lunedì 19 ottobre 2009

L'insostenibile fighetteria della cucina virtuale


Questo è il classico post che ti penti di aver pubblicato subito dopo averlo fatto.
Perché, che tu lo voglia o no, scrivendolo finisci per indispettire qualcuno. D'altronde, è ciò che accade quando si dice ciò che si pensa, ed è noto che non si può piacere a tutti.
Tra l'altro vedo serpeggiare qua e là nei commenti a vari blog un certo nervosismo, pure una certa scortesia, quindi questo non sembra proprio il momento adatto per lanciare sassi nello stagno. Ma questa pagina esprime il pensiero di chi la scrive. E pazienza se non è gradito.
C'è una cosa, nella faccia culinaria del web, che mi piace sempre meno. A volte mi capita di entrare in un blog e di chiedermi: ma queste persone cosa avranno mangiato a cena? E soprattutto: avranno mangiato? Mangeranno come tutti i comuni mortali o per loro il cibo è solo virtuale?
Perché non riesco a capire la ragione per la quale non appaiano mai, in certi anfratti del web, un piatto di pasta, un arrosto, una torta, una teglia di qualcosa, uno sformato, una pizza. Solo cosine, fotografate benissimo, belle da guardare ma che fatico ad identificare con il cibo.
Intendiamoci: mi piace che si fotografi bene il cibo. Amo le belle foto che vedo in giro. Non penso che ciò che cuciniamo vada sbattuto in un piatto alla come viene, dopo la fatica che ci costa prepararlo con cura. Mi piacerebbe essere brava nell'arte della fotografia come lo sono altri. Mi piacerebbe molto.
E intendiamoci/2: mi piace la cucina creativa (senza eccessi), mi piace la cucina etnica, come mi piace la cucina tradizionale. Purché siano, tutte, prima di tutto cucina; non arte astratta. Piatti di qualunque parte del mondo o natura, purché atti ad essere mangiati; a sostentare, a nutrire, non solo da contemplare.
Tengo a precisare che sto parlando del web, non della ristorazione.
E trovo che alcune volte, nel web, si trascuri il fatto che viviamo in un paese che ha una delle più ricche, affascinanti e gustose tradizioni culinarie. E allora, innovare va bene. Purché non si dimentichi che uno spaghetto non deve essere per forza combinato con la spezia introvabile, con il frutto esotico, con l'aroma di questo e di quello per avere dignità. Anzi. L'innovazione è più interessante se parte dalla tradizione. E se qualche volta si pubblica un piatto tradizionale, senza nemmeno sentirsi obbligati a rinnovarlo, meglio ancora, secondo me.
Ci sono blog che mi piacciono per il modo in cui sono scritti. E blog che mi piacciono perché ci trovi la creazione particolare ma anche il piatto semplice o regionale. Cose da MANGIARE, insomma.
E voglio dichiarare perciò il mio amore, in particolare, per Maricler, che è capace di pubblicare una semplice pasta e piselli o una linguina con limone, capperi e tonno, ma anche un dolce originale come questo che mi ha colpito molto anche se non mi piacciono i pompelmi e nemmeno le banane nei dessert.
E per Alex di Cuoche dell'altro mondo che passa disinvoltamente dall'etnico alla pasta 'ncasciata alla torta di mele.
O per Ciboulette, che non ha paura di pubblicare un classico gulash, un arrosto di vitello al rosmarino, e che quando scopre l'okra non prova a coniugarla col mango della Micronesia o con la liquirizia berbera (ammesso che esista).
Perché sono brave e reali, persone vere che mangiano cose vere. Entri da loro e sai di entrare in una cucina, non in una stazione spaziale della NASA e nemmeno in un quadro cubista.
E ce ne sono altri. Diversi altri. Ma questa è la direzione che a me piace: quella di gente che mangia le cose che prepara, che si nutre con quelle, gente che le pubblica perché le ha portate in tavola, e non le ha cucinate per pubblicarle.
Mia opinione, ovviamente. Sono un po' stanca della "stranezza" che spesso mi sembra fine a se stessa. Del piatto eccentrico in formato otturazione dentaria.
La creatività mi piace un sacco, per carità.
Ma qualche volta vorrei capire cosa mangia davvero la gente.
Qualche volta vorrei vedere qualche pasta e fagioli in più. Senza la liquirizia, s'intende :-)

A riprova del fatto che mi piace ciò che viene dal resto del mondo (e non dovrebbero esserci dubbi in proposito; vedi piatti austriaci o greci che ho pubblicato), ho preparato dei kanelbullar.
La ricetta l'ho presa dal solito "Falling cloudberries" di Tessa Kiros, ma ho ridotto il lievito, usato per la farcitura lo zucchero di canna anziché quello semolato (e il ripieno è in quantità maggiore), cambiato il tipo di farina e il procedimento per l'impasto. Lo saprete già tutti, ma ricordo che una minore quantità di lievito rende gli impasti più leggeri e fa sì che il prodotto finale si mantenga morbido più a lungo.

Kanelbullar
(tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente)

Per circa 15 pezzi:

125 ml di latte
50 g di zucchero
4 g di lievito di birra
1/2 uovo appena sbattuto
63 g di burro morbido
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di sale
160 g di farina forte per panificazione (W 280)
165 g di farina 00

per la farcitura:
80 g di burro morbido
2 cucchiaini di cannella (anche di più)
50 g di zucchero di canna

per completare:
1 uovo e zucchero semolato

Sciogliere il lievito nel latte con lo zucchero. Far riposare. Dopo una ventina di minuti, cominciare ad impastare la farina con il latte mescolato con il lievito. Aggiungere l'uovo, poi il burro e il cardamomo, e infine il sale. Impastare, battendo, finché l'impasto è omogeneo e non più appiccicoso.
Far lievitare fino al raddoppio e oltre, tenendo l'impasto in un luogo tiepido e umido (andrà bene il forno con la luce accesa e le pareti vaporizzate con acqua).
Per la farcitura, amalgamare il burro con lo zucchero e la cannella.
Sgonfiare l'impasto e stenderlo ad uno spessore di 3 mm. Spalmarvi il burro alla cannella, quindi arrotolarlo in modo da formare un salsicciotto. Tagliare il rotolo in pezzi a V, inclinando il coltello prima in un senso e, per il taglio successivo, nell'altro senso, poi disporre i pezzi su una teglia foderata di carta forno (tutti con la parte larga in basso) e premere su ciascuno con due dita in modo da far fuoruscire un po' del ripieno.
Spennellare con l'uovo e spolverizzare con poco zucchero, (edito: ho dimenticato di dire che, una volta formati, devono ancora lievitare per mezz'ora!) quindi cuocere in forno preriscaldato a 180° fino a doratura.


54 commenti:

  1. Grazie carissima. Cmq, che dire, capisco benissimo il tuo discorso, e concordo. Penso che la cucina virtuale subisca delle volte il suo stesso fascino: molte volte si abbellisce e si comporta come tante cose tranne per quel che è, ossia cibo, pranzo, cena, colazione o merenda che sia. Il cibo sul web molte volte ha l'obbligo di essere bello, originale, diverso. Anche diverso dal cibo, se vogliamo. Ma io penso siano anche post e momenti effimeri, che chiunque abbia un blog di cucina a un certo punto smetta di sperimentare spezie e luci e set fotografici e cominci a cucinare sul serio. Sennò non ci si evolve, e soprattutto non si mangia :)
    Per la cronaca: oggi ho mangiato pasta al pomodoro e come secondo i fiocchi di latte. Stasera broccoli e scaloppina di cavallo. Cose che nutrono :)

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  2. Oh, finalmente! Volevo dirlo io, ma essendo una foodblogger precaria (cioè molto più blogger che food) non ne avevo i titoli.
    Quando vuoi du spaghi di pasta alla grigia, fai un salto da me!

    Un abbraccio semplicissimo,
    CP

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  3. i non so , forse faccio parte della schiera di quelli che accusi , ma non credo...faccio salsicce e gnocchi!:D
    Certo nemmeno io amo le schiume, le arie e le bavette..preferisco postare quel che mangio di solito , quel che preparo per noi e non mi piace chi fa tanta filosofia e poi nemmeno assaggia quel che fa...però insomma...il ondo p bello perchè è vario..infondo il belo del web è che basta un click....:D

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  4. io a volte non riesco a fotografare perchè mangiamo tutto subito...:O))
    Bella la tua ricetta

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  5. ahahahahahahahahah carissima, dopo aver letto il tuo sfogo mi sono fatta una sanissima risata e, di questo, te ne ringrazio :-)
    e già che ci sono, direi che condivido, oggi più che mai visto che ho predestinati i miei lettori ad una settimana di post su un menù il cui filo conduttore è il formaggio.
    ho la tua stessa impressione, a volte si esagera. ci sono blog che sconvolgono i neuroni e ci fanno chiedere.... ma una bella pizza no?

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  6. @Maricler: forse ci si sente condizionati dallo sguardo esterno e quasi in dovere di stupire, non so. D'altro canto io trovo che stupisca qualunque cosa fatta a regola d'arte, anche una lasagna o un tortello.

    @Cuoca precaria: ma di quali titoli vai cianciando? Il tuo blog è uno di quelli che leggo con più piacere. E i du' spaghi li accetto volentierissimo :-)

    @Genny: visto che fai salsicce e gnocchi, sei fuori dalla categoria :-)
    Non è che io non ami le spume & c: sono le esagerazioni che non mi piacciono, che mi danno la sensazione di una non-cucina. E certo che il web è bello perché è vario. Però è bello anche poter dire come la pensiamo e ascoltare cosa ne pensano gli altri.

    @Marta: sì, anche quello è un problema ;-) Il cibo a volte si rovina se deve aspettare. E allora meglio mangiarlo caldo e lasciar perdere le foto.

    @Babs: no, ti prego, il formaggio no! Stai parlando con una latticino-dipendente: mangerei solo quantità industriali di tutto ciò che deriva dal latte. Una settimana a tema formaggio significa volermi male! ;-)

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  7. Bel post complimenti conivido pienamente !!! io già ho poco tempo per cucinare per la famiglia figurati se penso di cucinare microporzioni per il blog ...ne ghe pensi minga....... heheheh
    certo mi piace curare l'aspetto fotografico ovviamente senza nessuna pretesa perchè sono consapevole dei miei limiti ma per lo meno ci provo e mi metto in gioco. Cucino solo ciò che mangio e soprattutto che mi ispira ...per esempio non potrei mai proporre la trippa perchè il solo pensiero mi fa vomitare ;-)....ma questi sono solo gusti personali. Credo che alla fine della fiera il blog sia semplicemente un modo diverso di raccontarsi, un pezzettino di noi, non pensi? ed è quindi bello scoprire le particolarità di ognuno di noi attraverso il cibo...come si dice.......dimmi come mangi e ti dirò chi sei! ;-)
    Pippi

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  8. Ciao Giovanna, credo di rientrare a pieno titolo fra quelle che ti piacciono perché (anche se qualche volta faccio cose "strane" tipo la caponata con le mele, ma di strano ha le mele e nessun ingrediente esotico e introvabile) posto solo quello che mangiamo ogni giorno, anche la pasta e fagioli come la fa mia suocera (e benchè la faccia lei è molto buona!). Per il resto, benché mi attragano le ricette un po' strane e belle da vedere, molte volte mi fanno sentire inadeguata...

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  9. Sono nuova del mondo dei foodblogger, nonostante ci giri come spettatrice da più di 2 anni. E ci ho messo tanto a decidermi a aprire un mio blog proprio perchè ero spaventata dall'estrosità della maggior parte delle ricette che leggevo. Spesso le foto sono bellissime, ma gli abbinamenti sono allucinanti o i prodotti introvabili. Quindi, condivido il tuo pensiero, e condivido la tua voglia di essere sincera. Detto questo, ti invito a passare da me e a gustarti dei semplici agnolotti di magro fatti in casa, semplici e ti assicuro goduriosi!

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  10. ciao,io sono una new-entry nel mondo dei blog,e proprio in questi giorni ragionavo proprio su questo,girovagando un po' mi ritrovo in blog bellissimi,con foto degne del newton o del toscani,ma ci si chiede se è stato fatto "quel"biscotto o "quel"panino,dove quel sta addirittura per "UNO",per essere consumato a pranzo o solo per fotografarlo!
    io con le foto sono una schiappona,ma ritengo che se è vero che l'occhio vuole la sua parte,la bocca ne vuole di più!!!!
    sbaglio??
    un'altra cosa ho trovato abbastanza spiacevole,ed è un atteggiamento leggermente snob verso appunto a chi non fa foto superlative con luci e sfondi perfetti,ma magari di piatti buoni,semplici e commestibili!
    arisbaglio??
    forse,come dici tu all'inizio,mi sono tirata una zappata sui piedi da sola facendo questo intervento,ma preferisco,come nel cibo,semplicità e genuinità ad artifici ipocriti!!
    grazie,
    ciao ciao

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  11. Interessanti considerazioni, cara Giovanna! Hai lanciato un simpatico sassolino nello stagno!
    Forse è il condizionamento dell'apparire, per cui non si riesce più ad apprezzare la normalità, tanto da proporla come immagine di sé.

    Ciao, baci

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Approvo, approvo e talmente approvo che un pò di tempo fa ho detto cose molto simili (se non peggio...) nel mio post della cianfotta...
    http://gambettonellazuppa.blogspot.com/2009/10/cianfotta.html
    Se ti va, li troverai tutto il mio appoggio :-)

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  14. io ti dico solo grazie!!!!!

    io non sono nessuno in cucina, cucinavo tanto e amavo scoprire cose nuove, pur riportandole al mio modo di essere. pasta e faglioli la adoro! :-) non ho un blog, non mi sento diversa e amo leggere quelli che piu' mi corrispondono. ne ho persi alcuni per strada e... la cucina resta un amore intimo e personale a volte condiso a volte no, un raccontarmi a tavola.
    a presto cara giovanna.

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  15. @Tutti: ragazzi e ragazze, grazie a tutti per l'appoggio, ma non vorrei essere fraintesa. I piatti originali, insoliti, le sperimentazioni a me piacciono molto, così come mi piace che si curi anche l'estetica.
    Trovo fastidiose le esagerazioni e il fatto che ci sia talvolta una sorta di rincorsa dell'eccentricità che può apparire pretestuosa.
    I blog che ho citato riescono infatti a coniugare sostanza, tradizione, innovazione e cura dell'estetica. E questo a me piace più dei fuochi d'artificio.

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  16. :)
    questo tuo "sentire", anche se non l'avevi scritto finora, si percepiva già dal blog: uno dei motivi per cui mi sei (siete) piaciuta (oh, musa!). Ma insomma, non faccio testo: sgrano gli occhi con ingenuo stupore sul mondo della cucina e imparo cose nuove ogni giorno, però sono ancora all'ABC (alla A, per dirla tutta), quindi non potrei giuducare ma... un certo istinto aiuta sempre ;)
    Paola

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  17. sono nuova, nuovissima del mondo dei food-bloggers, e per di più, con mio gran disappunto, faccio schifo come fotografa, ma ho capito il senso del tuo post, e, pur avvicinandomi a questo mondo col dovuto rispetto e in punta di piedi, penso che ci sia molto di vero in quel che scrivi
    e che questo vale per i food-bloggers, per le mamme blog, e per la nostra vita in genere che viviamo ormai moltissimo attraverso questo filtro.

    bel blog!

    e belle foto ;-)

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  18. Mentre leggevo mi sembrava che tu stessi elencando le cose che straniscono anche me.
    Io purtoppo, un poco per mancanza di tempo, un po per genetica, non riesco ad essere troppo "complessa"
    Amo le preparazioni arzigogolate, le leggo, le invidio, ma passo decisamente oltre.
    Per le foto... no per quelle mi limito a rosicare decisissimaente (tu hai citato Alex... credo di essermi innamorata di lei attraverso il suo obbiettivo)!
    Quindi, si.
    A costo di far storcere il naso a molte persone, mi ritrovo in quello che dici tu.
    Pur (ammettendolo) invidiando alla follia chi è capace di simili magie culinarie!

    nasinasisemplici(o semplicistici)

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  19. Perdindirindina, mi e' mancato il terreno sotto i piedi, sono diventata tutta rossa, e non ho cominciato a balbettare solo perche sto zitta davanti al PC :))))
    Nel primo o secondo post, un certo "fagiolino" mi scrisse nei commenti che gli piaceva che avessi cominciato con la crema di zucca e che sperava che io non mi uniformassi agli altri blog e conservassi la mia personalita'. Ecco, allora mi sembrava impossibile che una ciuccia vecchia come me si potesse far influenzare, eppure puo' succedere, e in una certa misura non e' neanche negativo, ma aiuta a crescere, come i libri e gli scambi con le persone che abbiamo intorno. Il mio contrappeso alla fighetteria vorticosa (che poi non mi si addice proprio per antonomasia) sono il marito tradizionalista col quale devo scendere a patti ed ora anche i colleghi, anche perche' le ricette a volte le fanno e quindi non posso proprio barare :D
    Poi magari cerco di convincerli che il cardamomo non e' una spezia cosi' strana e che puo' essere acquistato anche a Napoli, senza dover prender un aereo :)
    Per Dauly, che si stupisce delle porzioni per "uno": a volte si', si cucina solo per se', per non mangiare la fettina o il panino solo perche' si e' soli, poi basta moltiplicare, no?? :)))
    Ho scritto troppo e sconclusionato, pardon. E cmqu i kanelbullar sono uno dei dolci briosciosi piu' buoni iin assoluto, io li scoprii da comida.
    Bacio :)

    PS: grazie per la ricotta e pere che ho stravolto per ragioni di intolleranze, devo trovare al piu' presto una scusa per rifarla pari pari :)

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  20. Ciao Giovanna. Io invece non ho capito bene se la "polemica" era contro le foto fighette (di cui non m'intendo) o contro certi accostamenti improbabili (troppo creativi eversivi, ecc.). Nel secondo caso, credo che sia un problema che mette insieme abitudine, cioè cultura, la reperibilità-sostenibilità di certi prodotti e, in ultimo, la prova del gusto personale.
    Nessuno mi vieta di cucinare a casa un bel piatto di spaghetti burro parmigiano e vaniglia; mentre invece evito di condire le insalate domestiche con l'olio di nocciole, di portarmi dietro il foie gras o il beluga, prodotti -questi ultimi- che non mi hanno mai entusiasmato. E' chiaro che bisogna sempre distinguere tra certe ricercatezze e combinazioni un po' fini a sè stesse, e un uso ragionato del gusto. Io contrasterei piuttosto l'uso sregolato di spezie; oppure i sapori che si uccidono vicendevolmente invece di esaltarsi, e l'appiattimento delle consistenze. Per certi prodotti di qualità e sapore assoluti invece l'unica soluzione possibile è, come per certi amori, consumarli in purezza.
    Un salutone.

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  21. Anche se non mi hai dichiarato pubblicamente il tuo amore, so che mi ami follemente, e sappi che, anche se cucino lasagne e paste e fagioli e mi piacciono le crostate e i biscotti, io mi considero comunque figa, anzi fighissima... ;-)

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  22. Parole sante!! È quello che mi chiedo da quando frequento forum o seguo i blog: cosa si mangia oggi?
    Quello che pubblico è quello che mangiamo (pesce e crostacei in primis, pasta fatta a mano,risotti frattaglie, carne, qualche fingerfood - giusto per l'aperitivo, non come piatto "forte" per la cena- ultimamente pochi dolci).
    Personalmente mi piace la cucina "cucinata"...e non è un gioco di parole. Tanta tradizione -mamma cuoca e famiglia di bravi "cucinieri" non poteva essere altrimenti - ma anche qualche sperimentazione, innovazione, senza stravolgimenti strani, fortunatamente non ho fame atavica,non ho dei "no o mai" alimentari, quindi il mio piatto non deve essere assolutamente strapieno e sempre con le stesse cose (badilate di pasta o mestoloni di zuppe) ogni tanto qualche spezia, un pepe aromatico, un accostamento non scontato stimolano e appagano il mio palato.La cosa che più mi dà noia, anche in cucina, è la noia.

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  23. Innanzitutto grazie per avermi citata, di cuore. Ho letto tutti i commenti, molto interessante leggere i vari punti di vista e desiderei dire anche la mia.
    Non amo il voler stupire ad ogni costo e qui ci troviamo praticamente tutti d'accordo. Mi piace però sperimentare nuove cose, provare un ingrediente mai provato prima, mi piace aprirmi a nuove tradizioni culinarie. Noto invece spesso proprio una chiusura mentale verso le cose nuove. Sai benissimo quanto ami la tradizione e le ricette semplici e genuine non mancano mai in casa mia. Ma credo che la curiosità in cucina non debba mancare. Se propongo un piatto di pasta o un risotto con la vaniglia è perchè è venuto buono e perchè l'accostamento è riuscito. Se poi uno la vaniglia la vuole usare solo ed esclusivamente per i dolci perchè non si vuole aprire a nuove strade, vabbè.
    Ovviamente mangio anche io minestrina e pasta burro e parmigiano. O una frittata di zucchine. Ma mi sembrerebbe assurdo postarla. A meno che intorno non ci costruisco una storia che rende il post interessante. Una cosa che per me è importantissima e a cui mi attengo da quando ho aperto il blog è postare solo ricette davvero riuscite. A parte il soufflè ciofeca (che poi ha avuto un seguito) non mi sono mai permessa di postare ricette che pur essendo belle da vedere non sono venute bene. Mi sembra un dovere nei confronti dei lettori non postare ricette "finte". Finte nel senso fatte solo per fotografare.
    E qui, se permetti, mi preme dire un'altra cosa. Ho letto spesso in giro "tutti quei blog con le foto perfettine sono finti, non è possibile che mangino così come fotografano". Forse non si è capito che chi in un foodblog cerca di presentare belle foto non ha solo la passione della cucina, ma anche quella della fotografia. Per me la fotografia è una passione forse ancor piú grande della cucina ed è chiaro che nel blog io unisca le due cose. Non per questo vuol dire che ciò che cucino sia finto. Non ho mai cucinato con l'unico scopo di fotografare. Cucino quello che mangio e mi arrangio con la luce a disposizione. Se cucino alle dieci di sera e non c'è luce non fotografo e mangio lo stesso. Come non cucino un piatto di pasta per cucinarlo alle 10 di mattina perchè la luce è migliore. Ma mi piace curare la fotografia altrettanto come la cucina e mi fa arrabbiare leggere "foto belle=cucina finta". Ecco, magari l'unica cosa di finto sono le porzioni - perchè spesso mangio molto di più della porzione fotografata :-)))
    Scusa, mi sono dilungata parecchio, ma l'argomento invoglia a dire la propria opinione.

    Bisognerebbe discutere e scambiarsi molto più spesso così nei commenti. Mi manca nella blogosfera. Ma la questione dei commenti ai blog è tutta un'altra storia :-)))
    Grazie per questi input! E i kanelbullar - che te lo dico a fa - sono una delizia senza pari (e cmq il cardamomo non deve mancare in nessuna cucina :-)))))
    Baci
    Alex

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  24. Volevo solo precisare una cosa per non essere magari fraintesa.
    Finte fatte per essere solo fotografate - e non riuscite e collaudate. Ovviamente se sono fatte per fotografare e son buone non ho nulla in contrario, anzi.
    Scuss, giuro che è l'ultima cosa che dico oggi :-)))
    Alex

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  25. cito da Alex:

    "Ecco, magari l'unica cosa di finto sono le porzioni - perchè spesso mangio molto di più della porzione fotografata :-)))"

    mmhhhh eheeem uhhmmm, io invece mangio giusto la forchettata di spaghetti che ho fotografato, mi cadesse una pannocchia gigante...... :-D

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  26. Cerco di chiarire il mio pensiero, prendendo spunto un po' da tutti i commenti e anche per rispondere ai dubbi di Chefclaude.
    No, non ho niente contro le belle foto. Tutt'altro. Come dicevo, mi piace che si abbia attenzione per l'estetica, tanto che, essendo una schifezza di fotografa, vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse come si fotografa la carne senza farla sembrare un escremento ;-) Ho preparato qualche settimana fa uno stifado (una sorta di spezzatino greco) e non l'ho mai pubblicato perché davvero non si poteva guardare. Non dico che tutti debbano essere Helmut Newton, ma, diciamolo, una bella fotografia valorizza una ricetta. Tutti noi, credo, tra due libri di ricette entrambi validi preferiamo quello che contiene anche delle immagini curate e invoglianti.
    E quindi, lo dico anche per Alex cuoca dell'altro mondo, non penso affatto che un blog con piatti fotografati con gusto e abilità sia "finto".
    Ed è giusto anche quello che dice Alex riguardo alle porzioni: se preparo tre infornate di pasticcini è chiaro che preferisco fotografare un pasticcino solo o un paio, perché la resa dell'immagine sarà migliore.
    E, Chefclaude, non stigmatizzo neanche gli accostamenti "strani". Non in assoluto.
    Citando l'altra Alex (Ombra nel portico) quello che non mi convince è l'assenza, in certi casi, della "cucina cucinata", come se i piatti fossero, appunto, solo virtuali. Va benissimo l'uso della spezia, va benissimo l'aroma inusuale. Va meno bene, a mio gusto, che ci sia SOLO quello, come se l'unico scopo della cucina fosse stupire ad ogni costo. Come se il cibo cessasse di essere cibo e diventasse, appunto, un'astrazione.
    Personalmente ritengo che ci si possa lanciare in tentativi e sperimentazioni, (altrimenti, effettivamente, sai che noia) però ritengo anche che per farlo sia necessario avere preparazione, esperienza. Insomma, un grande pasticciere, che crea nuovi accostamenti e associazioni di consistenze, ha prima preparato per anni frolle e creme, crostate e biscuit. E continua a prepararle, quando serve, se serve.
    E' vero che se una sera ci si prepara una minestrina burro e parmigiano non la si pubblica.
    Ma è vero anche che ci sono piatti meno ovvi che prepariamo per i nostri pranzi e le nostre cene, primi, secondi, sformati & c, che in certi casi non compaiono mai. Ci sono luoghi in cui, indipendentemente dall'entità delle porzioni, non si percepisce il cibo come tale, e non dipende certo dalla bellezza delle immagini. E non dipende nemmeno dall'ingrediente inusuale, quanto piuttosto dal fatto che, scorrendo i post all'indietro, non si trova mai un piatto "riconoscibile": un risotto, una pasta, una torta salata o che so io, per quanto insolito.
    Per tornare all'esempio della pasta e fagioli, esistono centinaia di ricette diverse, a seconda della regione di provenienza o addirittura della città, del paese. Quando frequentavo il mio primo forum culinario, la cosa più interessante era proprio scoprire le innumerevoli varietà locali di piatti considerati nazionali. E una delle cose più affascinanti di qualsiasi viaggio è scoprire la cucina locale.
    Tutto questo (piatti tradizionali, cucine straniere) perché non trova mai cittadinanza in alcuni blog?
    Mi piace la sperimentazione, lo ripeto. C'è stato un periodo (lo sanno bene le mia amiche, sfortunate cavie) in cui non facevo altro che inventare dolci, e non sempre riusciti.
    Ma, ecco, se devo scegliere tra vari tipi di sperimentazione, con riferimento alla cucina, mi sento più interessata ai bambini che giocano coi colori che all'asettico laboratorio chimico. Tutto qui. Anche perché i primi i colori se li magnano pure, i secondi i reagenti sicuramente no ;-)

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  27. Giovanna, concordo assolutamente in tutto quello che scrivi. Tengo a precisare che con il mio intervento belle foto=blog finti non mi riferivo assolutamente al tuo post iniziale. Ho solo preso spunto perchè lo ho letto spesso in giro e mi sembrava l'occasione giusta per approfondire. So quanto tu apprezzi l'estetica in cucina (la carne credo sia più facile fotografarla cruda che cotta :-), by the way).
    A Ciboulette: :-)))))
    Baci
    Alex

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  28. @Alex: l'avevo capito, solo che ho preso spunto anch'io da ciò che hai scritto per chiarire che il problema non sono le foto. Ammesso che ci sia un problema, oltre al fatto che sono una rompiballe. :-)

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  29. Giò, ma sai che io tutta sta fighetteria in giro nei blog italiani (e specifico italiani) non la vedo??
    Di solito mi viene da constatare la tendenza opposta, quella cioè del "che brutto" o del "che schifo". Risotti sgranati, paste con ingredienti fuori stagione, sughi pronti o cose di questo tipo...sì, a volte anche accostamenti completamente inaffrontabili, ma questa è cosa più rara.
    Questo forse perchè nella rete giro poco. Forse perchè vado solo da quei 20 che davvero mi piacciono o forse perchè faccio parte di quella categoria da te citata per cui mi ritrovo con il prosciutto sugli occhi.
    A me diverte girare i mercati alla ricerca di ingredienti nuovi o di scarsa reperibilità. Ho trovato delle minimelanzane al mercato delle erbe di Bolzano che hanno fatto la mia felicità per due giorni di fila. E le uova bianche. E le patate viola. E le castagne col mallo.
    Come sempre, credo sia una questione di misura, di coerenza e di onestà intellettuale (come diceva Alex cuoche). Il problema vero è che è molto difficile coniugare insieme il molto bello col molto buono. Motivo per cui, come faceva notare Alex (ombra), manca spesso la cucina cucinata. E' più facile fotografare un biscottino che non un piatto caldo, motivo per cui i blog pubblicano per lo più ricette di dolci. E allora sì che uno si domanda "ma cosa diavolo mangiano questi?". Dove voglio andare a parare? Non lo so, ma ribadisco che non ho rilevato gli argomenti da te messi in evidenza.

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  30. Ho capito tra le righe quello che vuoi dire: anche se "cucina cucinata" e "piatto riconoscibile" impongono sempre dei punti di riferimento o di prospettiva che mutano.
    Tipo chi fa o per chi.
    Ho visto con piacere gli ultimi post con le vostre ricette: lo sformatino di Marchesi sarebbe ancora oggi - che si fa in tutte le salse, e in mille varianti - bollato da molti come una ricettina "nouvelle cuisine".
    Molte delle ricette che circolano nei blog di cucina più comuni e domestici sarebbero state improponibili diciamo una ventina d'anni fa. Ovviamente a me fanno un estremo piacere, e capisco che, con l'evoluzione della cucina, diventano rapidamente anche queste cose tradizione.
    Inoltre semplificano molto il lavoro, danno più spazio alla creatività, sono anche più sane e digeribili di tutto l'Artusi, o di molti piatti di mia nonna, per esempio.
    Credo semplicemente che noi ci spostiamo tutti insieme e con rapidità su di un enorme tappeto, e che siamo modernissimi e all'avanguardia, "fighissimi", spesso senza averne completa coscienza.
    Tolto il problema della fame, il cibo è, credo per tutti noi, un fatto di piacere e di passione, soprattutto nelle cose più semplici.

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  31. Anch'io sono una "novellina" della blogosfera, dato che ho aperto il mio blog da neanche un mese, ma devo dire che intendo molto bene ciò di cui parli...personalmente a volte sono quasi intimidita da certe ricette e dalle foto incredibili che le accompagnano, tanto che a volte lascio perdere di pubblicare certe ricettine che in confronto mi sembrano sciocchezze...ma è sbagliato! Così facendo si rischia di perdere in spontaneità e genuinità, per rincorrere ideali lontani dalla quotidianità...insomma, a volte nella blogosfera ci si sente come alle sfilate di moda, dove si sa, ciò che viene presentato ed il modo in cui viene presentato nulla hanno a che fare con la realtà!
    Grazie per lo spunto di riflessione!

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  32. E' vero che c'è un'evoluzione costante nelle nostre abitudini alimentari e che forse a volte non ce ne rendiamo conto. Bella l'immagine di Chefclaude del tappeto sul quale ci spostiamo tutti insieme.
    Virginia usa giustamente la parola "misura", che credo sia la chiave di tutto, sufficiente a dire in tre sillabe ciò che ho cercato di dire con una pletora di parole inutili.
    E anche Titti secondo me ha focalizzato la situazione con una notazione significativa: quella relativa alle sfilate di moda e alla distanza che sia gli abiti presentati sia le eteree modelle hanno rispetto alla realtà.
    Non ritengo che bisogni sentirsi inadeguati. Posso sentirmi inadeguata quando provo a riprodurre coi miei scarsi mezzi e le mie scarse competenze una ricetta di Paco Torreblanca, ma quell'inadeguatezza è uno stimolo a progredire. Non mi sento invece inadeguata di fronte a certi effetti speciali che mi sembrano un po' fini a se stessi. Allo stesso modo, mi fa sentire inadeguata un'amica sempre perfetta, in linea e curatissima, ma una modella che occhieggia dalle pagine patinate di una rivista, no. Quel senso d'inadeguatezza sarebbe sterile. Qualcosa che non incoraggia a migliorarsi ma solo a scrollare le spalle pensando: non è la realtà.

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  33. P.S.: aggiungo che tutto questo discorso mi ha fatto venire una voglia irrefrenabile di (nell'ordine):
    - preparare un timballo di maccheroni. E' da tanto che non lo faccio e non l'ho nemmeno mai pubblicato;
    - mangiare cose cucinate con lentezza. Il clima comincia a prestarsi. E' ora di una bella genovese fatta con tutti i sentimenti;
    - usare tutto il cardamomo prima che scada :-) Nei kanelbullar ce ne va proprio poco. Mi sa che mi tocca fare una torta al cioccolato;
    - raccontarvi una scena alla quale ho assistito questa estate, trovandomi al ristorante con due modelle o aspiranti tali al tavolo accanto.

    Insomma, un bel po' di materiale per riempire il blog.
    Grazie a tutti per la partecipazione e gli stimoli.

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  34. Amiche mie, ma quanto logorroiche siete, ci ho impiegato 3/4 d'ora a leggervi!!!!!
    Io vorrei ampliare il concetto rendendomi del tutto impopolare (che è un pò quello che ha anche espresso Virginia), oltre all'insostenibile fighetteria, secondo me in giro c'è tanta gente che non ne capisce nulla di cucina, che non so neanche perchè decida di aprire un blog, che più di un muffin sereticcio o di una pasta scotta non è in grado di fare, che butta delle robe alla rinfusa in un piatto e si permette anche di fotografarle e di darne la ricetta.
    Spiegatemi perchè aprire un blog, a cosa serve a chi giova?
    Il web pullula di questi blog assolutamente inutili.
    Con questo non voglio dire che non si possa imparare, evolvere e migliorare, ma un pò di sana autocritica non guasta mai.

    Ora datemi pure della snob puzzona.

    P.S. per Alex, a me è capitato di farmi un piatto di pasta alle 10 di mattinaper fotografarlo...

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  35. Uno dei post più interessanti che abbia letto negli ultimi mesi, ce ne vorrebbero camionate di post così.
    Condivido il tuo fastidio e comprendo e credo che il commento di Alex esprima al 100% come la penso, parola per parola, virgola per virgola.
    Anch'io pubblico solo quello che viene bene, niente piatti belli ma cattivi, anch'io non mi sveglio all'alba a fotografare il boccone tenuto da parte e riscaldato appositamente per la foto, anch'io spesso non fotografo perché non ho una buona luce, perché non ho voglia, perché voglio godermi la cenetta col mio uomo senza perdere tempo dietro a mini shooting.
    Anch'io adoro sperimentare e trovare ingredienti nuovi ma non sopporto le mode del momento e i blog basati sulla ricerca esasperata dell'originalità e della stranezza.
    Anch'io adoro la cucina tradizionale e di piatti semplici ne mangio a bizzeffe... ma anch'io credo che non abbia senso pubblicare uno spaghetto al pomodoro a meno che non si sia la Paoletta della situazione che sulla cacio e pepe riesce a scrivere un trattato con una maestria da chef.
    Insomma, ci siamo capite...
    E' sempre bello leggerti.
    m.

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  36. E pensare che a prima vista i tuoi kanelbullar li avevo scambiati per quelli dell'ikea ;-D ah!ah!ah!
    volevo solo scherzare un po con te anche perchè condivido in pieno a quello che hai scritto!
    ciao ciao cocozza

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  37. @Lydia: sto ridendo da mezz'ora per il "muffin sereticcio".... :-)))) Da quando sei diventata milanese ti sei napoletanizzata molto di più! Mi sa che dobbiamo assumere un traduttore, per Tzatziki...

    @Mariù, grazie e... sapessi quante cenette sono rimaste non fotografate e non pubblicate causa pigrizia della sottoscritta e desiderio di cenare in santa pace!

    @Cocozza: accidenti, speravo che non se ne accorgesse nessuno... ;-)))

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  38. A proposito: Lydia (aka snob puzzona), fai autocritica e racconta dei tuoi biscotti col vin cotto, per esempio. In cambio io racconterò della mia torta Fiaker spatasciata sul cappotto di Lisa... :-))))

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  39. Giovà, la mia napoletanità resta sempre prorompente, nonostante Milano.
    Ma ci sono ancora in giro le foto di quei mitici biscotti????
    Sarebbero stati perfetti per il concorso di alex sugli spatafasci.
    Certo che tu non dimentichi nulla, io li avevo rimossi.

    @ Virgi, quei biscotti erano una roba immonda

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  40. Buongiorno!!!! Che bella scoperta ho fatto stamattina... Scusa Giovanna,perdonami, ma non ero mai capitata da queste parti! Ho letto tutto d'un fiato e condivido la quasi totalità delle cose dette! Non mi dilungo...ti lascio solo un saluto.
    Ornella

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  41. Ah, dimenticavo, grazie per la ricetta!! Le avevo scambiate per "Zeppole"... Omioddio, quanto sono 'gnurant!!! :))))

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  42. condivido in gran parte, sperando di non rientrare nella categoria (ehehehh), visto che me ne frego che le foto serali vengano male e visto che vado avanti principalmente a quel che cacciano i campi dei miei :-P dico però "in parte" perché, come virginia, tutta 'sta fighetteria la vedo poco: sì, c'è chi si lascia spesso trasportare innocentemente dalla moda dell'esotismo o della spezia figa a tutti i costi, ma più che altro c'è chi pubblica insalate di riso fatte col condiriso o robe simili e allora mi chiedo davvero: "ma questa gente davvero mangia 'sta roba? transitare nel mondo dei foodblog non gli ha acceso un minimo la lampadina della qualità?" ;-P io sinceramente mangio tutto quello che fotografo, anzi: non vedo l'ora di mangiarlo, tanto che, spesso, neanche fotografo e chissene :))) se poi qualcosa viene male e non mi convince, lo lascio cadere nel dimenticatoio delle ciofeche culinarie, oppure, se salvabile, lo pubblico in cerca di consigli. il problema di cui tu parli mi sembra molto più contingente nel mondo della ristorazione, specie quella cosiddetta "alta": mangiare una lasagna fatta comeddiocomanda è diventato come trovare una stella alpina a lampedusa. ora però voglio leggere l'episodio delle aspiranti modelle a cena: curiooosa come una scimmia sono! baci :D

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  43. sono qui che mi son letta il tuo ultimo post con questa interessante requisitoria, la ricetta, e le ricette prima e mi sto chiedendo come mai me le son perse :-) Appoggio i punti di vista spiegati e leggerli ogni tanto, visto che è merce rara, almeno tra i foodblogger (in altri blog su altri temi per fortuna no). E soprattutto w la buona cucina, e mi sembra che la tua sia proprio buona :-P

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  44. @Virginia e Lydia: niente resterà impunito ;-); se non erro c'è una foto degli sventurati bioscotti sul vecchio forum. Appena posso la cerco.

    @Ornella: benvenuta e grazie! Un saluto anche a te.

    @Salsa: prossimamente le due modelle su questi schermi. Ce l'ho proprio qui, 'sta cosa, sulla bocca dello stomaco.

    @FrancescaV: grazie per la visita! La buona cucina è una delle poche cose che ci siano rimaste, in questi tempi grigi...

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  45. Una domanda.
    Indicativamente per la cottura saranno almeno un 25 minuti o di pù?
    Grazie

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  46. @Gambetto: circa 20 minuti. Mi sono dimenticata una cosa importante! Ora edito il post e la aggiungo.

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  47. come non darti ragione?
    quando ho postato la semplice ricetta della pizza e dei muffins al caffè mi sono sentita come "inadeguata" al mondo patinato, colorato ed eccentrico dei foodblog!
    comunque oggi a pranzo ho il pesce alla griglia, sciuè sciuè ahah

    baci
    *

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  48. sembra quasi che tu abbia parlato con il mio neurone! e quello che penso
    1 bacio

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  49. Pero' ha ragione Lydia, devo preparare la cena (straccetti ;-) e sto' qui da 3/4 d'ora a spulciarmi tutto (e mi hai fatto pure ridere).
    Intanto grazie mille Giovanna per lo spunto in realtà più profondo e intelligente di quanto sembri ;-). Coinvolge la cultura, la persoanlità e aspetti sociali della cucina. Anch'io mangio cose spesso tradizionali (marito e nostalgia italica oblige) e non fotografo cio' che non è guardabile o se non c'è luce.
    Concordo su tutto quanto detto da te, da Cibou, le due Alex, Virginia, Mariù... L'unica cosa è che non bisogna dimenticare che il blog è virtuale, molti ci passano per passare il tempo appunto e non sono necessariamente appassionati di cucina. Hanno voglia di essere stupiti come nei ristoranti dove mischiano questo mondo e quest'altro oppure danno nomi alla moda a cose banalissime. Inoltre è una foresta tropicale e c'è chi cerca di distinguersi (anche se secondo me non è la buona strategia). Infine subiamo anche noi questa moda follia della cucina di questi ultimi anni. Magari fra due anni non importerà più niente a nessuno, niente più libri ciofeca pubblicati ogni giorno (almeno qui).
    Vabbè dico questo perché la polemica, ma mooolto più veemente, era già nata sui blog francesi.
    Mi fermo qui senno' la mia accusa logorroica mi ritorna adosso come un boomerang
    Grazie, è bello poter discutere cosi', mi fa' un piacere immenso!

    Bacioni e buona serata!

    P.S. Giusto per inciso, sulla blogosfera francese la mia cucina è stata accusata di semplicismo, niente di "trascendentale" (parole testuali :-).

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  50. Ciao! Ogni tanto mi chiedo anch'io se certe persone cucinino solo per il gusto di sentirsi dire "che bel piatto, bravissima/o". Io sono "peggio" di te, nel senso che cucino solo ciò che mangiamo in famiglia proprio perchè non ho pretese di piacere a nessuno se non ai palati esigenti dei miei cari ;) infatti il mio blog nasce come un ricettario da tramandare a mia figlia e presto ci sarà anceh la pasta e fagioli! Bacioni

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  51. Ciao! Ogni tanto mi chiedo anch'io se certe persone cucinino solo per il gusto di sentirsi dire "che bel piatto, bravissima/o". Io sono "peggio" di te, nel senso che cucino solo ciò che mangiamo in famiglia proprio perchè non ho pretese di piacere a nessuno se non ai palati esigenti dei miei cari ;) infatti il mio blog nasce come un ricettario da tramandare a mia figlia e presto ci sarà anceh la pasta e fagioli! Bacioni

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  52. E' una grande idea dire quel che si pensa.Ed è naturale non piacere a tutti! Sono arrivata qui per caso e mi sono fatta una sana risata...


    Ti dico la mia: pur essendo io una fanatica dei biei piattono tipo "arrosto con patate", penso che non abbia un grande interessee pubblicare una ricetta del genere. E che quindi uno non si prenderebbe la briga di andare a leggerla in un blog quando magari ha la ricetta della mamma fatta, per principio, mille volte meglio.

    Cedo d'altro canto che i blog tendanoa seguire le mode kulinarie e che alcuni le seguano ciecamente o comunque perché "fa fiko" non perché ci si ritrvano veramente. Non perché sono davvero stati ispirati dalla scoperta di questo o quel profumo da abbinare a questo o quel piatto.

    Comunque io trovo che, anche nel medio termie, si capisca se dietro a una foto - a maggior ragione un blog - ci sia una personalità o una specie di "faschion adicted", o peggio, una "Idol addicted" (espressione appena coniata da me)

    Il " piatto eccentrico in formato otturazione dentaria." mi ha fatto morire

    Concordo comunque la tua analisi su maricler che trovo anche io "vera".

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  53. Condivido pienamente il pensiero di Alex (cuoche dell'altro mondo). Non so se io rientro o meno nei blog a cui ti riferisci nel post, anche se non mi pare, visto che passo con molta facilità da una ricetta di uno chef a quella tratta direttamente dal quaderno mia nonna. Resta il fatto che tutto, proprio tutto, quello che cucino me lo mangio e voracemente anche. Perché dietro a tutta questa storia del blog, alla quale si è aggiunta anche la passione per la fotografia (con risultati discutibili se vogliamo, ma passione lo è sempre), alla base di tutto c'è che sono una persona tremendamente golosa e che quello che faccio lo faccio per il puro gusto di mangiarlo.
    Anch'io ho preparato il gulasch o la carbonade di manzo ad esempio, però ho notato una cosa quando parlo di questi piatti: scarso interesse da parte dei lettori (e qui non mi riferisco ai soliti commenti sguaiati). Cosa che non succede se, al contrario, pubblicassi un dolce. Ora mi chiedo io, perché?
    Detto questo io leggo pochissimi blog (quelli nei quali imparo sempre qualcosa, che mi piacciono per lo stile o per il modo di cucinare), ma in nessuno di questi mi pare di vedere cibo finto, piatti cucinati solo per essere fotografati o una fighetteria estrema. O forse sono io che non la noto :)

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