martedì 7 settembre 2010

Traboulando


Una passeggiata per il centro storico di Lione, classificato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, è un'esperienza singolare davvero.



Visitare la vecchia Lione significa, infatti, infilarsi in casa d'altri, sostanzialmente :-) L'elemento che caratterizza la Vieux Lyon sono gli straordinari cortili medievali o rinascimentali degli edifici e le traboules, vale a dire lunghi passaggi coperti o scoperti che collegano tra loro diverse strade passando attraverso i cortili medesimi, ornati da fontane, pozzi, mensole scolpite, scale a spirale.







A volte ho avuto l'impressione di essere tornata in Marocco, di entrare in una kasbah: stessa oscurità, stessi stretti pozzi di luce.



Lione è il regno di Bocuse. Ma lui, Bocuse, l'ho visto solo su una delle facciate affrescate degli edifici lungo la Saone, uno dei due fiumi che bagnano Lione (l'altro è il Rodano):




A una trentina di chilometri da Lione, verso nord, si trova uno dei più deliziosi borghi medievali che abbia mai visto, e ne ho visti tanti: Perouges. Uno di quei posti dove ti viene voglia di praticare il farniente a livelli di professionalità altissimi: ciondolare per le stradine ciottolose come se non avessi un pensiero nella vita e goderti i colori, le vecchie pietre, una birra nella piazzetta.
Bellissimo villaggio, davvero. Anche se il più bello di tutti resta quel Saint-Guilhem-le-Desert scoperto per caso, anni fa, nell'Herault. Un vero gioiello.
























Una volta che ci si è diretti verso nord, tanto vale allungarsi fino al Monastero Reale di Brou, splendido. Ammetto che ho un'inconfessabile passione: la pietra. Mi piace guardare quadri, affreschi, sculture lignee, ma la pietra scolpita, i capitelli, i doccioni e gli elementi decorativi medioevali in pietra in genere, mi fanno impazzire. Qui non siamo nel Medio Evo bensì nel XVI secolo, però ancora nel gotico, quello flamboyant (fiammeggiante).








Per arrivare in Provenza provenendo da Lione abbiamo scelto di attraversare le spettacolari Gole dell'Ardèche, caratterizzate da alte falesie calcaree e dallo spropositato numero di bagnanti e canoisti che le frequenta in agosto. Ne vale la pena.
















Stavolta ho proprio finito. Non mi resta che fare qualche segnalazione.

Lione è terra di grandi chef e ristoranti blasonati. A Roanne, a un'ottantina di chilometri, c'è Troisgros. Inavvicinabile. Però la Maison Troisgros ha aperto da qualche tempo un piccolo albergo di campagna a Iguerande, La colline du colombier, che ha un suo ristorante. Rustico ma delizioso, in un paesaggio assai bucolico, propone una cucina tradizionale con dei menù di tre portate a 36 euro. La cena sarà piacevolissima sotto tutti gli aspetti. Il coulant al cioccolato, per fare un esempio, che spadroneggia in qualunque menù, era, stavolta, il migliore che avessi mai mangiato.
Inserire in rubrica alla voce: fare i fighi fingendo di essere andati da Troisgros ;-)

In Provenza abbiamo avuto una cena molto interessante (e costosissima) da Chez Bru, bistellato, ma lo scopro solo oggi, altrimenti ci sarei andata più cauta :-) Mio marito l'ha adorata (la cena), a me è semplicemente piaciuta. La cucina è un po' troppo "di tendenza", diciamo che a volte la tecnica mi è sembrata prevalere sui sapori. Ma siamo comunque a livelli molto alti, intendiamoci: questione solo di gusti personali. Il ristorante è splendido: un minimal-chic di campagna in mezzo agli ulivi.
Inserire in rubrica alla voce: concedersi lussi che non ci si potrebbe permettere ;-)

Grain de Sel a Saint-Remy, invece, è un antico amore. Lo conobbi quando era solo un minuscolo bistrot dalla cucina fantasiosa e profumata, ora è un ristorantino più sofisticato, la cucina è più inventiva, ma resta un posto adorabile dai prezzi più ragionevoli. Si può anche scegliere, a 27 o a 29 euro, uno dei cosiddetti "Grandes assiettes" che consentono di assaggiare un campionario dei piatti più rappresentativi.
Inserire in rubrica alla voce: mangiar bene e "moderno" senza restarci secchi.

Se invece si va alla ricerca di un pasto più semplice e veloce, raccomando la Brasserie du Commerce, in Place de la République, sempre a Saint Remy. Enormi insalate condite con grazia, un bell'assortimento di tartare di ottima qualità e di ingente quantità, tutti i piatti sono abbondantissimi e, pur trattandosi di una semplice brasserie, curati e belli da vedere.
Inserire in rubrica alla voce: abboffarsi senza darlo a vedere ;-)

Arles, vi avverto, è una città che potrebbe essere bellissima se non fosse (caso raro) sporca e maltenuta. Anche i ristoranti invogliano poco, a vederli. Noi andavamo di fretta e ci siamo fermati in quello che aveva un aspetto più decente, La mule blanche in Rue du Président Wilson 9. Non aspettatevi chissà che: piatti tradizionali e semplici, ma buoni e a prezzi onesti.
Inserire in rubrica alla voce: rimedi alla disperazione.

Per finire, non può mancare un bar à tapas, visto che ce ne sono tanti tra Nimes, Arles e la Camargue. Io ne ho provato uno a Aigues Mortes che si chiama La bodega (Rue Pasteur 20) e mi è piaciuto. Le sarde e i gamberi erano freschissimi, ottime le melanzane alla provenzale, buono il polpo alla catalana, un po' troppo dolce la sangria.
Inserire in rubrica alla voce: quanto ci piace spiluccare.

6 commenti:

  1. Gio, bellissime foto ed una gran voglia di andarci, ma personalmente post come questi mi fanno un po' incazzare nel vedere la cura che i Francesi hanno del territorio e come noi in Italia - specie al sud dalle ns parti - siamo invece bravissimi a mortificarlo (il territorio) sotto tutti i punti di vista. E quest'estate ne ho avuto la riprova passando, nella stessa giornata, dalla Corsica alla Sardegna.
    A bientot.
    Fabri

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  2. @Fabrizio, non dirlo a me. Quando varco i confini nazionali, al ritorno, tutti gli anni mi sento depressa. Uno dei confini più letali per l'umore è quello tra Austria e Italia, un passaggio che mi fa venire le lacrime.
    Tra l'altro, parliamo anche di cibo? Mi domando per quale ragione in Francia se ti fermi a casaccio in un ristorante o in una brasserie che ti è di strada, quasi mai ti ritrovi nel piatto della cacca. Puoi trovare piatti semplici, cucina "di casa", ma cacca quasi mai. A me, almeno, in sei o sette viaggi in diverse regioni francesi, non è accaduto che una volta, forse due.
    In Italia se ti fermi a casaccio rischi l'avvelenamento...

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  3. Esattamente la differenza che c'è tra amore e cura della cucina - senza essere per forza degli chef stellati - e creazione di n'attività per far soldi.
    Tra l'altro in Italia le sòle per turisti abbondano - tanto non ci torna più, che me frega - e poi i menù sono disegnati per far lasciare al cliente un "minimo" - 25, 30, 40 EUR - a prescindere da qualsiasi considerazione cuulinaria. Ecco, io questo all'estero non lo trovo. A Madrid si mangia in delle bettole che in Italia non farebbero neanche aprire, ma spendi 15 EUR.
    Insomma, siamo sempre più furbi degli altri.

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  4. Splendidi posti. Splendidi.
    E come fotografa non te la cavi per niente male :)
    D'accordissimo sulle differenze di accoglienza tra estero e Italia: continuamo cosi', facciamoci del male.
    BENTORNATA :)

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  5. Bellissimo reportage. Come nei giorni scorsi mi hai fatto tornare voglia di andare in Francia, soprattutto in quella Francia.
    Adoro Lione, ci sono stata due volte e non vedo l'ora di replicare.
    Bocuse a parte, a Lione si mangia davvero bene e a prezzi più che abbordabili. Lo scorso anno sono rimasta particolarmente impressionata soprattutto da "En mets fais ce qu'il te plait" e da "L'ourson qui boit", entrambi perfetti melange di cucina francese e giapponese.
    Mi appunterò invece gli altri indirizzi del tuo viaggio...

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  6. Sono già persa dietro ai programmi per le prossime vacanze... tutto merito dei tuoi reportage e delle tue bellissime foto, davvero splendide.

    PS: Anch'io mi deprimo quando arrivo in certi posti, non direi proprio al confine tra Austria e Italia, non c'è un limite netto. In certe regioni - e potrei citare anche regioni a me molto care - succede che al turista venga propinato di tutto... in nome di un'autenticità che più falsa non si può immaginare.

    A presto

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