
domenica 27 dicembre 2009
Diario di un anno che poteva andare peggio

mercoledì 23 dicembre 2009
The least we can do is wave to each other
giovedì 17 dicembre 2009
Strane sindromi

domenica 13 dicembre 2009
Cicero pro domo sua







lunedì 7 dicembre 2009
Noblesse oblige

Il mio timballo di maccheroni è la versione trasmessami da mia madre, che usava prepararlo quando voleva stupire con effetti speciali gli ospiti stranieri, di solito statunitensi, che mio padre frequentava per lavoro e portava a cena da noi. In effetti veniva sempre molto apprezzato.
Il timballo appartiene alla parte "nobile" della cucina napoletana tradizionale che, modernizzandosi, ha spesso visto modificarsi la natura dei grassi impiegati e anche i ripieni.
Infatti un timballo filologicamente corretto dovrebbe contenere, per esempio, anche rigaglie di pollo e funghi secchi, ma io non uso né le une né gli altri.
La cucina napoletana, nella sua storia, è stata caratterizzata per secoli dalla compresenza di una cucina povera, popolare, e di una aristocratica di ispirazione soprattutto francese ma anche spagnola. Se la prima faceva leva soprattutto sull'uso dei prodotti della terra e, in una fase più tarda, della pasta, la seconda vedeva come protagonisti dei piatti trionfali in cui si sposavano ingredienti della più varia origine, cotture lunghe e complesse, ripieni esorbitanti. Il sartù di riso, per esempio. E il timballo, che andrebbe fatto con gli ziti, ma a casa mia, da sempre, si fa con i bucatini (e così sta "insieme" più facilmente).

Timballo di maccheroni alla napoletana
Per uno stampo da timballo (tipo stampo da soufflé, alto e a tamburo) di 30 cm di diametro:
Pasta brisée:
500 g di farina;
250 g di burro;
sale;
un pizzico di zucchero;
150 g di acqua fredda
Setacciare la farina sul piano di lavoro, fare la fontana e mettere al centro il burro freddo a pezzetti, lo zucchero e il sale. Impastare la farina con il burro con la punta delle dita, ottenendo una consistenza simile alla sabbia. Poi fare di nuovo la fontana e versare l'acqua; impastare delicatamente senza lavorare troppo, quindi formare con la pasta una palla, avvolgerla nella pellicola e riporla in frigorifero per alcune ore (se la fate il giorno prima è ancora meglio).
Ripieno:
1,5 kg di bucatini;
ragù (la ricetta del ragù napoletano è QUI);
polpettine (500 g di carne macinata; 2 uova; pane raffermo q.b.; grana grattugiato; aglio e prezzemolo tritati, sale. Formare polpettine grandi poco più di una nocciola e friggerle in olio profondo);
5 uova sode;
grana grattugiato;
500 g di provola fresca o fiordilatte;
200 g di salame napoletano;
salsicce a rondelle (usate per preparare il ragù);
300 g di piselli;
una cipolla (per i piselli);
pane grattugiato
Lessare i bucatini molto ma molto al dente, raffreddarli rapidamente immergendo la pentola in acqua fredda, condirli con il ragù necessario e grana grattugiato, mescolarli alle salsicce a rondelle e lasciarli riposare.
Cuocere i piselli in padella con un soffritto di olio e cipolla.
Rivestire lo stampo con un disco sottile di pasta brisé, spolverizzare il fondo di pasta con un po' di pane grattugiato, quindi versare un terzo dei bucatini nel guscio di pasta. Disporre sulla pasta le polpettine, i piselli, metà della provola a tocchetti. Versare un altro terzo di bucatini nello stampo e ricoprirli col salame a fettine, il resto della provola e le uova sode a spicchi. Terminare con gli ultimi bucatini.
Coprire il tutto con un altro disco di pasta brisée e cuocere in forno preriscaldato a 180° per una mezz'ora.
Lasciar intiepidire prima di sformare e servire.

Altri piatti della tradizione napoletana:
La genovese
La glassa
venerdì 4 dicembre 2009
Continuiamo così, facciamoci del male



