mercoledì 28 ottobre 2009

Senza ritegno


Il titolo si riferisce a questa foto, pessima. Già non sono una gran fotografa, ma con la carne ho proprio un conflitto aperto.
Ma si riferisce pure all'argomento del post precedente, al quale vi rinvio, invitandovi sempre a leggere il post di Adriano e quello di Lydia.
E per finire il titolo si riferisce a questo arrosto, che è un ibrido tra due ricette tratte dal libro "Arrosto" di Sonia Stevenson (Luxury books), più un'idea rubacchiata ad Alex, cioè la panatura di semi. A me è piaciuto malgrado sia decisamente un arrosto un po' balordo.

Arista di maiale con salsa al limone e acciughe

Un'arista da 700 g
2 spicchi d'aglio
vino bianco (mezzo bicchiere)
semi misti di zucca, girasole e sesamo, tritati non troppo finemente
una manciata di mandorle pelate e tritate
una manciata di pangrattato
timo fresco
olio, sale, pepe
4 filetti d'acciuga
scorza grattugiata di un limone
due cucchiai di succo di limone

Chiudere l'arista in un sacchetto di plastica da freezer con il vino, un filo d'olio, timo, sale, pepe.
Farla riposare in frigo per un paio d'ore.
Metterla poi in una teglia con la sua marinata e uno spicchio d'aglio a fettine, e infornarla a 200° (a forno già caldo) per una decina di minuti. Nel frattempo rosolare l'altro spicchio d'aglio in una padella con un po' d'olio, aggiungere i semi tritati, le mandorle, il pangrattato e timo tritato e fare impregnare con il condimento.
Estrarre l'arista dal forno e rotolarla nel miscuglio di semi, mandorle e pangrattato, in modo che se ne ricopra. Cercare di far aderire bene la "panatura", ma tenendo presente che comunque se ne staccherà una parte. Non è importante, perché verrà frullata col fondo di cottura per realizzare la salsa.
Infornare di nuovo l'arista col suo fondo di cottura, aggiungendo olio se necessario, e cuocerla a 180° finché la temperatura interna non è intorno ai 65-70 gradi. Di norma per il maiale si prevede una temperatura più alta, ma personalmente anche il maiale mi piace rosato all'interno.
Togliere l'arista dalla teglia. Mettere il fondo di cottura sul fuoco, aggiungervi le acciughe e farle sciogliere con una forchetta. Unire quindi la scorza di limone e frullare la salsa (semi caduti inclusi) aggiungendo il succo di limone.

6 commenti:

  1. Ho sempre timore, nel cucinare l'arista intera, che il risultato sia "asciutto": la tua invece è bella rosa è sicuramente succosa, da provare, grazie!

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  2. La foto sarà pure "senza ritegno", ma la sostanza invece il ritegno ce l'ha, eccome! Copiata, come tutte le altre che sono associate... e appena le faccio lo dico che le ho trovate da voi le ricette... non come fa qualcuno che se ne appropria veramente "senza ritegno e senza sostanza"!
    Baci
    Stefania

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  3. Sono d'accordo al riferimento per quanto riguarda i plagi, ma per la tua carne no veramente, del resto fotografare la carne è assai difficile e raramente rende, sarà per questo che anche i fotografi più blasonati non la scelgono mai volentieri come soggetto!!Cmq non mi sembra così male, ho un post in attesa di un polletto, ma è talmente macabra che rimando ormai dalla primavera scorsa, quando la vedrai ti ricrederai sulla tua foto. A parte tutto la ricetta mi piace molto, vedo che l'hai lasciata rosa, normalmente il maiale tendo a cuocerlo di più, però effettivamente ci perde in morbidezza! a presto

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  4. Ahahahah, mi fai sempre piegare in due dal ridere!
    Anch'io ho un rapporto un po' conflittuale (per usare un eufemismo) con le foto della carne, a dirla tutta ho un rapporto pessimo con le ricette di carne in genere... appena quasi cestinato un esperimento che non s'aveva da fare...
    Un bacione!
    m.

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  5. Non sembra balordo come dici, per me ha un ottimo aspetto...
    Ho letto il post da Lydia... che rabbia!
    Baci

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  6. Allora la panatura di semi è approvata anche per la carne? Voglio provare a fare la classica fettina panata con i semi di zucca.
    Quest'arista sarebbe perfetta per il pranzo domenicale di oggi. Invece nisba, a stecchetto :-))
    Baci
    Alex

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