venerdì 3 dicembre 2010

Ho la sfera di cristallo!


Ai due figuri che qui nomino per l'ennesima volta avevo dedicato un post, associandoli. Ebbene, i due figuri si sono associati (!). Un'associazione a delinquere per far del male a tutti i loro ammiratori che non posseggano un conto in banca più stratosferico dei loro dolci.
Sto parlando di Pierre Hermé e Philippe Conticini.
Ma cominciamo dall'inizio.
Ho passato qualche giorno a Parigi da una carissima amica. E ho fatto danni in giro, come al solito.
Due erano le mie priorità: visitare la Pâtisserie des Rêves di Conticini e un'altra pasticceria, Pain de sucre.
Solo che mi è arrivata una soffiata: oltre alla pasticceria di Rue du Bac, Conticini aveva aperto un'altra sede della Pâtisserie des Rêves, con sala da tè, quindi possibilità di sedersi, di bere qualcosa, oltre che di farsi venire una crisi glicemica. Ci siamo andate (ma non mi dire). Per gli interessati, è al 111 di Rue de Longchamp.

La zona pasticceria è identica a quella di Rue du Bac. La sala da tè è un piccolo locale bianco, arredamento minimal, tavolini bassi e sgabelli-pouf, sugli scaffali tazze, bicchierini, tovagliette all'americana & c, tutto in vendita. Affascinate, abbiamo chiesto i prezzi di alcuni oggetti e ci siamo sentite rispondere che in quel momento non erano disponibili ma potevamo trovarli tutti, e anche qualcosa in più, nel loro negozio di oggetti per la casa, vasellame e compagnia. Negozio??? Dove, come, quando? E soprattutto, perché? E' il perché la cosa più interessante...
Il negozio, Maisons des Rêves, in Rue Coëtlogon, esiste perché i due signori di cui sopra, insieme ad alcuni altri, si sono dedicati a due relais da sogno, Dar Ahlam, in Marocco, e la Romaneira, in Portogallo, riuniti sotto lo stesso nome di Maisons des Rêves, appunto. Hanno elaborato la carta dei dessert per entrambe le strutture, nonché quella della prima colazione e, se non ho capito male, Conticini si è occupato anche dei salati per i ristoranti. Inutile dire che gli hotel in questione sono favolosi e costosi di conseguenza, roba che noi comuni mortali possiamo vagheggiare come chimere. O, se proprio pensiamo di non poter fare a meno di un'esperienza del genere, possiamo cominciare a risparmiare sin d'ora per passarci una notte tra una decina d'anni :-)
Certo che per me è stato un duro colpo. Sono andata di corsa a guardare le tariffe sul sito e, mentre contemplavo sognante le immagini che scorrevano, mi sono contata gli spiccioli nelle tasche per avere la dolorosa conferma che no, non ce la potevo fare ;-).
Però mi sono almeno portata a casa il cofanetto arcifigo che vedete in foto: dodici libricini dai titoli immaginifici contenenti le ricette dei due relais in francese e in inglese, oltre a fotografie meravigliose e pagine bianche in cui trascrivere le proprie ricette. Con tanto di matita e segnalibri personalizzati. Un piccolo pezzo di un paradiso che probabilmente non vedrò mai, ma almeno proverò a fare colazione come fossi nella kasbah di Dar Ahlam alle porte del deserto, coccolata dai dolci di Pierre. O da quelli di Philippe, va bene lo stesso :-)
E, a proposito, tutti gli oggetti in negozio hanno prezzi inavvicinabili. Lasciate ogni speranza di riprodurre in casa l'ambiente dei relais.
Intanto, nella sala da tè di Philippe mi sono concessa due incantevoli choux, uno al caramello (un sogno) e l'altro alla vaniglia con arancia e limone confit.

Eccola, la pasticceria:










E i miei choux... 


Non ho risolto il dilemma proposto da Lydia dello choux cubico perché tornerà ad essere disponibile in pasticceria da settembre. In compenso ho risolto il mio dilemma legato alla presenza di una "pasta crumble per choux" la cui ricetta si trova in Sensations, il libro di Conticini. Mi domandavo cosa c'entrasse il crumble con gli choux: be', questi erano stati cosparsi (prima della cottura) di crumble per renderli più croccantini. Una genialata.

Benché la joint venture tra Pierre e Philippe abbia fatto passare in secondo piano ogni altro argomento, non posso tacere che da Pain de sucre ci sono stata, e ne è valsa la pena. Ho assaggiato una deliziosa tartelletta con composta di fichi e rosmarino e bavarese alle noci. E qualche foto la merita, questo piccolo antro di delizie bellissime, curatissime e buonissime:







P.S.: Vi ho mai detto quanto amo il modo grazioso e chicchissimo che hanno i francesi di confezionare i dolci?

12 commenti:

  1. Sono deliziata.
    Mi sono lasciata coccolare e accarezzare dalle immagini, dolci come zucchero.
    Grazie per questo bellissimo reportage parigino!
    La pasta crumble per choux non mi farà dormire la notte ... che meraviglia!
    :)
    Buon week end ^^

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  2. Questo post unito al fatto che hai trovato il 505...mi ha fatto venire un travaso di bile!

    Un sorriso verde,
    D.

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  3. Che bello,grazie per averci fatto sognare....

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  4. oh cavolo e adesso come me lo levo dalla testa il tarlo di tornare a parigi? che meraviglia, ci credo bene che hai fatto danno, come potevi resistere? riguardo i pacchetti sono d'accordissimo, ricordo ancora una scatola di fauchon che ho conservato per mesi seppur sporca di cioccolato!
    un abbraccio!

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  5. Brava cosi' hai recuperato tutto (Pain de sucre è una delle mie preferite e ho scoperto che la pasticciera e suo marito stavano prima in un'ottimo ristorante: Gagnaire...cosi' si spiega tutto).
    Grazie per la dritta sogni inavvicinabili, certo che ne inventano una più del diavolo per tentarci (siamo deboli).
    Gli choux con il crumble li avevo provati (sul blog) e poi ho scoperto che è una cosa diffusa nell'alta pasticceria (non noi comuni mortali) in particolare li aveva lanciati anche Michalak (un figone bravissimo...)
    E' sempre un piacere leggerti!

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  6. Come mi piacerebbe scrivere "te l'avevo detto".
    Da quanto tempo ti dicevo di provare "pain de sucre" provato con Edda? E Conticini? Non c'eri voluta andare a febbraio.
    Io morirò incompresa

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  7. io ho una sola parola e la scrivo maiuscolo perchè è urlata con un vago senso di disperazione : INVIDIAAAAAAAA!!! :)

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  8. Cara Giovanna grazie a te ho comprato il libro di Conticini, mi segno gli indirizzi e appena rivado a parigi ci vado, la pasticceria è da sturbo!!!! :)

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  9. @Meggy: certo che come fanno le cose loro, quando si tratta di pasticceria... Buon week end anche a te!

    @Diletta: tanto il 505 lo farò seccare nella boccetta: sono una capra a mettere lo smalto :-(

    @Mari e Fiorella: grazie a voi!

    @Benedetta: ho conservato persino la busta del negozio :-)

    @Edda: Gagnaire? Accipicchia! Non mi ero accorta che avevi provato gli choux, mea culpa. E confesso che non conoscevo questo trucchetto. Com'è andata?

    @Lydia: ti ricordo che Pain de sucre l'avevo trovato chiuso, e meno male che stavolta, dopo il trauma, mi sono ricordata che è chiuso per ben due giorni. Quanto a Conticini, avremmo dovuto andarci lo stesso giorno in cui eravamo state da Hermé. C'è un limite anche per me, non ce la potevo fare!

    @Lauretta and Mary: e no, non fare così! Che già mi sono andate storte diverse cose, mi hanno cancellato il volo al ritorno e sono pure caduta!

    @Gio: così si fa! Il libro è splendido e utilissimo, una vera miniera di idee.

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  10. i francesi nel marketing gastronomico sono imbattibili ;-) Mi è piaciuto proprio leggere il tuo resoconto, e che foto ragazza, belle belle.

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  11. @Svet: :-)))

    @Francesca: i soggetti sono particolarmente fotogenici :-)

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