lunedì 22 agosto 2011

Mi fermo, guardo e all'improvviso rido


Un cancello aperto tra oriente e occidente. Un continente a sé, sarei tentata di dire, affascinante, contraddittorio e imperfetto, ed è l'imperfezione la sua caratteristica più catturante.
Abbiamo conosciuto Creta diciassette anni fa e da allora ci siamo stati sette volte, più o meno una volta ogni due anni e mezzo, e quando passa un tempo più lungo tra una visita e l'altra ci sembra che ci manchi qualcosa.
E in origine volevo che questo post fosse una piccola guida cretese, un invito al viaggio che avvertisse che occorre lo spirito giusto per affrontare le strade spesso disastrose, l'anarchia spesso totale, i tempi lenti, le disfunzioni e prendersi a compensazione mille ricompense, l'accoglienza, l'ospitalità, il sorriso e il calore, e il cibo meraviglioso, le verdure succulente, l'olio saporito, il sentore della cannella, lo yogurt che è una droga; e poi l'odore che stordisce delle erbe aromatiche lungo le strade, timo, origano, rosmarino, e le conifere mischiate ai fichi d'India e agli ulivi, e le minuscole chiese sotto i giganteschi platani, e le tamerici che bordano aride ogni spiaggia. E il mare, che ovunque è bellissimo ma in alcuni punti non lo è, non è nè bello nè bellissimo, è tale da non potersi descrivere e da non potersi comparare a nessuna isola caraibica o meta esotica: turchese e verde smeraldo e a tratti, a fasce, viola; e i milioni di colori di rocce che passano dall'ocra al porpora al nero, e i tavolini azzurri e i muri bianchi, e le città veneziane e ottomane con i portoni scolpiti, gli edifici in rovina, i palazzi inaspettati nell'intrico di vicoli oscuri, le logge, le fontane. I minareti. Le moschee. E le sinagoghe. Gli affreschi bizantini maltenuti e raramente visibili. Le danze, la musica. I paesaggi drammatici e infiniti della costa sud, sul Mar Libico, e delle gole impervie che la spaccano in cento baie e piccoli abitati a volte impossibili da collegare con le strade. E tutto questo mi fa venire in mente il verso di una canzone che amo molto, quello che dà il titolo a questo post, perché là mi succede così. Mi fermo, guardo e all'improvviso rido. Anche delle strade assurde. Anche degli autisti fantasiosi. Anche dei ritardi.
Ecco cosa doveva essere, questo post, all'origine.






Ma poi ho cambiato idea, e al viaggio non voglio invitare più. Perché qualcosa mi ha fatto cambiare idea.
E' capitato che quest'anno il turismo a Creta sia diventato troppo e aggressivo. E' capitato che c'era una volta un'isoletta deserta di nome Chrissi, nel Mar Libico, al largo della città di Ierapetra, e a quell'isoletta si poteva arrivare solo con dei barconi (pochi) che ti portavano là al mattino e ti riportavano indietro al pomeriggio, e sull'isoletta c'era solo una taverna fatta di pali di legno, al molo, che chiudeva la sera con l'ultima barca e i cui proprietari se ne tornavano a Creta proprio come i turisti. Un'isoletta senza corrente elettrica e senza acqua. E, sbarcati, si percorreva un sentiero tra i cedri del Libano per attraversarla e si raggiungeva una spiaggia indicata solo da un cartello scritto a mano che recitava "Golden beach", e la golden beach era il paradiso in Terra. Non ho mai visto, e forse non vedrò mai più, un mare come quello della  golden beach a Chrissi. Indescrivibile. E ti assaliva il silenzio. La pace. E non sembrava vero, nulla; sembrava un vagheggiare della mente, astratto e irreale. Il silenzio, i colori indicibili, l'acqua tiepida, l'ombra delle tamerici.




E invece quest'anno i barconi erano tanti ed erano traghetti enormi da cui scendevano fiumi spaventosi di persone fracassone con palloni, racchettoni, radio; e la taverna s'era trasformata in cemento e in un self service, e sulla golden beach il silenzio era lontano come il ricordo della condizione prenatale, c'erano due beach bar che sparavano canzoni latine da trenino di capodanno, coi loro generatori di corrente che rombavano, rombavano. E gente che "usava" il mare e a cui non importava un piffero del silenzio, dell'isola deserta, della pace, dei colori, ma che voleva la riviera adriatica solo con un mare più bello, voleva i cocktail, voleva il tunz tunz, urlava, si riprendeva con la videocamera e mentre si riprendeva un'amica suggeriva: "Però di' dove siamo", e si voltava e domandava: "dove siamo?", perché tanto Cattolica, Santo Domingo o Tahiti, chissenefrega. E non c'era un posto, nemmeno sotto gli alberi, per stare all'ombra e godersi quello che solo pochi anni fa si poteva godere.







Ora, senza volermi domandare a che scopo affrontare un viaggio per cercare ciò che si trova anche a casa propria, a che scopo andare su un'isola disabitata per fare casino come a Cesenatico, a Ostia o a Ischia, dico solo questo: non invito più al viaggio. I posti, qualunque posto, non sono da usare. Bisogna andarci per conoscerli e impregnarsene e appassionarsene, o anche odiarli, ma ci vuole un sentimento. E quello che ho visto, invece, è stato un turismo senza amore. Usare il mare. Usare i luoghi. Usare la gente.






E allora non invito più al viaggio. Bisogna farsi chiamare.
E quei posti, quelle parti di Creta in cui il mare "è tale da non potersi descrivere e da non potersi comparare a nessuna isola caraibica o meta esotica: turchese e verde smeraldo e a tratti, a fasce, viola", non li nomino. Me li tengo per me. Me li custodisco come un segreto perché non cadano nelle mani sbagliate. Come i villaggi di montagna con le donne in nero, il pope che gioca a tavli e le capre; come la città più bella di Creta con i suoi antichi splendori e il suo porto incantevole. Come le baiette microscopiche e nascoste, gli istmi, i promontori, le foreste, gli uliveti, le sorgenti, tante sorgenti. E chi va a Creta con amore, state certi che li scoprirà, perché non andrà a spalmarsi su una spiaggia solo perché è la più pubblicizzata, e non avrà palloni o racchettoni che lo intralcino e saprà sempre in che luogo si trova, non avrà bisogno di chiedere.
E forse quei posti li ritroverò com'erano, tra due o tre anni, e non dovrò aver paura di rivederli.
E mi capiterà ancora di fermarmi, guardare e, all'improvviso, ridere.



23 commenti:

  1. capita lo stesso a me, in altri posti, arrivare lì, sentire quel profumo, vedere quel blu e ridere e commuoversi come davanti a un film perchè per qualche strano motivo ti sembra di essere a casa, e ogni anno trovare più cemento e strade e gente e rumore e fanculo anche i turisti, e anche chi pensa che la ricchezza sia quella, avere turisti devastanti e ignoranti a casa propria...
    bentornata :-)

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  2. quanta amarezza, Giovanna!
    Vedere i luoghi trasformarsi è una condanna opprimente in cui l'unica soluzione è fuggire, o nascondere quei luoghi. Penso al villaggio in Calabria dove le mie zie hanno una casa: per anni un gruppo di case abbandonato su una spiaggia, senza il minimo segno di civiltà, per qualsiasi cosa dovevi rivolgerti a paesi vicini (latte, sigarette, giornali), poche macchine, il paradiso dei bambini. Intorno a noi, anno dopo anno, i segni del turismo moderno, chiassoso, quello uguale dappertutto, hanno preso il sopravvento, finché alle 14 del pomeriggio siamo costretti ad ascoltare l'animazione di quel gruppo di deficienti che si fa fare i gavettoni dagli animatori incaogniti. Non so, c'è qualcosa che non funziona. C'è un'ignoanza dei luoghi che dovrebbe essere condannabile. Povera Creta, penso, preserva quello che puoi. un bacio!

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  3. Eppure in diciassette anni è cambiato così poco... C'è una zona di Creta, sulla costa nord, tra Iraklion, Hersonissos e Malia, che è da sempre massacrata dal turismo brutale. Una lunga teoria di villaggioni, locali notturni e american bar. Lo è dalla prima volta che sono stata là. Ma sembrava che il massacro fosse ormai confinato a quelle zone. E Creta è grande, molto grande. Persino la bellissima città alla quale ho accennato, che in agosto è affollatissima, ha conservato il suo carattere e il suo fascino, e d'estate brulica di gente ma è un brulichio sano, che non disturba.
    Purtroppo dentro di me so già quale sarà il prossimo posto a fare la fine di Chrissi, e sarà un crimine, perché è un luogo di una bellezza sacra, uno dei luoghi più belli del mondo, credo, un capriccio della natura che ci si può incantare a fissare per ore e ore, storditi. Già quest'anno ho notato che ci arrivavano più persone. Ho paura di quello che troverò tra qualche anno.

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  4. le tue foto mi hanno fatto innamorare. anche io vivo su un'isola, io non mi accorgo dei cambiamenti che la investono, ma li posso vedere negli occhi dei turisti che tornano di anno in anno, dopo lunghe assenze. so perfettamente di quello che parli.

    ben tornata

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  5. E' un peccato che posti meravigliosi come questi siano rovinati da un turismo di massa per nulla rispettoso di luoghi e tradizioni. E' un po' quello che succede anche alle nostre città d'arte. Spesso si trasformano in raccoglitori di turisti... e l'autenticità va a farsi friggere.
    Spero comunque che la vacanza sia stata piacevole. Le foto sono a dir poco incantevoli. Bentornata!

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  6. @Fragoliva: grazie. Spero solo che il cambiamento si arresti ad alcune aree e ne lasci immutate e autentiche altre.

    @Mafaldina: sì, la vacanza è andata benissimo comunque, perché quel posto lo amiamo davvero e perché ne conosciamo zone e angoli che ancora resistono, speriamo a lungo.

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  7. quello che descrivi l'ho vissuto per anni e anni andando alle isole. ora non ci vado. non d'estate. dall'autunno alla primavera si vive il meglio.

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  8. Dopo le prime foto del post avevo voglia di scrivere che i posti ed i colori erano talmente incantevoli che avrei sopportato... perfino la tua presenza pur di essere lì :-)
    Però qualcosa mi diceva che tra le parole leggevo un sentimento diverso rispetto agli altri post che, negli anni passati, hai dedicato a Creta (e conservo ancora quella tua bellissima mail di un annetto fa che... è meglio della Guida Michelin), e che non avrei dovuto andare avanti: e non sbagliavo, perchè leggere i tuoi sentimenti e la tua amarezza ha trasformato in bianco e nero quello foto piene di colori che avevo appena visto. Purtroppo intendo il turismo come te: anche a me (noi) piace immergermi nella realtà del posto in cui mi trovo e scoprirne i segreti, se posso anche quelli più intimi, tipo la Sardegna in inverno (ho avuto la fortuna di passarci un anno intero da militare e... mi sentivo sardo; ed i sardi mi consideravano tale... Sono sensazioni che è difficile spiegare ma so che tu le comprendi bene).
    Purtroppo sbaglia quella gente (anche se, presumo, con una grave crisi economica alle, e sulle, spalle) a farsi "possedere" in questo modo. Ma evidentemente anche loro devono "cavalcare l'onda" e preferiscono rinunciare per due o tre mesi alla loro anima per poterla mantenere, tornando alla normalità, nei nove mesi rimanenti (spero).
    Sperando che poi, davvero, a maggio o settembre si possano tornare a respirare quelle sensazioni "vere" di una volta, evitando il turismo di massa.
    Purtroppo sono sempre meno i "posti dell'anima" e gli imbecilli si spargono a macchia d'olio: loro approfittano dei prezzi bassi per poter dire "so' annàto in Grecia" (tanto Creta o Grecia per loro è lo stesso) e per poter far vedere, al ritorno, ai loro amici le foto (scattate col telefonino - SIC ) di un mare cristallino e puro. Ovviamente non rendendosi conto che quel mare, da oggi, sarà sempre meno cristallino ed incontaminato.
    Per fortuna tu hai lo possibilità di aggrapparti ai ricordi, ai silenzi, all'anima di quei luoghi che, dentro di te, ti sorriderà silenziosa.

    P.s.: parli della Giordania ?

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  9. @grEAT: non ho dubbi. Sono stata un paio di volte a Creta a giugno o a settembre, è stato meraviglioso. Purtroppo però posso viaggiare per periodi più lunghi solo in agosto, e Creta non è proprio dietro l'angolo. Ma vedrò di organizzarmi :)

    @Jajo: carissimo, non è tutto nero, spero lo si comprenda. Creta è ancora un luogo incantevole ed è piena di angoli poco frequentati e anche di altri che, pur frequentati, mantengono un fascino immutato perché non raggiunti dal turismo che consuma e sfrutta. Ho solo paura che non resterà a lungo così.
    Per ragioni che non so, Chrissi è stata stra-pubblicizzata. Prima poche barche che la raggiungevano e due botteghini al porto per acquistare i biglietti, oggi i traghettoni e agenzie che vendono biglietti ovunque, con grandi cartelli pubblicitari. Mah. Capirli, certi meccanismi... Sono stata in un posto meraviglioso di cui ti parlai nella mail. Molta più gente che in passato, ma sono riuscita a starmene là a guardare incantata quel prodigio della natura avendo intorno una zona di rispetto: per cinquanta metri tutt'intorno non avevo nessuno, e comunque nessuno aveva portato con sé palloni o radio, non c'era nessuno squallido beach bar in vista, niente tunz tunz a guastare l'atmosfera. Ho scoperto un villaggio sulla costa sud che non conoscevo. Mare bellissimo, quattro case, quasi tutte stanze in affitto, ma ancora un posto come quelli delle nostre villeggiature di bambini: famiglie stanziali, tranquille, che passano là tutta l'estate o quasi. Quiete, serenità, l'unica vita è data dalle taverne sul mare, la sera. Delizioso.
    C'è ancora tanto di buono, di bello, di magnifico. Molto grazie alla difficoltà di raggiungere alcuni posti. So che quest'anno c'è stato un boom di italiani in terra greca. Magari è stato un fenomeno occasionale, chissà. Magari quel certo tipo di turisti si annoierà, rendendosi conto che si tratta di posti così poco mondani. Chissà.
    In Giordania non sono mai stata...

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  10. Beh... meglio così :-)
    Allora urge aggiornamento alla mail hahahahahaha
    Spero che l'anno prossimo se ne tornino tutti alle loro isole spagnole :-) (che poi che gusto c'è a fare tutte quelle centinaia di chilometri solo per andare, in fin dei conti, in discoteca...)

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  11. Mi perdo sempre deliziosamente nei tuoi scritti e l'amore per Creta traspare anche dalle tue bellissime foto. Sono d'accordo, è triste e spero che ci siano molti più turisti con i tuoi sentimenti che di altri ;-)
    Un abbraccio forte e bentornata

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  12. @Jajo: è quello che dico anch'io. Se sei a caccia di casino, vai dove c'è casino. Perché portare il casino dove non ce n'è?
    Per l'aggiornamento della mail, quando vuoi :)

    @Edda: spero sia colpa della crisi, tutti in Grecia perché si spende meno. Io faccio il tifo per Creta e sono felice quando altri ci vanno e si appassionano, ma non in questo modo. Rispettandola, amandola e non inducendo operatori irresponsabili a sfruttarla nel modo peggiore. Speriamo bene.

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  13. Da un lato però è anche vero che se nessuno li raccontasse i posti speciali, altri non potrebbero vederli..allora vale la pena tenersi stretto gelosamente qualcosa che può parlare al cuore e all'anima di altre persone? ...bisognerebbe fare come in certi luoghi dove non sono ammesse più di x barche al giorno, con più di x persone e niente cosmetici con ingredienti chimici, niente contenitori al seguito, se non biodegradabili ecc..ma noi popoli mediterranei si sa, il mare nostrum, nostrum non sappiamo proprio tenercelo..

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  14. Dovresti scrivere diari di viaggio, le tue parole sono così profonde da rendere l'idea di ciò che provi nel vedere e vivere quei posti... Io non ho mai visto i posti di cui parli ma dalle tue parole ho provato un enorme dolore. Questi chiassosi ed inutili esseri che colonizzano paradisi del silenzio con i loro cocktel e la loro musica dance, non hanno alcun rispetto per la natura e non possono capirla. Perchè non se ne stanno rintanati nelle loro Ibiza, Mikonos e le tante altre mete senza anima. Che cosa cercano di fare portando in giro il loro caos, inquinando il mondo di futilità e desiderio di apparire, perchè pretendono che tutti debbano essere come loro?

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  15. Mi hai fatto sognare e venir voglia di vivere questi luoghi ed un attimo dopo hai distrutto il mio sogno...

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  16. Sono stato due volte a Creta, nel 2000 e nel 2005 ed ho notato qualche piccola differenza. Nel frattempo, scopro isole meno battute dal turismo "testa di mi..ia".

    Sai, quelle persone sono capitate sull'isola di Chrissi per puro caso.

    Preso il loro bel pacchetto dall'Italia pagando una settimana più di quanto ho speso io per due settimane a Skiathos, Skopelos ed Alonissos, il loro albergazzo gli avrà proposto l'escursione e tutti lì a fare gavettoni e rutti senza rispetto.

    Gente che troverai a bere alcool tra Hersonissos e Malia e nulla sapranno di Matala, Loutro, delle Gole di Samaria, di Chania, di Moni Preveli, di Xerocambos, Kato Zakros, Vlichada...

    Lasciamoli morire nella loro ignoranza. Lavorano come pirla tutto l'anno e la loro settimana così se la devono passare.

    Ultima cosa: ero all'areoporto di Roma in partenza per qualche isola... ed una ragazza mi dice che Rodi non le era piaciuta... perché il suo albergo aveva le stanze piccole. Le chiesi se aveva visto Lindos, Kamiros, Prassonissi, Tsambika, Monolithos.
    Non sapeva neanche di cosa stessi parlando.

    E questi vanno in giro a fare commenti...

    (((CINEMAeVIAGGI)))

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  17. @Alessia: il punto è proprio questo. Mi sono chiesta perché non mettere dei limiti, ma è evidente che fare quattrini subito prevale sulla necessità di salvaguardare i luoghi.

    @Mario: ho un amico che ama Ibiza dal profondo del cuore e mi ha fatto cambiare l'idea che avevo di quell'isola. Ti stupiresti nell'ascoltarlo parlare di aree tranquille, lontane dal caos, vivibili e bellissime. A Creta è la stessa cosa: la zona di Hersonissos e Malia, di cui parla AmosGitai nel commento sotto il tuo, è un delirio di locali, discoteche, villaggioni, american bar, ma c'è tutto un mondo oltre e al di là che molti non vogliono conoscere.

    @AmosGitai: a Creta ci sono luoghi immutati da quando li conosco. La mia paura è che non lo restino a lungo. Hai nominato posti che amo profondamente e uno, Kato Zakros, dove ho vissuto l'esperienza di essere sola, in pieno agosto, con sette oche. Non me ne dimenticherò mai. E Chania, nonostante ci sia tanta, ma tanta gente, è una città meravigliosa. Ci passerei la vita. Credo di essere anche tra i pochi scervellati ad aver percorso due volta le Gole di Samaria... :)

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  18. Ho dovuto trovare un attimo di respiro per venirti a commentare. Questo post è a firma tua ma lo faccio mio come qualche altro passaggio del tuo diario (quello sul Terremoto dell'Irpinia ad esempio...) perchè meglio non saprei trovare il modo di condividere emozioni e stati d'animo più che similari, oserei dire identici sin anche per le sfumature per la tua esperienza che è stata anche la mia qualche anno fa.
    Ho fatto leggere questo post a più persone perchè al di là dell'oggetto del 'contendere' è sinonimo di una rara sensibiltà quella che in tanti dovrebbero avere ma che non sanno nemmeno come si scrive invece. Oggi rispondevo ad un commento sul blog ed accennavo al fatto che la sciatteria morale e culturale che attraversa attualmente con maggior forza il nostro paese è di certo attribuibile ad una classe dirigente che ne ha fatto la principale bandiera ma, e dico ma, mai la costatazione di ciò può essere presa a pretesto per lasciarsi andare.
    Creta non fa eccezione in questo fenomeno di dilagante pressapochismo culturale, resta però la nota positiva di trovare chi ancora "si ferma, guarda e, all'improvviso, ride."
    Mi è fortunatamente capitato questa estate in costiera amalfitana e ti assicuro che li è un vero miracolo riuscirci così...improvvisamente :)
    Grazie Giovanna...
    PS
    Scusa se ti sembrerà contorto il commento...spero arrivi il messaggio...

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  19. @Gambetto: prima di tutto, bentrovato. Volevo scriverti per chiederti tue notizie, poi Lydia mi ha assicurato che andava tutto bene e non ho voluto essere invadente.
    Come spesso accade, mi fai arrossire. E poi mi fai rallegrare perché fermarsi, guardare e all'improvviso ridere sulla Costiera Amalfitana è bello, è giusto, è perfetto. Nonostante tutto, nonostante il caos agostano e il disappunto per lo scempio che porta con sé. Ho per quella zona un amore profondo che risale a tempi in cui la frequentavo molto di più, e fuori stagione, per giunta. In genere nel tardo settembre. Ma ancora oggi, ogni volta che i suoi paesaggi mi si aprono di fronte, mi manca il fiato.
    La domanda che mi faccio, che mi sono fatta nel post è: perché? Ma davvero: a Creta se vuoi puoi rinchiuderti a Hersonissos o a Malia e fare tutto il casino che vuoi, bere fino a stordirti, saltare da un american bar a una discoteca per tutta la notte, il mare è bello comunque, magari non incantevole ma bello, e hai voglia di urlare e sparare musica del cavolo, come vuoi, quanto vuoi. Lasciando in pace il resto dell'isola dove la maggior parte delle persone cerca altro, e per fortuna. C'è una sottile volontà di guastare la festa agli altri? O la totale inconsapevolezza della propria maleducazione? Di sicuro c'è la completa mancanza di rispetto per la natura e per la Bellezza. Sempre pensato che sia vero che la bellezza salverà il mondo. Ma forse farà prima il mondo a distruggere la bellezza, e sarà finita.

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  20. Non faccio finta di non aver letto la tua constatazione amara nel finale...ma preferisco volontariamente pensare che potrebbe anche non essere così...magari...forse...chissà...
    Di certo sapere che ci sono persone come te aiuta a non vedere solo il tracollo, serio.
    Mi sembra giusto comunque darti il dettaglio di quel sorriso in costiera.
    Il 15 di Agosto, quando tutti e dico tutti, turisti tedeschi&francesi compresi(anche loro), erano pronti a scofanarsi con pranzi&pranzetti io ero praticamente da solo sul sentiero degli dei...ad impolverarmi beato, pietra dopo pietra, scorcio dopo scorcio nel più totale ed irreale dei silenzi che offrono certi luoghi.
    Durante il tragitto è stato un attimo. Mi sono fermato nel punto in cui con lo sguardo abbracci dai faraglioni sino a punta Licosa...guardi giù tutto il resto e ti viene da sorridere perchè è l'unico modo che si ha per reggere istintivamente tutto "quello". Il resto lo sai come ci si sente...
    D. che era la prima volta...è restata senza fiato e non è un modo di dire credimi :)

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  21. Bello vederlo attraverso gli occhi di una neofita. Bello, veramente.
    Io ho in mente da una vita di percorrere il sentiero del Vallone delle Ferriere, da Amalfi. Finirà che sarò troppo vecchia per farlo :).
    La cosa assurda è che io faccio il tifo per Creta, perché la conoscano in tanti, perché la amino, e poi mi ritrovo a desiderare che se ne dimentichino...
    Due giorni dopo l'esperienza di Chrissi, ero sul Golfo di Mirabello, posto tra i più noti di Creta, col mare agitatissimo, spumeggiante intorno alle rocce nere, e mille punte e promontori che si succedevano come quinte. C'era gente. Ma che splendore. Ne ho già nostalgia.

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  22. Il Vallone delle Ferriere è meraviglioso ma rispetto al sentiero degli Dei ha qualche difficoltà in più. Io ad onor del vero nemmeno lo ricordo benissimo avendolo fatto qualche era fa. Di certo però potrei indicarti qualche sentiero decisamente mozzafiato da Agerola che conoscono in pochissimi per non dire quasi nessuno. Ho una promessa "mancata" con mio cugino che mi ci vuole portare...magari ti aggreghi anche tu che dici?
    O magari pensi che sia meglio non essere con me che magari rovino tutto come quei turisti a Creta?! :P ahahahahaha
    PS
    Solo per la cronaca quando andai alla laguna di Balos a Gramvousa, sono arrivato a piedi in spiaggia alle 7:00 (alle 7 spaccate eravamo già li con D...la sveglia era stata alle 4:30...) e sono andato via alle 10:30 all'arrivo del secondo battello di turisti dopo essermi "appiccicato" con un simpatico milanese che stava facendo incetta di sabbia rosa...
    Eravamo noi e qualche pecora...all'arrivo dell'orda festante con tanto di musica sparata...siamo andati via :)

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  23. Noooo, non nominare quella laguna! Non sia mai ci legga qualche radiomunito e racchettonedipendente! :D Luogo incredibile.
    Anch'io ho progettato di fregare il turista invadente: la prossima volta, a Chrissi mi accampo dopo la partenza dell'ultima barca, alle 17,30. Mi godo il tramonto, il mare quasi solitario della sera e quello del mattino, tanto gli altri non arrivano prima delle undici. Tiè!
    Quanto al vallone, se posso vengo volentieri. Se trovo chi mi riposti a monte dopo la discesa :)))

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