sabato 28 marzo 2009

Ancora?

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Sì…ancora, ancora…e ancora, gli gnocchi non mi stancano mai, in tutte le loro versioni. Questi in particolare, semplicissimi, con basilico e pomodoro…ma non uno qualsiasi, uno straordinario pomodorino del piennolo in conserva tradizionale, presidio Slow Food, prodotto dall’Azienda Agricola Casa Barone nel Parco Nazionale del Vesuvio. Ho scoperto questo prodotto in occasione del Taste (evento legato a Pitti che si è svolto a Firenze un paio di settimane fa) per tale manifestazione il ristorante era stato selezionato per ospitare alcuni prodotti di questa azienda agricola, tra i quali questo buonissimo piennolo in conserva. All’inizio ero molto scettica, io ho una vera e propria venerazione per questi pomodorini, sono stata capace di viaggiare da Napoli a Firenze con due cassette da 5 kg l’una…in treno! Sembravo una sfrattata…ma per i piennoli si fa qualsiasi cosa :) non credevo che in conserva potessero mantenere il profumo, e il sapore originale…e invece sì.

Dovevo inserire un paio di piatti nel menu che prevedessero l’uso di questi pomodorini, volevo fare gli ‘ndunderi ma la ricetta che avevo trovato non mi convinceva…poi c’era l’uovo intero. Allora ho adocchiato gli gnocchi di ricotta fatti da Lydia e da Luvi ma anche in quelli c’era l’uovo intero…allora li ho modificati.

Gnocchi di ricotta e Pomodorini del Piennolo

500 gr. Ricotta di mucca

300 gr. Farina 00

90 gr. Albume

4 cucchiai di Provolone del Monaco

Sale

Pepe

Per il condimento:

700 gr. Pomodorini del Piennolo

Basilico

Aglio

Olio extra vergine

Sale

Impastare farina, ricotta, albume, sale, pepe e provolone grattugiato far riposare in frigo per 1 ora almeno. La dose di farina è indicativa eventualmente aspettate dopo il riposo per aggiungerne altra; all’inizio l’impasto sembrerà un poco umido dopo 1 ora sarà più asciutto. Preparare gli gnocchi come al solito.

Il condimento è molto semplice, aglio e olio in padella, aggiungere i pomodorini il basilico far cuocere 2 min regolare di sale e saltare per 1 min gli gnocchi.

mercoledì 18 marzo 2009

Una paziente spazientita

panini2

Non so quale sia l'atteggiamento del resto dell'umanità quando è costretta a starsene chiusa in casa per tre giorni.
A me 'sta cosa mi sfinisce (giù la matita rossa, che vi taglio le manine: lo so che "a me mi…" non si dice, ma in questo caso mi andava di rafforzare, e ho rafforzato). Mi sento rintronata, svogliata, mezza scimunita, come se questa non fosse già la mia condizione stabile e fisiologica. Colpa dell'influenza, dei farmaci, senz'altro, ma colpa anche del non prendere aria, dell'abbrutirmi ciondolando per casa da una sedia a una poltrona, dalla TV al PC. Leggere? Impossibile. Fino a ieri mi faceva scoppiare la testa. Così ho rispolverato questi panini che richiedono tempi lunghi e cadenzati. Tempo ne avevo da vendere.
Oggi va meglio: ho ingurgitato due panini in rapida successione, infatti. E mi accingo a ingurgitare il terzo. Oh yeah.

Lasciate perdere il pattume di quel mulino che sappiamo (sì, quello lì che vi chiede qual è il mulino che vorreste e intanto vi mette il titanio nei biscotti) e preparatevi questi. Sarà come mangiare pane e cioccolato, ma con un pane morbido morbido.

Panini al latte con gocce di cioccolato

Per 16 panini, più o meno:

5 grammi di lievito di birra
110 g di burro
450 g di farina forte
50 g di zucchero
1 cucchiaino di sale
3 uova + 1 per dorare
150 ml di latte
gocce di cioccolato

Fate ammorbidire il burro tagliato in piccoli pezzi. Sciogliete il lievito nel latte appena intiepidito. Setacciate la farina in una terrina, unitevi lo zucchero e mescolate. Fate la fontana e rompetevi le tre uova, impastate versando a poco a poco il latte con il lievito. Quando la pasta comincia a staccarsi dalla terrina, aggiungete il burro ammorbidito e continuate a lavorare unendo anche il sale finché l’impasto non sarà ben omogeneo.
L’impasto resterà un po' appiccicoso. Coprite la terrina con un telo e lasciate riposare al tiepido per circa 4 ore. Riprendete l’impasto, sgonfiatelo senza lavorarlo e fatelo riposare di nuovo, in frigo, per circa tre ore. A questo punto sgonfiatelo nuovamente senza lavorarlo, coprite la terrina con pellicola e fate riposare in frigo per circa 18 ore.
Ricoprite la placca del forno con carta forno. Lavorate poco la pasta per farle espellere l’aria, incorporando le gocce di cioccolato, e formate piccoli panini tondi, con l’aiuto di abbondante farina. Poneteli distanziati sulla placca e lasciateli lievitare al caldo per un’ora.
Spennellateli quindi con un uovo battuto con un cucchiaio d’acqua e cuoceteli in forno preriscaldato a 170-180° per 20 minuti circa.

panini

sabato 14 marzo 2009

Ridi…Ridi…

gamberi ok

Personalmente avrei solo di che piangere perchè la mia cara mammina non ha mai fatto un solo gnocco in vita sua, credo che non sappia nemmeno lessare una patata senza disintegrarla :)

Menomale che ho imparato l’arte della sopravvivenza e gli gnocchi me li faccio da sola!

Ah...dimenticavo, sono Lisa, latitante al pari di Riina :) ma, purtroppo per voi, tornata on line :)

Gnocchi di patate con gamberi, friarielli e crema di zucca gialla

Gnocchi di patate home made per 6 persone

200 g circa di code di gambero sgusciate

400 gr circa di zucca gialla sbucciata

un mazzetto piccolo di friarielli

1 cipolla bionda

Brodo di pesce

Peperoncino

Sale

Tagliare la zucca a pezzetti e farla stufare con la cipolla tagliata ad anelli e poco olio, unendo poca acqua, cuocere coperto a fuoco medio, la zucca deve ammorbidirsi ma non disfarsi completamente. Frullare unendo poco olio e sale per ottenere una crema morbida e liscia.

Cuocere i friarielli con poco olio e uno spicchio d’aglio, peperoncino e sale, devono solo appassire, appena pronti, batteteli al coltello.

In una padella fate scaldare poco olio con uno spicchio d’aglio e peperoncino tritato, unire un cucchiaio da minestra colmo di friarielli e unire un po’ di brodo di pesce, far ridurre e togliere lo spicchio d'aglio.

Spegnere il fuoco unire 6 mestolini abbondanti di crema di zucca

6 code di gambero intere ed il resto fatte a pezzettini. Appena gli gnocchi sono pronti spadellate a fuoco vivace per 2-3 minuti. Aggiustate di sale.

Nota: La foto non è opera mia ma del MIO prezioso e insostituibile collaboratore Gabriele Romei

Grazie Gabri:)

venerdì 6 marzo 2009

Non rompete(ci) le olive

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Olive reali e olive metaforiche.

Prima di passare al vero contenuto di questo post, ricordo a tutti i viandanti del web il nostro concorso, al quale è possibile partecipare fino al 20 aprile (cliccate sul banner per i dettagli e il regolamento, che vi prego di leggere con attenzione):

conlogo ridotto


Poi: se dicessi che ci risiamo, direi una bugia. Più che riesserci, ci siamo continuamente. Il web gronda di blog, siti, forum carichi di pubblicità che fanno man bassa di ricette e foto dei bloggers senza citare le fonti e/o senza chiedere all'autore l'autorizzazione alla pubblicazione e che se beccati sul fatto talvolta reagiscono pure con arroganza e maleducazione.
Perciò vi invito tutti a leggere e linkare il post di Stelladisale, nel quale è possibile segnalare i plagi da voi scoperti, e ad inserire il banner nei vostri blog (le istruzioni le trovate nel post).


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Le vostre segnalazioni potete inserirle anche nel post di Fiordisale. Fatelo. E' scientificamente dimostrato ;-) che il tam tam e il gran fracasso che le due "saline" (sempre siano lodate) stanno facendo al riguardo funzionano, specie se vengono supportate da tutti noi in qualità di Sherlock o vittime, non ha importanza.
Tra l'altro nei post che vi ho segnalato ci sono anche utili istruzioni riguardo alle azioni da intraprendere nel caso scopriate di essere state derubati del vostro materiale, sui vostri diritti e su come proteggervi.
Così questi quattro furbacchioni la pianteranno di romperci le olive.

Ma cerchiamo di non romperle nemmeno noi, se vogliamo preparare queste deliziose olive ascolane.

A me le olive ascolane non piacevano nemmeno un po', finché non ho avuto la fortuna di assaggiare quelle di Elena Di Giovanni, cara amica e vecchia colonna di alcuni forum culinari. Ho il vivido ricordo di me e Lydia che letteralmente ci ingozziamo di queste olive che lei aveva proditoriamente fritto in quantità disumana ed esposto alla nostra vista su un ripiano della cucina. La carne è debole. La nostra è addirittura molle. E tra una chiacchiera qui e una risata là, le olive finirono tutte nelle nostre fauci. Erano tante. Tantissime.
Potevo non rifarle? Ma no. E infatti da allora le faccio spesso. Le faccio ogni volta che ne ho la forza e il coraggio, perché è faticoso. Ne faccio tante e le congelo. E poi le friggo. Nei momenti più impensati. Anche ieri, alle cinque del pomeriggio. Erano solo quattro, un piccolo peccato, e alle cinque del pomeriggio ci ho fatto merenda :-)

Olive ripiene all'ascolana di Elena Di Giovanni

Per il ripieno:
500-600 gr di carne mista di vitello, maiale, tacchino
70 gr di mortadella a fette
un uovo
30-40 gr di parmigiano grattugiato
sale e pepe

In più: olive ascolane verdi, belle sode, in copiosa quantità (almeno un Kg per le dosi del ripieno)
uova, farina, pangrattato

Tagliare la carne a bocconcini e stufarla con un po’ di cipolla, olio, vino bianco, sale e pepe.
Lasciarla intiepidire e tritare il tutto insieme alla mortadella, all’uovo sbattuto e al parmigiano, regolando di sale. Attenzione a non tritare troppo, non si deve ottenere una crema. Poi, mettere il composto a riposare in frigo per qualche ora.
Nel frattempo prendere le olive e, con calma e con attenzione, tagliarle ricavando una spirale tutta unita. E' un'operazione che dovete fare con lentezza e cura, usando un coltellino molto affilato, tenendo la lama praticamente parallela al nocciolo e cercando di farla scorrere lungo il nocciolo stesso. Nel caso qualche oliva si rompesse e la spirale si "interrompesse", non disperate: conservate i pezzi dell'oliva che potrete poi ricomporre intorno al ripieno.
Poi riempire le spirali con dei piccoli cilindretti di ripieno e ridare la forma dell’oliva.
A lavoro ultimato, passare le olive nella farina, poi nell’uovo ed infine nel pangrattato. Friggerne una dozzina alla volta in olio caldo, per pochi minuti, evitando assolutamente di farle bruciare. Per questo l’olio non deve essere eccessivamente caldo. Le altre si possono congelare, disponendole una accanto all’altra (non sovrapponendole) in un vassoio in congelatore, e solo dopo diverse ore trasferendole in sacchetti da freezer.

Elena consiglia le olive fresche del fruttivendolo, ma devono essere belle grosse e a polpa ben soda. Io uso delle olive in salamoia della varietà "Bella di Cerignola" (non tutte le varietà sono adatte, per dimensioni e consistenza), e le sciacquo prima per dissalarle un po'.

lunedì 2 marzo 2009

Concorso: "Ci piace un sUcco". Partecipate!




Cari amici, cari lettori, cari passanti:
oggi questo blogghino compie il suo primo anno di vita. Perciò, abbiamo deciso di festeggiare con un'iniziativa congiunta, insieme con i nostri soci di Tzatziki a colazione e di Senza panna: Daniela, Lydia e Roberto.

Pertanto, siamo lieti di invitarvi al concorso "Ci piace un succo":





Il tema, com'è intuibile, è: ricette con gli agrumi.

Regolamento:

- Possono partecipare bloggers e non bloggers, con ricette indifferentemente dolci o salate.


- Per partecipare, i bloggers potranno pubblicare la ricetta con la quale intendono concorrere sul proprio blog (accompagnata dal logo del concorso) e ne inseriranno il link nei commenti a questo post.
I non bloggers potranno inviarci la ricetta via e-mail a questo indirizzo: cipiaceunsucco@gmail.com

- Vi preghiamo di diffondere l'iniziativa pubblicando nella vostra sidebar il logo del concorso con relativo link (grazie, grazie, grazie) e invitando chi volete.

- Le ricette devono pervenire entro il 20 aprile 2009.

- La giuria sarà composta dagli staff congiunti dei tre blog promotori (vale a dire noi medesimi di persona: Daniela, Giovanna, Lisa, Lydia, Roberto) più una rappresentante dello sponsor, la casa vinicola Villa Matilde.

- La ricetta vincitrice verrà premiata con una selezione di vini Villa Matilde. Tutte le ricette verranno inserite in una raccolta scaricabile.

- La partecipazione al concorso e l'invio della ricetta implicano l'accettazione del presente regolamento.

Che aspettate? Mettete in moto le meningi e partecipate numerosi!

Precisiamo che possono concorrere anche ricette già pubblicate nei blog precedentemente, purché ci si attenga alle regole del concorso: le ricette cioé vanno pubblicate in un nuovo post con il logo del concorso e il nuovo link va comunicato nei commenti a questo post.

Buona fortuna!

domenica 1 marzo 2009

Copioni due (intermezzo)

Ne hanno già parlato Serena e poi Laura: altro giro, altra corsa, altri copioni.
Poi una lettrice di questo blog mi ha segnalato che, nello stesso sito citato da loro, c'è una mia fotografia appiccicata peraltro ad una ricetta non mia: la trovate qui, ma forse è meglio non cliccare per evitare di incrementare le visite a quel postaccio nel quale si usa e abusa del materiale altrui.
Certo, c'è scritto farisaicamente che la foto è tratta dal mio blog, ma il minimo sarebbe chiedere, visto che c'è una licenza da rispettare (oltre alla buona educazione) e magari anche evitare di usare foto che non c'entrano un beneamato accidente con la ricetta.
Cara signora Laura De Benedetto da Lucca, hai trovato un modo facile facile per vendere un po' di pubblicità sfruttando i fessi che mettono a disposizione il proprio materiale nel web? Ok, i fessi saremo noi, ma che figura da quattro soldi ci stai facendo tu, e per quattro soldi, appunto...