lunedì 15 febbraio 2010

Non siamo angeli (anzi)

Prima di parlare dell'argomento di oggi, una premessa non è necessaria: è solo una mia esigenza, e chi lo desidera può saltarla a pie' pari.
Come senz'altro sa chi ha letto qualcuno dei post che ho dedicato ai ristoranti, non scrivo recensioni. Non solo non lo so fare, ma non lo VOGLIO fare. A me interessa far sapere a quei pochi che mi leggono che il tale o il talaltro posto mi è piaciuto, che la cucina è soddisfacente, che le materie prime sono di qualità. Amo il consiglio, che si tratti di darlo o riceverlo, come tra amici. Non vado oltre il "buono/no buono" di Andyluottiana memoria (in una trasmissione che si chiamava "L'altra domenica", se la ricorderanno i più attempati). Non sto a fare sofismi sull'apparecchiatura o su ciò che c'è all'esterno (addirittura!) di un ristorante, può piacermi una trattoria "ignorante" (come la chiamerebbe Lisa) o un ristorante stellato, non me ne importa un asterisco di fare la figura della tizia trendy che gira per tavole blasonate o che va a provare il locale di moda del momento. Mi piace mangiare bene, che si tratti di una penna all'arrabbiata o di un dessert raffinato. Punto.
E non nascondo di provare una certa insofferenza, per non dire repulsione, verso la pletora di recensori autolegittimati che elargiscono pareri come fossero diamanti, facendoli discendere da cieli iperurani; pareri levigati, minuziosi, spesso nervosi, talora rosicanti, pareri un tanto al chilo o gratuiti, poco me ne importa: ciò che mi infastidisce è il tono. Il linguaggio.
Tono e linguaggio di chi è lontano da noi, o si sente tale, di chi vuol suggerire che può (può che cosa? Non chiedetelo a me), di chi assume la propria legittimità a fare o disfare la fortuna di un ristorante come un diritto divino, e ancor più fa sorgere il sospetto che quella legittimità se la conferisca da solo perché altrimenti non gliela conferirebbe nessuno.
Mannaie e accette che frullano nell'aria, o lodi incomprensibilmente sperticate, il tutto in un italiano involuto e contorto fino a risultare criptico. Discorsi autoreferenziali. Parlarsi addosso per sembrare ciò che non si è. Darsi un tono, un ruolo, una ragione per esserci.
Non dico che i recensori/critici siano tutti così, ce n'è qualcuno che non avverte la necessità di essere incomprensibile o sguaiato per risultare credibile, ma mi pare di veder crescere in giro il numero dei tromboni spocchiosi che parlano per il gusto di sentire il suono della propria voce o il coro garrulo e ciarliero dei consensi. Ciucci e presuntuosi, come si dice a Napoli. E sempre più preferisco un'isola in cui essere lost insieme a quattro amici e mangiare Tzatziki a colazione, se ci va, :-), amici coi quali preparare una carbonara o cenare nel ristorante sotto casa senza sentire il bisogno di cercare lo stellato per poi correre alla tastiera a lodare o storcere il naso secondo l'umore o la convenienza (storcere il naso, però, fa più figo, siamo franchi).
Be', se devo scegliere un posto dove mangiare, preferisco il passaparola disinteressato. O qualche guida utile e affidabile (perché qualcuna ancora ce n'è).
Nessuno mi paga, nessuno mi offre pasti gratis, se lo facessero me ne vergognerei come se stessi rubando qualcosa e sarebbero anche tonti, visto che il mio gradimento verso un ristorante non gli porterà certamente orde di clienti adoranti.
Bene. Il pistolotto, tengo a dirlo, è l'espressione di un sentire comune mio e di Lisa, e nasce da una serie di considerazioni sul panorama attuale. Val la pena di dirlo, visto che, come asseriva qualcuno, io e lei siamo sempre d'accordo...
Sono stata abbastanza acida? Me lo auguro, non vorrei smentirmi, e poi se non lo fossi stata, Lisa mi toglierebbe il saluto. Anche Lydia, sospetto. :-)

E veniamo alla sostanza, che si chiama Il ristoro degli angeli, ed è un piccolo ristorante di Salerno nel quale sono capitata per caso in un sabato di acquisti.
Bel menù, semplice il giusto, creativo il giusto; nessuna spocchia (astenersi tromboni), ottimi ingredienti per piatti cotti alla perfezione. Sì, mi hanno colpita le cotture, tutte perfette: quella dell'ottimo spaghettone (il piatto migliore, secondo me), del riso, della triglia e del tonno. Niente cotto trenta secondi in più o in meno del dovuto. Eccellente l'abbinamento di sapori degli spaghettoni, un po' più incolore il riso, delizioso il tonno, piacevolissima la triglia.
Come al solito, qualche appunto sui dolci: buono e friabilissimo il cannolo al limone, troppo duro il parfait (e troppo collosa la salsa al cioccolato).
Conto onestissimo, pure troppo.
Ve lo consiglio di cuore, senza pretese di autorevolezza.

Spaghettone cacio e pepe con pesto di broccoli e profumo di mare:




Riso Acquerello mantecato all'Aglianico e pecorino di Pienza:




Triglia croccante, carciofi alla mentuccia, battuto di pomodori e olive:




Trancio di tonno al rosa, cipolla rossa caramellata, verdurine al limone:



Parfait al cioccolato, mousse al caffè, salsa di arancia:




Cannolo al limone, salsa alla verbena e zeste candite:




Il ristoro degli angeli
Via Francesco Conforti, 16 - Salerno
Tel. 089.2960329

38 commenti:

  1. Finalmente indirizzi nuovi.

    Grazie Giovanna!!!
    :-))

    PS: mica tanto acida, se ti applichi fai di meglio
    ;-))

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  2. Dani, davvero???? Mannaggia, che faccio, cancello il post e lo riscrivo? ;-))))

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  3. Giò, vorrei avere anche solo un pizzico del dono che hai tu, mi riferisco al saper scrivere.
    In giro leggo certe cose di una noia mortale, se va bene, altrimenti strafalcioni, discorsi pseudo intellettuali o finto forbiti.
    Per non parlare delle recensioni, che io per principio salto a piè pari, pare che oramai tutti sappiano fare solo quello con una prosopopea davvero insopportabile.
    Preferisco mille volte i consigli disinteressati di chi sa anche cucinare oltre che far finta di mangiare

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  4. Ma dai! La nota acida è leggera...ma persistente :)
    Belle le foto, mi piace guardare e immaginare, strano non noto nessun doppio salto mortale carpiato con doppio avvitamento per gli spaghettoni(da divorare adesso e subito)
    Ma le voci non le hai sentite? E nemmeno la Chiamata? Ma la foto di te vestita di pelli di cammello che recensisci locuste e miele selvatico quando la metti?

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  5. @Lydia, ad acidità vedo messa bene anche te. Grazie per il complimento, ma la mia scrittura è troppo naif per competere, lo sai bene.
    Peccato non mi sia venuta in mente la parola "prosopepea": sentivo che mancava qualcosa, era quella.

    @Lisa: va bene se mi vesto di pelo di husky e recensisco un ristorante Inuit che serve carne di narvalo, ma rigorosamente in piatti di ghiaccio realizzati importando il medesimo dal Polo opposto?

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  6. @Lisa: P.S.: di voci ne sento tante. Non sto a riferirti che mi dicono.
    Quanto alla Chiamata, dev'essere mia mamma che s'è ingrippata per l'ennesima volta nel tentativo di usare il videoregistratore.

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  7. Giovà, solo se il dente del narvalo è usato come segnaposto! E non dimenticare un bezoar come dessert :)
    Nel tragitto non mancare di distruggere e bruciare tre o quattro icone...fa figo ;)

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  8. Basta che non abbia questo link anche il proprietario del locale...altrimenti alla lettura della riga "Conto onestissimo, pure troppo." chiama il suo tipografo di fiducia e fa ristampare tutti i prezzi del menù! ehehehehe
    :P

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  9. Acido leggero come uno yogurt a colazione. Forse un po' scaduto. Ma comunque andato di traverso perchè qualcuno ti dà una botta tra capa e collo.

    Effettivamente ogni tanto si rischia di diventare "diarroici". Senza contare che dopo le folate di pizza e mandolino c'è la possibilità di una oleografia da intellettuale con i calzini bucati.

    Non me la sento di dare torto a Alberto Alessi. Restare in ambito proprio fa bene. Quindi, confrontarsi piuttosto che dilagare. Altrimenti si gioca a cucinare o si gioca a fare il giornalista. Io non ho dubbi: magno :-)

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  10. mmmm non sono convinta fino in fondo. Capisco le ragioni, ma...

    Se un blog, un sito o qualunque scritto non mi piace chiudo dopo le prime righe e leggo altro.
    Non vedo perché leggerlo, dissentire, tornarci e poi farsi il sangue amaro.

    Giusto?

    :-)))

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  11. Giovanan, ho detto che tu volendo sai far e di meglio, non ho detto di farlo!

    ahahahah!!!

    ;-))))

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  12. @Dani, ben detto. E' quello che faccio, infatti.
    Anche se... certi comportamenti li scontiamo tutti. Per esempio, c'è chi è convinto che al ristorante andiamo tutti vantando il fatto che abbiamo un blog e pretendiamo di non pagare.
    Per non parlare di quelli che ci fanno fare la figura dei cafoni, rivendicando comportamenti a dir poco maleducati nel tal ristorante come fossero meriti.

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  13. Daniela, consentimi di dissentire almeno in parte da quello che dici.
    Si, può essere vero quello che dici tu "se un sito..non mi piace ..chiudo e leggo altro", ma Deo gratias siamo dotati di senso critico e pure di raziocinio.
    Se un atteggiamento, un modo di porsi e di esprimersi non mi piace, avrò bene il diritto di dissentire e di esprimere la mia opinione.
    Io sono con Giovanna, questo atteggiarsi a padreterni, questo arrogarsi il diritto divino di fare e disfare come fossimo chissacchì, questo giocare a fare i giornalisti, mi fa davvero sorridere.
    Penso convenga un pò a tutti restare con i piedi per terra,
    e se vogliamo parlare di cibo, beh converrà imparare a fare almeno un filetto di pomodoro

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  14. grazie e che bei piatti, peccato essere un pò lontanucci, ciao Ely

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  15. Gio, ti quoto al 99% !!!!
    Quell'un per cento e' per quando rammenti Andy Luotto: Ma attempati a chi??????

    PS - Andy Luotto ha un ristorante a Sutri (Viterbo), che si chiama "Il d'Angeli".

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  16. @Gambetto: domani vado a mangiare in un altro posto che, mi dicono, ha prezzi onestissimi. Lo scrivo, così pian piano stermino tutti i posti dove ancora si può mangiare bene con poco. :-)

    @Vincenzo, io so' un tipo "pane e puparuoli", magno, tento di cucinare, non ho mai imparato a suonare la grancassa e ignoro i principi del sapersi vendere bene. Felicemente, li ignoro.

    @Ely, lontanissima, credo. Ma non si può mai sapere. Io prendo nota di posti che non visiterò mai, accumulo indirizzi assurdi, poi magari un giorno mi torneranno utili.

    @Corrado: attempati a... me, prima di tutto :-)

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  17. Dimenticavo...su quella cosa che il Vomero è un paese...hai perfettamente ragione ;)

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  18. l'introduzione mi ha fatto molto sorridere. mi piacerebbe tanto poterlo provare, ma sarebbe un viaggio scomodo e oneroso :)

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  19. Ma come ti permetti !!!!
    IO-NON-SONO "ATTEMPATO" !!!! Eppure "L'altra domenica" me la ricordo (E RIMPIANGO) bene...
    (Mitica la macchina per rompere le uova, anzi... gli "UVI", come li chiamava Andy, ora cuoco di fama).
    Su questo la pensiamo uguale: ancora devo ringraziare "l'altro totem" per i preziosissimi consigli della bettola a Pignasecca o di Starita a Materdei (anche se questa un nome già ce l'ha)... l'importante non è il contorno ma la qualità (dalle materie prime, al servizio, alla pulizia).

    P.s.: mi spieghi il significato di "sofismi", "trendy", "blasonate" ed "iperurani"? ... che io sono "ignorante" come le trattorie di Lisa e tu scrivi troppo "ciovile" (come diceva Giuseppe Gioachino Belli) hehehehehe
    P.p.s.: tra le dritte Tzatzikare ci metto anche l'enoteca ad Ischia :-D

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  20. @Jacopo, alla tua domanda"mi spieghi il significato di "sofismi", "trendy", "blasonate" ed "iperurani"?" ti risponderei io con una sola parola che riassume il tutto :) Ma aspettiamo Giò...che ha più "civile" di me, pure io son come le trattorie :)

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  21. sono daccordo con te! poi tra l'altro sono stata ultimamente a Napoli apposta per andare a mangiare la pizza da Michele perchè la trovi una buona pizza e ne ho parlato sul mio blog citandoti,(passa da me se vuoi!)per verificare in buona fede eh!intendo,
    ma stavolta per il ristoro degli angeli ho verificato prima io ah!ah!ah!
    ci sono stata tante volte anche per il mio compleanno il 10 marzo scorso e ho anche messo sul blog le foto di quello che ho mangiato anche a me piace parecchio
    a presto cocozza

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  22. @Lise.charmel: dai, non mettiamo limiti alla provvidenza :-)

    @Jajo: era il '73. O bari sull'età o eri un bimbetto. :-)
    Quanto alla spiegazione dei termini, Lisa è sulla strada giusta, mi rimetto alla sua :-))))
    Però ti dico fin d'ora che la prossima volta che vai dal "filettaro" pretendo che illustri con dovizia di particolari l'ambiente, le luci, i frequentatori, il quartiere, la rava e la fava (no, magari quella no). E che scriva di aver pagato 400 eurucci per un mozzico di baccalà. altrimenti ti giochi ogni credibilità. ;-) Magari perché l'hai accompagnato con lo Chateau d'Yquem, che non ci azzecca niente ma fa sempre la sua porca figura. ;-)))))

    @Cocozza: bene, mi fa piacere che tu abbia provato Michele. Quanto al Ristoro degli angeli, mi fa piacere trovare persone che lo conoscano, c'era davvero poca gente, nel locale, pur essendo sabato sera.

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  23. concordo!!
    se le vostre fossero recensioni e nn pareri da"clienti"le glisserei facilemente ;)

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  24. Mi dispiace contraddire un totem (fulmini e saette imperituri su di me!!!!) ma L'altra domenica è andato in onda dal 1976
    al 1979 (e io sono del 1968); forse ti confondi con "Alto Gradimento", che andò in onda dal '70 al '76 (ma ricordo benissimo anche quello... Paaaatroooocloooooooooooo
    Spadolini 10 babà !!! hahahaha
    E Aristogitone,
    e Scarpantibus
    e "Iiiinnnn galeeeeeeraaaaa"
    hahahahahahaha)
    Ho una venerazione per quelle trasmissioni ;-D
    Il "Filettaro" (di cui v'ho fatto du'... sacche... così) l'ho già ampliamente descritto qui (http://civesromanussum.blogspot.com/search/label/filettaro ), soprattutto nelle luci e nelle atmosfere; il RIONE è il VII° - Regola, ed un filetto mi pare ora costi 5,00 € (e li merita TUTTI): ma non è UN filetto, bensì IL filetto :-D
    Alla faccia del "boccone": sono filetti lunghi più di 20 centimetri e saziano più di una pizza :-)
    E, con questo (precisando che "quella dello Chateau d'Yquem", o Vosne Romanèe che dir si voglia, è la Delogu, oramai sempre più "Michelinizzata" :-D), mi sono meritato una doppia razione di "termini" da Lisa.... ma anche da te... da Lydia.... da Daniela... da Roberto e, perfino, forse, da Gambetto hahahahahahahaha

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  25. Giovà, mi sa che Jajo ha ragione, l'altra domenica me lo ricordo anch'io che sono del 1972.
    P.S.
    Il filettaro è una drogaaaaa

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  26. Quello dell’alta ristorazione è un mondo di tromboni, certo con le sue eccezioni: basterebbe vedere, oltre allo stile delle recensioni, a quale pubblico sono indirizzate. O come reagiscono molti dei recensori ad appunti e critiche dei “non accreditati”. Mentre però il linguaggio retorico e pomposo mi allontana ma non mi offende, quello da ignorante mi lascia perplesso: ci si può rivolgere, per un’esperienza di gusto, al cuoco come ad una battona di strada? Diffamare una cucina che non si gradisce? Costruire un universo negativo su un piatto mancato? O dispensare allori solo se non si paga il conto? La prima cosa che mi viene in mente, ed è una cosa in cui credo, al di là di quante cose si sono accumulate nella memoria o di quanti ristoranti si è frequentato, è che il cibo non si apprezza se non si è educati, e se non si è educato sé stessi. Intendo educare nel senso più ampio del termine, umanista ed eclettico. Valori personali, che si contrappongono ad un mondo fatto solo di teppismo, di competizione e di denaro; so che questo è il mondo in cui vivo, e che penetra ovunque, ma finché ne vorrò costruire un altro, considero questi valori una parte della mia salvezza, della mia redenzione laica.
    Su altri limiti personali, posso arrendermi; le esperienze che non potrò e che non posso fare, quello che non posso raggiungere e che non sono capace di fare. Ma coltivo il mio spirito, e amo il cibo perché non esclude e separa, o apparta e divide, ma perché è un ponte, un’esperienza di convivialità. Mi arrendo a questo, ed è sufficiente non fermarmi a me stesso per essere felice.

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  27. @ChefClaude come sempre i tuoi interventi sono un'occasione di riflessione unica, non è piaggeria, lo dico davvero. Grazie

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  28. Uno dei ristoranti/trattoria/betola di campagna dove ci troviamo meglio lo abbiamo scoperto grazie appunto ad un pasaparola fra bloggher... quindi figurati se non approvo in pieno quello che dici!
    Intanto mi segno anche questo indirizzo....
    Per quanto riguarda quella legera nota acida... è come la pasta mamma!
    Da il gusto del vero!
    ehehehehehehhe

    nasinasi

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  29. @Lisa: grazie a voi, soprattutto!

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  30. Giovanna mi hai messo in crisi!!!!
    Che vi preparo sabato? Per domenica Donato ha prenotato in un locale ben recensito,provato e approvato, e tu ora scrivi questo....buuuààààà

    Amarisca

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  31. @Jajo: come potrei fulminisaettarti dopo quello che hai scritto nel tuo blog? :-) E tra l'altro hai ragione e io ho sbagliato.

    @Mirtilla: a me stanno benissimo le recensioni, purché non ci si atteggi a padreterni.

    @Fabrizio (arteteca): vero? :-)))

    @Chefclaude: mi unisco a Lisa. Già solo sentir citare l'educazione e l'umanesimo risulta spiazzante e consolatorio. Leggendo alcune recensioni quasi vedo, come fossi stata presente al pasto, pesanti catene d'oro al collo, l'arrogante volgarità del quattrino facile e del presunto potere, l'ostentata mancanza di rispetto per il lavoro altrui.
    Quanto al coltivare il proprio spirito, condivido. Purché prima ci si ricordi di averne uno.

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  32. @Miciapallina: allora sono un'intera provvista di pasta madre, di quelle che invadono il frigorifero. :-)

    @Annamaria, ma se è provato e approvato da TE, da VOI, qual è il problema? Ne varrà senz'altro la pena.

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  33. ma no ma no..... è giusto quella puntina... che lascia presagire cosa potrebbe succedere se qualcuno si arrischia a far passare la lievitazione!
    eheheheheheheheh
    nasinasiyogurtini

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  34. E' sempre un piacere leggere chefclaude

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  35. Complimenti per il suggerimento. Adoro questo locale e mi piace la determinazione di Marco de Luca.
    E poi...è esattamente a cento metri da casa mia:-)

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  36. quoto il commento di chefcalude... che bello scrivere o leggere recensioni (o chiamiamole anche solo consigli) appassionate, sincere, in stile passaparola e soprattutto da cliente qualunque e da cliente PAGANTE...

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