martedì 5 maggio 2009

L'essere, il dover essere: filosofia spicciola for dummies

lasagne

Chi di noi non se lo è mai sentito dire? "Dovresti essere più questo, dovresti essere meno quello".

E autofustigandoci ce lo diciamo pure noi: "Dovrei essere più così, dovrei essere meno colì".

Più magra, più grassa, più economa, più prodiga, più indulgente, più rigida, più fiduciosa, più diffidente. Più, più, più. Non va mai bene niente. Soprattutto a noi donne, che siamo maledettamente autocritiche e ci sentiamo sempre inadeguate a qualcosa o a qualcuno.
Salvo che in quei rari, luminosi momenti in cui d'un tratto si affaccia la domanda fatale: perché? (A dire il vero il perché andrebbe completato con una mala parola a seguire, ma ve la risparmio, che tanto vi viene alle labbra da sé anche senza suggerimenti).
Rari, purtroppo, ma luminosi, esaltanti. Momenti in cui ci si riconosce, ci si accetta ed orgogliosamente viene da ripetere la frase che mi ha scritto una mia amica giorni fa: Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c'è niente di meglio al mondo.

Tanto, diciamocelo, l'essere non può mai adeguarsi al dover essere. E poi, saperlo, qual è il dover essere…
Con perfetta faccia di tolla, aggiungerò che mi accontento del mio essere, per quanto distante dal dover essere, ritenendolo comunque un gradino più su di quello di un lombrico, di una pantegana e di alcune persone che hanno la faccia come il posteriore, presenti e identificabili tanto nella vita pubblica che nel nostro privato. Un gradino più su, sì. Diciamo qualche rampa.

Perciò, chissenefrega se, in caso di invito domenicale imprevisto, mi sono buttata su una lasagna per perdere poco tempo e sforzarmi il minimo. Mi andava così.

Il dover essere può aspettare.

LASAGNE CON CREMA DI CARCIOFI E FUNGHI

Preparare un roux con 50 g di farina e 50 di burro; preparare la salsa unendo 650 ml di buon brodo (preferibilmente vegetale). Quando è addensata farvi sciogliere 50 g di groviera grattugiato e regolare di sale.
Saltare con aglio e olio 500 g di funghi e portarli a cottura. Pulire 5-6 carciofi, tagliarli a spicchi e stufarli con uno spicchio d’aglio e un po’ d’olio. Poi frullarli aggiungendovi 200 ml di panna fresca.
In una teglia stendere un cucchiaio di salsa, poi uno strato di lasagne fresche all'uovo, uno di crema di carciofi con qualche fettina di prosciutto cotto, di nuovo le lasagne, quindi uno strato di funghi e fior di latte o mozzarella a pezzetti, e la salsa, distribuendo su ogni strato una spolverata di parmigiano. Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti. Ricoprire la superficie della lasagna con qualche cucchiaiata di salsa e altro parmigiano. Infornare per il tempo necessario alla cottura della pasta e, se necessario, far dorare con una "botta" di grill.

15 commenti:

  1. Sia il tuo essere che il tuo dover essere mi fanno venire sempre una fame di quelle che te le raccomando :)

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  2. BEN DETTO! APPROVO IN PIENO!
    Ottima la lasagna!

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  3. questo bel discorsetto mi ricorda qualcosa...la lasagna è fantastica, detta così sembrava un ripiego.....

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  4. Evviva l'essere, assolutamente!
    Anche a me capitano certi momenti di consapevolezza in cui pensi che sia molto più facile buttarsi alle spalle quello che da una vita ti si chiede di essere.
    E in quei momenti magici è veramente facile fregarsene.
    Con l'età più matura poi mi capitano più spesso e ne sono felice.
    :)
    La lasagna?...che dire... Applausone!!!!

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  5. "Il dover essere può aspettare"...che parole saggie!! E poi comunque non c'é cosa più buona delle lasagne per un pranzo domenicale...profumo di mamma e dell' infanzia di tutti gli italiani:)

    Konstantina - www.exeigousto.net

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  6. D'accordo con te, sulla lasagna :-) e sul dover essere, che ci perseguita tutta la vita!!

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  7. sante aprole giovanna....ma diciamo che farlo è meno semplice che dirlo a volte...e credimi te lo dice una che per questo a abbastanza casini!:DD

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  8. @Maria Luisa, ciao! Non sapevo che avessi un blog... Benvenuta!

    @Cibou, tu pensi sempre a mangiare! (Senti chi parla...)

    @Kitty, mi approvo anch'io, da sola...;-) L'importante è riuscire a mantenere il proposito...

    @Giò, in effetti era proprio un ripiego: dopo le lasagne nessuno ha il coraggio di mangiare un secondo, e così si dimezza lo sforzo.

    @Serena, vero: sono i vantaggi della maturità. Meno male che almeno qualcuno ce n'è...

    @Konstantina, benvenuta! Ho visto il tuo blog: che belle foto!

    @Dada, sto cercando di non farmene perseguitare, e credo proprio di essere sulla strada giusta.

    @Genny, si dice che c'è un tempo per ogni cosa, ed è vero. Per quanto ci sforziamo, alcune cose devono maturare da sole dentro di noi. E così un giorno ti svegli e ti scopri diversa, anche se per ottenerlo devi passare attraverso le tempeste. Anche quelle hanno il loro bel perché.

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  9. Beh però a trovarle queste lasagne belle fumanti e pronte!
    Mi sa che anche io il dover essere lo manderei volentieri..e farei pure il bis.

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  10. buonissime!!!
    eppoi tutto quel rosso..che bello che e' ;)

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  11. quindi tu non le lessi prima?

    le farò con gli ultimissimi carciofi!!

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  12. No, Dani, non le lesso, né quelle fresche né quelle secche, per questo faccio la vellutata più fluida. Naturalmente se invece faccio la lasagna napoletana, con la pasta di semola, non all'uovo, le lesso.

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  13. mi sento da sempre un'incapace in tutto perchè spesso sono gli altri che mi condizionano ... ora però, panettona comincia a stufarsi ;-)

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  14. Le tue lasagne sono uno splendore... Ma ancora più splendido è il tuo discorso sull'essere e sul dover essere, forse perchè mi ci ritrovo quasi in pieno.
    Grazie della ricetta :-) e grazie, davvero mille grazie, della riflessione....

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