venerdì 25 marzo 2011

In barba ai regionalismi


Pochi giorni orsono questo blog ha compiuto tre anni, ma la ricorrenza è passata sotto silenzio perchè in quel momento avevo altre tristezze a cui pensare.
Rimedio adesso, senza festeggiare ma con un piatto simbolico della connessione tosco-partenopea che questo blog rappresenta, essendo frutto del capriccio di due amiche che provengono, appunto da Firenze e da Napoli, fatto a cui dobbiamo aggiungere la constatazione che la fiorentina si sente partenopea e cucina partenopeo, e se anche partecipa poco è presente in ispirito (ad esempio, ha appena provato la pastella per le crêpes del post precedente e mi ha appena ispirata per il post che verrà...).
Visto che però la partenopea, che sono io medesima di persona, non si sente toscana ma casomai mitteleuropea, fa ulteriore ammenda preparando un piatto che più toscano non si può nella versione riveduta, corretta e meridionalizzata della fiorentina :-). E così il cerchio si chiude, il cortocircuito è completo e si dimostra, ove mai occorresse, che la cucina non ha barriere se non nella testa di chi la pratica.
Naturalmente la versione autentica prevede l'uso di pane toscano.

Pappa al pomodoro tosco-partenopea

500 g di pomodori passati (freschi o pelati; è una versione partenopeizzata, perciò ho usato una passata di corbarini)
300 g di pane cafone napoletano (qui la ricetta delle sorelle Simili) un po' raffermo
850 g di acqua
2 grossi spicchi d'aglio
basilico
sale, olio

Preparare una normale salsa di pomodoro rosolando gli spicchi d'aglio in un po' d'olio e aggiungendo quindi i pomodori passati (io uso l'aglio tritato, se vi disturba usate gli spicchi interi un po' schiacciati per poi toglierli) e il basilico, portando quindi a cottura. Salare. Aggiungere alla salsa il pane tagliato a fette molto sottili, con la crosta, e l'acqua. Riportare a bollore, quindi spegnere il fuoco, coprire a lasciar riposare per un'ora. 
Amalgamare grossolanamente con una frusta a mano. Servire con un giro d'olio a crudo.
Si può consumare calda, tiepida o fredda.

10 commenti:

  1. Molto simile a quella originale, salvo l'uso del pane cafone, il che mi incuriosisce moltissimo. Ma pane fresco o secco?
    E quei pomodori? Corbarini? Tutti i giorni se ne impara una nuova....

    PS - Ti ho spedito una e-mail

    RispondiElimina
  2. è grave se non ho mai assaggiato la pappa al pomodoro? tocca rimediare subito. E, Giovanna, oggi pomeriggio VENGO GIU' AL SUD!!
    baci
    daniela

    RispondiElimina
  3. il pane cafone,quello si che fa la differenza!!!

    RispondiElimina
  4. Tanti auguri per il compleanno del vostro blog. Mi spiace delle tristezze. La unione Toscana/Napoli regala dei risultati fantastici. Splendida introduzione, immagini e ricetta. Grazie! Vi auguro un buon finesettimana
    M.G.

    RispondiElimina
  5. Questa ricetta sembra davvero deliziosa! complimenti!
    buon compleblog!

    RispondiElimina
  6. @Corrado: ti ho risposto. Il pane non proprio secco ma un po' raffermo, vado a scriverlo. I corbarini sono i pomodorini di Corbara, paese che si trova all'interno rispetto alla Costiera Amalfitana. Eccoli:
    http://www.comune.corbara.sa.it/index.php?action=index&p=218

    @Daniela: e dove? Dimmi, dimmi...

    @Mirtilla: Lisa lo preferisce perché dice che dà carattere al piatto.

    @Picetto: Grazie, anche per l'altro commento...

    @Le ricette dell'amore vero: urgono pomodori freschi. Non vedo l'ora. :-)

    RispondiElimina
  7. Una super-pappa al pomodoro !!!
    Bellissime le ceramiche.
    Grazie per il sito dei Corbarini, vado subito a leggere.
    Buon fine settimana. Un bacio.
    Virginia

    RispondiElimina
  8. beh...non c'è che dire! connubio goloso e perfetto come sempre!!!

    RispondiElimina
  9. buon blogeanno auguri!
    bel connubbio la ricetta! :)

    RispondiElimina
  10. @Virgikelian: il fine settimana è passato, posso augurarti una buona settimana? :-)

    @Caris: è quello che accade quando si mescolano tradizioni diverse. Che poi è il pane quotidiano di Lisa.

    @Gio: grazie!

    RispondiElimina