
Che mi sono persa.
Vi è mai capitato di mangiare qualcosa, di star male, e di non poter sopportare più la vista di ciò che avete mangiato in quell'occasione, anche se i motivi per i quali siete stati male non hanno niente a che fare con l'incolpevole cibo?
Era una vigilia di Natale di tanti anni fa. Classica cena da Vigilia, con spaghetti alle vongole, pesce, e da qualche parte c'erano anche dei gamberi. Io e mio fratello eravamo ragazzini e scervellati. Ma scervellati davvero. Avevamo assaggiato da poco il nostro primo vino, una qualche robaccia dolciastra tale da piacere pure a due sbarbatelli, e l'avevamo talmente gradito che decidemmo di eludere l'occhiuta sorveglianza dei genitori e darci alle libagioni.
Non so quanto ne bevemmo; suppongo che ai tempi mezzo bicchiere fosse sufficiente a stenderci sulle mattonelle della cucina in preda a delirio etilico. Che è più o meno quanto accadde dopo cena. Ne sortì un tale disordine gastrico, accompagnato da cefalea d'ordinanza, che da quel giorno e per anni non ho potuto guardare un gambero senza provare una ripulsa radicale. Il paradosso è che il vino non mi ha mai disgustata :-).
Quando, anni fa, mi sono riavvicinata ai crostacei, me ne sono perdutamente innamorata o ri-innamorata. Il crostaceo, che sia gambero, scampo, mazzancolla, astice (l'aragosta mi piace un po' meno, per fortuna: il portafogli ringrazia commosso) è per me il re del mare. Crudo, cotto, bollito, fritto, grigliato, al vapore e come vi pare, è delicato, attraente, seducente e versatile.
Talmente versatile che la smania di crostacei mi ha condotta a preparare una cena a tema unico.
Gamberetti brevissimamente saltati con sale e pepe; un finto cocktail di scampi con la "maionese" di pomodoro al posto dell'orrenda salsa cocktail (ricetta a breve; naturalmente la maionese di pomodoro niente ha da spartire con la maionese propriamente detta se non il fatto che si monta con l'olio a filo), caponatina di biscotto di Agerola con gamberoni crudi e questi ravioli.
Ravioloni di burrata e scampi con crema di patate
Per 3 porzioni (circa 15 ravioloni):
Pasta:
180 g di farina 00
120 g di semola di grano duro
3 uova
un pizzico di sale
12-15 scampi (a seconda delle dimensioni)
sale
Condimento:
200 g di patate
500 ml di latte
un cipollotto fresco
olio
sale
pepe nero
erba cipollina
Preparare la pasta come al solito, tanto per citare Lisa :-))), impastando tutti gli ingredienti e facendola poi riposare in frigo avvolta in pellicola per alcune ore.
Per il ripieno, frullare la burrata, metterla in un colino a maglia molto stretta compattandola un po' con le mani e lasciarla sgocciolare in frigo. Aggiungere gli scampi lavati, sgusciati e tagliati a pezzetti, salare.
Stendere la pasta allo spessore desiderato, disporvi con una sac à poche dei mucchietti di ripieno, tagliare a dischetti con un coppapasta, ricoprire con un dischetto di pasta, incollando i bordi con un po' di albume.
Per la crema di patate, lessare le patate con la buccia. Sbucciarle e tagliarle a dadi.
Far appassire il cipollotto, affettato sottilmente, in un po' d'olio, senza fargli prendere colore. Aggiungere le patate, rigirarle per qualche minuto nel condimento, quindi versare il latte e un mestolo d'acqua e far cuocere a fuoco medio per circa mezz'ora. Salare, frullare il tutto fino ad ottenere una crema perfettamente liscia. Se necessario far restringere ulteriormente su fuoco vivace.
Lessare i ravioloni. Versare nei piatti un mestolino di crema di patate, disporvi sopra i ravioli, completare con pepe nero di mulinello, un giro d'olio e qualche stelo di erba cipollina.