venerdì 27 agosto 2010

Back home, e si comincia dal fondo



In tutti i sensi, back home.
Back home: dal mio bellissimo viaggio in Francia. Aspettatevi noiosi post pieni di fotografie che non interessano nessuno tranne la sottoscritta.
Back home: dalla permanenza ischitana, che finirà lunedì. Così riavrò una cucina vera e anche la voglia di preparare cose nuove, o vecchie, o usate :-).
Back home: a luglio io, Lisa e Lydia abbiamo deciso di chiudere la nostra collaborazione con Scatti di gusto. Tutte le cose finiscono. Per mancanza di entusiasmo o di tempo, o forse perché siamo troppo abituate all'autonomia ;-).

E a proposito di noiosi post, questo è il primo della serie.
Ho passato due settimane in Francia, tra Alta Savoia, Lione e Provenza. Ed è da quest'ultima che voglio cominciare.
In Provenza ci sono stata per la prima volta una decina d'anni fa. E quando abbiamo deciso di andare in vacanza in Francia non ho potuto evitare di aggiungere, stavolta, cinque giorni di relax finale in quella terra. Perché è uno dei luoghi che prediligo al mondo, dopo Creta, s'intende. Mi rilassa, mi conforta, mi coccola. La campagna quieta e profumata; le lunghe strade bordate di platani; i cespugli di rosmarino, lavanda, timo; i filari di cipressi; le eterne vigne e gli oliveti argentei; i villaggi fioriti, le abbazie, le notti stellatissime, le sere fresche anche quando le giornate sono caldissime, le verdure colorate e mature, i cieli straordinariamente blu, i mercati, i tessuti, le ceramiche, la cucina; la cultura occitana. Amo, della Provenza, ogni cosa.
Ho alloggiato vicino Les Baux, forse la zona che preferisco in assoluto, nelle Alpilles, queste curiose colline di non più di 3-400 metri d'altezza che assomigliano però a vere montagne. Se doveste decidere di visitare la Provenza, vi consiglio di fare base là, vicino a Saint-Remy e a Les Baux, perché da lì tutto è raggiungibile: Avignone, Arles, Nimes, il Gard, la Vaucluse, il Luberon, la Camargue. E perché il paesaggio è dolcissimo, meraviglioso, e Les Baux è uno straordinario gioiello, anche se quando l'ho visitata la prima volta non era necessario alzarsi all'alba per trovare liberi i parcheggi...
Inutile dire che il cibo è magnifico, e dei ristoranti avremo modo di parlare :-)
Invece adesso lascio che a parlare siano le immagini.

Aigues Mortes, in Camargue:




Traghettando sul Petit Rhône:



La cripta dell'Abbazia di Montmajour:



Tutti i colori di Roussillon, la città d'ocra:














Les Baux de Provence:








Il resto alla prossima puntata.