mercoledì 21 aprile 2010

L'ignoranza gloriosa del palato



Niente ricette. E la foto di un limone. Di un Signor Limone. Ma avrei potuto metterci una zucchina, un pomodoro, una patata. Ecco, sì, una patata, perché non crescono già a bastoncini, come pare credano molti bambini americani.

Potrei avventurarmi in dotte e circostanziate dissertazioni concernenti l'agricoltura biologica e gli OGM?
No. Non potrei.
E quindi nemmeno ci provo.
Voglio essere ideologica. Che male c'è ad essere ideologici? Ideologia non è una parolaccia, anche se oggi molti sembrano crederlo.
Voglio essere ideologica. Ma anche pratica.
Facciamo solo pratica, così nessuno si ribella o si scandalizza per la mia assenza di indignazione riguardo alla parola ideologia.
Se posso scegliere tra un pomodoro locale di una varietà che conosco, coltivato come Dio comanda e raccolto nella stagione giusta, e un pomodoro di provenienza sconosciuta che probabilmente ha fatto il giro del mondo prima di arrivare alla grande distribuzione, e ci arriva che sia dicembre o giugno, scelgo il primo.
Perché? Perché è più buono. Più saporito. Più profumato.
Ha più potere nutritivo? Io credo di sì, ma anche se la risposta fosse no, lo sceglierei lo stesso. Sempre perché è più buono. E perché lo conosco. E mi ci affido. Faccio un investimento di fiducia. Poi, guarda caso, lo mangio ed è più buono.
Costa di più?
Costa troppo?
Parliamone.
L'altro giorno ho visto del prosciutto Pata Negra a 159 euro al chilo. Ho letto l'etichetta. Ingredienti: coscia di suino, sale, nitrati e coloranti. (Pata Negra? Chissà. Ma i 159 euro sono reali).
C'era del San Daniele a 30 euro al chilo. Ingredienti: coscia di suino, sale.
Non sempre ciò che è migliore costa di più. Punto primo.
Olio extravergine d'oliva al supermercato. Mi studio tutte le bottiglie. A casa ho olio in quantità, ma devo friggere, e il mio olio è troppo serio per usarlo per la frittura. Cerco un buon compromesso, un olio di qualità ma non pregiatissimo. E che vedo? Olio a 14 euro al litro. Peccato che da qualche parte in piccolo ci sia scritto che è ottenuto miscelando olii comunitari. In grande, invece, che è italiano, che è estratto a freddo e blablabla. Intanto in un altro negozio il "mio" olio cilentano DOP, quello che vado a comprare in azienda, è in promozione a 7,50 al litro.
D'estate, a Ischia, mangio delle insalate di pomodori astrali. Pomodorini per insalata che trovo solo là. Non se ne producono tanti, non costano tanto. Perché è estate e perché si coltivano là.
L'iceberg grigiolina che viene dalla California e viene confezionata in atmosfera modificata se la magnasse chi vuole. Idem per la banana che non marcisce, il pomodoro che non appassisce, la patata che non annerisce.
Dico a qualcuno che non deve acquistarli e consumarli? Ma quando mai. Poiché però io preferisco non acquistarli e non consumarli, gradirei che nessuno impedisse a me di scegliere altro. E temo che gli OGM completino l'assassinio delle piccole produzioni locali e del biologico.
Bisogna essere liberi di scegliere. Punto secondo.
Nonno Luigino del mercato a chilometri zero in Villa Comunale, con le sue patate-patate, non ce l'ha il potere economico per commissionare ricerche scientifiche che dimostrino che il suo prodotto è migliore delle patate per tutti gli usi (?) che trovi al GS. O più nutriente della patata geneticamente modificata.
Io però, da consumatrice, ho il potere di dimostrare che lo apprezzo di più. Ho il potere di lasciare nel banco frigo le buste di insalata pretagliata, di carote precotte, le melanzane a gennaio e le pesche che se stanno là tre mesi sono sempre turgide e colorate, beate loro.
Non è un piccolo potere. Lo voglio usare.

P.S.: che nessuno cerchi di farmi credere che i colossi mondiali dell'industria alimentare (evito il termine "multinazionali", così non dicono che sono ideologica) civettano con gli OGM perché pensano a sfamare l'umanità sofferente. Abbiano rispetto per la mia intelligenza, per quanto scarsa sia.

P.S. 2: queste poche parole sono espressione di un'opinione personale che qualcuno può trovare discutibile. Poco male. Io sono affezionata alle mie opinioni. Non sono un'esperta, non scrivo libri sul tema, non ho un fan club accanito e nessuno alzerà un sopracciglio se il finto progressista di turno mi prenderà a male parole. Sono a-scientifica? Può darsi (ne riparliamo tra cinquant'anni, anzi, ne riparlate, perché io non sarò più tra i vivi).
A me parlano il palato, il gusto. Mi parlano i sapori. Del resto, siamo qui a occuparci di cucina, mica di farmaci.

18 commenti:

  1. Sono il primo!!
    Ti quoto al 101% E per di piu' ti sei espressa in modo equilibrato, "ideologically correct".
    Ma a volte non si puo' fare come si vorrebbe. Solo per dire che gente come me, legata alla sedia sul lavoro e con poco tempo disponibile per andare in giro e scegliere, deve forzatamente ricorre al supermercato al sabato. E li', purtroppo, devi stare a quello che ti propongono. OK, si dovrebbe resistere, resistere, resistere. Magari. (firmato: un Corrado un po' depresso)

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  2. PS - Ovvio che al supermercato si puo' scegliere tra quello che ci propongono!!! Lo dico io prima che me lo dica qualcuno :-))))

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  3. Giò il tuo cilentano a 7,50????
    Me ne prendi una bottiglia??
    Sai quello che penso, tu sei nata con la penna in mano

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  4. Piango. Perchè? Mi hai bruciato un post che ho scritto nel we! AHahahahahaha :D
    PS
    Commento dopo per smaltire la "botta" :P
    Dillo che ti sei vendicata di quel "te possino!" di un pò di tempo fa....eheheheehehh :)))))

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  5. @Corrado, lo so, e infatti ho scritto: "Se posso scegliere". Però, a volte, fretta o non fretta, proprio non ce la faccio, qualcosa dentro di me si ribella.
    Vedi se trovi qualche mercato domenicale. Io per fortuna, da un po' ho l'imbarazzo della scelta. :-)

    @Lydia, non so se c'è ancora. Posso provare la prossima settimana, adesso sono in partenza, come sai, e il posto è lontanuccio. Una sola bottiglia?
    Quanto alla penna in mano, grazie come sempre. Certe volte preferirei la katana, ma vabbe' :-)))

    @Gambetto: se non lo pubblichi ti pesto. :-))) Ora pretendo di leggerlo, eh? Altrimenti mi vendico sul serio.

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  6. Ti ho girato la bozza in privato poco fa e non sapevo che volevi pestarmi...altrimenti vedevo di corregggerlo dagli errori grammaticali o altro :P
    Ehehehehee
    Stavolta ti ho letto io nel pensiero :PPPPPP

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  7. perfettamente d'accordo... e come chi mi spaccia la parmigiana di melanzane fatta con formaggi dietetici e melanzane surgelate... diciamo che porse è la sua cucina povera... la mia mamma dice sempre chi meno spende più spende e sul cibo (e non solo) sono d'accordo, un esempio, ieri per la mia spremuta di limoni mattutina sono andata al super, ho comperato due kg di limone di Sorrento spendendo se non sbaglio 1.90 al kg erano in offerta per 1.20 c'era quelli normali e ho preso anche quelli ,a la mia vera spremuta è il doppio, è saporita ed è meravigliosa... è vero ho speso di più ma il gusto il sapore e il piacere di gustare non me lo regala nessuno! ciao Ely

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  8. Ecchecavolo! Giovanna for president forever!
    Mi pare talmente chiaro quello che hai scritto che non capisco perchè pochi lo recepiscono... o forse lo capisco troppo bene. :-(

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  9. Tutto ciò che dici è sacrosanto, ma non cambia niente alla realtà sociale ed economica che rappresenta la spesa sistematica nel circuito "facilitante" della grande distribuzione. Tutto il resto è lusso, è la gente non si può permettere il lusso quando deve fare mangiare 4, 6 o più persone 3 volte al giorno. Non è solo questione di tempo, energia e voglia, è una semplice questione di numeri. Quindi la vera battaglia, secondo me, è quella che consiste nel cercare di imporre scelte diverse alla detta grande distribuzione, magari attraverso associazioni di consumatori o movimenti di utenti, oltre naturalmente a tenere gli occhi ben aperti quando si fa la spesa al super...
    La battaglia per un cibo ecosostenibile è una battaglia socio-politica, e in questo campo, si sa, la lotta individuale serve a ben poco...

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  10. Non posso che essere d'accordo con te. In quanto poi ai pomodori di Ischia, beh, lasciamo perdere che mi viene l'infarto (il cestone che mi ha regalato il bagnino del Miramare di Sant'Angelo, erano di suo padre...una cosa da svenire!!!)
    Lo stesso accade qui quando vedo gli asparagi dal Perú (e la nostra zona é vocata all'asparago, specie quello bianco). Poi come altri sono costretta a comperare prodotti non locali: da noi limoni non ce ne sono, anche i pomodori coltivati nei campi, sono diversi dai vostri, peró al momento di fare la spesa, compero meno e cerco di comperare meglio. Non ha senso per me acquistare fragole spagnole o carciofi dall'Egitto, portarmi a casa grandi quantitá di cibo di scarso sapore solo per una questione di risparmio. Nel mio piccolo risparmio, e anche molto: non acquisto prodotti fuori stagione (neanche prodotti congelati tipo piselli, funghi o altro) sento proprio di non averne bisogno, sento invece che il mio fisico ha bisogno della stagionalitá alimentare. Supermercati e negozi li visito tutti i giorni per motivi lavorativi, e spesso quardo nei carrelli dei clienti cosa ci buttano dentro: piatti precotti, buste di semilavorati, prodotti di quarta gamma, merendine a gogo, schifezze varie...ma i prodotti freschi sono sempre meno, e quando ci sono, sono i piú economici o quelli fuori stagione. Ma non voglio sentir parlare che non c'é tempo per cucinare, perché sono storielle da bar.

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  11. Olio del Cilento? San Mauro?
    Hai ragione, meglio mangiare il buono. Il problema è saperlo riconoscere e in qualche caso abbiamo rinunciato alle distinzioni. Ad esempio, il pesce di allevamento. Mi sembra che ora si cerchi il pesce buono intendendo di buon allevamento e non ci si chiede se sia selvaggio oppure no. La vulgata potrebbe essere "sempre meglio il pesce".

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  12. Rispondo a Jean-Michel e chiarisco per tutti: JM, hai perfettamente ragione. Infatti il mio discorso è solo parzialmente diretto al consumatore. E' soprattutto diretto a coloro che vogliono convincerci ,contro ogni evidenza e facendo i propri interessi, che tutte le vacche sono nere: il locale e il globale, il biologico e gli ogm. Non posso contrastare da un punto di vista scientifico certe affermazioni, non è il mio terreno e non scendo su un terreno non mio. Ma il terreno del sapore, del gusto, dell'olfatto, quello è mio ed è di tutti. E riguardo ai costi, ha ragione Alex.

    @Alex: hai pienamente ragione anche tu. Vecchia questione. Si risparmia forse comprando i precotti, i surgelati, i sughi pronti? Ma quando mai. Il risparmio è una necessità per molti, ma in molti altri vincono semplicemente la pigrizia, l'assuefazione al peggio, l'omologazione del gusto con conseguente livellamento verso il basso.
    Tutte le verdure, gli ortaggi, la frutta, in stagione costano di meno. Basterebbe questo.

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  13. @Ely: se voglio fare della cucina povera uso ingredienti poveri, non la qualità peggiore di ingredienti non poveri. Tua mamma ha ragione :-)

    @Stella di sale: ne ero sicura ;-)

    @Carlotta: il presidente no, per carita! Solo all'idea di avere a che fare con certi figuri....

    @Vincenzo: sì, San Mauro :-)

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  14. sacrosante parole!!
    e soprattutto, grazie per la simpatica segnalazione tra le aziende!!
    una richiesta, anzi 2: posso mettere un link al bolg sul mio sito? sto cercando di allestire una pagina con le ricette dei prodotti, stagione per stagione... posso linkare anche lì qualcosa del vostro blog?
    grazie!
    marialuisa

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  15. Sei ideologica e faziosa...requisiti fondamentali per essere la mia socia! :)
    Per quanto riguarda il fattore "prezzo" devo dire che al mercatino della Coldiretti a Sesto Fiorentino tutti i venerdì mattina, i prezzi non si discostano molto da quelli della GD. Non ci sono prezzi da gioielleria non accessibili a tutti, le verdure sono ottime,la scelta è limitata alla produzione di stagione, come è giusto che sia.

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  16. @Marialuisa: per me non ci sono problemi (si tratta di links alle ricette, se ho capito bene, non di copiare le ricette sul sito, giusto? Mandami una mail che ne parliamo meglio: lostinkitchenblog@gmail.com).

    @Lisa: già lo ero di mio, ma con la tua compagnia sono peggiorata :-))))

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  17. sono fortunata e lo so.
    vivo in una grande città faccio da mangiare per 6 perosone a botta (anche se non 3 volte al giorno) e mi posso permettere il lusso anche lavorando a tempo pieno da turnista ospedaliera (si turnista che i medici ospedalieri quanto ad orario sono come gli operai) eppure riesco a comprare dai piccoli produttori locali le verdure le compro all'orto, la carne alla macelleria aziendale che a sua volta fornisce il letame al contadino dell'orto.
    chiudono alla sera alle 19 e ho i loro numeri di telefono e posso ordinare via telefono per poi passare a ritirare.
    nel tempo poi s'è instaurato un rapporto di fiducia tale che se proprio non ho la possibilità alla chiusura passano da casa mia e consegnano.
    questo per rispondere a corrado, a meno di non uscire dal lavoro tutti i giorni alle 21 si può far la spesa dai piccoli produttori lcoali basta organizzarsi e fidelizzarsi.

    Ancora mi capita di vedere gente che al contadino chiede i pomodori a gennaio e io ho già detto che se cede perde una cliente, e non scherzo.
    ho anche la fortuna di avere un supermercato di grande distribuzione sotto casa che però ha un buon occhio per i prodotti stagionali.
    ti faccio un esempio, le fragole non le compro dal contadino perchè i proprietari del supermercato hanno stipulato un accordo con un piccolo produttore locale che produce delle fragole da sturbo, una cassetta al giorno non di più ma che ci sono lo senti dall'ingresso.
    e così per i ravanelli, le cipolle, le patate e le arance.

    sul discorso ristorazione e distribuzione mi capita proprio ieri di andare a cena in un ristorante romano, si chiama Atlas Coelestis (che se passi di qui ti consiglio caldamente) che su tutte e due le carte ha la lista dei fornitori così leggo che le verdure arrivano da due banchi del mercato di monteverde, la carne dalle aziende agricole (aquaranda), il latte e la panna e lo yogurt dalla mila e le uova da paolo parisi e stessa storia per riso, pasta, farina (mulino marino) e così via....si precisa che non si lavora con i semilavorati ma che si parte per ogni cosa dalle basi.
    non è ideologia è praticam vera e non sembra nemmeno difficile.

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