giovedì 7 ottobre 2010

La camicia di forza


 
E' quella che mi metteranno presto, a giudicare dalle reazioni di sconcerto che ha provocato la mia decisione di preparare una tarte al cioccolato.
Lydia mi ha guardata come se delirassi e mi ha detto: "Non ti riconosco più". Lisa mi toglierà il saluto.
Sembra che io sia condannata per la vita a fare solo monoporzioni, torte moderne e bicchierini. 
Ma insomma, scherziamo? Rivendico il mio diritto ad abbandonarmi a dolci semplici, scontati, "normali", e comunque non è colpa mia. E' colpa di Conticini. L'uomo che già una volta mi ha convinta ad intrugliare un crème caramel, l'uomo che, a quanto sembra, tutto può, perché sfoglio i suoi libri e mi viene l'impulso di fare persino il tiramisù. Però resisto.
La sucrée di questa tarte è così profumata che l'ho mangiata cruda. La tarte, nell'insieme, poco dolce, proprio come piace a me.

Tarte al cioccolato di Philippe Conticini

Per la frolla(una sucrée):

230 g di farina
140 g di burro
1 uovo intero (50 g) + 1 tuorlo (20 g)
90 g di zucchero a velo
40 g di mandorle in polvere
4 pizzichi di sale fino
la buccia grattugiata di un limone
mezzo baccello di vaniglia

Per la tarte:

200 g di pasta sucrée

150 g di panna
150 g di latte 
170 g di cioccolato fondente al 70%
30 g di cioccolato al latte
1 uovo

Il giorno prima, preparare la sucrée. Con la frusta a foglia, lavorare nel robot il burro morbido, poi aggiungervi lo zucchero a velo e lavorare fino a ottenere una crema. Aggiungere la scorza di limone e le mandorle continuando a lavorare, poi l'uovo e il tuorlo, facendolo incorporare bene, i semi del baccello di vaniglia, quindi il 90% della farina mescolata con il sale, in tre riprese. Amalgamare brevissimamente, togliere l'impasto dal mixer, versare la farina restante sul piano di lavoro e completare la lavorazione impastando con le mani, solo per due o tre movimenti.
Avvolgere in pellicola e riporre in frigo per 3 o 4 ore.
Stendere la pasta nella teglia imburrata a uno spessore di 1/2 centimetro e rimettere in frigo per un'ora.
Coprire la pasta con un foglio di carta da forno e con legumi secchi (o gli appositi "pesi" per la cottura in bianco) e infornarla a 170° per circa 15 minuti. Deve dorarsi leggermente.

Preparare la ganache: far bollire il latte con la panna, versare in due riprese  sui due cioccolati tritati insieme, farli fondere completamente, quindi aggiungere l'uovo intero e mescolare. 
Versare la ganache, semi-liquida, sul fondo di pasta sucrée fino a 5 mm dal bordo. Infornare la tarte a 150° per 15-20 minuti: va tolta dal forno quando la ganache è tremolante, nè liquida nè rappresa.
Servire tiepida.

10 commenti:

  1. simpaticissimo post!!
    sessismo culinario lo definirei :)

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  2. giuro che nella foto vedevo due tovaglioli....dici che necessito di un nuovo paio di occhiali? cmq per la cronaca sono definitivamente innamorata di Conticini pure io, urge comprare un libro!

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  3. Mi hai fatto molto paura :-) Provata e pubblicata tempo fa', è una delizia anche in versione grande. Hai fatto bene.. Buona giornata cioccolatosa

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  4. Facciamo così "ripudia" anche gastronomicamente le tue amiche e fai assaggiare queste chicche a ben altri estimatori...
    Ecco mi propongo, certo non sono sofisticato come loro ma la faccia della gioia per una tarte simile quella di sicuro non mancherebbe!! eheheheh :PPP

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  5. La camicia di forza?!ma scherzi?!a volte i classici vanno provati e rivisitati..se i tuoi amici non gradiscono..invita me a provare questa buona torta !! :-)

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  6. Sono anni che la invoco !!!! :-D

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  7. "Poco dolce", parole magiche. Perchè accontentarsi di una monoporzione, quando si può addentare la seconda fetta... merci!

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  8. E meno male che arriva la ribellione cosi' mi segno 'sta tarte troppo buona..io sto nella pampa, se qualcuno non mi ricorda ste cose mi mangio a dentate l'asado e basta..Ciao, Simonetta

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  9. la foto è geniale, Giovanna :)

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  10. @Mirtilla: vero? Rivendico pari opportunità per le tartes!

    @Giò: non sei la sola ad aver visto due tovaglioli :)

    @Edda: ogni tanto bisogna essere giustamente aggressivi ;)

    @ Gambetto: sofisticate? Iene persecutrici! Ma tanto non assaggiano nulla, tranquillo. ;)

    @Golosina: Volentieri, quando vuoi!

    @ Jajo: sapevo che avresti notato il nuovo corso... Ma lungi da me l'idea di invadere il campo di Lydiuccia!

    @Barbara: è una delle cose che amo della pasticceria francese, il fatto di usare di solito poco zucchero. Anche tu, vedo.

    @ Simonetta: be', l'asado da addentare passalo a me!

    @ Cibou: a quanto pare mica tanto, anche Lydia l'aveva scambiata per il "ritratto" di due tovaglioli!

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