqua)
1 cucchiaino raso di lievito in polvere
la buccia di un limone
70 g di farina
un pizzico di sale
zucchero di canna
Montare il burro ammorbidito (ma non a pomata) con lo zucchero e la buccia di limone grattugiata. Aggiungere le uova a temperatura ambiente, una alla volta, e far incorporare bene, poi la farina mescolata con il lievito, alternandola con il latte, e il sale.
Sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle a lamelle molto sottili. Versarle nell'impasto e farle ben ricoprire, conservando qualche fettina per la decorazione.
Imburrare lo stampo, versarvi il composto pressandolo molto bene con le mani, quindi disporvi sopra le fettine di mela tenute da parte, spolverizzare abbondantemente con zucchero di canna e mettere qualche fiocchetto di burro qua e là.
Cuocere in forno preriscaldato a 175° per circa 45 minuti. A me ne sono occorsi almeno 50. La torta deve risultare ben scura. Scollare bene i bordi con un coltello quando è ancora calda: lo zucchero di canna va a caramellare e può incollare la torta allo stampo. Poi farla raffreddare bene prima di sformarla, in modo che si compatti (la scarsità di impasto e l'abbondanza di mele potrebbero farla rompere).









