* Ristoranti *

Si parte, con un consiglio

giovedì, luglio 30, 2009

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E’arrivato il momento. Si parte e si chiude per un po'. Lascio comunque Lisa a presidiare la fortezza. Berrò fiumi di birra, mangerò quintali di patate fritte e cioccolato. Dove sto andando? ;-)
Vi voglio lasciare con un consiglio per chi dovesse trovarsi a Ischia, però.
Lo scorso anno proprio su queste pagine chiesi notizie di Raimondo Triolo, il cuoco siciliano che un tempo lavorava nell’enoteca di Corrado D’Ambra al porto di Ischia. E le notizie le ebbi, miracoli del web, proprio da lui, che mi disse di aver aperto un’altra enoteca (sua, stavolta) sempre al porto d’Ischia: “Un attimo diVino”. L’ho visitata alla fine della scorsa estate e ci sono tornata pochi giorni fa.

* Antipasti * Pesce * Stuzzichini *

‘A monaca d’e trentatré

lunedì, luglio 27, 2009

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Non conosco bene l’origine di questo modo di dire napoletano. Immagino abbia a che fare con le monache del cosiddetto convento delle Trentatré, così chiamato perché il numero delle suore era, appunto, limitato a trentatré. Ma il rapporto tra le monache in questione e il significato del detto ignoro quale sia.
“Me pare ‘a monaca d’e trentatré” si dice a una persona che scandisca con monotonia e insistenza il tempo (almeno, a me risulta così). Se state per uscire, per esempio, e vostro marito è là che vi stressa continuando a dire: “Sono le otto!”, “Sono le otto e un quarto!” e via importunando, potete dirgli (in italiano anziché in vernacolo): “Mi sembri la monaca delle trentatré”, e otterrete quantomeno di lasciarlo disorientato (e silente) per qualche minuto.

* Buffet *

Al saccheggio del buffet

venerdì, luglio 17, 2009

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E’ un classico. Chiunque abbia preso parte ad un buffet sa perfettamente che, di fronte ad una tavola oberata di cibo, anche il più compassato e il più signorile degli ospiti si fa avanti con baldanza, afferra con foga, sgomita energicamente e riempie dei piatti, come diremmo qui a Napoli, a “cuppulone”, cioè a grossa cupola, perdendo ogni pudore, ogni ritegno, ogni decenza.
Succede qualcosa di simile quando si pubblicano le ricette di un buffet completo da qualche parte nel web. Il buffet attira, a quanto pare; vi attingono in tanti, e, spiace dirlo, talvolta vi attingono senza sentirsi in dovere di citare le fonti. Per carità: niente da contestare a chi, inconsapevole, prende il materiale che qualcun altro (consapevole, invece) ha prelevato alla fonte e pubblicato in altra sede (foto inclusa).

* Cucina napoletana * Fritture *

Rovesciamo il bicchiere

mercoledì, luglio 15, 2009

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Mia nonna era una gran cuoca. E si vedeva, giacché era una donna monumentale.
Una cuoca di quelle napoletane all’antica, che cucinavano con la sugna (lo strutto) ed erano capaci di curare un ragù amorevolmente per due giorni, che si impuntavano con i negozianti per ottenere il meglio: il giusto taglio di carne, i giusti pomodori, e se ogni cosa non era come doveva essere prendevano cappello e cambiavano fornitore. Devo aver preso da lei ;-)
Queste pizzette fritte sono un suo ricordo, e continuano ad essere presenti in casa mia. So che anche altre famiglie napoletane le conoscono e le preparano. Questa è la versione di mia nonna, e oggi la mia.

* Dolci * Dolci al cucchiaio *

Odio l’estate

mercoledì, luglio 08, 2009

bavarese Fa un caldo bestiale, il sole picchia da morire e la cucina mi respinge. Avrei voglia di pranzare servita e riverita su una terrazza ventilata all’ombra di una selva, ma si dà il caso che non ci siano nè la terrazza nè la selva, e nessuno che mi serve e riverisce. Per rinfrescarmi non c’è che scendere al mare a fare un bagno, peccato che poi bisogni tornare, e tornare significa rosolarsi nell’abitacolo di un’auto a settanta gradi, che sarà anche cottura a bassa temperatura per un arrosto, ma non per un essere umano. E poi andare in un supermercato a dieci gradi, sventare i tentativi di mia madre di acquistare le più turpi schifezze industriali e/o congelate, quindi rimettersi nell’auto a settanta gradi, terminare la cottura di se stessi e subire la cervicale che urla disperata per il resto della giornata. La vecchiaia incombe, è un fatto.

* Ristoranti *

E’ più sicura una caravella

sabato, luglio 04, 2009

ristoNon è opportuno che dica cosa penso dei provvedimenti adottati in questi giorni dal governo in materia di sicurezza (o almeno così la chiamano). Non saprei dirlo con le parole. Mi viene piuttosto da emettere dei versi. Grugniti, per lo più, accompagnati a tratti da qualche conato di vomito, che in un blog culinario non fa un bell’effetto.
Però vi rimando al blog di Fiordisale per quegli aspetti che ci riguardano in quanto bloggers. Sia mai che un domani mi tocchi rettificare, quanto ai conati di cui sopra, e dire che di fronte all’approvazione del pacchetto sicurezza ho provato profonda soddisfazione, gratitudine e perfino godimento…

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