venerdì 5 novembre 2010

Etichettiamoci


Diciamolo: in un modo o nell'altro tutti abbiamo sperimentato qualche forma di discriminazione più o meno velata. Tutti portiamo addosso qualche etichetta negativa, eccetto i privilegiati che rispondono a tutti i requisiti richiesti per essere perfettamente integrati, accettati, ammirati, imitati.
A voler fare un elenchino, sicuramente lacunoso, in Italia, per non avere esperienze personali di discriminazione, bisogna appartenere a queste categorie maggiori:
Bianco - Maschio - Eterosessuale - Settentrionale - Cattolico - Moderato (o finto tale).
Insomma, una versione aglio e olio dello statunitense WASP (white anglo-saxon protestant), che si arricchisce però di infinite categorie minori: meglio se Bionda (per le femmine), Magra (sempre per le femmine), Giovane (ancora per le femmine: ma va'?), Bella (inutile che dica per chi) e per i maschi invece, che non stanno tanto bene nemmeno loro, Potente, Ricco, Affermato, Affascinante.
Che si sia colti e intelligenti sembra non freghi più a nessuno.
Bene. Se mi metto a contare sulla punta delle dita, al mio attivo ho:
Bianca
Eterosessuale
e... e... oh caspita: e basta così.
Appartengo alle categorie maggiori Femmina Meridionale Agnostica di Sinistra (quando ce n'era una).  Sottocategoria di Meridionale: Napoletana, che è un'aggravante.  Sottocategoria di Femmina: Coniugata, che è un'attenuante, dieci punti di bonus. Sulle minori, quali: Giovane, Bionda ecc. evito di diffondermi e glisso elegantemente.
So solo che ho passato l'infanzia a chiedermi perché non volessero affittare ai miei corregionali appartamenti in certe zone d'Italia, e l'adolescenza a litigare con chiunque per affermare il diritto delle appartenenti al mio sesso a lavorare, a scegliere se procreare, ad uscire da sole senza essere considerate responsabili delle aggressioni subite, a tagliare le unghie dei maschietti (giacché era di moda dire: "Donna chirurgo? Non mi farei tagliare nemmeno un'unghia!"), a mandare i mariti prepotenti là dove meritavano ed erano ansiosamente attesi. Sembra fantascienza? E' bene ricordare che, per dirne una, le donne hanno fatto il loro ingresso nella Magistratura solo negli anni '60...
Sono stata abbastanza tranquilla tra i 25 e i 35 anni. Breve, idilliaca parentesi durante la quale ho dovuto combattere solo con l'imbecillità delle gerarchie scolastiche e, da un certo momento in poi, sono entrata nella sottocategoria FemminaConiugataSenzaprole, perciò ero impegnata a tempo pieno nell'ideazione di risposte sferzanti alla domanda: "Quando lo fai un figlio?", spesso accompagnata da indesiderato contatto fisico tra la mano della richiedente e il mio allora piatto ventre.Poi, grazie al cielo, l'avanzare dell'età mi ha protetta, e la rassegnazione dei curiosi, pure.
Frasi che ricordo dalla fanciullezza-adolescenza (e non dimenticherò): 
"A femmena adda sta dint'a casa a fa' a cazetta" (Trad.: "la donna deve rimanere in casa a sferruzzare"); 
"E' stato provocato" (riferito a qualsiasi maschio colpevole di violenza sessuale);  
"Io le mie figlie non le lascio andare in giro" (in circostanze analoghe alla perla precedente);
"Io credo, ad esempio, che la donna non abbia grande potere di sintesi, e che quindi sia negata alle grandi creazioni spirituali" (chi l'ha detta? Mussolini, ma quando avevo 14 anni era ancora condivisa, e mi viene in mente qualcuno che potrebbe pronunciarla anche oggi). 
E, sull'altro fronte, una per tutte: "Ah, davvero sei napoletana? Non si vede!", affermazione che ancor oggi mi fa macerare nelle notti insonni intorno ad un interrogativo attanagliante: da cosa si dovrebbe vedere? Il mio bagno non l'avete visitato, quindi non potete sapere se nella vasca allignino rigogliose piante di pomodori; forse dovrei avere un'insofferenza verso il sapone verificabile alla prova-fiuto? O rivolgermi a chiunque esclusivamente in dialetto? O urlare dai balconi? Portarmi in giro panni da stendere? Cercare di sfilarvi il portafogli con destrezza o di vendervi mattoni per autoradio? Non lo so, davvero. E trovo che nulla sia più acutamente offensivo di quel "non si vede" che ha, nella mente deviata di chi lo pronuncia, il valore di un gran complimento.
Ah, no, ce n'è un'altra: "Io ho tanti amici meridionali", di solito seguita da un ma. Gli amici, a seconda degli individui, possono essere parenti, remoti o recenti ascendenti, e dunque nonni, bisnonni, avi dei tempi di Masaniello o quel che piace. E la frase, in effetti, va bene per tutte le occasioni e in tutte le varianti: "Ho tanti amici ebrei, di colore" eccetera. Ma, su tutte, "Io ho tanti amici omosessuali".
Ma cos'è, una sorta di benemerenza? Un'onoreficenza, un cavalierato (buono, quello...), una licenza che dia facoltà di dire, a seguire, qualsiasi turpitudine? Insomma, una roba come: "Io ho tanti amici omosessuali perciò posso affermare senza tema di passare per omofobo che vanno messi al rogo tutti, amici inclusi"?
Ecco, io a quelli che "Io ho tanti amici omosessuali", ma anche trisavoli meridionali,  cugini ebrei e  colf di colore farei molto, molto, molto male.
Questo minuscolo sermoncino nasce da una riflessione sulle battutacce da caserma che alcuni personaggi della nostra vita pubblica si concedono quando si tratta di omosessuali o di donne. 
E mi domando: sono tutti appartenenti alle Categorie Maggiori Approvate (tanto, come dicevo, Colto e Intelligente non ne fanno parte quindi su quel fronte non hanno problemi)? 
Non hanno mai sperimentato, come è capitato a me, la rabbia sorda e cattiva che si prova a sentirsi discriminati e offesi, e a dover difendere i proprio diritti? E se invece sì, trovano tanto meschino appagamento nel fare agli altri ciò che è stato fatto a loro?
Una cosa posso dire: quando da adolescente mi arrabbiavo dieci volte al giorno per le ragioni che ho detto, avevo almeno un grande entusiasmo, perché percepivo ogni minuto che le cose stavano cambiando in meglio, che si parlava tanto di certi argomenti perché era in corso un'evoluzione vitale della società e della mentalità; saranno anche ricordati come anni di piombo, ma erano anche anni di espansione dei diritti.
Oggi, invece, avviene il contario. I diritti si contraggono, ciò che sembrava conquistato per sempre viene messo in discussione, la società e la mentalità arretrano. Discutere non dà più nessuna soddisfazione perché si discute in difesa, non per avanzare ma per evitare di retrocedere. L'entusiasmo è finito.
Mi viene voglia di stampare le etichette che mi appartengono e incollarmele ai vestiti, andarci in giro e vedere l'effetto che fa. E appiccicarle anche agli altri, soprattutto a coloro che così allegramente ostracizzano interi gruppi umani, se ne fanno beffe e trovano gran sollazzo nel negar loro i diritti fondamentali e il rispetto, e vedere sempre l'effetto che fa sulla loro, di pelle. Magari appiccicargliene di più significative, quelle che davvero hanno un disvalore, o dovrebbero averlo: Razzista, Omofobo, Ladro, Sfruttatore della Prostituzione, Corrotto, Mafioso...
Un vero spasso.

Il ragù gode del privilegio dell'articolo IL. E' maschio. Questo è Bianco, ma etnicamente contaminato. Non sono informata circa le sue preferenze sessuali, se mai a mia insaputa un ragù dovesse averne; quanto alle opinioni politiche, non me le ha comunicate, ma tanto moderato non mi pare :-)

Ragù bianco di maiale etnicamente contaminato (di ispirazione greca)

500 g di carne macinata di maiale
50 g di guanciale
7-8 pomodorini
un rametto di rosmarino
5 bacche di ginepro
10 grani di pepe greco (o pepe della Giamaica)
3 pizzichi di cannella
il succo e la scorza di una grossa arancia
un bicchiere di vino bianco secco
una cipolla
una carota
un piccolo gambo di sedano
olio
sale

In un tegame pesante dal fondo spesso, rosolare il guanciale tagliato a dadini con un filo d'olio, senza renderlo croccante. Togliere il guanciale dal tegame, aggiungere olio, scaldarlo e quindi versarvi la cipolla, la carota e il sedano tritati finemente. Far appassire per qualche minuto, senza colorire, poi unire la carne e farla rosolare a fuoco vivace. Sfumare con un goccio di vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere quindi il ginepro, il pepe greco, il rosmarino e prosegure la cottura a fuoco medio, coperto, unendo il vino di tanto in tanto e, se necessario altro olio (la carne tende ad assorbirlo) per circa 45 minuti. A metà cottura, aggiungere i pomodorini spaccati a metà e, dieci minuti prima del termine della cottura, la cannella e il succo dell'arancia, e regolare di sale.
Al momento di condire la pasta (fettuccine all'uovo) grattugiare sul sugo la scorza dell'arancia.

66 commenti:

  1. Il tuo piccolo sermoncino ha molto senso sai.
    :)
    Le etichette non dovrebbero essere date da nessuno a nessuno, ma dato che lo si fa spesso e volentieri, la tua idea di appicicarcele addosso sarebbe molto efficace per rendere pubblica la già ben nota ipocrisia della gente.
    Sono tutti bravi belli e buoni solo quando si tratta di blaterare.
    Meno male che esistono cose come il tuo ragù, che un'etichetta in assoluto se la meritano proprio ed in questo caso l'etichetta è "squisito".
    Speziato e di carattere come piace a me!
    :)Buon week end!
    PS per la cronaca io bionda&settentrionale(ma magra proprio no) e il mio moroso di origini pugliesi con idee politiche totalmente diverse dalle mie.
    Il mondo è bello perchè vario e tutti dovrebbero ficcarselo in testa!

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  2. Gio, scusa, potresti fare delle precisazioni?
    Bionda naturale o anche tinta?
    Magra, quando ci si può definire magra? taglia 42 è magra o no?
    Giovane, quanto?
    Devo capire bene come etichettarmi,non vorrei sbagliare

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  3. mi è piaciuto tanto leggere. mi etichetto sparsa, moglie. che adesso non sono altro, ma prometto di guardare gli ingredienti e di metterli tutti

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  4. Propongo laurea honoris causa in BLOGGOLOGIA, con specializzazione in storia della Cucina Partenopea. Baci
    Fabrizio

    PS io, piuttosto che etichettarmi, mi TAGGO

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  5. io voglio questo post stampato su qualche giornale, e vorrei togliere l'etichetta di giornale a qualche foglio di carta stampata che e' in realta solo carta straccia.

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  6. ed io come al solito condivido parola per parola con tutta la rabbia che c'è dietro e la tristezza ma non avrei potuto cominciare meglio la giornata leggendo che da qualche parte non importa dove c'è qualcuno che prova quello che provo io quindi grazie

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  7. sono donna, architetto e per metà sono pure romena, sono stata grassa, giovane non lo sono più da un pezzo e affascinante non lo sono stata mai, in fatto di discriminazioni sia in ambito personale che professionale ho una discreta esperienza che negli ultimi anni si è arricchita ulteriormente: condivido parola per parola quello che hai scritto.

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  8. @Meggy: siete una coppia etnicamente e politicamente contaminata :-). Non vale, però: sei bionda e parti avvantaggiata! :-))))

    @Lydia: adesso non ci provare, sai? Magra, sei magra, ma bionda proprio no, né naturale né tinta. Giovane? La prima cifra dell'età dev'essere il due. Se è l'uno si è bimbi, se è il tre si è da rottamazione, a meno che non si mostri il didietro in TV già da diversi anni.

    @Moglie: non essere riduttiva: sono certa che se ci rifletti di etichette buone per te stessa ne trovi tante altre. :-) Se ci penso e vado indietro con la memoria, ne trovo a centinaia che mi sono state applicate in tempi diversi...

    @Fabrizio: la laurea in straparlamento compulsivo già me l'hanno data. Sulla bloggologia mi sento deboluccia, ma ti ringrazio per il gentile pensiero :-)

    @Cibou; carta di famiglia? ;-) E' il modo in cui Totò definiva la carta igienica...

    @Stelladisale: la rabbia è una cosa talmente antica che mi viene da pensare che ci siamo nate. Ma la rabbia più grande è constatare che le cose che ci facevano indignare tanto tempo fa e che sembravano avviate ad una lenta dissoluzione sono tutte ritornate, alla grande. E allora c'è da chiedersi a cosa diavolo sia servita tutta quella rabbia, appunto, se non a farci del male.

    @Dede:cara, grassa è ormai un concetto che si è allargato enormemente. Ho sentito definire la 44 "taglia forte", e ho detto tutto. Affascinante lo sei senz'altro, e lo sai bene, almeno per chi abbia ancora uno o due neuroni funzionanti. Però che sei per metà romena non me lo dovevi dire: ora ti etichetto immigrata clandestina ;-)

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  9. Il ragù è maschio ed eterosessuale, visto che si commista solo con pappardelle, tagliatelle, fettuccine, tutte femmine, bionde, magre e filiformi.
    A meno di non ritrovarmelo con i cavatelli, allora ci ripenso.
    Anche in questo Paese, considerato all'avanguardia europea (ma voglio vedere dove va a finire, ora che il biondo ossigenato è al governo), la mia unica fortuna è quella di essere bianca.
    Per il resto la tua rabbia è la mia.
    Un abbraccio forte

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  10. questo post ha rotto l'applausometro anche prima del ragù. dopo, è "venuto giù il teatro"
    e queste cose non si dicono mai abbastanza

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  11. Giò, se non ci fossi, bisognerebbe inventarti! Grazie per aver dato voce, con la tua incomparabile penna, a tanti di noi. Mariella

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  12. Bellissimo sermoncino, davvero. Mi delurko un attimo per etichettarmi.
    Donna, bianca, mora, semimeridionale ma risiedente al nord, tonda, coniugata con prole, precaria, cattolica, diciamo di sinistra. E adesso la categoria più discriminante se associata alle summentovate: ingegnere elettronico. Una volta, prima che mi laureassi, un elettricista che ha sentito cosa studiavo mi ha detto con aria di sufficienza e chiaramente per sfottere: "Dopo che ti sei laureata passa da me che magari ti assumo". "Sarà più facile che IO assuma te".... ma vaff....!

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  13. Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale... vengo anch'io !!!

    Hai dimenticato "nano", "multidentato" e "plastificato", tra le caratteristiche principali dell'"omo optimus"...

    Questo è un post da 10 e lode, infatti lo condivido pure ;-D, e mi hai fatto ridere dall'inizio alla fine, anche se con quell' "amarognolo di fondo" che lo caratterizza...

    Sei di Napoli ? Come "non si vede" !?!?! Si vede eccome !! Ed è un vanto :-)
    Stampa qualche etichetta anche per me e la prossima volta che ci si vede facciamo quattro passi insieme... per vedere l'effetto che fa !!

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  14. Lydia, taglia 42 è anoressica :-)))

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  15. Giovanna sei semplicemente fantstica!!!

    Un sorriso fuori dalle etichette,
    D.

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  16. Bionda? direi di no. Magra? tantomeno! Però sono "nordica" molto padana! ma con un mix di sangue nelle vene che spazia dal Veneto alla Lombardia passando per le province di Vicenza, Lecco, Varese ed ora anche Bergamo.
    Capelli castano chiaro con riflessi dorati dici che può andare bene comunque?
    Però sono grassa.... decisamente grassa, per gli standard da malati mentali che definiscono una 46 taglia forte.

    Ti dico solo che ieri sera stavo compilando il foglio per la richiesta di passaporto e mi sono trovata davanti alla voce "occhi" seguita da un minuscolo quadrettino. Cosa dovevo scrivere? 2? oppure fare una X per affermare di averli? ... scoraggiata ho lasciato in bianco (che è sempre meglio di nero!)

    Voglio un etichetta sulla fronte con scritto... non sono etichettabile e non voglio etichettare nessuno!

    Bel post! ciao...

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  17. Beh, sei fantastica, fattelo ripetere!

    Mi etichetto: Femmina, Taglia 48 e quindi decisamente fuori dalle categorie privilegiate, Italiana in Germania ("ma come non lavori in una pizzeria? ... mafia, pummarola e mandolino"), Tedesca in Italia ("non sei mica bionda"), quasi 40enne non maritata e senza prole ("ma ancora non ti sei sposata?" "se vuoi un figlio ora devi proprio sbrigarti", che se non hai marito e figli per gli altri è come se la tua vita fosse priva di qualsivoglia altro problema.

    Almeno posso dire che il gran sedere che ho me lo sono fatta da sola.

    Grazie per questo post e la ricetta etnicamente contaminata.
    Baci
    A.

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  18. @Marina: caspita, non ci avevo pensato! Però a me fettuccine e pappardelle piacciono cicciotte e bene in carne :-) Quanto a quel certo signore con la faccia da SS che vi ritrovate tra i piedi, spero e credo che, come avviene negli organismi in fondo sani, venga combattuto e vinto come un virus. L'organismo in cui viviamo noi che disgraziatamente restiamo qui, sano non lo è stato mai.

    @Lise.charmel: ahahaha, io davvero me lo ricordo, l'applausometro. Non so in quale sciagurata trasmissione fosse, ma questo dimostra che alla categoria Giovane proprio non appartengo.

    @Mari: se non ci fosse la penna bisognerebbe inventarla :-) E' altamente terapeutica. Solo che quando mi faccio prendere la mano e scrivo roba come questa, mi pento cinque minuti dopo averla pubblicata. Perché in fondo non mi piace esporre troppo me stessa, meglio nascondersi dentro le ricette, ci si sente più protetti.

    @Cmdd: conosco la situazione. Non per aver osato invadere un campo tradizionalmente maschile negli studi, ma per aver inutilmente cercato in più di un'occasione di far ragionare manovali, idraulici, addetti al montaggio di mobili che stavano commettendo errori ma non ritenevano plausibile che una donna potesse individuarli. Coraggio.

    @Jajo: se il cielo lo vuole e ci aiuta (in questo caso il cielo ha le multifattezze degli italiani rimbambiti da una crisi che assomiglia tanto a quella puberale), quelle categorie sono transitorie. Mentre le altre (Etero, Settentrionale & c) non lo sono affatto. E mi hai dato una bella notizia: si vede che sono napoletana??? Ora mi devi spiegare da che cosa... Porto in giro un lieve olezzo di rifiuti indifferenziati? Perché presumo che in questo momento "Napoli" equivalga nella mente dei più a "Munnezza"... Poveri noi. Ora ci ragiono, sulle tue etichette, ma Quarantenne ti tocca tutta, e Romano (con annessa Roma Ladrona :-))) pure. Non ti vedo messo benissimo ;-)

    @Diletta: troppo comodo chiamarsi fuori! :-)))))

    @Leda: eccomi, taglia forte, proprio quella lì che hai nominato. Quella del quadratino è fantastica. Non dormirò questa notte, domandandomi cosa diavolo volevano che ci scrivessi.

    @Alex: aggiungo Fantastica alle mie etichette, almeno ne ho una fuori dagli schemi :-) "Non sei mica bionda" è straordinario. Se può consolarti, a Ischia sono tedesca anch'io, spesso, e solo perché ho la pelle chiara e là i tedeschi in estate abbondano. Non sono bionda ma è sufficiente il fatto che non mi abbronzi. Non solo se non hai marito e/o figli non hai problemi, ma la tua vita non ha senso. Una volta una mia collega (quando insegnavo) mi disse, sapendo che non volevo figli: "Vedrai, un giorno tu e tuo marito vi guarderete e direte: e adesso che facciamo? E farete un figlio". Non le ho risposto che, se il suo matrimonio consisteva in questo, avrebbe fatto bene a non mettere al mondo dei bambini, ma l'ho pensato e ancora lo penso. E con mio marito non ci siamo mai guardati e detti: e adesso che facciamo? Pensa tu.

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  19. 45enne,maschio, sovrappeso,odio il calcio,protestante,mezzo calvo,non automunito,senza ambizioni professionali particolari,non coniugato, senza figli, orientamento sessuale:per carità!!!
    Mi sa che vi frego tutti/e...
    Che bello averti come amica!!!

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  20. @Roby: tu sei pure mezzo irpino, dici niente? E' vero, ci freghi tutti :-)))
    Però l'unica etichetta che mi viene da attribuirti è Straordinario. Senza un filo di piaggeria. Sei un grande. Sei una delle pochissime persone che mi hanno detto le parole giuste nei momenti giusti, e non ti ho mai ringraziato, non abbastanza.

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  21. Eggià, mò è arrivato Roby fresco fresco e ci ha fregato tutti, comprese Alex e me quasi quarantenni, non maritate e senza prole.
    Eccheccavolo

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  22. @Lydia: teso', nonostante i dieci punti di bonus dovuti al Coniugata, io e Roby i quaranta li abbiamo passati, io addirittura ne sono quasi uscita. Mettiti in coda insieme ad Alex (che però ha dalla sua il "Tedesca in Italia" ch mi fa mori').

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  23. ahahaha ci sono dei pezzi di questo post che sarebbero da incorniciare o inviare a Repubblica per metterli in prima pagina!! Uhm allora vediamo io sono una mezza mezza..mezza meridionale e mezza lombarda e quando andavo su mi dicevano: ah nn si vede che se di giù. Quando sono qui mi dicono: oh sembri straniera..poi bionda son bionda=stupidina..giovane beh ormai ti dico dopo i 22 anni in italia già saresti da rottamare se nn hai fatto super esperienza fighe all'estero o altro sempre di figo. Se sei figlio dinun imprenditore ti dicono: ah ti diverti cosi soldi del papi..se sei figlio di un contadino ti guardano dall'alto..io sono orgogliosa delle mie origini, amo esser bionda, amo crescere. Certa gente dovrebbe connettere la bocca al cervello prima di parlare e sparare l'ennesima cavolata..! Ah sono una 40, a volte una 38 e a volte una 42..!! se ti va vieni a vedere il mio contest http://ilpomodorosso.blogspot.com/
    ps: il ragù è troppo avanti!!

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  24. Per il ragu': cannella? Forse. Che ne diresti di un po' di alloro? Arancia? Negativo per il succo, OK per la grattugiata sul piatto. Pomodorini: saltare a parte in poco olio un po' di zucchero e aggiungere al ragu' 5 minuti prima di spengere.
    Della serie: ognuno a maodo suo.

    Per le etichette: fossi in voi userei una sola etichetta: DONNA. Basta e avanza, ve lo dice un ammiratore/adoratore.

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  25. Giovanna, è anche per queste tue "digressioni" che mi piaci tanto tanto. l'idea delle etichette è ottima anche se non dovrebbero esistere. Come Lydia dovresti dare delle precisazioni ;-)
    Giusto per dirne una io sono italiana in Francia e francese in Italia (poi perché?) e le reazioni non sempre mi piacciono. Intanto ti abbraccio spogliata dalle etichette

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  26. Il ragù è passato in secondo piano, ma è delizioso :-)

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  27. @Cleare: in altre parole, come cantavano Gian Pieretti e Antoine in una canzone dei tempi di Pappagone. se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. C'è sempre una ragione per venir marchiati in negativo, è verissimo.

    @Corrado: ti spiego certe scelte del ragù (premesso che "ognuno a modo suo" mi sta bene: senza etichette, appunto :-)).
    Alloro: quello lo metto in un ragù più tradizionale. Qui casomai avrei messo del timo, ma il periodo è inadatto.
    Questo ragù si ispira a un piatto di carne greco, lo stifado, che talvolta (non sempre) vede tra gli ingredienti anche il limone. Non volevo l'aggressività del limone e ho usato l'arancia: il succo, messo in cottura e in quantità modesta, non dà alcun sapore se non una leggerissima nota dolce, quasi impercettibile. Quanto ai pomodori, sono pochi e piccolissimi, anche loro non danno alcun sapore, solo una vaga colorazione, e considera che ne ho usati di molto saporiti (del pendolo, già abbastanza essiccati). Se invece li saltassi e caramellassi, diventerebbero una "presenza". Ho fatto come si fa per il ragù bianco di manzo che a Napoli si chiama bolognese ma non lo è, perché non ha sugo di pomodoro: una piccola aggiunta per scurire leggermente.
    La cannella è ingrediente dello stifado, appunto. Volevo un ragù etnico-eretico.
    Quanto all'etichetta Donna, so che hai le migliori intenzioni. Ma anche quella viene usata in molti modi, non tutti lusinghieri. Aspirerei a un mondo in cui fosse sufficiente essere considerati persone, con il carico di pregi e difetti individuali, non attribuiti in base a categorie di appartenenza.

    @Edda: ma allora è un vizio: anche tu come Alex? :-) Devo confessare che in gioventù ho nutrito dei pregiudizi sui Francesi, dovuti a esperienze sgradevoli in un viaggio a Parigi e, in seguito, in Normandia. Anni dopo, tornata in Francia, tutto mi è sembrato diverso; ma mi è chiaro che era cambiato il mio sguardo. Era diventato meno stupido e prevenuto :-)

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  28. hai ragione tesoro,semplicemente!!!
    siamo venute su sentendo questi discorsi nelle orecchie,ma la cosa bella sai qual'e'?che possiamo rifletterci su e cambiare idea...nn tutti lo fanno sai!!!
    io spero di essere con mio figlio...anzi i miei figli,elastica,ci provo,incrociamo le dita :)

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  29. Per favore etichettami perché sono in crisi di identitá..bassetta, castana, magra ma non troppo, atea, agnostica di sinistra, non so bene in che paese vivo, fisicamemte dico un po' sto in Italia un po'sto in Argentina, quasi alla fine del numero 4..
    milanese marchigiana ma vissuto metá della mia vita in giro per il mondo...ma soprattutto non capisco, non capisco piú nulla...ma come siamo finiti cosí?
    Ma non eravamo cosí!!

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  30. Bel Post, pieno di senso ed emozione, che sono due elementi della vita sempre più carenti. Se poi noi donne imparassimo a volerci bene, e a non fare il gioco di questa m.....a società, sarebbe ancora meglio.
    Ah lo dice una (oggi) quarantottenne, taglia 46, architetto, di sinistra, arrabbiata per forza...
    Paola Ga

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  31. hai dimenticato "tappo incatramato", etichetta coniata apposta per B dalla mia più cara amica. sarà un caso, ma fra le persone che stimo di più al mondo non ce n'è nessuna che lo ammira. penso di essere diventata intollerante con chi ancora lo tollera. e allora mi etichetto pure io: architetta (così mi chiamano gli uomini che incontro per lavoro e che si sforzano di rispettarmi), capelli color non si sa che, tette piccole (non porto né la prima né la seconda: praticamente porto la retro), frequentemente asociale, non cattolica né diversamente religiosa, fidanzata non convivente, anche omo-fila visto che io ce l'ho davvero gli amici gay (e quando lo dico non segue alcun MA), schifata dalle mode, centroitalica quindi né carne né pesce, taglia da 40 a 42 a seconda dell'umore, altezza né carne né pesce, cibofanatica, occhi color castano né chiaro né scuro quindi di nuovo né carne né pesce. ora mi leggo il ragù :-)

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  32. @Mirtilla: mi considero fortunata perché ho avuto un padre dalla mentalità non aperta, ma spalancata, del quale probabilmente non sono all'altezza. Chi invece è cresciuto ascoltando certi discorsi ma è stato capace di cambiare idea ha tutta la mia stima.

    @Simonetta (Glu.fri): guarda che se ti guardi intorno qualcuno che ti appiccica una bella etichetta lo trovi. Niente è troppo difficile da semplificare per certi imbecilli che se non ragionano per categorie, non sanno in che modo leggere la realtà :-)

    @PaolaGa: Sai una cosa? E' orribile che sia necessario imparare a volersi bene. Dovrebbe essere nella natura umana. Abbiamo diversi elementi in comune: pressocché coetanee, stessa taglia, stesso orientamento politico, stessa arrabbiatura. Ma anche quella va razionalizzata, altrimenti ci facciamo del male. Ogni tanto mi capita di chiudere occhi e orecchie perché non voglio più sentire né vedere, e mi sento impotente. Poi mi sento in colpa per averlo fatto, ma ogni tanto bisogna emergere alla superficie alla ricerca di ossigeno, o si muore soffocati.

    @Sara: il tappo incatramato mi rifiuto pure di nominarlo. Vanto il mezzo primato di aver pensato malissimo di lui ben prima che decidesse di irrompere nella nostra vita politica, tanto che, quando l'ha fatto, quasi mi buttavo dal balcone, se non fosse che ai tempi ero ingenuamente convinta che la sua discesa in campo fosse grottesca per chiunque, e destinata al fallimento. Il "né carne né pesce" è una fortuna: si sfugge alle definizioni, una manna. :-)

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  33. questo post mi è piaciuto moltissimo
    1) ti metto nel blogroll (della serie ecchissenefrega)
    2) lo diffondo
    3) grazie

    il ragù era buono

    devo etichettarmi?
    lo faccio
    donna-bianca-mora-bassa-celiaca-di sinistra-coniugata-con prole-atea-non battezzata-dipendente pubblica

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  34. Voglio finire in quel ragù, ora e subito (hiii che donna da ammucchiata che sono).
    Qui, ci s'ha la vicina che ha già sferruzzato scarpine e copertine per un bimbo che, sa perfettamente, non arriverà.
    Mi accodo dunque alla schiera delle non bionde, non magre, non pulzelle, non mamme col 'mazzo' tanto e perennemente fuori post(o)e sorrido di qui a lì.

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  35. BRAVA Giovanna!! A proposito di maschilisti, mi date un consiglio?
    Ieri un nuovo collega durante una discussione di lavoro ha detto "la mente di una donna non può ragionare in maniera razionale ed essere attendibile!" e si è fatto una bella risata pensando di essere stato simpatico.
    Cos'avreste risposto voi??
    E' da ieri che mi rode il fegato perchè non sono riuscita a rispndergli (ero l'unica donna presente), ho fatto finta di non sentirlo, ho ignorato la sua battuta! Da una parte avrei voluto dirgliene 4, dall'altra non volevo essere sgarbata col fatto che lavora da noi solo da due mesi.
    Che rabbia! Dovremmo sempre avere il coltello tra i denti per colpa di queste beceri maschilisti!

    Complimenti per il blog.
    ANNA MARIA

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  36. ti ho letta tutta d'un fiato Giovanna, e mi appiccicherei subito addosso l'etichetta del tuo ragù, etnicamente contaminata, e girare fiera per la città :-)

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  37. Non saprei... Infondo i napoletani sono simpatici. Poi e' indubbio che gli omosessuali hanno un gusto ed una sensibilita' marcata, cosi' come quelli di colore ballano benissimo. Poi se una donna se non e' una figa puo' sempre essere un tipo e sicuramente sul lavoro e' piu' precisa....
    Insomma io tutte queste discriminazioni non le vedo! :-)))
    Tuttavia vorrei dire che il Ragu' e' sicuramente bisessuale, perche' ce ne sono due versioni, quella sudic(i)a (ovvero napoletana) e quella nordica, ovvero bolognese. Perche' quella napoletana pretende lo zito lungo o addirittura la candela, a dimostrazione che la deviazione sessuale e' una perversione inaccettabile, mentre quello bolognese preferisce la pasta all'uovo.
    Quindi da questo post che si dimostra privo di ogni fondamento, l'unica cosa interessante e' la questione delle piante di pomodoro nella vasca da bagno che trovo assolutamente geniale, visto che la usavo come sversatoio per la spazzatura coprendola con del terreno. Grazie!

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  38. Grazie ancora una volta per le parole che spendi. parlare di cucina è parlare di cultura e tu lof ai a 360°.
    Marianna, meridionale, napoletana, emigrante, precaria

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  39. @La gaia celiaca: grazie, altro che chissenefrega :-) Certo che celiaca-atea-non battezzata - dipendente pubblica è una combinazione niente male, per essere imbufalite un giorno sì e l'altro pure (e da ex dipendente pubblica, qualcosa ne so :-))

    @Reb: basta rovesciare la prospettiva: fuori posto saranno altri, io sono nel posto giusto e si arrangino. Compresa la vicina sferruzzante che mi fa venire in mente una sindrome ossessivo-compulsiva :-)

    @Anna Maria: cielo, se caschi male, per un consiglio! Essendo la prova vivente dell'irrazionalità femminile, in casi come quello che ti è capitato, il mio primo sacrosanto impulso sarebbe quello di affibbiare un calcio ben calibrato al collega in aree del corpo particolarmente sensibili. Non volendo incorrere nei rigori della legge, potrei ridimensionare il bellicoso proposito iniziale e dire al collega: "Certo che se dopo due mesi che lavori qui fai già queste figura da idiota, stai fresco". In ogni caso, non avrei alcun riguardo per il suo essere un novellino, anzi: può solo peggiorare. Devono essere educati finché si è in tempo.

    @Francesca: mi pare di vederti, con le fettuccine che pendono schizzando olio in giro :-)))

    @Emidio: sei un genio :-) L'uso alternativo della vasca non mi era venuto in mente, ma è un'idea degna di Bertolaso, la metto subito in pratica. In effetti il ragù napoletano si sposa anche col pacchero, ma per farlo temo debba trasferirsi nella Spagna di Zapatero. E mi raccomando; la prossima volta che ci vediamo ti pretendo equipaggiato di mandolino d'ordinanza; un triccheballacche non guasterebbe, poi la tarantella la balliamo tutti insieme, anche Lydia che è diventata mezza milanese :D

    @Marinona: mai stata così d'accordo, la cucina è cultura, eccome se lo è. E a proposito di discriminazioni: fino a pochi anni fa interessarsi di cucina significava essere delle disperate. Ti guardavano con compassione pure le amiche. Oggi è di moda. Allora le sceme siamo noi o lo erano loro?

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  40. Io mi appiccico femmina, bionda e... mantenuta... sei grande, Giovanna!

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  41. Un post fantastico. Grande Giovanna!

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  42. Ma tu sei la napoletanità in persona: solare e lunatica, pazza e riflessiva, simpatica e insopportabile (per qualcuno no sarai, no?), positiva e pessimista. Comunque mettitelo in testa e rassegnati: TU SI' TOTEM !!!! E basta ! :-D

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  43. certo che condivido.

    e poi, riflettendo: se non hai "un'etichetta" e sei normale, vuol dire che sei troppo scemo per capirla.

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  44. sono giorni che rifletto sull'opportunità di scrivere qualcosa in merito anche sul mio blog.
    sospesa tra il chi me lo fa fare e la voglia di sfogo.
    ci hai pensato tu con parole sicuramente migliori e per questo, come Lydia, questo post va stampato e incorniciato.

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  45. rileggo questo post da ieri mattina.
    Dieci e lode non basta, dovrebbero inventare una nuova scala metrica dei voti.
    Io mi etichetto, sono padana, di verde padania ho solo il colorito, mi sto creando una ricca dote di rughette e zampedigallina in vista del mio 40° compleanno, non manco di adornare la mia chioma ribelle con luminosi fili d'argento (ok, per altri sono i temibili capelli bianchi), non sono né grassa né magra, una di quelle mezzevie che se dichiari di essere magra spunta fuori subito il rotolino a smentirti, se invece ti autocelebri cicciotta arriva qualcuno che dice “la 38 è la nuova 42” e io, consapevole che di 42 potrei avere solo le scarpe, dò un'occhiata triste a quelle belle chiappette sode photoshoppate sulle riviste e mi mangio un cioccolatino per tirarmi su il morale.

    Ho delle belle mani, me lo dicono tutti. Ovviamente a me non piacciono un granché, i miei occhi le vedono sgraziate e nodose, ma so per certo una cosa: le mie dita sono ABILISSSSSIME a staccare le etichette.

    Buon w.e. a tutt*!

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  46. Ahhha Giovanna vero, faccio outing!!!
    Allora...bruna...grassa...eterosesssuale-bianca ma di sangue misto (lombardo-toscano-campano-abruzzese)..e la cosa peggiore che va proprio a mio sfavore è che sono biologa e ricercatrice...praticamente senza professione! ed è così vero che quando sono andata a far denuncia dai carabinieri per lo smarrimento della patente sul foglio elettronico da compilare alla voce "occupazione" c'erano un sacco di voci, persino "artista di strada" ma non biologo nè ricercatore...così il carabiniere di turno ha pensato bene di assegnarmi un bel DISOCCUPATO....

    Un sorriso grande,
    D.

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  47. Ah, sono di sinistra e così tanto mancina che da bambina ho iniziato a scrivere al contrario e da destra a sinistra...mi hanno corretta e sono diventata disgrafica e dislessica e per lo sforzo di scrivere come le persone normali mi è partita la convergenza degli occhi ed ho passato anni ad andare dall'ortottista...e tutti " ma che è 'sto ortottista?"...e giù a prendere per il culo..
    Oddio, meglio che io non vada a vanti perchè a ben pensarci è da quando sono piccola che son fuori dal gruppo!!!

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  48. @Francescab: vedi? Questi commenti sono una sorta di brainstorming: "Mantenuta" l'avevo persa per strada ma va bene anche per me, da quando ho lasciato il lavoro. La prendo! :-)

    @Mafaldina: grazie. Pare che la realtà i post li scriva da sé, e quanto sarebbe meglio che non ci fosse nessun post da scrivere...

    @Jajo: insopportabile lo sono per molti, a volte anche per me stessa :-) Ok, adesso che so da cosa si vede, posso mimetizzarmi meglio :-)

    @Artemisia: o sei etichettato nel modo "giusto", quello più giusto di tutti, talmente giusto da diventare parametro di riferimento. Le etichette, in quel caso, diventato invisibili.

    @Enza: ti leggerei con piacere. Anche se commento assai di rado, mi è capitato più di una volta di leggere un tuo post di cui condividevo spirito e contenuto. Proprio di recente mi hai anticipata sulla "stanchezza" da blog.

    @La golosastra: guarda, sul binomio grassa/magra vorrei stendere un velo. E' una nuova forma di tortura psicologica ideata per renderci infelici a vita. Ho passato i miei primi vent'anni a tormentarmi perché ero troppo magra o almeno così dicevano, i successivi a tormentarmi per la ragione opposta. Rimpiango i tempi di Rubens.

    @Diletta: ma dai, biologa e ricercatrice... E' un lavoro? :-)))) Pretendevi anche che fosse contemplato dai sacri codici? Per una donna, poi... ;-) Disoccupata: ti sta bene, ti sta, così impari a scegliere una professione da persone serie e a modino. Toglimi una curiosità: velina c'era, sul foglio elettronico? :-)

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  49. Bruna (ormai da tempo tinta!), non più magra, nata a Napoli("per caso" aggiungevo rapidamente un tempo, in risposta all'espressione...un po' così degli interlocutori, quasi a bloccare il "ma va, on si vede"...poi, crescendo, ne sono stata fiera!), donna(ahi ahi), non più sposata per 2 volte (ahiahiahiahai!), due figlie a carico ;)Ad un"potente" in visita in questa città del nord,che ebbe a dire che "le madri single non sono delle buone madri", mi tolsi la soddisfazione di rispondere, per le rime!
    Grazie, per aver scritto questa cosa!Dura, secca, ironica e profonda!C'è dentro tutta la dignità, la cultura e il rispetto...c'è l'indignazione e la forza...se permetti, la condivido su FB.
    Vorrei che fossero in tantissimi a leggerti!

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  50. @Patrizia: grazie. Sai conosco anche qualcuno che dice che le madri di un solo figlio sono spregevoli, perfino più di quelle che madri non sono affatto (nemmeno il primato della spregevolezza, posso vantare). Non ci si crede, all'imbecillità dilagante. Sarei curiosa di sapere cosa hai risposto al "potente"...

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  51. Un abbraccio solidale da un ebreo omosessuale cresciuto in Africa nera dove i neri lo sfottevano perché era bianco. Come diceva Sammy Davis Jr:"sono negro, orbo, ebreo e gobbo, mi manca solo di essere finocchio..."

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  52. Leggerti tutta d'un fiato per ritrovare cronaca, storia e vita vissuta ... mi ha fatto bene leggerti

    Buona domenica

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  53. appartengo a una minoranza e sono del sud, ma mi ritengo ancora un essere umano, quindi come posso non essere d'accordo? bellissimo post :)
    ottima anche la ricetta del ragù di maiale, buon we

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  54. ciao
    torno qui perché, dopo aver letto il tuo post l'altro giorno, ho cominciato a rimuginare.
    vabbé parlar sempre di cucina, ma a volte la misura si colma. la mia si è colmata.
    ne abbiamo parlato un po' con altre blogger, e ci è venuta l'idea di fare qualcosa. il qualcosa alla fine è sempre una specie di contest.
    il tema, scontatamente, il finocchio.
    "Metti un finocchio a cena... - Buon appetito Mr.B! - Blogger contro l'omofobia"
    per saperne di più le info le trovi da me http://lagaiaceliaca.blogspot.com/2010/11/metti-un-finocchio-cena-buon-appetito.html e da madama bavareisa http://merendasinoira.wordpress.com/2010/11/06/metti-un-finocchio-a-cena-buon-appetito-mr-b/

    ciao e scusa per l'invasione un po' spamming, ma non sapevo come comunicarlo altrimenti

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  55. il tuo post è meraviglioso. Ogni tanto me lo rileggo, così per ricordarmi che c'è ancora qualcuno che ha qualcosa da dire.
    baci
    Vero

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  56. Terrone di nascita, terrone di cervello.
    Incoerente quanto basta, poco incline al perbenismo.
    Unica etichetta certa "scassamarroni" il resto lo lascio alla bontà (o malizia) di chi mi incontra.
    Avevo maldestramente perso il tuo post perchè ero con la clava impegnato altrove. Ho rimediato e tanto basta per essermi salvato sul filo di lana per quella che è stata una delle letture più interessanti di queste due ultime settimane. Prima c'era un certo Saramago...sorry :PP

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  57. @JM: come sai, ti spetta di diirtto una sola etichetta: cuocone, quella che ti abbiamo affibbiato da tempo ;-)

    @Twostella: a me ha fatto bene sfogarmi un po'. Perché alla fine si tratta di sfogo improduttivo, lo so.

    @Gio: ecco, ritenersi esseri umani dovrebbe essere sufficiente. Il week end è ormai andato, ma grazie.

    @La gaia celiaca: bella iniziativa, ironica e tempestiva. Purtroppo non ho ricette da condividere perché non mi piacciono i finocchi, ma inserirò il banner.

    @Vero: grazie. Non so se ho davvero qualcosa da dire, ma il vantaggio di avere un blog è anche quello di poter dire qualcosa anche quando da dire non si ha niente, e soprattutto quando non si sa cos'altro fare se non parlare.

    @Gambetto: ubi maior, minor cessat :-) Saramago ha avuto giustamente la precedenza. Sarei curiosa di sapere dove stavi menando clavate :-)

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  58. Menavo con la forza dei nervi per non fami menare...
    Constato poi (spesso) che non sempre è una soluzione e che alla fine se non sai menare con cattiveria un prezzo personale lo paghi sempre ehehehehehehe :))
    PS
    Mi sto facendo vecchio credimi ;P

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  59. Cara Giovanna,
    ti leggo con estremo piacere.
    Parli d’altro, parli dell’altro...
    In un ghetto in cui l’idiozia si fa sempre più verticale, e dove le differenze diventano tutte offensive, riversi la coppa del discorso a te stessa, ai tuoi lettori. Sembra ingenuo e gratuito, in mezzo a ragù e calzoncelli, io lo trovo coraggioso, personale, necessario come la scoperta di un orizzonte.
    Credo che non ci si possa più permettere di parlare di cibo senza questi ingredienti; cucinare e gustare non sono una distrazione dalla vita.
    Claudio

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  60. Ciao Giovanna! siamo arrivate sul tuo blog inseguendo una ricotta e pere...e ci stiamo chiedendo da un quarto d'ora come è possibile non averti scoperta prima. Guardando le prime 4 pagine del tuo blog ci siamo innamorate del tuo modo di scrivere e delle tue superlative ricette! complimenti di cuore :-)

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  61. @Gambetto: se lo constati adesso, ciò dimostra che sei giovane, invece. :-)

    @Chefclaude: poiché sono una grande estimatrice dei tuoi commenti in giro per il web, con i quali concordo pressocché sempre, sono veramente lusingata. So che può sembrare ingenuo; anzi, so che probabilmente lo è. D'altronde ognuno si arrangia coi mezzi modesti che ha, fossero anche un blog culinario e quattro parole in croce.

    @Lauretta and Mary: vi ringrazio, davvero. In questa giornata per tanti versi bigia, un complimento fa più piacere che mai.

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  62. finalmente mi sono letta con calma il post e posso dire con con una certa aria di sufficienza che io sbaraglio la concorrenza, ho pure un computer che si chiama Wasp (davvero eh)
    Tzè, dilettanti!
    Tra l'altro ho un sacco di bonus, taglia 40, mora (ma chi l'ha detto che gli uomini preferiscono le bionde?) single (questo vale oro!!!) divorziata (idem) autonoma ed autosufficiente, colta ed istruita (se ne ho voglia) ochetta (se non mi stufo prima) disinibita.
    Se non fosse per la questione del cattolicesimo e della moderazione avrei fatto l'enplein di bonus. Comunque su con la vita, non bisogna abboccare ad ogni vermetto che il bunga-bunga club ci mette davanti. Possiamo anche giudicarli per quello che (non) fanno (politicamente parlando).
    baci

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  63. complimenti per questo post anti-etichette, anti-categorie, anti-incasellamenti che gronda laicità fino alla punta dell'ultima virgola...

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  64. @Fiordisale: sai, a me i vermetti sembrano cobra. Saranno i miei occhi ad essere avvelenati.

    @'povna: laicità, che dolce, misconosciuta parola. Oggi se sei laico sei un relativista etico. Persino se sei un bacchettone. O tempora, o mores...

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  65. Giovanna,
    non è che penso che un blog di cucina sia un mezzo accessorio per sfogarsi ogni tanto di qualcos’altro che ci rode dentro.
    Credo che l’unico modo giusto e rivoluzionario per parlare di cibo sia quello di parlarne in modo orizzontale, riportando tutti i discorsi, persino quelli che si spendono sulla qualità dei prodotti, sulle tecniche, sul valore dei cuochi, delle tradizioni ecc., nella vita quotidiana e nella quotidianità di ciò che accade ai corpi e alle passioni, e non per la strada opposta (come leggo spesso in giro, perché vado a spasso per il web, come dici tu, come un cane randagio, per strade illusorie dove tutto pare un affannarsi per distribuire una classifica, o per spartirsi un pubblico e un prestigio che ha un valore solo maschile ed elitario).
    Per me il cibo è sempre stato solo relazione e differenza: e applaudo quando il discorso si allarga e investe relazione e differenza.
    C.

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  66. @Chefclaude: "L'italiano non è l'italiano: è il ragionare". Mi viene in mente questa battuta di un dialogo di "Una storia semplice" di Sciascia.

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