Da qualche mese ho cominciato ad andare regolarmente al farmer's market, il mercato con vendita diretta dai produttori (piccoli) ai consumatori che si tiene, almeno qui a Napoli, due volte al mese, di domenica mattina.
Ci sono andata pure sotto un diluvio. Sta diventando una specie di droga, un'abitudine irrinunciabile. Tossica da farmer's market, nuova patologia della quale presento tutti gli inconsueti sintomi.
Il fatto è che non solo i prezzi sono piuttosto convenienti, ma i produttori dai quali acquisti hanno un nome, un cognome e una collocazione geografica, i prodotti sono freschissimissimi, seguono rigorosamente le stagioni perché a venderli sono piccoli coltivatori della regione, con una produzione limitata. E non si trovano soltanto frutta e verdure, ma anche olio, vino, formaggi, legumi, frutta secca, pane, uova…
Per la prima volta da anni riesco ad avere delle patate vere, serie. A pasta gialla giallissima, saporite, con la giusta consistenza. E poi, volete mettere? Le patate di nonno Luigino, sono, e nonno Luigino ha una faccia che ormai conosco. Altro che quegli oggetti misteriosi con su scritto "Patate per tutti gli usi". Che poi, una patata per tutti gli usi esiste?
E poi, se il tempo è bello è anche un piacere passeggiare la domenica mattina nella villa comunale.
Ecco la mia spacciatrice di formaggi di bufala (e non):
Ma quello di cui voglio parlarvi oggi è il pomodoro perduto.
Mea culpa, non conoscevo il pomodoro giallo d'inverno, da pendolo, finché non l'ho visto dallo stesso subdolo tentatore che mi vende i pendoli rossi.
Non potevo lasciarmelo sfuggire. Io, che rimpiango per tutto l'anno le insalate di pomodori, ignoravo colpevolmente l'esistenza di questi strepitosi pendoli che non appassiscono, restano identici, turgidi e sugosi, e soprattutto saporitissimi. Buoni da mangiare crudi ma, mi ha sussurrato complice il tentatore, anche da cuocere. Mi ha raccontato la favolosa historia di tempi remoti in cui i pomodori di serra non esistevano e queste gialle creaturine dominavano incontrastate le tavole invernali. In campagna, forse, perché io che pure non sono una pulzella qui in città non li ho visti mai.
E per conquistarmi definitivamente, per ottenere una capitolazione completa, mi ha detto di provare i bucatini cacio, pepe e pomodorini suoi.
Detto fatto. Domenica alle dieci e trenta il pendolo era sul mio balcone e domenica sera alle otto il cacio e pepe col pomodoro perduto era sulla mia tavola. Ci tornerà spesso.
Bucatini cacio, pepe e pomodoro perduto
Per due persone:
una decina di pomodorini gialli del pendolo
abbondante pecorino grattugiato
uno spicchio d'aglio
olio buono, pepe nero, sale, basilico
Rosolare l'aglio tritato con l'olio, unire i pomodorini tagliati a metà e farli saltare brevemente.
Amalgamare il pecorino con un po' di acqua di cottura dei bucatini che starete cuocendo nel frattempo, usando una frusta e riducendolo a crema, fuori dal fuoco.
Saltare i bucatini nella padella coi pomodorini, poi aggiungere la crema di pecorino e mantecare. Profumare col basilico spezzettato e con una bella macinata di pepe.




