giovedì 9 giugno 2011

La Festa a Vico nell'anno di grazia 2011



Di cosa sia e come si svolga la Festa a Vico ho già detto lo scorso anno, con l'entusiasmo della neofita che a distanza di 12 mesi non si è ancora spento, ma forse si è trasformato.
Quando prendi parte per la prima volta a un evento del genere, la curiosità, il disorientamento, l'eccitazione hanno il sopravvento; le volte successive, conoscendo già le tappe e i rituali, si è forse meno ingenuamente incantati ma si vive l'evento con maggiore consapevolezza.
La prima serata, quella che vede gli chef emergenti "esibirsi" al Bikini, mi ha lasciato proprio un'impressione di festa gaia e, qualitativamente, mi è parsa mediamente superiore alla scorsa edizione. Invece la serata dei "big", alle Axidie, mi è sembrata meno piacevole di quella del 2010. Troppa folla, grandi assenti, dei quali alcuni annunciati, qualche piccola delusione.


Cosa mi è piaciuto: al Bikini,  la cipolla soffiata di Perdomo, già assaggiata l'anno scorso ma mangiata di nuovo con uguale entusiasmo, il piccolo hamburger di chorizo di Lorenzo Cogo, il palamito di Andrea Aprea. Alle Axidie, il manzo all'olio di Vittorio Fusari, il delizioso tiramisù di Enrico Cerea, il panino con porchetta di Uliassi.


Se devo dire cosa non mi ha fatto fare salti di gioia, cosa è migliorabile, ho due appunti da fare.
Primo: straordinaria l'escursione a Li Galli, posto di incanto infinito; l'anno scorso era stata scelta Villa Cimbrone a Ravello, che non è da meno. Ma se a Ravello il buffet era stato di raffinatezza e classe superiori, e del resto a prepararlo erano stati chef come Pino Lavarra del Rossellinis di Palazzo Sasso e Luigi Tramontano del Flauto di Pan di Villa Cimbrone, oltre ai talentuosi ragazzi della Dolceria Antico portico di Amalfi, quest'anno il cibo era francamente dimenticabile. Per carità, il luogo scelto compensava di qualunque cosa, ma anche la location del 2010 era straordinaria, completata però da finger food di prim'ordine.




Secondo (e scusate se qui mi permetto una puntatina polemica): La Festa a Vico è intimamente legata all'area sorrentina, alla sua bellezza, al suo fascino, alle sue virtù. Spiace che si debba vedere dappertutto la presenza di uno sponsor che col territorio non ha nulla a che fare, e che per di più produce qualcosa che ha le sue punte di eccellenza proprio in zona: la pasta.
Gragnano, a una manciata di chilometri da Vico, è la tradizione pastaia fatta luogo geografico. A pochi mesi dall'attribuzione del marchio IGP alla pasta di Gragnano, forse sarebbe stato opportuno cogliere questa bella occasione per darle la visibilità che merita, o almeno per sponsorizzare un altro degli innumerevoli prodotti d'eccellenza campani, soprattutto da parte di uno chef che ha sempre fatto della valorizzazione del prodotto del territorio la propria bandiera.
La pasta, e di qualità straordinaria, scusate ma in Campania proprio non manca.
La cosa più bella, quest'anno, è stata essere in compagnia di Maite & Marie, Lydia, Fabrizio, in un'allegra quanto scombinata convivenza temporanea :).
La più brutta è stata dover fare a meno di alcuni amici che là avrebbero proprio dovuto esserci. Senza di loro la festa è stata meno festa.


 Ok. E per chiudere, indovinate chi è questa signora: troppo facile, eh?



12 commenti:

  1. eccola. se facciamo l'appello per il prossimo anno io sono presente. devo firmare un modulo? lo firmo eh..

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  2. mi viene da piangere per due ragioni:
    1. le mie foto sono prigioniere nella macchina fotografica visto che ho lasciato il cavetto a Roma
    2. ho già nostalgia
    + 3. mi mancano le amiche che mi sono mancate mentre mi manvacano. L'anno prossimo facciamo il pulmino, così riuscirò a non perdermi.
    Baci grandi.

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  3. Foto ineccepibile la tua...altro che messa a fuoco perfetta delle reflex digitali...tu con la penna cogli l'immagine e la rendi anche più nitida di quella che sarebbe diventata in altre mani.
    Certo la punta di invidia (bonaria) c'è tutta...ma quello è un altro discorso. I complimenti vanno soprattutto all'onestà intellettuale e poi lascio al silenzio (invidioso) tutto il desiderio di poter osservare anche io qualcosa di simile da vicino :P eheheeehehee

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  4. @Hysteria Lane: Danie', ti devi proprio impegnare. Mi raccomando.

    @Maite: baci a te. Gita scolastica finita, si torna a casa, sono un po' triste ma non posso fare questa vita :)

    @Gambetto: è un modo MOLTO carino per dire che le mie foto fanno pietà? ;-)

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  5. Ciao, ti invito a partecipare al mio primo contest:
    http://bouquetdifantasia.blogspot.com/2011/06/cena-lume-di-lampadina-il-mio-primo.html
    Ti apetto anche solo per una sbirciatina,
    un Sorriso...

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  6. il povero Gambetto non era affatto ironico, e tu non puoi dire che il cibo non era all'altezza e poi sbatterci delle foto così, no, no, perdi di credibilità :))

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  7. @Sorriso: grazie.

    @Cibou: il cibo non all'altezza era quello del buffet a Li Galli, proprio in stile tavola calda. Quello non l'ho mica fotografato... :)

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  8. @Giovanna
    Nooo...allora si capiva! :D ahahahhahahahahahaha

    @Ciboulette
    Thanks :)

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  9. Ce ne vorrebbero di più di eventi così e di comitive così ... durissima tornare all'insalatina ma ... il faut!

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  10. Quanto vi invidio per questa Festa a Vico !!! Un posta da favola.....
    Belle come sempre le tue foto.
    Un saluto anche a Lisa.

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  11. bel reportage Gio! mi fai venire sempre voglia di cambiare lavoro :)
    intrigante la cipolla soffiata...

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  12. i sarebbe piaciuto esserci, non per gli chef, ma per riabbracciare le mie amiche.
    A presto, spero!

    Amarisca

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