mercoledì 26 ottobre 2011

Cucinare in tivvù. Ma anche no.


Overdose di cucina in TV. Tutti che sfornellano ovunque, cuochi veri, amatori, improvvisati, starlettes televisive convertite al tegame, autori di discutibili ricettari buoni solo per tappare gli spifferi delle finestre (più che ricettari, istruzioni per mettere insieme variamente e senza gusto robaccia pronta). Il troppo stroppia, si dice. Stufa, annoia, nausea, soprattutto perché al troppo corrisponde, come sempre, un crollo di qualità. Personalmente evito quasi tutte le trasmissioni di cucina. L'unica che mi diverte, moltissimo, non dà ricette: è quella "Hell's kitchen" in cui un ringhioso Gordon Ramsey strapazza in ogni maniera concepibile e inconcepibile alcuni aspiranti al ruolo di Head Chef in uno dei suoi ristoranti. Titilla, si vede, la sadica che è in me :D
Nonostante la mia tendenza alla fuga lesta e proditoria di fronte alla cucina-in-tivvù, sto guardando Masterchef. E vado a spiegare perché non mi piace. Ovvio, non interessa ad anima creata, però io lo spiego ugualmente. Così magari qualcuno potrà contraddirmi dando una risposta esauriente e attendibile ai miei dubbi.
Per prima cosa, mi chiedo perché tra migliaia di aspiranti si sia disposti ad accettare un concorrente che a domanda risponde di non aver mai fatto una besciamella e dichiara che nemmeno sa come si fa. Sembra una sciocchezza, ma non lo è, perché a questa domanda sono sottese altre considerazioni. Vale a dire: tutti vogliono fare tutto partendo dal mezzo, o addirittura dalla fine. E' una considerazione che non vale solo per la cucina. Insomma, nessuno si metterebbe a comporre musica dodecafonica se non sapesse suonare due scale al pianoforte. Nessuno pretenderebbe di affrescare una moderna Cappella Sistina se non avesse prima imbrattato tele per anni imparando a usare colori e pennelli, nessuno progetterebbe grattacieli senza aver prima acquisito le conoscenze necessarie e aver fatto pratica con progetti meno impegnativi, nessuno tenterebbe un'operazione a cuore aperto senza aver maneggiato bisturi per anni e anni; spiegatemi perché in cucina tutti vogliono fare gli chef, nessuno il cuoco. In altre parole: si parte dal preparare sughi di pomodoro, dal cuocere la pasta, dal fare semplici arrosti, non dalle grandi creazioni alla Ferran Adrià. E solo quando si è imparato e si è raggiunto un livello decente si comincia a cimentarsi con cose più impegnative e a immaginare di "creare". Francamente mi interessa poco che si sappia disporre artisticamente in un piatto questo e quello, se non si è capaci di fare un Pan di Spagna (e sì: la puntata sui dolci è da dimenticare, davvero).
Che idea della creatività e della cucina vogliamo far passare? Che sia sufficiente inzeppare centocinquanta ingredienti in un piatto per stupire? Che basti dare grazia a una presentazione per sentirsi chef arrivati e consacrati?
Un'altra dimostrazione di quello che dico: si fa una prova ad eliminazione consistente nel preparare un purè di patate. Non nel "creare", non nel reinventare, ma proprio nel preparare. Per la serie: basi di cucina, ricetta classica, gambe in spalla e camminare. E allora il senso della prova non dovrebbe essere quello di preparare un purè canonico? Perciò, secondo me, non puoi metterci il formaggio, e se ce lo metti sei fuori. Non mi interessa se a casa tua lo fai così e nemmeno se ti piace di più. Sei qui a sostenere una prova. Se ti chiedo di fare una crema inglese non ci metti la farina, se ti chiedo di fare i tortellini classici non li farcisci con la ricotta. Devo mettere alla prova le tue competenze, non solo manualità e gusto. Altrimenti è tutto un cialtroneggiare, scusate. E cialtroneggiare è, a mio parere, far vincere una prova a una torta di mele tutta bruciacchiata. A meno che gli altri concorrenti non abbiano preparato delle cose totalmente disgustose, non si può.
Masterchef non mi piace perché dà l'illusione che in cucina sia tutto un buttarsi, un improvvisare. Che la preparazione non conti. Che non contino le tecniche. Che la torta con la glassa tutta ruvida e "rognosa" sia un buon risultato, se il sapore è decente. Non mi piace perché non incoraggia a migliorarsi, a inseguire la perfezione, che non esiste, ma dovrebbe esistere come meta a cui tendere. Perché fa pensare che si può fare un po' come ci pare, sempre.
Tutto qui. A beneficio dei maligni, preciserò che, come molti di voi, ho ricevuto mesi fa l'invito a partecipare ai provini per la trasmissione. Che ho declinato. No, andare in TV proprio non fa per me, mi vergogno mostruosamente di apparire, odio essere al centro dell'attenzione. Non critico chi lo fa, perché è solo una questione di differenza di carattere. Il mio fa schifo :). Riporto l'episodio solo per fugare ogni dubbio sul fatto che io sia una carognona rosicante e invidiosa di chi partecipa e di chi appare.

E veniamo ad altro. La ricetta di oggi viene da due differenti stimoli fusi tra loro: la buonissima pasta preparata da Cibou l'anno scorso al Salone del Gusto e una ricetta di Paolo Barrale, chef del ristorante Marennà. Non è una vera e propria ricetta, ma più un insieme di componenti. Alla maniera di Masterchef, diciamo... ;-)

P.S.: non do la dose dei fagioli perché i miei erano in freezer già lessati, quindi ignoro quale peso io abbia usato. Diciamo che alla fine bisogna ottenere un mestolino di crema di fagioli per persona.

Mazzancolle, crema di fagioli a formella, friarielli e burrata

Per 4 persone:

8 mazzancolle
fagioli a formella (precedentemente lessati) o altro tipo di fagioli, purché bianchi, delicati e di buccia sottile
due fasci di friarielli (broccoli napoletani amarognoli, sostituibili con cime di rapa)
sei filetti di acciughe sott'olio
una burrata o 200 g di stracciatella
aglio
olio
sale 
sale Maldon
piment d'Espelette

Far saltare uno spicchio d'aglio in una capace padella con un po' d'olio; aggiungere i filetti di acciuga e farli sciogliere aiutandosi con una forchetta. versare nell'intingolo i fagioli precedentemente lessati, sgocciolati e molto teneri, e farli insaporire per 4-5 minuti. Frullare tutto a crema liscia e morbida, aggiungendo, se necessario, un po' dell'acqua di cottura dei fagioli.
Mondare i friarielli, sbollentarli, quindi saltarli in padella con aglio e olio. Salare.
Apire la burrata e prelevarne la parte interna. Quella esterna, mangiatela :).
Sgusciare le mazzancolle senza staccare le teste e la coda. Scaldare un po' d'olio in una padella e farvi saltare le mazzancolle, da entrambi i lati, per pochissimi minuti.
Disporre nei piatti un mestolino di crema di fagioli, sovrapporvi un piccolo "nido" di friarielli, poca burrata e, su tutto, due mazzancolle che condirete con un pizzico di sale Maldon e del piment d'Espelette. Servire.

31 commenti:

  1. Ieri, non ricordo che ora fosse, forse l'ora di pranzo, ho fatto un po' di zapping (ah, si, forse per sfuggire alla Benedetta) e ho beccato almeno 3 o 4 programmi di cucina. Overdose è la parola giusta, overdose di "roba" spesso tagliata male, per stare dentro la metafora. Masterchef, dopo la prima puntata, non riesco a vederlo neanche in replica, quindi non posso giudicare (spero sia sparito l'aspetto familiar-sentimentale-casoumanistico), ma mi spiace leggere che sia un'altra occasione persa per la tv italiana in materia.

    (che botta di nostalgia! Onorata di averti in parte ispirata :)

    RispondiElimina
  2. Non hai idea di quanto mi trovi daccordo! Hai perfettamente descritto anche il mio pensiero. Riguardo al piatto, mi ispira molto e gli ingredienti mi piacciono. Segnato....
    Buona giornata!

    RispondiElimina
  3. ma non trovi la stracciatella a Napoli, dato che ti serve solo l'interno della burrata per la ricetta? Anche se capisco che non sia un sacrificio mangiarne l'esterno :)

    RispondiElimina
  4. Ti confesso che volevo scrivere il commento a caldo così come faccio sempre ed invece mi hai costretto a pensare e ti assicuro che per me è stato un bello sforzo. Mi chiedevo come mai a me piacesse, malgrado quanto dici lo avessi notato anche io e non scherzo.
    La giusta perplessità che ho avuto poco prima infatti era:"...perchè se alla santa che mi è vicino pur facendole notare(e viceversa) gli stessi episodi che tu sottolineavi ed anche altro, poi il Mercoledì successivo guardo lo stesso la puntata ( anche se solo fino alle 22:00 perchè mi addormento per sonnolenza da anzianetà)??".
    Considera che se qualcuno avesse buttato nel lavello un mio piatto, fosse stato anche solo di insalata gli avrei messo le mani in faccia e sono davvero serio in merito...ma torniamo alla domanda che mi facevo.
    La risposta purtroppo è arrivata ed è più semplice di quello che pensavo. Io in MasterChef purtroppo e sottolineo PURTROPPO non vedo un programma di cucina ma lo recepisco come il classico format estero che usa un argomento 'romanzando' in modo efficace i protagonisti al fine di creare una 'storia di storie' che in qualche modo coinvolge. Paradossalmente per quanto sono certo che quello non è un programma per trovare uno chef altrettanto mi convince che resto preso dalla tempistica di uno show costruito nella forma e nei tempi mi ripeto, in modo magistrale o quantomeno di qualità se confrontato con quelli similari nostrani.
    Ti faccio un esempio in merito. Le famose "cucine da incubo" di Gordon Ramsey non sono dei reality ben assemblati, sono solo puntate di una sit-com che trova la sua scenografia itinerante nella realtà ma gli stereotipi dei protagonisti non cambia. "Hell's kitchen" non è da meno, è solo e semplice sit-com malgrado ci sforziamo di leggerci altro. Potrebbe essere ambientato in una officina per quanto mi riguarda, sarebbe 'affascinante' lo stesso Gordon Ramsey nel suo personaggio maledetto e sporco di grasso d'auto. Magari un giorno lo faranno anche...tanto è il format avvincente, la "scatola" ovviamente non la pretesa di essere invece un riferimento.
    Da buon appassionato di cibo ti confermo che mai penserei che per diventare Chef basti MasterChef anzi probabilmente quello è proprio l'esatto contrario, non a caso le ricette le guardo altrove e non ne nascondo mai la provenienza :P ehehheehe
    Sai a cosa pensavo...ti ricordi ManiPulite...dopo tutti volevano fare i magistrati, ecco oggi tocca agli Chef, ho paura a sapere cosa verrà...:PP
    PS
    Mi perdoni per essermi dilungato? :)

    RispondiElimina
  5. Grande Gio!
    e mi permetto di fare un'ulteriore considerazione....ahimè il format che quelli di Masterchef Italia hanno scelto rappresenta molto bene la filosofia che spesso (ormai sempre di più) che passa non sono alla TV ma anche nel quotidiano nel nostro paese: scarsa professionalità e competenza, poca umiltà, molta boria, niente spirito di sacrificio, ignoranza dilagante...
    E dico questo perchè ho avuto la fortuna di poter vedere per molti anni MastercheF UK ed era tutt'altra cosa, ovviamente in meglio: niente scene strappa lacrime e incompetenti aspiranti chef ma attenzione al food, agli abbinamenti,ai sapori da parte dei giudici che non solo si limitavano ad assaggiare spiluccando qui e là ma degustando attentamente la preparazione nel sua totalità (non un assaggino solo della salsa o del raviolo..ma tutto insieme) per verificare che gli abbinamenti fossero davvero vaslidi e non avessero solo un nome roboante...

    Insomma, Povera Italia!

    RispondiElimina
  6. Rileggendo voglio sottolineare che gli incompetenti c'erano anche in quello UK ma non andavano oltre le prime selezioni perchè il punto era cercare qualcuno che sapesse cucinare e lo sapesse fare bene (basi della cucina erano un MUST) indipendentemente dalla storia umana che si portava appresso o dalla quantità di lacrime versate.

    RispondiElimina
  7. Mi sto preoccupando molto: da un po' di mesi mi trovo troppo in sintonia con le tue idee... hahahahahahaha
    E da mesi vado dicendo che oramai siamo giunti all'overdose: non solo di programmi televisivi che hanno per materia la cucina (senza mai o quasi spiegare le basi del mestiere) ma anche dei libri e delle riviste che trattano l'argomento.
    E che tra pochi mesi, sempre secondo me, assisteremo al "big bang" e ci sarà l'implosione della cucina in tv.
    Per fortuna, e lo sottolineo, non ho SKY, quindi tanti programmi e canali tematici sulla cucina (intesa, oltre che come "cialtroneria" (imperante), soprattutto come trattazione di tecniche di lavorazione, gastronomia, studio di materie prime e di materiali, innovativi o meno - quanto rimpiango una bella padella di ferro o una pentola di coccio, anzi... quella ce l'ho!) neanche li conosco... e non mi mancano.
    Tra l'altro neanche guardo più quelle poche trasmissioni che prima seguivo (forse sopravvive giusto Eat Parade di Rai2, ma solo perchè la vedo nel fine settimana all'ora di pranzo), forse proprio perchè questa overdose, come dici tu, alla fine stanca...
    Verissime, ed apprezzatissime, due tue affermazioni: "...tutti vogliono fare tutto partendo dal mezzo, o addirittura dalla fine" e "...tutti vogliono fare gli chef, nessuno il cuoco". Gente che va in tv volendo emulare Adrià (soprattutto per le ..."arie" :-D) o Bottura, Colonna o Ciccio Sultano ma che, messe a tagliare un sedano, ci impiegano, impacciatissime, due minuti, mi hanno proprio stufato !

    P.s.: oddio... Michelangelo odiava la pittura e la riteneva assolutamente inferiore alla scultura; addirittura prima di cimentarsi nella volta della Sistina praticamente si può dire che non avesse mai toccato pennello. Eppure.... però parliamo di un genio dell'arte come solo Leonardo o Raffaello e pochi altri...

    P.p.s.: io so fare il purè con formaggio e senza e... pure la bechamel... TIE' !!! hahahahaha
    Però il pan di Spagna non l'ho mai fatto (e lo ammetto) :-D

    P.p.p.s: Masterchef voleva anche me; ma io una "decenza" ed un minimo di spirito critico, grazie a Dio, ce l'ho :-D

    RispondiElimina
  8. anche io sono stata chiamata per le selezioni a Masterchef e a differenza di te, pur essendo timidissima e non da televisione sono andata.. come ho registrato con la Rai per i Cani e per alice estate qualche anno fa..

    per me è un scoprire come è quel mondo davvero.. senza illusioni ma per bagaglio personale di conoscenza varia

    La frase concisa che raggruppa tutto è che Masterchef o altre trasmissioni televisive SONO SOLO TELEVISIONE e mi stupisco che qualcuno possa pensare diversamente

    non è cucina o altro

    ti/vi posso dire che hanno selezionato attentamente chi NON SAPEVA CUCINARE, chi era un caso strano.. chi poteva fare trama e spettacolo.

    Se non si perde di vista questo si può guardare qualunque cosa con un sorriso...

    Io guardo Masterchef per vedere come si arrampicano per somigliare al format estero e per quanto è ridicolo.. ma il dubbio sorge per tutto quel pubblico che pensa che sia realtà...

    RispondiElimina
  9. "spiegatemi perché in cucina tutti vogliono fare gli chef, nessuno il cuoco."
    Te lo spiego io, che cucino da quarant'anni e rifiuto di essere chiamato "chef" ma solo "cuoco". Essere "chef" vuol dire essere arrivato, essere qualcuno, essere qualcosa. Vuol dire vivere, come diceva Andy Wahrol, il proprio quarto d'ora di celebrità, magari solo nella ristretta cerchia degli amici e vicini di casa, senza avere fatto la gavetta che è lunga, noiosa e impersonale ma che fa di te un cuoco vero. Guarda Giò, il saltare a piè pari l'apprendistato e l'apprendimento per conquistarsi il Titolo hic et nunc fingendo e recitando non è proprio solo del mondo della cucina: è così in tutti gli ambienti ormai. Segui un attimo la Moda, lo Spettacolo, l'Arte, lo Sport, il Commercio, il Turismo, e troverai migliaia di personaggi saltati fuori dal cilindro che calpestano red carpet con l'aria conquistadora e pochi anni di età (e quindi poca esperienza) ma con tanta grinta e tanta "vendibilità" riconosciuta dai mercati specifici, i quali si nutrono di efimero.
    Per chi vuole fare le cose seriamente tutto ciò non ha nessuna importanza. Tutto questo proliferare di "chef" dilettanti non farà che confermare, alla lunga, il valore dei "cuochi" veri, professionali o casalinghi che siano: quelli che lavorano per passione e non appaiono in TV un giorno si e l'altro no. Perché alla fine, anche nella nostra società scandalosamente sazia, il cuoco deve fare da mangiare...

    Jean-Michel.

    RispondiElimina
  10. E' più complicato preparare o trovare decentemente eseguito un piatto classico (un purè, un risotto alla parmigiana, due spaghi al pomodoro) che una sua fantasiosa variante, che - se riesce male - l'autore ha sempre una scappatoia: "è una mia personale variante" Io vedo molto dilettantismo anche tra gli chef veri, figuriamoci tra concorrenti di trasmissioni, o autori del 90% dei libri di cucina.
    Che in questo momento la gastronomia sia molto di moda e a far da cucinieri (in TV) vengano chiamati divi, segretarie frustrate o studenti universitari di belle speranze che non hanno mai preso in mano un mestolo, è evidente. Non credo durerà anche perchè questo dilettantismo è irritante per chi ha fatto di questa "arte" una professione e poco utile per chi vuole imparare.
    Non a caso Marchesi si fa chiamare cuoco
    I

    RispondiElimina
  11. non guardo masterchef, ma qui al pastificio tutti ne parlano. io sono impegnato con caterina e la tv in generale mi annoia in questo periodo. cosa strana invece è che l'unico programma che ascolto in tv(perchè faccio altro) è cuochi e fiamme con la tua/vostra collega amica chiara maci che non conosco ma che mi sembra una persona carina,così come mi sembra carina la trasmissione che è leggera e che non pretende di far fare gli chef a chi fa il cuoco nella vita quotidiana. cmq concordo che non si può fare la pasta senza conoscere la semola e le macchine! :)

    RispondiElimina
  12. Premetto che sono d'accordo con tutto quello che hai detto, al 102%, compreso Hell's Kitchen, che e' l'unica cosa che guardo. In Hell's Kitchen chi viene buttato fuori e' chi non e' all'altezza. Punto.
    Su MAsterchef anch'io ho declinato. Prima di farlo avevo guardato le trasmissioni registrate di UK e Australia, e qualche tentazione mi poteva essere venuta. Poi ho parlato bene bene con gli italiani di Masterchef e ho declinato ringraziando. Loro cercavano: belle facce, storie personali da esibire, tipi caratteriali i piu' vari e diversi, etc.
    Insomma stavano mettendo su un reality tipo GF, dove la cucina era una scusa. Come poi si e' dimostrato.
    Ho delle amiche che hanno partecipato alle selezioni e che mi hanno confermato in pieno le mie impressioni.
    Cio' detto....
    Mi devo complimentare per questa tua ricetta. Bella e buona.
    Una domanda: ma il pimento francese lo macini sul momento o usi quello in polvere?
    CIAO :)

    RispondiElimina
  13. oh! grazie grazie grazie!
    mi hanno beccato una sera e mai più.
    è noioso, inutile e poso istruttivo.
    premetto che ho visto cracco al lavoro, fuori dalla tv e conosciuto barbieri e, la mia impressione è questa "ma cosa ci fanno a masterchef?"
    ma cosa fanno a masterchef?
    oltre a tentare l'emulazione di gordon, a cui viene così bene il lancio del piatto.
    cosa che per altro è di una maleducazione e anti educativo da essere tagliato dalla televisione, ma a quanto pare l'aggressività e l'arroganza piacciono.
    troppo e troppo male, perchè le versioni uk e australia erano anche simpatiche e, alla fine, emergeva davvero un cuoco dotato di talento.
    concordo con "troppi programmi di cucina" personalmente "a giro" continuo a guardarmi, per simpatia: nigella, jamie e santin. a parte santin che comunque "insegna", nigella e jamie mi divertono col loro rendere la cucina simpatica e alla portata di tutti, senza ambire ad alcun titolo. ma i programmi italiani.... tristi tristi, vuoti vuoti. cominciando dalle parodiadi, davvero inquietanti.
    anche io ero stata contattata da masterchef e, come giovanna, preferisco non apparire, mi vergognerei, già mi mette ansia quando tengo i corsi ad 8 persone, figuriamoci ad un pubblico televisivo.... quindi ho declinato. non so se in un futuro prossimo ci sarà qualche programma "vero" e "reale" cosa farei. mah.... però al momento siamo alla saturazione. quella saturazione che ti riporta, fortunatamente, sui libri e giornali.
    ciao!

    RispondiElimina
  14. Già c'è solo cibo, cibo e cibo in tv... basta fare come me avere un bimbo piccolo che monopolizza il telecomando per quell'ora in cui la tele è accesa e poi crollare morta stecchita a letto alle 21. Scherzi a parte il programma l'ho visto su internet per curiosità e devo dire che è quasi comico no? anch'io sono stata contatta e ho declinato ma forse mi avrebbero presa visto che dopo breve mi sono accorta di essere incinta... ti immagini lo chef con il pancione!!! hahaha!!! Va bè solo per dirti che condivido appieno e che per essere chef con i contro... bisogna farne di gavetta e lo dico perchè l'ho vissuta in prima persona mia sorella è chef pasticcere ma non lo è diventata così su due piedi ma sgobbando come comì in grandi cucine ed in ambienti che diciamocela tutta sono ancora molto maschilisti. Ma tant'è deve essere una passione e non un modo per fare soldi e basta (Cracco e Barbieri saranno sicuramente pagati tanto tanto... e non sanno neanche recitare...) Per il resto il tuo piatto è veramente da copiare. A presto e scusa per la lungaggine

    RispondiElimina
  15. mi permetto di dissentire soltanto su una tua affermazione. Hai scritto .... Nessuno pretenderebbe di affrescare una moderna Cappella Sistina se non avesse prima imbrattato tele per anni ... nessuno progetterebbe grattacieli senza aver prima acquisito le conoscenze necessarie ....
    purtroppo non è così!!! ignoranza abissale e protervia smisurata permettono a qualsiasi scalzacane di credersi onnisciente, e non solo ai fornelli.

    RispondiElimina
  16. mi associo al commento di Dede, sono d'accordo su tutto eccetto che per l'improvvisazione, regna in molti campi purtroppo.
    oltre all'eccesso delle trasmissioni su cibo e cucina, ho notato che sono molte anche quelle sulle diete.
    prima ti stuzzicano e poi ti dicono che devi stare a dieta.

    RispondiElimina
  17. ah ah! è vero! tantissime trasmissioni di cucina e poi di diete e chirurgia estetica :-D
    a me la trasmissione non dispiace, so benissimo che è finzione sottomessa alle leggi televisive, però il montaggio è veloce e vario. Peccato che non ci sia approfondimento e un minimo di spiegazione delle basi almeno da parte dei tre "esperti", un'occasione mancata!
    Francesca

    RispondiElimina
  18. Questi programmi sono completamente artefatti (certo); contrariamente a quello che credono parecchie persone, però, anche il grado di stupidità che contengono e che producono lo è, ossia questa stupidità non è per nulla un risultato secondario o involontario. Magari si parte anche da elementi “originari”, realmente e genuinamente stupidi (diciamo così), ma il tutto viene plasmato grazie a tecniche di regia - il montaggio mi sembra quella più rilevante - in modo tale che si crei nello spettatore soprattutto questo sconcerto, questo stupore, che è il magnetismo della cosa; perciò è inutile discuterne fuori dal contesto, nel senso che anche il grado di scemenza dei programmi non è qualcosa che riguarda persone vere ma personaggi. Poi si può parlare anche dei personaggi, ma su di un piano etico differente (credo) da quello degli spettatori.
    Sono infatti gli spettatori che affermano “quanto sono cretini!” quelli veramente presi in giro.
    L’effetto è quindi quello di far sentire lo spettatore (comunque esso sia) intelligente, colto, competente, una specie di mostro nel giudicare Tizi e Cai. Io credo sia un gran bel conforto psicologico, e una forte valvola di sfogo. Voglio dire, anche mia figlia, che ha cinque anni, riconoscerebbe una coscia di pollo tra altri pezzi di carne senza tremolare e titubare. E questo tipo di sicurezza che sembrano regalare, in tempi così precari di senso e di risposte, è già una grandissima cosa. Anzi mi sa che è l’unica risorsa che offrono in cambio del tempo perso a non cucinare, o, se vuoi, non impiegato a guardare le stelle, a dormire, o a fare proprio un bel niente.
    Che è sempre la cosa migliore.

    Tutto questo cucinare in tv è di sicuro un riempitivo teatrale, da Paese che ha bisogno di distrarsi da sé stesso, e si prende tutto lo spazio che potrebbe essere destinato ad altre cose (cioè le solite “banalità”, l’informazione pulita, un minimo di cultura o un altro tipo di spettacolo, o magari un altro genere di boiate che non vedremo mai). Non so se è quello a cui aspirano gli spettatori, ma so che è quello che si offre, oggi senza vie di scampo.

    RispondiElimina
  19. Chiedo scusa se rispondo a tutti globalmente, tralasciando fatalmente alcune delle considerazioni che sono state fatte, ma i commenti sono tanti, lunghi e articolati e io sono fuori casa a digitare su un touch screen.
    Certamente la televisione è la televisione, non è cucina, non è vita e non è realtà. Ne siamo tutti consapevoli. Ma c'è un grosso MA. Mentre quando guardo Hell's kitchen so di guardare una sorta di reality che a momenti vira volutamente al comico, e mi diverto, e nessuno cerca di propinarmi perle culinarie ma solo una scombiccherata gara con momenti di delirio, qui stiamo parlando di una trasmissione a conclusione della quale il vincitore pubblicherà un libro di ricette. È pur vero che un libro non si nega quasi a nessuno, che le parodate e le provedelcuocate ci hanno abituato a standard veramente infimi, però qualcuno, uno qualunque, chiunque, dovrebbe spiegarmi per quale accidenti di ragione dovrei comprare un libro di ricette scritto da qualcuno che non sa come si fa una besciamella, non ha fatto mai un Pan di Spagna, non ha neanche la grazia di rifilarlo, quando lo costringono a farlo, per produrre una torta appena guardabile, non è in grado di fare un purè di patate. Perchè, per cosa? Per leggere immaginifici nomi di piatti? Ah, be', allora la prossima volta che cucino qualcosa la chiamo "Cadendo da cavallo al crepuscolo sulla ventosa via di Samarcanda". Ma per favore. Masterchef si propone come una gara basata su talento e passione, non come un reality ma come un talent, cosa ben diversa. Ora, fermo restando che spegnere la TV è quasi sempre la scelta migliore, io non posso fare a meno di restare (ancora, malgrado l'età) sconcertata di fronte all'approssimazione, alla mancanza di serietà, all'assenza di rispetto per lo spettatore che, sì, potrebbe leggere un libro o fare una passeggiata o girarsi i pollici, ma vivaddio, se vuole semplicemente perdere mezz'ora davanti al teleschermo avrà il diritto a non essere trattato da demente? Io credo di sì. Leggo qui, tra l'altro, che edizioni straniere di Masterchef hanno altri contenuti, altro livello, altra filosofia, e allora mi chiedo cosa abbiamo fatto noi, per meritare di essere presi ancora e ancora per i fondelli, qui come altrove.
    Chefclaude, non mi sento rassicurata dalla pochezza che vedo. Mi sento rattristata. Perchè proporre quella pochezza come modello di creatività, passione, talento è insultante verso tutti coloro che la creatività, la passione e il talento ce l'hanno davvero e li usano come strumenti di lavoro quotidianamente, per esempio il mio amico cuocone qui sopra, Jean-Michel, che è un'enciclopedia vivente delle cucine del bacino del Mediterraneo, cucina per oceani di persone e non diventa per questo un divo con paginetta facebook dedicata e migliaia di fans che chiedono la "ricettina" (odio questa parola, al sentirla mi corre la mano a un'immaginaria fondina, a mo' di duellante del vecchio West).
    Dice bene Dede: protervia. Ecco, questa è una parola che amo (la parola, non la protervia) perché fin dal suono rende l'idea di un'aggressiva imposizione di sè fatta a scorno del lavoro, dell'impegno, della dedizione e anche, ahinoi, dell'intelligenza.

    RispondiElimina
  20. belle considerazioni che condivido. commenti interessanti. in accordo su tutto. anche con chi sostiene che l'improvvisazione e la pochezza regna sovrana. mai come ora. i programmi sono un insulto a chi si impegna ogni giorno. io sto guardando kitchen confidential, scritto dagli sceneggiatori di sex&thecity. è burdain, è americano, è sozzo. mi piace. e della cucina, dei reality e del pressapochismo non se ne può davvero più.

    RispondiElimina
  21. Per me e' incredibile poter commentare un programma televisivo, data la mia incapacita' di appassionarmi al palinsesto, che sia spettacolo, giornalismo, fiction o serie varie. Ma questo lo ho visto perche' c'era dentro la broccoletta Agnese che e' una sveglia e simpatica, quindi ero curioso di seguirla.
    E' curioso ma io all'aspetto culinario non ci ho pensato proprio. Cioe' per tutto il tempo non mi e' passato proprio per la testa che si parlasse DI cucina, lo vivevo come un reality IN cucina.
    Pero' lo ho trovato terribile per altro, ho educato i miei figli che qualunque cosa si mangi dire "mi fa schifo" e' imperdonabile; MAI nell'ormai mia lunga esperienza di "capetto" ho umiliato le persone che lavoravano con me, e MAI ho perdonato i "capetti" sotto di me che lo facevano. E' una cosa aberrante.
    Ecco questa e' la sensazione sgradevole che ho avuto, faccio marketing e posso immaginare da solo che la violenza dell'umiliazione possa essere cio' che rende il programma vincente in termini di ascolti, ma per dirlo alla Masterchef, questo mi fa schifo! Molto piu' di chi vuole fare lo chef senza saper fare il pan di spagna.

    p.s. Vito Cinque, meraviglioso proprietario del San Pietro a Positano e grande appassionato ed esperto di cucina, una volta mi racconto' che era sconvolto dalla quantita' di giovani cuochi che si azzardavano a provare piatti di alta cucina senza aver mai provato a fare una parmigiana di melenzane.... :-)

    RispondiElimina
  22. Emidio, come ho scritto prima questa si propone come una trasmissione di cucina: il vincitore pubblicherà un libro di ricette, ogni giorno nello spazio quotidiano un concorrente dà una propria ricetta. Poi noi possiamo decidere di guardarla come un reality, ma la pretesa è un'altra.
    Quanto al resto, copnosco diverse persone che lavorano in cucine professionali (a cominciare dalla mia socia) e, piaccia o no, in cucina si dice e si fa di molto peggio, quanto a modi bruschi, parolacce e mancanza di bon ton. Sono dinamiche particolari, valide solo là dentro, anche tra persone che fuori agiscono in modo squisito.

    RispondiElimina
  23. Reality o talent? Secondo me non c’è nessunissima differenza, c’è altrettanta “realtà” in quei programmi che “talento” o selezione in questi.
    Queste parole non sono solo svuotate di significato, ma ne acquistano un altro, interno a quei programmi, e forse un altro ancora nella psicologia di chi li segue.
    Sono programmi che creano uno spettatore passivo ma affezionato e giudicante, che tifa per questo e per quello; ciò che si fa in questi contesti (se si cucina o si munge una vacca, ci si fa la doccia o ci si strappano i capelli), non ha nessuna importanza. In questo caso non c’è un minimo passaggio sui procedimenti, su come si crea o si imposta un lavoro, niente di niente. Le schifezze, i piatti e i menu appaiono improvvisamente dal nulla, dal retroscena. Non si insegna niente, e non si richiedono sforzi agli spettatori, se non quello di malignare sugli attori: se questi sono presi dalla strada o se sono professionisti, non sono comunque loro ad impostare il copione, o a guidare la regia.
    Quindi anche Cracco, Barbieri, Ramsay (che per me nella realtà del mio mestiere sono e rimangono dei mostri), non sono lì che come figure di cartone. Io lo so, tu lo sai, potremmo metterci un punto e finirla. Ma cerco anche di capire come funziona tutto questo “per gli altri”; perché questi programmi sono seguiti, così come perché milioni di non-lettori e non-cuochi si scapicollino ad acquistare i libri della Parodi (il fenomeno editoriale dei nostri tempi!).
    Lo so che a te non rassicura, e ti fa rabbia; ma figurati! Quando gestivo una mia attività, mi capitava più di un cliente che chiedeva insistentemente proprio quel dolce che aveva visto mezzora prima in tv, in barba a me e al mio lavoro.

    Quello che mi fa pensare è che la dinamica dello show sembra vincere e prevalere ovunque, e mica solo in tv, anche nei blog (e non parliamo poi della politica); e non ti si chiedono mai critica, consapevolezza e mestiere, ma solo quel tipo di recitazione efficace per fare e mantenere i numeri.

    RispondiElimina
  24. anch'io ho guardato masterchef, certo lo ammetto mai con molta attenzione perché di sera in casa sono impegnato a sistemare un po' di cose, ma non l'ho mai visto come una (e qui la dico grossa) "scuola di cucina" ma semplicemente come un reality perché chi si è presentato e poi hanno scelto di cucina ne sa ben poco! La mia impressione è che anche i giudici recitino una parte e questo per professionisti, come un paio di loro, credo sia un po' svilente.
    I programmi di cucina ora sono di moda, è quello che tira e questo a discapito o meglio senza neppure prendere in considerazione la qualità!
    un abbraccio

    RispondiElimina
  25. Io non riesco a capire chi dice:"il mio più grande sogno è fare lo chef" ... e poi va' in televisione !?!
    .. e andare in cucina a lavorare tutti i giorni? No?
    Ah, già aprire chili di cozze, pelare patate, tritare cipolle, impastare, stufare arrosti, lavare pentole è faticoso!
    Meglio le scorciatoie a quanto pare ... e finché c'è qualcuno che ti invita a prenderle, premiando la mediocrità, non avremo mai stimoli a desiderare di eccellere
    E' un peccato.
    Io rimango incantata di fronte alle persone più brave di me, e mi piace apprendere, mi piace crescere osservando
    Forse era questo che mi aspettavo da Masterchef. Talento. Il principiante armato di passione che sa raggiungere alti livelli anche senza aver frequentato scuole e corsi.
    Ecco, inizio a dilungarmi troppo ... ma avrei voglia di vedere in vetrina qualcosa che mi ispira (non solo in ambito di cucina ovviamente), che mi accenda, che mi instilli un po' di passione!
    Passo e chiudo
    Baci

    RispondiElimina
  26. Dopo aver sentito battezzare un dolce, solo perché ha dentro du' spezie, "Pomeriggio a Teheran" ho deciso, con Lisa, che sarebbe opportuno creare un dessert "Colazione a Guantanamo" e anche un "Coprifuoco a Kabul". Sì, che dobbiamo fare? Sorridiamo, ridiamo, ripetiamo "o tempora, o mores!" e corriamo a comprare l'ultimo best seller culinario, quello in cui si cucina in tre minuti nientemeno che uno strudel con la pasta sfoglia (?) pronta, spennellandolo ben bene di margarina. Giusto per essere à la page., che se no dicono che siamo antiquati.

    RispondiElimina
  27. Gio non sono in Italia e non possono vedere mc..ma da quel poco Che ho lento e visto concordó...ho scritto anche un piccolo irónico post sull'argomento. Quello Che mi preocupa e' come dici tu Che nessuno vuole piu' imparare in nessuno campo...e poi la crudelta fatta show, legittimata.
    Per l'eccesso di cucina in TV, credo di averlo gia' scritto, ma da fuori sembriamo un paese bulimico...patológicamente legato al cíbo ....

    RispondiElimina
  28. secondo me ti ci vorrebbe un pò più di umiltà,qualunque sia il tuo livello di competenza in cucina...e non lo dico per difendere gli inutili programmi televisivi di cui parli,ma solo perchè l'idea che dai è di spocchiosità

    RispondiElimina
  29. Spocchiosita'? Questa e' bella, davvero, discutere sul dilagare del pressapochismo di questi programmi che l'unico messaggio che trasmettono e' :" vieni in TV anche se non ci capisci un bel nulla puoi diventare qualcuno e fare il tuo bel librino di ricette". Perché il librino non si nega a nessuno. A tal proposito quoto Diletta:"Masterchef rappresenta molto bene anche la filosofia del quotidiano nel nostro paese: scarsa professionalità e competenza, poca umiltà, molta boria, niente spirito di sacrificio, ignoranza dilagante..." aggiungo io anche la tendenza alla perenne Scorciatoia. Quanto a te caro Anonimo, "Si sa che la gente da' buoni consigli...se non può dare cattivo esempio", visto che ci hai fatto la predica potresti pure firmarti, o sei troppo umile?

    RispondiElimina
  30. Caro/a anonimo, premesso che ciò che ha detto Lisa mi trova d'accordo, aggiungo che la competenza non c'entra niente: il mio "livello di competenza" può essere anche pari a quello dei milioni di italiani che cucinano ogni giorno, perché tanto basta per aver fatto un Pan di Spagna almeno una volta nella vita; la mia spocchia, invece, è quella di una che crede che ci sia sempre da imparare, sempre, e che non ha paura di confessare i propri fallimenti ed errori in cucina, che ci sono, eccome. Ma è la mia mentalità il vero problema: sono ancora convinta che a contare dovrebbero essere il merito, la bravura, la volontà di migliorare, non quella di apparire in TV per bruciare le tappe e ritrovarsi a pubblicare il proprio libricino. Sì, sono decisamente colpevole di questo. E suggerirei ai produttori di questo genere di show di prevedere come premio un bel corso all'Etoile o alla Castalimenti. Quello sì che sarebbe un premio interessante, per chiunque, qualcosa a cui ambire.
    P.S.: Al prossimo commento non firmato ti cancello, come è normale (o sarà spocchia anche questa?).

    RispondiElimina
  31. Visto che siamo in tema di critiche, ma chi sarebbe questi Ramsey, un cuoco americano famoso in Inghilterra e a Bombay, insomma uno sconosciuto... Non hanno mica detto in italia o in Francia... E dai, un mezzo sconosciuto che ha trovato il modo di fare i soldi.

    RispondiElimina