giovedì 25 marzo 2010

Avvinto come l'edera



Il titolo che ho dato a questo post, citazione con cambio di genere (dal femminile al maschile) della celeberrima "L'edera" di Nilla Pizzi, a me ricorda tutt'altro. Mi ricorda la parodia fatta dal Quartetto Cetra de "I tre moschettieri" nella stupenda, indimenticabile serie chiamata "Biblioteca di Studio Uno" in cui i quattro spiritosi, bravi e lievi artisti rifacevano alla loro maniera i classici della letteratura. In particolare, la parodia de "L'edera" veniva cantata dalla stessa Nilla Pizzi nei panni della regina di Francia Anna d'Austria. Donna più autoironica di quanto pensassi, la Pizzi. Mi strappò una sincera risata quando cominciò a intonare: "Son qui, trattengo il mio respir, e piango sulla federa"...
Avvinto come l'edera, quasi, è il dischetto di gelée di fragole che vedete occhieggiare in mezzo alla crema al mascarpone. Vabbe', esteticamente si può fare di meglio, ma far restare incollato alla parete del bicchierino quel "bottone" gelatinoso non è cosa semplicissima. Molto dipende dalla forma del bicchiere: alcune non si prestano, fidatevi. I bicchierini panciuti mi sembra siano quelli più collaborativi :-)
Quanto alla ricetta, è molto semplice. La crema viene da una ricetta passatami anni fa da Lisa. Ne ignoro la fonte. Pronta a citarla, qualora qualcuno la conosca.

Flair rivisitato (poco)

Biscotto di mandorla con buccia, cannella e limone (di Paco Torreblanca):

lo trovate QUI. Sostituite però il limone con l'arancia.

Ritagliare dei dischetti di diametro leggermente inferiore al fondo dei bicchieri e disporne uno sul fondo di ciascun bicchiere.


Crema leggera al mascarpone e arancia:

200 g di tuorlo d'uovo
70 g di zucchero
23 g di acqua
250 g di mascarpone
250 g di panna fresca non montata
10 g di scorza di arance non trattate
4 g di gelatina in fogli

Montare i tuorli, cuocere acqua e zucchero a 121°. Versare lo sciroppo sui tuorli e continuare a sbattere con le fruste fino a raffreddamento.
Ammorbidire la gelatina in acqua fredda, scolarla e strizzarla benissimo quindi scioglierla.
Mescolare la panna con il mascarpone e la scorza d'arancia, unire al composto di tuorli e infine amalgamarvi la gelatina.


Gelée di fragole

Ve ne occorrerà pochissima, vi do la dose per litro di polpa, da ridurre:

1 litro di polpa di fragole
50 g di zucchero
50 g di gelatina vegetale (questa della Sosa)*.

Scaldare la polpa di frutta con lo zucchero, portarla a 60-65°, quindi spegnere il fuoco e aggiungere il gelificante, facendolo dissolvere bene. Lasciar raffreddare e riporre in frigo. Tagliare quindi la gelée con un coppapasta nella forma desiderata.

*Naturalmente si può usare qualunque gelatina (cambiando la dose), ma il vantaggio di questa è che rende la gelée coppabile senza darle alcuna consistenza gommosa, lasciandola morbida. E la gelificazione è reversibile: potete scaldare il composto di nuovo, se necessario, e tornerà a gelificare una volta raffreddato.

Montaggio:
Versare un leggero strato di crema sul disco di biscuit, far aderire il dischetto di gelée alla parete del bicchierino, quindi riempire con la crema restante. Riporre in frigo per qualche ora. Al momento di servire, decorare con fragoline fresche.

7 commenti:

  1. ma che belle... coppette meravigliose!

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  2. Che belle!! ^-^ Al mio ragazzo piace il mascarpone, a me le fragole, è perfetto!!

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  3. che deliziose coppette ripiene di delizia!

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  4. ma quanto sei brava, mi ci avvinghierei di sicuro come l'edera a questi bichierini :-))

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  5. Ammazza che spettacolo!
    Sono cosi' belle che spiace mangiarle.

    Un sorriso rosso fragola,
    D.

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  6. troppo forte questa cosa del dischetto di gelée!
    io non avrei mica tanti scrupoli come Diletta però a mangiarle :)

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  7. @tutti: ehilà, che vi devo dire, grazie! Questi bicchierini sono di una semplicità disarmante, con o senza dischetto.

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