sabato 7 novembre 2009

Magre soddisfazioni


Chi, leggendo il titolo, si aspetta una ricetta light, è capitato nel post(o) sbagliato.
Questo è un post ad alto tasso calorico.
Ho avuto la fortuna di essere, da bambina, magrissima. Così magra che ogni tanto spuntava fuori l'idea di darmi dei ricostituenti. Ai tempi si riteneva che i bambini dovessero essere tondi e in carne. Il tempo ha poi dimostrato che di ricostituenti proprio non avevo bisogno. :-) Mi sono "ricostituita" da sola quando, crescendo, ho cominciato ad apprezzare il cibo, dopo i vent'anni. Per cui, oggi ho alcuni chili di troppo, ma sono consapevole da anni che oltre un certo limite non "cresco", anche perché in fin dei conti non sono una che si abboffa, ma solo una che se ha voglia di qualcosa non se lo nega. Così ho cominciato a infischiarmene. Dieta è una parola che ho cancellato dal mio vocabolario; quando ho la pazienza di dedicarmi a un po' di esercizio fisico dimagrisco, altrimenti resto più o meno uguale; decisamente non magra, ma nemmeno obesa. E ho imparato ad accontentarmi.
Quello che proprio non sopporto è l'ossessione per la linea che spinge a comportamenti maniacali. Ed eccoci giunte all'episodio parigino di quest'estate, quello che vede protagoniste le due modelle o aspiranti tali, al quale ho fatto cenno nei commenti ad un post di qualche tempo fa.
Scena: ristorantino molto grazioso, con piatti semplici ma gustosi. Io e mio marito siamo lì che ci godiamo la nostra cena, quando al tavolo accanto al nostro arrivano due ragazze filiformi, nerovestite, età apparente intorno ai 19-20, capello fresco di falegnameria, trucco da passerella, aria di estrema sicurezza di sè, del genere: entro io, guardatemi. Si avvicina la cameriera per prendere l'ordinazione, e qualcosa comincia ad andare in modo strano. Inizia infatti una trattativa interminabile, roba da far sembrare il Congresso di Vienna un pic nic tra amiconi, della quale non colgo la sostanza data la mia inesistente comprensione del francese parlato. Ma la comprendo quando in tavola arrivano due insalate verdi, rigorosamente solo foglie, rigorosamente scondite, e le due allontanano con sdegno misto a disgusto l'oliera e la saliera.
Torna la cameriera, della quale non posso che invidiare l'aplomb, perché a questo punto il Congresso di Vienna pare finito, ma siamo dalle parti di Yalta. Altra trattativa estenuante, domande, da parte delle due, degne di un terzo grado con tanto di lampada sparata negli occhi. La cameriera propone e le arriva una serie di secchi no accompagnati da scuotimento del capello e sguardi di autentico terrore. Dopo il quarto d'ora di contrattazione rituale, in tavola appare un piatto. Uno solo. Contiene un filetto grigliato. Piccolo, siamo quasi al filet mignon. Nudo. Nè l'ornamento di una foglia, nè una miserrima patata, nè lo spettro di un ortaggio, tanto per fare colore. Una delle due filiformi nerovestite brandisce il coltello e inizia a dividerlo a metà, sotto l'occhio attento dell'altra che le dà indicazioni.
Ora, direte: saranno cavoli loro se vogliono nutrirsi d'aria e pesare quindici chili con gli stivali? E sono cavoli loro sì, precisando però che non è carino sfinire una donna che lavora, la povera cameriera; dopotutto siamo in un ristorante caruccio, non in una beauty farm. Sono cavoli loro, sì. Ma che voglia di dire a quelle due che forse sarebbe stato meglio mettere un filo d'olio sull'insalata e mangiare un filetto a testa invece che buttar giù, tra una ruminata e l'altra, un bel bicchiere di Kyr e una bottiglia di vino rosso, come hanno fatto davanti ai miei occhi attoniti... Ignoranza? Non so. Ossessioni appoggiate sul sentito dire, forse. O forse quando ci si nutre d'aria si sente il bisogno di tenersi su con altro. Molto più calorico di mezzo filetto.
Ma molto meno, immagino, di questi sablés bretons.

Sablés bretons
(Pierre Hermé, da Mes desserts préférés, Agnès Viénot Editions)

Per circa 30 biscotti:
325 g di farina
1 cucchiaio di baking powder o cremor tartaro (al posto del lievito chimico, che da noi è sempre vanillinato)
300 g di burro morbido
175 g di zucchero
1 cucchiaino da tè di fior di sale
5 tuorli leggermente battuti

In un mixer con la foglia, battere il burro finché non è ben cremoso. Unire a filo lo zucchero, poi il sale, infine i tuorli, a filo, continuando a battere finché il composto non è cremoso e uniforme. Servendosi di una spatola, aggiungere la farina setacciata con il lievito, facendola assorbire bene ma senza lavorare troppo la pasta.
Dividere la pasta in due parti e formare due salsicciotti di circa 4 cm di diametro. Avvolgerli nella pellicola e riporli in frigo per almeno 4 ore.
Tagliarli a fette di un cm di spessore e disporle in stampini da muffins o in cerchi. Cuocere i biscotti per circa 18 minuti, o finché non sono dorati, a 165° in forno preriscaldato. Raffreddarli su una gratella.

13 commenti:

  1. senti cara, io aspiro giustappunto a pesare quindici kg con gli stivali, e non desidero altro che nutrirmi di insalata scondita e di microfiletti......ahhhhh!!! Maro', toglimi davanti questi sablés, che sono a dieta da 5 gg e credo di aver perso 10 g e mezzo, e una percentuale non indifferente del lume della ragione, già scarso :)

    E' sempre uno spaso leggerti :)

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  2. io adoro biscottare e questi sono proprio una delizia!

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  3. I tuoi racconti sono.. appetitosi quasi quanto.. no, vabbè.. i tuoi racconto sono appetitosi almeno quanto le ricette che proponi!! Buon fine settimana!!

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  4. Buoni questi biscotti.
    Credo che il problema maggiore sia come si affronta la vita, che è solo un lungo pasto di cui dovremmo imparare ad apprezzare le portate...questa perla me la segno ;P!!

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  5. giovanna, mi hai fatto veramente sorridere! bellissimo il racconto, superbi i sablè. :-) a presto
    babs

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  6. E meno male che ci proponi questi biscotti deliziosi!
    Dopo lo scoramento dell'insalatina scondita e il mezzo filetto delle due tizie... :D

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  7. bellissimo questo racconto di vita vera!
    Interessanti questi biscotti.
    Non commento il rapporto con le diete...diventerei troppo violento..

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  8. "capello fresco di falegnameria" ahahahahhahhhhhahhahh splendida! :D
    questa cosa della magrezza ad ogni costo io la vedo in modo piuttosto talebano devo dire: mi sa di insulto alla Fame, quella vera.
    cin cin, mais pour les sablé!

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  9. @Cibou, ma va' là! Ecco, appunto, gli effetti perniciosi della dieta su una che già così di chili ne peserà trenta...

    @Federica: pure troppo. Li ho fatti per il consorte e me li sto mangiando tutti io.

    @Barbara, ho taciuto degli impulsi insani e violenti che mi hanno assalita, ad esempio quello di sottrarre il filetto con destrezza e farne un solo boccone, tanto per sconvolgere le fanciulle...

    @Gloria: grazie per la fiducia! :-)

    @Erbaluce: me la segno pure io, anche se alcune portate sono indigeste :-))

    @Babs, a me, là, veniva da piangere...

    @Anna, scoramento è la parola giusta. Che devo fare? Mi deprime il rifiuto del cibo.

    @Roby, tu che diventi violento? Vorrei vederti, in questo tuo aspetto nascosto!

    @Sara, un mio amico diceva di essersi innamorato della donna che ha sposato perché beveva e mangiava come un camionista ;-) Io credo di capire cosa intendesse. ;-)

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  10. Capisco cosa intendi: ho due amiche che spremono la salsiccia per cercare di togliere il grasso, che asciugano le patate fritte con fazzolettini di carta per togliere più olio possibile e che, peggio ancora, controllano quanto e cosa mangiano gli altri, non mancando di fartelo notare... Un atteggiamento assolutamente poco conviviale, toglie tutto il piacere di mangiare insieme!

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  11. giovanna giusto stamattina ho aggiunto lost in kitchen alla mia sidebar.
    e adesso ho il piacere di leggervi anche a ritroso e di riconoscermi.
    quanto alla voglia di dirgliene quattro avrei avutol'orticaria alla lingua al posto tuo.
    mi son riconosciuta anche nell'altra faccia della luna nella bambina grassa perchè il bimbo tondo è bello (anni 70) e nella fatica di rimettermi nei binari della normalità ponderale da grande.
    la mia amica endocrinologa pediatra e tantissimi pediatri son disperati, continuano a vedere bimbi magri portati in ambulatorio da genitori apprensivi che lasciano a casa i fratelli grassi perchè? stanno bene.

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  12. Hahaha... povera cameriera... ma soprattutto povere loro... io sono a dieta (hard per una settimana perchè si più non resisterei!)perchè ho qualche chiletto in più del più dopo i miei due figli, però se ti togli il piacere del cibo davvero la vita è troppo triste! Complimenti per le tue bombette, non vedo l'ora di poter replicare!

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