giovedì 30 dicembre 2010

Il meglio del 2010



              Foto: © Willee Cole - Fotolia.com             
          
E' il momento di pensare positivo. Di pensare pervinca: non spiego il perché, ma l'abusato "think pink" per me si è trasformato in "think p(erv)ink"; che poi pervinca in inglese si traduca periwinkle, chissenefrega.
Insomma, si indulge spesso al ricordo di ciò che, nell'anno che finisce, è andato storto. Lo faccio anch'io. Ma stavolta mi piace elencare invece ciò che è andato dritto :-)
Insomma, questo è il mio best of 2010, con riferimento al blog, alla cucina, alla gastronomia. Il resto me lo tengo per me, mica come quella blogger che in un episodio del Dr. House blogga qualunque cosa, dagli esami medici alle liti col marito, riferite parola per parola. Guardavo quell'episodio pochi giorni fa con mio marito, che ha commentato: "Se diventi così ti ammazzo". Poche, sentite ed efficaci parole :-)

Pranzi e cene: le mie due visite da Uliassi, che mi hanno convinta che lui sia il massimo che c'è.  Durante l'anno ci sono stati altri incontri gastronomici: quello con Oliver Glowig, la rinnovata "amicizia" con la cucina di Gennaro Esposito e la bella scoperta di Marennà. Ma Uliassi è stato la rivelazione dell'anno. Lo vorrei sotto casa, ma per la mia salute economica meglio che sia lontano, o sarei sempre là.

La festa a Vico. Tre giorni splendidi sotto ogni punto di vista. Una sorta di paradiso in terra culinario con il valore aggiunto della collocazione in luoghi che amo, che fanno parte della mia storia, che vorrei tutti conoscessero.

Gente del Fud al Salone del Gusto. E' stata la mia prima visita al Salone, e che visita: dovermi rivolgere ad un pubblico è il mio incubo ricorrente, figuratevi cucinare pure per il pubblico medesimo. Eppure, mi sono divertita moltissimo, mi sono sentita seguita, accudita e coccolata. In conclusione, lo rifarei domani.

Campania Ferax. Per il bene che voglio a questa terra, ai suoi prodotti, alla sua cucina, sono veramente contenta di aver preso quest'iniziativa in perenne costruzione. E' un omaggio fatto con tutto il sentimento a ciò che di buono continua ad esserci nella mia regione, per quanto martoriata essa sia. Non solo munnezza, è bene ricordarlo. E a dimostrarlo sono arrivate le DOP per il pomodorino del piennolo del Vesuvio e la ricotta di bufala, e l'IGP per la pasta di Gragnano.

Le ricette: ho scorso l'elenco dei post del 2010 e ho scelto quelle che mi porterò dietro a lungo a dispetto delle mode, del capriccio, dei nuovi amori: il Satine di Hermé riadattato e il Soffio al limone.

Il libro: Sensations di Philippe Conticini. Essenziale. Imperdibile.

I pensieri e le persone: il solito zoccolo duro di amiche/complici e qualche nuovo incontro fatto in questo turbillon di occasioni enogastronomiche che sta diventando quasi un lavoro a tempo pieno. Pensieri di rinnovamento, di dare un senso diverso al blog, di sperimentare, di conoscere, ma anche di conservare ciò che rischia di perdersi nel soffiare veloce del vento del web.

Un felice 2011 a tutti. Un 2011 color pervinca :-)

lunedì 27 dicembre 2010

La cena della vigilia


Sì, la qualità delle immagini è veramente imbarazzante, e me ne scuso, ma dopo aver passato ore a spignattare da sola in cucina, con nessuno che ti aiuti, coi commensali che anziché precipitarsi a tavola quando glielo dici tu, prima che il cibo si rovini, si mettono a studiare il telecomando del videoregistratore per capire perché non funziona, con la tavola apparecchiata con il discutibile vasellame materno e le luci artificiali da festa da ballo a palazzo reale, sfido chiunque a produrre immagini guardabili.
Volevo solo condividere la mia cena della vigilia, visto che è la prima volta che non faccio solo da assistente a mia madre che pretende di preparare lo stesso menù da quando sono nata. Stavolta ho fatto un golpe in piena regola e preso possesso della cucina.
Sopra, un piccolo amuse-bouche: semplicemente del tonno prima marinato con olio e salsa di soia, poi  passato nel sesamo e scottato, tagliato a dadini e servito con arancia tagliata al vivo, chicchi di melagrana e una goccia di aceto balsamico.


L'antipasto: un'insalata di scampi (marinati al Martini e agrumi, appena scottati) con mela verde, cetriolo, lattuga e maionese all'arancia sifonata.


Spaghetti con triglie, carciofi e vongole.


Scaloppa di dentice con riso selvaggio e salsa al lime.
Abbiamo saltato il dolce. Le nostre potenzialità non sono più quelle di una volta.
Ricette, forse, in futuro.
Ancora auguri a tutti i viandanti del web che capitano da queste parti.

lunedì 20 dicembre 2010

Si fa ancora in tempo

  


...ad inserire in qualche pacchetto di regali commestibili questi biscottini/pasticcini di Felder alle nocciole. Buoni buoni, per amici e parenti privi di problemi di colesterolo.
Ne appofitto per augurare a tutti un felice Natale, prima di annegare nelle vasche di burro che ho dovuto usare in questi giorni per confezionare regalini, appunto, e prima di tornare a gettarmi nella ressa delle strade per le ultime commissioni.
Giuro che l'anno prossimo compro tutto in pasticceria, già pronto.



Cornetti e sferette alle nocciole (ricetta di Felder, con piccolissime modifiche)
Per circa 80 pezzi:

600 g di farina
450 g di burro
150 g di nocciole tostate tritate grossolanamnte
200 g di zucchero a velo
1 uovo
2 tuorli
i semi di una bacca di vaniglia
3 pizzichi di sale
1 cucchiaino di cannella in polvere
buccia grattugiata di un'arancia e di un limone

In più, per le sferette:
30 g di cacao in polvere
2 cucchiai di latte

Per completare:
100 g di burro fuso
50 g di zucchero
5 g di cannella in polvere
50 g di zucchero a velo

Setaccare la farina insieme al sale e alla cannella. Lavorare il burro a pomata, quindi unirvi l'uovo, i tuorli, lo zucchero a velo, la vaniglia, le scorze grattugiate degli agrumi. Aggiungere le nocciole tritate e infine la farina setacciata con sale e cannella.
Quando la pasta è ben omogenea, dividerla in due parti uguali e aggiungere a una delle due i due cucchiai di latte e il cacao. amalgamando bene.
Formare con la pasta bianca dei cornetti, usando circa 10 g di impasto, e con quella al cacao delle sferette. Disporre gli uni e le altre su una placca rivestita di carta forno, ben distanziati, schiacciare leggermente col palmo della mano le sferette e infornare le placche in forno preriscaldato a 160° per circa 12 minuti.
Lasciar raffreddare completamente, quindi spennellare con il burro fuso ogni biscottino; passare subito i cornetti nello zucchero semolato mescolato con la cannella. Per le sferette, invece, aspettare che il burro in superficie si sia asciugato, quindi passarle nelo zucchero a velo.


venerdì 10 dicembre 2010

Vie di fuga


Nota di Giovanna: La presento come fosse l'ospite internazionale sul palco del varietà del sabato sera, visto che si palesa di rado: questo post è di Lisa. Già; dopo innumerevoli incidenti di percorso con l'ADSL e non solo, ella è viva e lotta insieme a noi :-))).

Quali sono le vostre? Intendo le vostre vie di fuga dal Natale, ammesso che come me vogliate scappare dalle lucette, palline, alberelli, presepi, regali, parenti, pranzi, cene, etc...
Per fortuna il lavoro mi protegge da gran parte dei ritrovi parentosi, ho una scusa ottima: "Ah, mi piacerebbe moltissimo ma non posso..." (risata sadica); allo stesso momento il mio amato lavoro mi condanna a giornate tragiche (risata isterica).
In buona sostanza non ho comprato nemmeno un regalo, non ho la più pallida idea di cosa regalare, non ho voglia nemmeno di provare a pensarci, mia madre mi stressa con improbabili menu natalizi da propinare ad incauti parenti, mio figlio mi guarda storto, il mio fidanzato mi sopporta (non so per quanto).
Ed io nel frattempo mi rilasso guardando "Hell's kitchen"...
Voi, in caso di necessità, provate questa cura alla disforia isteroide:



Fondant al cioccolato (tratto dalla ricetta di Trish Deseine)


200 g di cioccolato fondente al 70%
200 g di burro
250 g di uova
180 g di zucchero
20 g di farina
1 bacca di vaniglia
1 cucchiaino da caffè di sale Maldon

In una bastardella, a bagnomaria, fondere il cioccolato con il burro.
Appena pronto (non aspettare che si raffreddi) unire lo zucchero.
Con l’aiuto di una frusta aggiungere le uova, una alla volta.
Unire il sale e la farina setacciata.
Cuocere a 175° per circa 18-20 minuti. E' migliore dopo un giorno di riposo in luogo fresco (non in frigo).
Accompagnare a piacere con panna montata, con gelato o con una crema inglese
.
Si presta benissimo a diverse aromatizzazioni: con cannella, zenzero, è ottimo con scorzette di arancia candite tritate ed aggiunte alla fine, oppure con pepe di Szechuan macinato.

martedì 7 dicembre 2010

S.P.Q.F.: sono pazzi questi foodblogger



Quante persone normali conoscete che si porterebbero da Parigi a Napoli una casseruola di ghisa da cinque chili nel bagaglio a mano?
Poche, eh? E tutte sono blogger, scommetto. Se poi i soggetti fossero affetti da un persistente dolore alle costole dovuto a una spiaccicata al suolo sempre in terra parigina, scommetto che non sarebbero tanto pazzi da trascinarsi l'oneroso fardello in giro per l'aeroporto dalle sei del mattino alle otto di sera (causa volo annullato) e il numero decrescerebbe ulteriormente. 
Ma, dolore o no, come avrei potuto resistere alla casseruola Le Creuset che sognavo da anni, a un prezzo scontato del 40%? Impossibile, almeno quanto aspettare una settimana intera prima di usarla.
E così, uno stracotto, considerata la temperatura, è proprio la morte sua. Nella casseruola nuova, arancione e sfavillante.

Stracotto all'aglianico e mele con cavolo rosso

1 kg di guancia di vitello
1 bicchiere e 1/2 di aglianico
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 carota
4 filetti d'acciuga
1 mela golden
1/2 cavolo rosso
1 spicchio d'aglio
olio
sale

Rosolare la guancia con qualche cucchiaio d'olio. Unire le acciughe e farle sciogliere nell'olio con una forchetta. Aggiungere la cipolla, la carota e il sedano tagliati a pezzi, l'aglianico e tanta acqua quanta è necessaria a coprire la carne, salare, abbassare il fuoco e lasciar cuocere finché la carne non diventa molto tenera (per il vitello dovrebbero occorrere circa due ore). A metà cottura, aggiungere la mela a pezzi grossi. A cottura ultimata, rimuovere la carne e far restringere il sugo, quindi frullarlo.
Mondare il cavolo rosso e lavarlo. Tagliarlo a listarelle. Farlo saltare in una padella con due cucchiai d'olio e lo spicchio d'aglio, quindi portarlo a cottura aggiungendo un po' d'acqua quando è necessario, fino a renderlo tenero.
Volendo, si può rigirare il cavolo nel sugo della carne.

venerdì 3 dicembre 2010

Ho la sfera di cristallo!


Ai due figuri che qui nomino per l'ennesima volta avevo dedicato un post, associandoli. Ebbene, i due figuri si sono associati (!). Un'associazione a delinquere per far del male a tutti i loro ammiratori che non posseggano un conto in banca più stratosferico dei loro dolci.
Sto parlando di Pierre Hermé e Philippe Conticini.
Ma cominciamo dall'inizio.
Ho passato qualche giorno a Parigi da una carissima amica. E ho fatto danni in giro, come al solito.
Due erano le mie priorità: visitare la Pâtisserie des Rêves di Conticini e un'altra pasticceria, Pain de sucre.
Solo che mi è arrivata una soffiata: oltre alla pasticceria di Rue du Bac, Conticini aveva aperto un'altra sede della Pâtisserie des Rêves, con sala da tè, quindi possibilità di sedersi, di bere qualcosa, oltre che di farsi venire una crisi glicemica. Ci siamo andate (ma non mi dire). Per gli interessati, è al 111 di Rue de Longchamp.

La zona pasticceria è identica a quella di Rue du Bac. La sala da tè è un piccolo locale bianco, arredamento minimal, tavolini bassi e sgabelli-pouf, sugli scaffali tazze, bicchierini, tovagliette all'americana & c, tutto in vendita. Affascinate, abbiamo chiesto i prezzi di alcuni oggetti e ci siamo sentite rispondere che in quel momento non erano disponibili ma potevamo trovarli tutti, e anche qualcosa in più, nel loro negozio di oggetti per la casa, vasellame e compagnia. Negozio??? Dove, come, quando? E soprattutto, perché? E' il perché la cosa più interessante...
Il negozio, Maisons des Rêves, in Rue Coëtlogon, esiste perché i due signori di cui sopra, insieme ad alcuni altri, si sono dedicati a due relais da sogno, Dar Ahlam, in Marocco, e la Romaneira, in Portogallo, riuniti sotto lo stesso nome di Maisons des Rêves, appunto. Hanno elaborato la carta dei dessert per entrambe le strutture, nonché quella della prima colazione e, se non ho capito male, Conticini si è occupato anche dei salati per i ristoranti. Inutile dire che gli hotel in questione sono favolosi e costosi di conseguenza, roba che noi comuni mortali possiamo vagheggiare come chimere. O, se proprio pensiamo di non poter fare a meno di un'esperienza del genere, possiamo cominciare a risparmiare sin d'ora per passarci una notte tra una decina d'anni :-)
Certo che per me è stato un duro colpo. Sono andata di corsa a guardare le tariffe sul sito e, mentre contemplavo sognante le immagini che scorrevano, mi sono contata gli spiccioli nelle tasche per avere la dolorosa conferma che no, non ce la potevo fare ;-).
Però mi sono almeno portata a casa il cofanetto arcifigo che vedete in foto: dodici libricini dai titoli immaginifici contenenti le ricette dei due relais in francese e in inglese, oltre a fotografie meravigliose e pagine bianche in cui trascrivere le proprie ricette. Con tanto di matita e segnalibri personalizzati. Un piccolo pezzo di un paradiso che probabilmente non vedrò mai, ma almeno proverò a fare colazione come fossi nella kasbah di Dar Ahlam alle porte del deserto, coccolata dai dolci di Pierre. O da quelli di Philippe, va bene lo stesso :-)
E, a proposito, tutti gli oggetti in negozio hanno prezzi inavvicinabili. Lasciate ogni speranza di riprodurre in casa l'ambiente dei relais.
Intanto, nella sala da tè di Philippe mi sono concessa due incantevoli choux, uno al caramello (un sogno) e l'altro alla vaniglia con arancia e limone confit.

Eccola, la pasticceria:










E i miei choux... 


Non ho risolto il dilemma proposto da Lydia dello choux cubico perché tornerà ad essere disponibile in pasticceria da settembre. In compenso ho risolto il mio dilemma legato alla presenza di una "pasta crumble per choux" la cui ricetta si trova in Sensations, il libro di Conticini. Mi domandavo cosa c'entrasse il crumble con gli choux: be', questi erano stati cosparsi (prima della cottura) di crumble per renderli più croccantini. Una genialata.

Benché la joint venture tra Pierre e Philippe abbia fatto passare in secondo piano ogni altro argomento, non posso tacere che da Pain de sucre ci sono stata, e ne è valsa la pena. Ho assaggiato una deliziosa tartelletta con composta di fichi e rosmarino e bavarese alle noci. E qualche foto la merita, questo piccolo antro di delizie bellissime, curatissime e buonissime:







P.S.: Vi ho mai detto quanto amo il modo grazioso e chicchissimo che hanno i francesi di confezionare i dolci?