martedì 26 maggio 2009

Mele, capitolo secondo

pollo

E no che non ho riacceso il forno. Sto solo barando spudoratamente, perché questo pollo l'ho preparato la stessa sera delle formaggelle traendolo dallo stesso libro che ho citato nello scorso post. Una serata tutta di mele, perciò.
La ricetta prevedeva il petto di galletto. Ora, per ragioni che non saprei dire, il galletto mi ha sempre fatto un po' senso. Perciò ho usato un volgare pollo, tagliandolo a pezzi piccoli con la mia fida mannaia che ogni volta rischia di portarmi via un dito. Come al solito ho fatto qualche piccola modifica, ma stavolta veramente minima.

Il cartoccio l'ho fatto con la magica Carta Fata.

Pollo al cartoccio con mele, erbe e miele

Per 4 persone:

Petti, cosce, sovracosce di un pollo da 1,3 kg, tagliati a pezzi piccoli;
2 spicchi d'aglio;
rametti di rosmarino e timo;
salvia;
una grossa cipolla;
4 mele Golden;
4 cucchiaini colmi di miele;
olio, sale, pepe

Tagliare a spicchietti la cipolla e rosolarla in un filo d'olio. Togliere la cipolla e rosolare i pezzi di pollo. Salare e pepare.
Tagliare quattro quadrati di carta (Fata o da forno, o alluminio) e disporre su ciascuno due-tre bocconi di pollo, mezzo spicchio d'aglio, le erbe, la cipolla rosolata, le mele sbucciate, private del torsolo e tagliate in ottavi, un cucchiaino colmo di miele e un filo d'olio. Chiudere il cartoccio, praticarvi in cima qualche piccolo forellino e infornare a 200° per circa mezz'ora.

giovedì 21 maggio 2009

Confortiamoci con le mele

mele5

No, no: non ho bisogno di nessun conforto, proprio no. In questo momento non ho nulla di cui lamentarmi, se non la mancanza di voglia di cucinare che mi tiene lontana dal mio e dai vostri blog.

Sì, lo so: non leggo, non commento, non scrivo. Sono fasi. Diciamo che mi sto prendendo una mezza vacanza. Poi ci si mette anche il caldo, improvviso e soffocante, e infatti ieri per aver acceso il forno un altro po' mi prendeva un collasso. La circostanza mi ha dissuaso dal persistere. Da oggi si va a piatti freddi o di cottura brevissima almeno fino a quando il fisico non si sarà abituato alle condizioni climatiche.

Un saluto a tutti gli amici di blog. Prometto che passerò, col capo cosparso di cenere.

Formaggelle di ricotta e mele

(da "Una mela al giorno" di Andrea Costantini, ed. Bibliotheca culinaria, con qualche modifica)

Per 8 persone:

250 g di semola
300 g di farina 00
50 g di strutto
un pizzico di sale

Ripieno:
2 mele Fuji (ho usato le Pink Lady)
500 g di ricotta
230 g di zucchero (la ricetta originale ne prevede 300)
3 tuorli
scorza grattugiata d'arancia
vaniglia (semi raschiati dal baccello o vaniglia liquida)

Per la pasta, fare la fontana con la semola e la farina, versare 220 g di acqua e il sale e cominciare a impastare. Incorporare lo strutto, lavorare bene fino ad ottenere una pasta perfettamente omogenea. Se necessario, aggiungere acqua. Formare una palla e far riposare per un'ora a temperatura ambiente coprendo con pellicola.

Per il ripieno, saltare le mele sbucciate e tagliate a cubetti con una noce di burro, brevemente. Farle intiepidire, mescolarle alla ricotta setacciata e amalgamata con lo zucchero, i tuorli, la buccia d'arancia e la vaniglia.

Stendere la pasta rendendola molto sottile (più di quanto ho fatto io, perché la pasta è dura, non friabile), tagliare dei dischi di 10 cm di diametro, poggiarvi una cucchiaiata di ripieno e rialzare i bordi intorno pizzicandoli come per le pardulas sarde.

Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20-25 minuti. Servire fredde.

lunedì 11 maggio 2009

Senza pretese

tagliolini

Un primo fatto con quello che c'era. Più che altro per chiudermi in cucina, eterno rifugio quando mi sale la carogna, cosa che avviene sempre più spesso: basta che mi guardi intorno per cinque minuti.

Tagliolini con spada affumicato, bottarga e crema di fagioli di Controne

Per 4 persone:

320 g di tagliolini freschi all'uovo
100 g di pesce spada affumicato
bottarga di tonno
fagioli di Controne (dei quali ho già parlato QUI); non so quanti ne ho usati. Ad occhio.
buccia grattugiata di un limone
aglio, olio
olio al limone

Lessare i fagioli con uno spicchio d'aglio. Frullarli fino a ridurli in crema. Aromatizzare la crema con la buccia di limone e condirla con un bel giro di olio.
Far rosolare nell'olio uno spicchio d'aglio tritato. Spegnere il fuoco e unire subito il pesce spada tagliato a dadini.
Cuocere la pasta molto al dente, versarla nella padella col condimento e un po' d'acqua di cottura. Tenerla "morbida", facendo attenzione a che non si asciughi troppo. Fuori dal fuoco unire abbondante bottarga grattugiata. Servire la pasta sulla crema di fagioli a specchio, completando con un giro di olio al limone, a crudo.

Note:
- non avendo i fagioli di Controne, usate dei fagioli dal gusto molto delicato.

- non mi piacciono in genere gli olii aromatizzati che si trovano in commercio, ma stavolta ne avevo uno meraviglioso al limone verde, ottenuto dalla spremitura contemporanea delle olive e dei limoni.

venerdì 8 maggio 2009

Ci è piaciuto un sUcco

conlogo

Dopo lungo travaglio, giungemmo alfine alla conclusione del concorso "Ci piace un sUcco".

Il travaglio era inevitabile, visto che:

a) ci è arrivata una quantità di ricette esorbitante;

b) eravamo in sei a decidere, e la compatibilità di gusti e opinioni era pari a quella tra la visione della vita di un trappista e quella di una majorette (in altre parole, chi la voleva cotta e chi la voleva cruda);

c) se ci mostrate un agrume prima che siano trascorsi sei mesi c'è la probabilità elevatissima che ve lo spiaccichiamo sulla faccia;

d) considerato il punto a), è comprensibile che a turno siamo scappati chi sul Kilimangiaro e chi a Vanuatu nel patetico tentativo di sfuggire al dovere. Qualcuno è tuttora irreperibile (leggasi Lisa, che si è barricata nella cucina del ristorante e NON ha fatto il PDF. Ma tranquilli, ce l'abbiamo lo stesso, potete scaricarlo cliccando QUI).

And the winner is…

Stefano, con questa bella ricetta che è piaciuta a tutti perché è al tempo stesso semplice e attraente:

image

Carrè di maiale affumicato in agrodolce

"Prima di tutto è necessario procurarsi il maiale affumicato, che in genere si trova in gastronomie fornite e in qualche macelleria "particolare" (una a caso per esempio....) :)
I più intraprendenti potrebbero provare da soli ad affumicare (esistono vari
tipi di barbeque che hanno questa funzione) ma forse non si otterrebbe lo stesso risultato (anche se questi attrezzi mi hanno sempre incuriosito..)

Ma veniamo alla ricetta: come dicevo una volta preso il carrè affumicato è meglio disossarlo (o farlo disossare dal macellaio) per poi rimontarlo sull'osso e rivestire le "costicine" con l'argento. In questo modo la carne resterà saporita (grazie all'osso) ma sarà molto più facile tagliarlo quando si porterà a tavola, e oltretutto è anche un bel modo per presentarlo.

Una volta sistemato in questa maniera, si può cuocere in una capiente casseruola, sulla quale metteremo 2 cucchiai d'olio per far rosolare il carrè e fargli prendere un bel colore. Dopo circa 10 minuti può aggiungere il succo (filtrato) di due arance e un limone. Lasciare sobbollire finchè non si crea un bel fondo denso.

Se si desidera un effetto più "convincente" si può aggiungere anche un cucchiaio di melassa (o miele in alternativa). Prima di questa operazione e comunque consigliabile assaggiare spesso il fondo in quando a seconda degli agrumi potrebbe risultare troppo dolce o troppo aspro. Attenzione all'equilibrio gustativo.

Non ho parlato di sale, pepe, aglio e cipolla (e spezie in genere) poichè questo tipo di carne è gia saporito e speziato di suo, ogni aggiunta danneggerebbe la ricetta.

Come accompagnamento ho scelto la tipica verdura che si sposa molto bene con il sapore maiale affumicato, ovvero i crauti (in salamoia) che ho fatto riprendere in padella con poco olio e alcune bacche di ginepro. "

Perciò, complimenti vivissimi, caro Stefano!
Letto, approvato e sottoscritto, ringraziamo Villa Matilde che ha offerto il premio che Stefano si vedrà presto recapitare.

SCARICA LA RACCOLTA "CI PIACE UN SUCCO"

martedì 5 maggio 2009

L'essere, il dover essere: filosofia spicciola for dummies

lasagne

Chi di noi non se lo è mai sentito dire? "Dovresti essere più questo, dovresti essere meno quello".

E autofustigandoci ce lo diciamo pure noi: "Dovrei essere più così, dovrei essere meno colì".

Più magra, più grassa, più economa, più prodiga, più indulgente, più rigida, più fiduciosa, più diffidente. Più, più, più. Non va mai bene niente. Soprattutto a noi donne, che siamo maledettamente autocritiche e ci sentiamo sempre inadeguate a qualcosa o a qualcuno.
Salvo che in quei rari, luminosi momenti in cui d'un tratto si affaccia la domanda fatale: perché? (A dire il vero il perché andrebbe completato con una mala parola a seguire, ma ve la risparmio, che tanto vi viene alle labbra da sé anche senza suggerimenti).
Rari, purtroppo, ma luminosi, esaltanti. Momenti in cui ci si riconosce, ci si accetta ed orgogliosamente viene da ripetere la frase che mi ha scritto una mia amica giorni fa: Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c'è niente di meglio al mondo.

Tanto, diciamocelo, l'essere non può mai adeguarsi al dover essere. E poi, saperlo, qual è il dover essere…
Con perfetta faccia di tolla, aggiungerò che mi accontento del mio essere, per quanto distante dal dover essere, ritenendolo comunque un gradino più su di quello di un lombrico, di una pantegana e di alcune persone che hanno la faccia come il posteriore, presenti e identificabili tanto nella vita pubblica che nel nostro privato. Un gradino più su, sì. Diciamo qualche rampa.

Perciò, chissenefrega se, in caso di invito domenicale imprevisto, mi sono buttata su una lasagna per perdere poco tempo e sforzarmi il minimo. Mi andava così.

Il dover essere può aspettare.

LASAGNE CON CREMA DI CARCIOFI E FUNGHI

Preparare un roux con 50 g di farina e 50 di burro; preparare la salsa unendo 650 ml di buon brodo (preferibilmente vegetale). Quando è addensata farvi sciogliere 50 g di groviera grattugiato e regolare di sale.
Saltare con aglio e olio 500 g di funghi e portarli a cottura. Pulire 5-6 carciofi, tagliarli a spicchi e stufarli con uno spicchio d’aglio e un po’ d’olio. Poi frullarli aggiungendovi 200 ml di panna fresca.
In una teglia stendere un cucchiaio di salsa, poi uno strato di lasagne fresche all'uovo, uno di crema di carciofi con qualche fettina di prosciutto cotto, di nuovo le lasagne, quindi uno strato di funghi e fior di latte o mozzarella a pezzetti, e la salsa, distribuendo su ogni strato una spolverata di parmigiano. Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti. Ricoprire la superficie della lasagna con qualche cucchiaiata di salsa e altro parmigiano. Infornare per il tempo necessario alla cottura della pasta e, se necessario, far dorare con una "botta" di grill.

venerdì 1 maggio 2009

Vitignoitalia, a Napoli dal 17 al 19 maggio


Per tutti gli appassionati, un grande appuntamento a Napoli, completato quest'anno da un interessante evento "fuori salone".
Eccovi il comunicato stampa:



Vitignoitalia: 5000 vini al castello. E la città anticipa con Wine&TheCity
12 > 16 maggio e 17 >19 maggio 2009

Napoli, CASTEL DELL’OVO

Quattrocento cantine da tutta Italia e tre giorni di incontri e degustazioni per la V edizione di Vitignoitalia. E nei 5 giorni precedenti il salone, boutique, gioiellerie, enoteche, gallerie d’arte e design, alberghi partecipano al Fuori salone con Wine&theCity.

A Napoli per incontrare 5000 vini italiani, per degustare rossi, bianchi, rosati, passiti, crus e bollicine autoctone. Succede dal 17 al 19 maggio negli spazi storici del Castel dell’Ovo sul lungomare partenopeo per la V edizione di Vitignoitalia il Salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano. Un appuntamento ormai fisso nelle agende dei wine lover, primo al centro sud per qualità, numero e profilo delle cantine partecipanti. Oltre la soglia del trecentesco maniero sull’acqua inizia il percorso di vini e vignaioli: 400 cantine da tutta la Penisola presentano al grande pubblico le proprie produzioni. Partecipano i grandi nomi del vino italiano, ma anche piccole cantine con vini di nicchia. Un panorama unico in una location che non ha confronti per la suggestione. A completare la tre giorni di degustazioni è un ricco calendario di eventi ed incontri e la lounge gourmet di Cooking For Wine curata da Luigi Cremona con il tradizionale show-cooking di grandi chef d’Italia. Vino, gastronomia, wine business e tanto altro ancora. Nei 5 giorni precedenti il salone si svolgerà il “Fuori Salone Wine&TheCity”: un percorso diffuso nella città con happening, concerti, mostre e degustazioni sparse nelle boutique, gioiellerie, enoteche, ristoranti, alberghi e gallerie d’arte e design. Un itinerario insolito e vivace che coniuga vino e design, arte e moda, bellezza e gioielli: tutto all’insegna del buon bere italiano.

http://www.vitignoitalia.it/

http://www.wineandthecity.it/

Col patrocinio e la collaborazione di Regione Campania – assessorato all’agricoltura e alle attività produttive; Comune di Napoli – assessorato al turismo e ai grandi eventi.