martedì 7 aprile 2009

Perché a vent'anni è tutto ancora intero, perché a vent'anni è tutto… chi lo sa…



ib_p009_4_2 Fonte della foto: http://www.sisma80.it

Avevo diciannove anni quando la terra tremò in Irpinia ed anche sotto casa mia, a Napoli.
E' per questo che ho una certa reticenza a parlare di terremoti. Perché mi ricordo bene quella sensazione. Ero uscita con amici, eravamo in un bar, seduti a bere un caffè. La musica ad alto volume, e quando tutto cominciò a scuotersi, per qualche secondo fui convinta che qualcuno dei miei amici stesse battendo il tempo con troppa violenza.
Poi la gente agli altri tavoli cominciò ad alzarsi e a fuggire verso l'uscita. Ci alzammo anche noi, ma per uscire bisognava imboccare una stretta scala di metallo, così avemmo il buon senso di metterci buoni buoni in coda e non tuffarci nel parapiglia. Ricordo la stranezza dell'appoggiarmi ad un lampione, giù per strada, e di sentirlo cedere, ondeggiare. Ricordo la difficoltà di comunicare con casa mia. Ricordo che mia madre voleva farci passare la notte in strada ed invece io e mio fratello ci rifiutammo di farlo e dormimmo nei nostri letti. Vestiti da capo a piedi. E in piena notte dovemmo di nuovo fuggire.
E le notti successive, chiusi in auto. Faceva un freddo tremendo.
Qui in città le case erano rimaste per lo più in piedi. Qualche crollo. Ma c'erano lesioni ovunque e nessuno poteva essere sicuro della stabilità degli edifici finché non fosse stata verificata.
Ricordo la caccia alla benzina per andare a stare per un po' fuori città: ai tempi avevamo una casetta per la villeggiatura in una zona più sicura. Che in seguito venne requisita. Provvedimento condivisibile, se non fosse che ci venne alloggiato un tizio che la propria casa ce l'aveva ancora, amico o parente di chissà chi, che ci andava a fare le vacanze, mentre c'è chi è rimasto nei container per tutta la vita…
E ricordo che il mio amico, diventato in seguito mio marito, partì di nascosto, per non essere ostacolato dai genitori, e raggiunse con mezzi di fortuna Sant'Angelo dei Lombardi, dove si unì ai volontari. Ce lo comunicò mentre eravamo chiusi in una ammaccata Fiat 126, in cinque, a chiacchierare, e i finestrini si appannavano perché fuori era il gelo. Fu per lui un'esperienza forte della quale conserva un ricordo tenero ed indignato insieme.
Qualche anno fa, nel ventesimo anniversario del sisma, se non sbaglio, venne invitato ad una cerimonia in onore di quelli che furono definiti "angeli del terremoto", i volontari, appunto. Mi sentii orgogliosa di lui, come avviene spesso, devo dire.

Io? Io ero una ragazza.

A vent'anni è tutto ancora intero, come canta Guccini.
Quasi tutto. L'Irpinia non lo era.
E la gestione di quell'evento di intero non lasciò nemmeno le illusioni.

14 commenti:

  1. ...leggo ascolto..e ti ringrazio

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  2. lo conosco bene quel terremoto avevo solo 3 anni ma ricordo tutto:le porte che ballavano, il pavimento che ondeggiava, la casa che dondolava... ero in piedi sul tavolo, stavo per andare a letto e all'improvviso la luce è andata via... la notte in macchina, tutto ricordo, è stato terribile!!!!
    un pensiero e un abbraccio forte va a tutta quella gente che è rimasta e non ho più nulla!

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  3. Senza parole Giovanni', oggi come allora... :-/

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  4. giovanna, ti abbraccio forte, anche perchè so cosa si prova, ma per fortuna in modo molto meno devastante.io non c'ero quando avvenne in irpinia. ma c'ero nel 97, quando la mia regione e le marche furono colpite da un sisma come quello dell'abbruzzo. me lo sono ricordato quando l'altra notte la mia casa ha tremato come allora, solo che ora ho dieci anni di piu', piu' o meno, li' per li' ho avuto meno paura, ma forse piu' consapevolezza di quello che stava succedendo. Ora ancora si sentono le scosse, qui almeno un paio di volte al giorno, io spero solo che finisca prima possibile e che chi ha perso tutto possa ricominciare a trovare serenita', e tornare alla normalita' nel piu' breve tempo possibile..
    un abbraccio giovanna

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  5. sono ricordi che non possono passare, immagino...

    Speriamo solo che le vittime di questa tragedia non debbano patire una speculazione malata e criminale come quella che fu fatta per il terremoto in Irpinia.

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  6. mi hai messo i brividi...spt pensando che oggi ci sono persone che viono queste stesse emozionie noi siamo impotenti..

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  7. Stavo proprio pensando di scrivere anch'io la mia esperienza.
    Ma tu sei più brava di me con le parole.
    Certe cose non si dimenticano, certe sensazioni ti restano dentro, anche se hai solo 8 anni

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  8. a chi lo dici....io vivo di incubi da un paio di giorni perche vedere quelle immagini mi ha riportato anche me al terremoto dell'80 a napoli e poi nell'82 abitando a pozzuoli ho vissuto anche il bradisismo quindi dai 10 ai 12 anni ho vissuto con una terra che mi tremava sotto i piedi ed un ricordo vivissimo....un terremoto cosi cattivo però in italia nn l'avevo mai visto.....un bacio

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  9. Solo chi le ha vissute può comprendere appieno certe esperienze...
    Grazie per la tua testimonianza.
    Un abbraccio

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  10. Anche per me il ricordo del terremoto dell'Irpinia è ancora vivo e adesso... c'è tanta amarezza...
    Giovanna, sono comunque passata per augurarti una serena Pasqua.

    Un abbraccio

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  11. So bene di cosa parli, ne avevo 17 e vivevo a Salerno...
    Per certi versi, vedendo le tristi immagini dell'Abruzzo, mi sembra come se il 1980 fosse distante 300/400 anni...
    Non c'era nulla all'epoca, la protezione civile, le tv non erano così presenti,tecnologiche e "pressanti", a stento i giornali riuscivano a fornire dati corretti, noi eravamo tutti in piena improvvisazione, fornivamo aiuto "a braccio"...
    C'erano la camorra e la politica, però, che si impadronirono della ricostruzione...
    Spero che la forte presenza dei media tenga vivo l'interesse su quello che verrà in Abruzzo...
    Buona Pasqua, comunque...

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  12. Qui a Roma abbiamo avvertito bene la scossa e il pensiero è andato subito lì, in Abruzzo, dove ho una casa, parenti e amici.
    Sono ore di profonda preoccupazione e angoscia alla quale il popolo abruzzese sta rispondendo con coraggio, orgoglio e voglia di ricominciare, senza arrendersi.

    Buona Pasqua
    Michelangelo

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  13. da irpina intrappolata dentro casa in una carrozzina ho vissuto questi tragici momenti dai racconti dei miei familiari angosciati e terrorizzati che ancora oggi hanno dentro di lopro vivo il ricordo ...
    mi auguro di cuore che questa ricostruzione non sia come quella a cui abbiamo assistito nella mia terra ...
    un granzie speciale a tuo marito!!! ;-)

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  14. Ciao,
    leggevo il tuo blog linkato più volte da TzatikiaColazione. Volevo farti i complimenti per il "Filetto di maiale "spento" al limone" o per la storia della Saint-Honoré sconfitta dalla Sbriciolata delle Monache...ma questo post mi ha 'punto' ancor più nel vivo. Mi è apparsa per un attimo ancora (prima avveniva più spesso) la scritta del Mattino in prima pagina nelle mani di mio padre "Fate presto!". A breve ti aggiungo tra i preferiti. Complimenti comunque per lo stile del blog, di spessore ma non stucchevole. Grazie per la condivisione ed alla prox

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