giovedì 4 marzo 2010

Nomina sunt omina


Non ricordo cosa rispondessi a chi, quand'ero bambina, mi chiedeva cosa volessi fare da grande. Di idee ne ho cambiate tante, passando per tutte quelle canoniche: dalla cantante all'attrice alla ballerina, anzi, per essere più precisa, la gemella Kessler :-) Ho passato innumerevoli pomeriggi a canticchiare "La notte è piccola" davanti allo specchio, dando di gomito esattamente come le gemelline, in un vano quanto goffo tentativo di emulazione.
Però sono convinta che tante di noi covassero nel segreto dei loro piccoli e neri cuoricini l'indicibile aspirazione di diventare streghe.
Certo, nessuna lo confessava. Sembrava brutto. (Non so a voi, ma a me il "sembra brutto", ripetuto incessantemente da madre e nonna come fondamentale principio del vivere sociale, ha rovinato l'infanzia).
"Dimmi, bella piccina, cosa vuoi fare da grande? La crocerossina? La maestra?"
"Ma quando mai. Io voglio fare la strega".
No, non sarebbe stato confacente alla graziosa stupidità richiesta alle bambine di allora.
Sono certa che la mia amica e socia Lisa coltivasse questa oscura aspirazione sin d'allora. Qualcuno dice che l'ha realizzata. Io dico di no. Qualcuno pensa che l'abbia realizzata anche io, ma siamo ben lontane dal traguardo, lasciatemelo dire.
Però questo struggente desiderio ci pervade e ci accomuna.
Il fascino della strega sta proprio nella sua distanza dalla graziosa stupidità di cui sopra. E' un caso che si definiscano "streghe" le donne dal carattere tosto, spigoloso, non remissivo e magari anche un pizzichino aggressivo? Quelle lì, insomma, che anziché farsi fregare dai primi cretini che passano si sanno tutelare molto bene dalle insidie, anzi, sanno essere pericolose? No, non lo è.
Perciò ho il fondato sospetto che il nostro desiderio di essere streghe derivi dalla più concreta ambizione di non farci fregare non solo dai primi cretini che passano, ma nemmeno dagli ultimi. E' questo a renderlo così struggente, e nello stesso tempo così irrealizzabile. :-)

Forse sta qui la ragione per la quale mi è sempre piaciuta questa ricetta. C'è stato un tempo in cui godeva di enorme popolarità. Come le sue autrici, le sorelle Simili, delle quali siamo tutte in qualche modo figlie, perché sono coloro che per prime ci hanno fatto capire che si poteva panificare a casa. E' rapida, sempre efficace, sta bene tra gli aperitivi, si accompagna a formaggi e salumi, creme.
Mi sono concessa la sola civetteria di aggiungervi della cipolla e di tagliare la pasta a strisce anziché a losanghe. Per il resto è la Simili's version, in tutto e per tutto. Pure nel lievito: dato che il prodotto dev'essere croccante, diminuirlo servirebbe solo a prolungare i tempi di lievitazione. Le Sorelle consigliano di stendere la pasta a macchina, ma la sua consistenza permette di stenderla perfettamente a mano.
Per inciso, le sorelle Simili spiegano che il nome delle Streghe deriva dal fatto che erano la prima cosa a venire informata, di notte, per verificare che il forno fosse a temperatura. Di conseguenza, spesso si bruciavano.
Ecco, magari questo era meglio non saperlo. Riporta bruscamente alla realtà e toglie il fascino all'aspirazione di tutta una vita. :-)

Streghe

500 g di farina 00
250 g di acqua
25 g di lievito di birra
50 g di strutto
12 g di sale
sale, olio, cipolle rosse tagliate a velo

Impastare la farina con il lievito e l'acqua, a metà lavorazione unire lo strutto e infine il sale. L'impasto non deve essere molto tenero. Lavorarlo energicamente, battendo, quindi farlo lievitare per 45-50 minuti.
Riprendere la pasta e, senza lavorarla, stenderla sottilissima, aiutandosi se necessario con un po' di farina (deve essere un velo, quasi come una pasta da strudel). Disporla su una placca unta con olio, spennellarla con olio d'oliva, spolverizzarla di sale. Volendo aggiungere le cipolle, bagnare anche queste con l'olio in modo che non brucino. Tagliare la pasta con una rotella, a losanghe, a strisce o come si preferisce e cuocere in forno preriscaldato a 210° per circa 10-12 minuti.

11 commenti:

  1. Sono stupende, complimenti! E il tocco della cipolla poi...irresistibile!

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  2. Gio', ma vuoi mettere il calore di un bel falò contro l'umidità della terra? :)

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  3. credo che in ogni donna covi il segreto desiderio di essere una streghetta e sono convinta che un pochino lo siamo e che esserlo ci renda speciali!..quindi con un nome così e con la cipolla che io adoro come possono non piacermi?

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  4. Felice di non essere stata inserita nel novero delle tue amiche streghe.
    Lo hai capito che sono una fata io!!!!!!!!!!!!!

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  5. Streghe.... Fate... ogni vostra ricetta sembra sempre uscita come una magia..!!!

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  6. splendide e in veste allungata sono ancora più belle, io da grande volevo fare la mamma e fino a qui ci sono riuscita :-))) poi tutto il resto! baci Ely

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  7. Bello il nuovo "taglio" e l'accostamento con le cipolle rosse!
    P.S. Nell'ordine volevo diventare una hostess e una fatina... strega... naaaa!!! ;-)))

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  8. wow che meraviglia!! complimenti!! ciaooooo

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  9. bah volevo diventare un dottore e non ho mai cambiato idea.
    dovendo scegliere tra fate e streghe megli le streghe specie con la cipolla

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  10. Donna = Strega, gli uomini l'hanno sempre saputo. Ma come si fa a vivere senza streghe?

    PS - Hai fatto una robetta golosissima :-)

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