* Amici * Primi piatti * Riso *

Bagordi pugliesi

martedì, febbraio 23, 2010




Non lo vorrei nemmeno dire, quello che ho mandato giù nello scorso fine settimana.
Per pudore. Per decenza. Farei bene a tacerlo. Ma un tale profluvio di bontà merita un post, ne meriterebbe anche due o tre, per omaggiare la mia amica che non si smentisce mai, che ha sempre attenzioni a iosa, che cucina divinamente e costituisce, con suo marito, la più straordinaria coppia di ospiti e di persone che possa capitare di incontrare.
Vi ho già parlato di lei, Anna Maria Scarangella, a proposito del suo delizioso budino di peperoni, delle altre ricette che le ho rubato (qui, qui) e della fantastica tiella di riso, patate e cozze.
Stavolta Anna Maria ha preparato un altro pranzo da re, e mi ha anche concesso di pubblicare la ricetta di uno dei suoi buonissimi piatti.

* Dolci *

Non l'ho fatto apposta

venerdì, febbraio 19, 2010


Non lo voglio nemmeno nominare, quel certo signore francese, se no poi dicono che sono fissata (e in effetti lo sono, infatti l'ho già nominato qua e , e qua e ), però se lui entra di prepotenza nella mia cucina non è colpa mia, ci si mettono pure il caso e il mio disordine.
Il fatto è che il mio esimio consorte si lamenta. Vorrebbe che in casa ci fosse sempre qualcosa di dolce da mangiucchiare, magari con un bicchiere di latte, e in particolare reclama madeleines (la sua passione) e biscotti, e dice che io queste cose non le faccio mai.
Ha ragione. Le faccio raramente. Così raramente che, avendo finalmente deciso di preparargli le agognate madeleines, ho avuto un bel daffare a cercare di ricordarmi quale ricetta usassi, e non ci sono riuscita. Ma il caso ha voluto che non avessi riposto, dopo l'esperimento-Satine, il libro di quel signore francese che continuo a rifiutarmi di nominare. E, tra desserts scoppiettanti e monoporzioni ammiccanti, hanno fatto capolino tra le pagine le umili e profumate madeleines.

* Ristoranti *

Non siamo angeli (anzi)

lunedì, febbraio 15, 2010

Prima di parlare dell'argomento di oggi, una premessa non è necessaria: è solo una mia esigenza, e chi lo desidera può saltarla a pie' pari.
Come senz'altro sa chi ha letto qualcuno dei post che ho dedicato ai ristoranti, non scrivo recensioni. Non solo non lo so fare, ma non lo VOGLIO fare. A me interessa far sapere a quei pochi che mi leggono che il tale o il talaltro posto mi è piaciuto, che la cucina è soddisfacente, che le materie prime sono di qualità. Amo il consiglio, che si tratti di darlo o riceverlo, come tra amici. Non vado oltre il "buono/no buono" di Andyluottiana memoria (in una trasmissione che si chiamava "L'altra domenica", se la ricorderanno i più attempati). Non sto a fare sofismi sull'apparecchiatura o su ciò che c'è all'esterno (addirittura!) di un ristorante, può piacermi una trattoria "ignorante" (come la chiamerebbe Lisa) o un ristorante stellato, non me ne importa un asterisco di fare la figura della tizia trendy che gira per tavole blasonate o che va a provare il locale di moda del momento. Mi piace mangiare bene, che si tratti di una penna all'arrabbiata o di un dessert raffinato. Punto.

* Primi piatti * Riso *

Nel negozio di giocattoli

venerdì, febbraio 12, 2010


Lo so, è da sceme, e certe volte mi sento ridicola e mi vergogno profondamente. Ma quando mi capita di scovare qualche ingrediente di difficile reperimento, è così che mi sento: come una bambina in un negozio di giocattoli. Perciò immaginatevi l'entusiasmo quando, per la prima volta dopo tre anni, ho trovato il Castelmagno.
La volta precedente era accaduto durante una fiera enogastronomica. Evento, perciò, irripetibile. Stavolta invece ho trovato un negozio minuscolo che ha molti formaggi non campani, oltre che l'intera gamma dei salumi di maialino nero casertano, birre artigianali e tanti altri tesori inestimabili. L'ignaro gestore non sa ancora cosa stia per capitargli, ma lo scoprirà presto. Forse già domani.

* Dolci * Dolci al cucchiaio *

Mea culpa

lunedì, febbraio 08, 2010



Quando si sbaglia bisogna ammetterlo, per quanto possa essere doloroso o vergognoso o persino mortificante. Io ho sbagliato.
E' dal 2004, credo, che ogni anno, anche due volte all'anno, con le amiche o col consorte calo come un manipolo di lanzichenecchi sul negozio di Pierre Hermé in Rue Bonaparte a Parigi (sì, ce ne sono altri, ma ormai Rue Bonaparte è un appuntamento fisso). Eppure non avevo mai assaggiato un suo classico, il Satine, perché non mi piace il frutto della passione.
Solo che il frutto della passione fa la parte del leone nella versione al bicchiere del Satine ("Emotion satine"), mentre nella versione a trancio, quella che sembra un cheesecake, ha un ruolo minimo.

* Creme * Verdure * Zuppe *

Niente giochi di parole

mercoledì, febbraio 03, 2010


...sul cavolo. Ve li risparmio. Perché di cavolfiore oggi si tratta.
Ne ho trovato uno bellissimo, freschissimo e candidissimo al solito Farmer's market. Nel frattempo avevo anche arraffato, nell'ultima incursione a Parigi, un piccolo libro di ricette il cui invitante titolo prometteva "Robuchon facile". Ricette di Joël Robuchon a prova di cretina, insomma una allettante prospettiva per una come me :-)
Ne ho tratto questa crema di cavolfiore, che nella versione dell'autore è una crema fredda, ma a gennaio meritava di essere provata in versione calda, e il risultato mi è piaciuto.
Ho apportato qualche modifica qua e là, nelle dosi (che mi lasciavano perplessa) e non solo.

* Concorso * Posta la pasta *

La past@ postat@ vincente è...

lunedì, febbraio 01, 2010


Ebbene sì, non ci è voluto nemmeno tanto tempo, in fondo.
E stavolta non ci sono volute nemmeno interminabili trattative per trovare un accordo tra i cinque fumantini membri della giuria (vale a dire lo staff al completo di Tzatziki a colazione) e concludere così il contest Post@ la past@, in collaborazione con Garofalo.
In men che non si dica, quasi all'unanimità (alleluja! Una maggioranza assoluta è già un notevole risultato, credetemi), abbiamo deciso di attribuire i seguenti premi:

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