venerdì 10 settembre 2010

Un minuto di silenzio fatto di parole


Avrei dovuto pubblicare una ricetta, oggi.
Ma oggi si celebrano i funerali di un uomo per bene che stranamente era anche un sindaco e ancor più stranamente restava per bene anche da sindaco.
E in questi casi di solito si osserva un minuto di silenzio. Questo post è il mio minuto di silenzio, ma che sia un minuto solo, per tutti, perché il silenzio non aiuta, quando di mezzo c'è la criminalità organizzata. Il silenzio è il miglior amico degli assassini degli uomini per bene.
Ce n'è pure troppo, di silenzio.
Che amo la Campania nonostante tutto, non lo scoprite oggi. Che il Cilento mi sta nel cuore, nemmeno. E mi sta nel cuore perché è bellezza, è pace, ha un suo carattere ancora autentico non sopraffatto né dalla crescita del turismo né dalla speculazione e se ce l'ha è merito anche di persone come Angelo Vassallo, che l'hanno protetto a costo della vita.
Perciò, questo è davvero un brutto, brutto giorno. Speriamo solo che provochi un innalzamento dell'attenzione, riflessioni, risposte. Che dia frutti, e non avvelenati.

4 commenti:

  1. Hai ragione, il silenzio in situazioni come questa non ha ragione di esistere. C'è bisogno di parlare, di farsi domande e di cercare e trovare le risposte.

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  2. Non penso che chi non viva una certa 'socialità' come quella meridionale possa capire fino in fondo il significato della perdita di una persona onesta. Questo non per mancanza di sensibilità, tutt'altro in quanto la constatazione non è offensiva o lesiva della sensibilità altrui ma è dovuta all'assenza reale di alcune esperienze quotidiane che fortunatamente arrichiscono solo in negativo chi le osserva o le attraversa.
    La premessa per dire che effettivamente ai più non è forse chiara la portata di certe scomparse premature e se la cosa ha una sua giustificazione in casi mediatici di minor rilevanza rispetto a a casi analoghi di magistrati e procuratori antimafia e anticamorra non trova fortunamente riscontro in chi come Giovanna ha sensibilità e voce per sottolineare una pagina triste della nostra società.
    Non posso che allinearmi alla sua voce silenziosa nella speranza (alquanto scarna onestamente ma non arrendevole per questo) che qualcosa cambi.

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  3. Ho letto la notizia e visto su Rai International..come sempre orrore e indignazione e impotenza...vorrei essere piu' vicinae fare qualcosa...Tu lo hai fatto.

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  4. @Gloria: purtroppo con gli anni le domande si accumulano, i fatti sui quali interrogarsi aumentano e di risposte ne arrivano pochissime.

    @Gambetto: sono fortunata. Nel mio quotidiano non ho alcun contatto con certe realtà. Se fossi commerciante o imprenditrice, probabilmente, anzi sicuramente, ne avrei. Quando dico di non essere mai stata scippata né rapinata, di non aver mai neppure assistito a uno scippo, chi non vive qui mi guarda con scetticismo. Alcuni pensano che qui chi esce di casa debba come minimo fuggire da una sparatoria al giorno.
    Ma QUELLA realtà è visibile in una cosa: nel NON fare. Nelle iniziative che non vanno mai in porto o che nemmeno partono; nei progetti mai realizzati; nei miglioramenti che non arrivano mai. Nel degrado urbano che avanza anziché arretrare.
    Il caso non ha grande risonanza mediatica, ma purtroppo non è solo tragico: è estremamente preoccupante perché sottintende l'intenzione di colonizzare e stuprare un territorio che ha ancora dignità, decoro, bellezza, identità culturale. E che ha moltissimo da offrire, potenzialità enormi.
    La speranza, scarna, come dici tu, è che certe logiche non vi penetrino e che non se ne faccia scempio.

    @Glu.fri: Purtroppo io non ho fatto nulla. Le parole che possiamo dire hanno, sulla bilancia degli eventi, il peso di una piuma. Spero solo che a parlare siano i fatti, per una volta.

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