domenica 27 dicembre 2009

Diario di un anno che poteva andare peggio


Ecco, se ne sta andando anche il 2009, e dal momento che quando se ne andrà sarò fuori per una breve fuga oltre confine, auguro con qualche ora di anticipo a tutti voi un nuovo anno pieno di gioie e di soddisfazioni.
Non serve che ci siano chissà quali eventi esplosivi, quali vittorie straordinarie, fuochi d'artificio, vincite alla lotteria, miracolose combinazioni.
Per tre o quattro anni, in perfetto accordo con la legge di Murphy, tutto ciò che poteva andar male è andato male. E invece in questo 2009 mi sono scoperta serena come una capretta di Heidi, ho conosciuto alcune persone che mi piacciono fino a prova contraria, ho capito cosa mi fa star bene e passare le paturnie, ho imparato ad approfittarne. Perché non solo quelle tonte come me non finiscono mai di imparare qualcosa su se stesse.
A volta basta chiudere una porta, anche più di una, se è il caso, quelle dalle quali entrano solo effluvi di cavoli marci e nugoli di insetti ripugnanti. E stare a vedere se, a sorpresa, si apre davvero, come predicano gli odiosi ottimisti ad oltranza, un portone. Però non vi aspettate che il portone sia una specie di cancello in oro massiccio che dà direttamente sullo scalone marmoreo di una reggia, eh? Può accadere che a chiunque altro quel portone sembri il coperchio di un tombino, l'usciolo del ripostiglio delle scope, ma per voi sia l'apertura verso il benessere. A me è successo questo, però io so ormai che per stare bene mi servono delle cose apparentemente piccole ma bellissime, la capacità di riconoscerle e di godermele.
A volte chiudere delle porte sembra più difficile che scalare a mani nude una parete di sesto grado tenendo un ombrello aperto in equilibrio sulla testa e un maglio tra i denti, a meno che non siate fortunati, come me, e nella vostra testa ci sia, accuratamente nascosto, un piccolo pulsante con la scritta: reset. Io ce l'ho. Posso intestardirmi nel trascinare le situazioni anche per degli anni, come un mulo rincitrullito, poi un giorno mi sveglio e mi accorgo che quel pulsante si è schiacciato da solo e non c'è più traccia di ciò che avevo considerato importante o inevitabile fino ad allora. Reset. Tutto sparito. Chiamatelo istinto di sopravvivenza, chiamatela autodifesa, certo è che il reset funziona ed è gagliardo. E ogni volta è come aver fatto una gitarella alla discarica più vicina e aver deposto tutto il puzzolente fardello. Sensazione di leggerezza, di liberazione, di respiro che torna.
Vi auguro questo, allora, per il 2010: che, se ne avete bisogno, anche per voi quel pulsante si schiacci da sé. E torniate a respirare meglio.
Felice anno a tutti.

Cantucci alle arachidi salate
(ricetta leggermente riadattata da Piccola pasticceria salata di Luca Montersino, Reed Business Information)

Per tre filoni della lunghezza della teglia da forno e larghi circa 3,5 cm:

180 g di burro
175 g di isomalto
75 g di parmigiano grattugiato
25 g di latte in polvere
6 g di sale
200 g di uova
5 g di baking powder
500 g di farina debole
250 g di arachidi salate

Montare con la foglia il burro morbido con l'isomalto, il parmigiano, il latte in polvere, il sale. Versare le uova a filo, poi incorporare la farina setacciata con il baking. Infine le arachidi tritate grossolanamente.
Formare dei cordoni lunghi quanto le placche del forno e larghi 3,5 cm, schiacciarli leggermente con le mani e infornarli a 190° per circa 20 minuti. Far raffreddare, tagliare in diagonale, disporre i cantucci sulle teglie e far tostare a 170° per 8-10 minuti.
Attenzione: sono piuttosto fragili. Si conservano bene a lungo. Io li tengo in sacchetti di cellophane da dieci giorni e sono ancora freschi.

11 commenti:

  1. Bello, Gio', il pulsante reset.
    Io tengo sempre tutte le porte aperte per tutti, ma quando ne chiudo una è per sempre. E avviso la gente a cui tengo: non ti preoccupare se mi arrabbio o litigo con te, preoccupati se non mi vedi più.
    Ti auguro un anno ancora più sereno e felice di quello che pensi.
    Marina

    RispondiElimina
  2. Ciao Giovanna, prima che tu vada oltre confine voglio farti i miei più cari AUGURI per un Anno Nuovo pieno di ciò che ti farà stare bene !!! Un bacio e buona vacanza.
    Virginia

    RispondiElimina
  3. Il mio pulsante a furia di schiacciarlo si è consumato, ma utilmente direi, per poter andare avanti. Auguri Giovanna per un 2010 sereno.Bacioni Alexandra

    RispondiElimina
  4. Buon anno, con o senza reset, a Ouagadougou o dove vuoi tu!
    Un abbraccio,
    CP

    RispondiElimina
  5. cara giovanna, eccome se ti comprendo e hai ragione, non cè come chiudere le porte che fanno passare solo brutta aria per aprire delle altre breccie verso lidi migliori. anche per me il 2009 è stato un anno di passaggio, speriamo in un 2010 di riscossa e completamento. tanti tanti tantissimi auguri! a presto :-)

    RispondiElimina
  6. che bello leggere questo tuo post....allora felice anno nuovo!

    RispondiElimina
  7. Abbiamo sempre bisogno "che quel pulsante si schiacci da se' per respirare meglio" :-). Grazie infinite Giovanna, hai detto cose verissime e profonde con un leggerezza incredibile. Questa di chiudere le porte e trovare un portoccino tutto carino...non ci avevo pensato
    Auguri immensi di cuore per un nuovo anno luminoso
    Baci e buon viaggio

    RispondiElimina
  8. Per me e' stato un anno strano, piu' che il tasto del reset ho scovato dove avevo il tasto "piantala di avere paura o quanto meno datti una regolata", visto che ero arrivata a livelli preoccupanti, e per me e' stata una scoperta importante, di quelle che ti fanno vivere meglio, come il reset :)

    Tanti tanti auguri di buon anno nuovo, che ti porti tante piccole-ma anche grandi-gioie :)

    PS: che faccio a capodanno, butto un certo libro dalla finestra?? :)

    PS2: io ho una certa qual sicurezza di aver conosciuto delle belle persone, e soprattutto molto in gamba :)

    RispondiElimina
  9. Ciao Giovanna... commento in tre punti:

    1. Non avrei mai pensato che quei cantucci fossero salati! Il colore caldo di sfondo mi faceva già pregustare cantucci simili e vinsanto (...anche se sono astemia,lo adoro!) davanti al caminetto.

    2. Il reset funziona e mi piace... e credo d'averlo già schiacciato quel pulsante, anche in tempi recenti...

    3. Infine, buone vacanze! ... Con un abbraccio e tanti carissimi auguri per il nuovo anno, che sia pieno di gioia, serenità e successi!

    Baci

    RispondiElimina
  10. Resetta bene, e magari fai anche un bel defrag!
    Che quest'anno se ne va e il nuovo sarà migliore!
    Un AUGURIO forte forte fortissimo!

    nasinasi

    RispondiElimina
  11. Allora ti auguro un anno pieno di reset se ce ne bisogno! ... perché spesso, hai ragione, sono la cosa più difficile da fare!

    RispondiElimina