* Dolci * Piccola pasticceria * Tartes *

S'hanna 'mparà 'a piccirillli

venerdì, novembre 26, 2010


"Devono imparare fin da piccoli". 
In genere, è vero. Le buone abitudini si prendono da bambini, ma nel caso che ciò non fosse accaduto, che si fa? Si educano, a poco a poco, persino i mariti. Persino quelli che avrebbero chiamato l'esorcista se si fossero trovati nel piatto un curry e chiesto l'interdizione per la consorte che avesse servito loro un arrosto con la frutta.
Con infinita pazienza, si ottengono risultati decorosi. Si riesce a far accettare loro persino il rosmarino in un dolce. Son soddisfazioni :-)

* Lievitati * Pane *

Moglie e buoi NON dei paesi tuoi

martedì, novembre 23, 2010


Non devo esporre il curriculum cuciniero per dimostrare che amo la cucina italiana e che trovo esaltante ciò che offre il territorio nel quale sono nata. Ci manca poco che metta i manifesti: piennoli ovunque, olio DOP del Cilento, dell'Iripinia, del salernitano, Campania Ferax e via territorializzando, tanto che qualcuno potrebbe anche esclamare: "Che noia!", o esprimere il medesimo concetto in maniera più colorita. Lo perdono in anticipo.
Eppure, se c'è una cosa che non sopporto è l'atteggiamento ciecamente snobistico nei confronti della cucina degli altri paesi. La frase di rito: "All'estero si mangia male", declinata in tutte le sue varianti ("In Inghilterra si mangia male", "In Austria mettono la marmellata nella frittata", "In Francia coprono tutto con le salse"...), mi fa venire il travaso di bile. In genere le frasi in questione vengono pronunciate da persone che se e quando sono state all'estero hanno frequentato il ristorante "Da Peppino" e la pizzeria "Bella Napoli", convinte che se avessero scelto altrimenti sarebbero state avvelenate.

* Creme * Dolci * Dolci al cucchiaio *

Pierre e Philippe come Hurley e Ben

martedì, novembre 16, 2010



Da qualche parte l'ho già detto che il nome di questo blog è stato scelto pensando alla comune passione mia e di Lisa per Lost.
I lost-addicted perciò capiranno il riferimento del titolo. Per tutti gli altri, basti dire che Hurley e Ben sono due curiosi personaggi che alla fine dell'ultima serie di Lost sono diventati il Numero Uno e il Numero Due dell'isola, "The new men in charge"; allo stesso modo, Pierre Hermé e Philippe Conticini sono oggi i miei Numero Uno e Numero Due nell'ambito della pasticceria. A loro interesserà ben poco e a voi pure, non è che agognino alla mia approvazione e non c'è neppure un premio in palio. Ma tant'è.

* Lievitati * Stuzzichini *

Ai tempi belli dei menestrelli

giovedì, novembre 11, 2010


Questa è una ricetta d'epoca. Di un'epoca in cui scoprivo ogni giorno una cosa nuova, proprio come un bambino di pochi mesi che comincia a esplorare il mondo.
Erano gli albori dei forum, e in quello della Cucina Italiana c'era una grande vitalità e c'erano tante persone da cui imparare. Se trovavi in una ricetta un ingrediente mai sentito, chiedevi là e ti arrivava l'illuminazione; se avevi una materia prima della quale ignoravi l'uso, ti venivano fornite cento alternative; se volevi conoscere la ricetta del piatto tipico di Capo Verde, trovavi di certo qualcuno che ti accontentava. Era una specie di mondo fatato nel quale si entrava cuoche improvvisate e si usciva cariche di informazioni, segreti, tecniche. Se l'entusiasmo non ce l'avevi, là lo trovavi.

* Pasta * Primi piatti * Sughi *

Etichettiamoci

venerdì, novembre 05, 2010


Diciamolo: in un modo o nell'altro tutti abbiamo sperimentato qualche forma di discriminazione più o meno velata. Tutti portiamo addosso qualche etichetta negativa, eccetto i privilegiati che rispondono a tutti i requisiti richiesti per essere perfettamente integrati, accettati, ammirati, imitati.
A voler fare un elenchino, sicuramente lacunoso, in Italia, per non avere esperienze personali di discriminazione, bisogna appartenere a queste categorie maggiori:
Bianco - Maschio - Eterosessuale - Settentrionale - Cattolico - Moderato (o finto tale).
Insomma, una versione aglio e olio dello statunitense WASP (white anglo-saxon protestant), che si arricchisce però di infinite categorie minori: meglio se Bionda (per le femmine), Magra (sempre per le femmine), Giovane (ancora per le femmine: ma va'?), Bella (inutile che dica per chi) e per i maschi invece, che non stanno tanto bene nemmeno loro, Potente, Ricco, Affermato, Affascinante.
Che si sia colti e intelligenti sembra non freghi più a nessuno.

* Cucina napoletana * Lievitati *

Il Carneade napoletano

martedì, novembre 02, 2010


Scammaro, chi era costui?
Chi si sentisse spiritualmente affine al Don Abbondio che si interroga su Carneade può smettere di torturarsi: scammaro non è un pensatore dell'antichità classica né un individuo che esercita qualche bizzarra professione; scammaro (da "scammariare") è il modo in  cui nel dialetto napoletano viene definito il mangiare di magro. Forse l'avete già letto in un post su Tzatziki o forse no, comunque esistono i vermicelli allo scammaro, la frittata di scammaro e pure i calzoni di scammaro. 
Insomma, pur indicando genericamente un piatto privo di carne, alla fine lo scammaro ha finito per diventare una cosa precisa: un condimento a base di olive nere, acciughe, olio, talvolta capperi e talvolta origano.
Nei calzoni i capperi mancano, ma nulla vieta di aggiungerli, così come l'aglio, che nello scammaro ci va di diritto.

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