* Pesce * Secondi *

Sardaggine

mercoledì, marzo 31, 2010




Per qualche ragione, si usa dire: "sono una cernia", "sono una cozza"...
Insomma le creature marine vengono spesso assunte ad esempio di incapacità, stupidità, imbranataggine. Qualche giorno fa ho sentito per la prima volta la parola "sardaggine" e devo dire che tra tutte quelle che hanno a che fare con la fauna ittica, è quella che mi diverte di più e che, alcune volte, mi si addice alla perfezione (salvo che per l'invidiabile silhouette della sarda medesima).
Guarda caso avevo cucinato delle sarde, ed eccole qua, in tutta la loro (legittima, in questo caso) sardaggine :-)).

* Dolci * Dolci al cucchiaio *

Avvinto come l'edera

giovedì, marzo 25, 2010




Il titolo che ho dato a questo post, citazione con cambio di genere (dal femminile al maschile) della celeberrima "L'edera" di Nilla Pizzi, a me ricorda tutt'altro. Mi ricorda la parodia fatta dal Quartetto Cetra de "I tre moschettieri" nella stupenda, indimenticabile serie chiamata "Biblioteca di Studio Uno" in cui i quattro spiritosi, bravi e lievi artisti rifacevano alla loro maniera i classici della letteratura. In particolare, la parodia de "L'edera" veniva cantata dalla stessa Nilla Pizzi nei panni della regina di Francia Anna d'Austria. Donna più autoironica di quanto pensassi, la Pizzi. Mi strappò una sincera risata quando cominciò a intonare: "Son qui, trattengo il mio respir, e piango sulla federa"...

* Pasta * Primi piatti *

Giova', fa caldo! (magari!)

giovedì, marzo 18, 2010


Ho appena ricevuto un sms da Giovanna: " Stai a scrive' o stai a cazzeggia'?".
Ecco, questo è quello che mi merito... In realtà stavo a cazzeggia' ma ho una piccola giustificazione: sono stanca o meglio sto a pezzi. Ho trascorso una tre giorni che mi ha distrutto tra Taste e Fuori di Taste, vai a destra vai a sinistra, il telefono, i fornitori, insomma un vero macello. Meno male che c'era Lydia da sfruttare in cucina, la poveretta ha pulito cozze, pelato patate e ha fatto pure i cavatelli, è appena tornata a Milano e credo mi abbia mandato segretamente (mica tanto) a quel paese.

* Campania * Campania ferax * Pesce *

Campania ferax

lunedì, marzo 15, 2010



Vivo a Napoli dalla nascita, e il cielo sa se abbia avuto la tentazione di fuggire. Potendo lo avrei fatto, perché qui tutto è più complicato, tutto diventa un'impresa, e a volte avresti voglia di dar fuoco alla città con le tue mani. Però guai se a dirlo è qualcun altro, un "forestiero".
E però. Di però ce ne sono tanti.
Perché in fondo, e nemmeno tanto, amo scervellatamente la regione nella quale sono nata. I suoi panorami da vertigine emotiva, il verde nuovo della primavera coi cespugli di ginestrone che lo macchiano di giallo, i peschi in fiore, la cartolina del Golfo col Vesuvio di sfondo, i tesori archeologici a volte inaccessibili, la cupezza dei vicoli, la nobiltà decaduta dei cortili. E sono felice di scoprire che, benché il degrado sembri inarrestabile, ci sono cose che migliorano. Riguardano tutte il cibo.

* Non-food *

99 colombe dall'Abruzzo e per l'Abruzzo

giovedì, marzo 11, 2010


Chi non avesse ancora saputo niente dell'iniziativa "99 colombe", a favore delle Sorelle Nurzia, promossa da Artemisia e Lydia attraverso il blog apposito, si incuriosisca, si appassioni, visiti il blog in questione e partecipi nella forma che preferisce.
Si tratta dell'Abruzzo, di una storica azienda dolciaria in difficoltà come la maggior parte delle aziende abruzzesi nel dopo terremoto. Si tratta di mostrare solidarietà ma anche di soddisfare la propria golosità, e unire le due cose non può essere un male.
Torroni, colombe, dolcetti, biscotti: ce n'è per tutti i gusti. Aderite, diffondete attraverso i social network.
Grazie.

* Pasta * Pesce * Primi piatti *

Come al solito

lunedì, marzo 08, 2010



"Che significa come al solito? Cosa vuoi dire? Devi spiegarti bene!" E' stato un rimprovero ricorrente nell'ultimo fine settimana. Ebbene sì, lo confesso, mi scoccio a spiegare ciò che mi sembra scontato, mi scoccio da morire! Ne pago pure le conseguenze, l'ultima in ordine di tempo è capitata al povero Ranjian, che grazie alle mie preziose indicazioni: " Fai come al solito", ha trasformato un biscuit cuillère in un tappetino di gommapiuma buono per farci gli esercizi in palestra e si è pure incavolato: "Ma se tu non spiegare!". Ha ragione.
Come hanno ragione le 2 befane 2 (Giovanna e Lydia) che sono venute a stanarmi in questo fine settimana, armate di blocco per gli appunti e macchina fotografica, sembravano agenti di CSI Miami. Mi hanno interrogata, obbligata a fare piatti da fotografare in mezzo al servizio al ristorante, il tutto al grido di:"Molla le ricette!" E io come al solito, ho ceduto...
Che s'ha da fa' pe' campa'...

* Lievitati * Stuzzichini *

Nomina sunt omina

giovedì, marzo 04, 2010



Non ricordo cosa rispondessi a chi, quand'ero bambina, mi chiedeva cosa volessi fare da grande. Di idee ne ho cambiate tante, passando per tutte quelle canoniche: dalla cantante all'attrice alla ballerina, anzi, per essere più precisa, la gemella Kessler :-) Ho passato innumerevoli pomeriggi a canticchiare "La notte è piccola" davanti allo specchio, dando di gomito esattamente come le gemelline, in un vano quanto goffo tentativo di emulazione.
Però sono convinta che tante di noi covassero nel segreto dei loro piccoli e neri cuoricini l'indicibile aspirazione di diventare streghe.

* Pasta * Primi piatti *

Sotto al pacchero

lunedì, marzo 01, 2010



Un tempo il pacchero era negletto.
Ignorato. Guardato con sospetto. Considerato solo quando si aveva del ragù e magari pure della ricotta da utilizzare. Insomma, diciamolo: era uno sfigato.
Eppure, lui ha sempre avuto una dignità forte, un'identità orgogliosa. E' sempre stato uno dal carattere difficile: bastava un nonnulla per farlo spaccare, se non riceveva un trattamento degno di lui si schiacciava fino a diventare una specie di frittella, insomma si rifiutava di collaborare.
Poi, un giorno, il pacchero è diventato di moda. Qualcuno ha scoperto che non aveva bisogno di sughi densi per fare la sua porca figura: gli bastava anche l'odore del mare, un olietto profumato, anzi se accompagnato a quelli si esaltava, facendo sentire il suo nerbo e il suo gusto, perché la pasta non è solo un supporto, ha un gusto, e il pacchero ne ha uno grande come grande è la sua taglia.

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