lunedì 27 aprile 2009

Kaiserlich und königlich: stravizi imperialregi

cupola2

Piccola premessa: non sono desaparecida. Sono stata in giro.

Nel frattempo mi onoro di aver vinto il Disaster award delle Cuoche dell'altro mondo per la miglior ciofeca. Ringrazio commossa la giuria, il pubblico, i miei ascendenti fino a diciotto generazioni fa, la mamma, il fratello, il marito che mi hanno sempre sostenuta e piango un po', che fa tanto figo.

Scherzi a parte, sono proprio contenta e aspetto ansiosa il pacchetto che ho meritato con la mia strepitosa imperizia.

Non dovrei mai andare a Vienna. Ma dirlo è più facile che farlo.
Credo che Vienna sia la città che amo di più. Amo la sua aria nobile e colta, il suo vivere rilassato, lo jugendstil che spunta da ogni angolo. Amo il fatto che anche i suoi siti più noti e più assediati dai turisti non rinunciano alla propria identità. Amo che vi si respiri sempre musica e arte. Amo la sua storia, in particolare quella della Vienna fin de siècle, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, che ho dovuto approfondire anni fa per ragioni che non vi sto a spiegare. E una volta approfondita quella storia, ho visto la città con occhi diversi.

Perciò, se a qualcuno interessa acquisire quello sguardo, consiglio la lettura di due magnifici libri: di Carl E. Schorke "Vienna fin de siècle", edito da Bompiani e di Marino Freschi "La Vienna di fine secolo", degli Editori Riuniti.

E chiusa la parentesi culturale, veniamo ai motivi per i quali NON dovrei andare a Vienna.
Vabbe', finché si tratta di soli quattro giorni, come stavolta, passi. Ma se dovessi trattenermi più a lungo non basterebbe un costume di scena di Platinette a contenermi, al ritorno. La cucina austriaca mi piace moltissimo. Per un'insalata di patate delle loro potrei uccidere.
I dolci, che ve lo dico a fare. E così vado peregrinando da un caffè a un ristorante mandando giù qualsiasi cosa, nella triste consapevolezza che chissà per quanto tempo dovrò poi sentire la mancanza di quelle ipercaloriche delizie.

Tutti o quasi locali storici, però, eh? Perché a me Vienna piace così: mi piace la sua tradizione.

Ho cominciato con Demel, questa volta.

demeldemel5demel6E proseguito con il Cafè Central…
central3

central kondE mettiamoci pure Sacher, dove abbiamo pranzato con il pollo fritto "Anna Sacher" (da piangere) e poi divorato apfelstrudel e Sachertorte, anche se non la amiamo. Per pura devozione.
Posso dire una cosa? La panna montata di Sacher è una delizia seconda soltanto alla panna di bufala di Vannulo, e ho detto tutto.

sacher sacher2 sacher3

Ma il mio preferito è il Caffè Griensteidl, in Michaelerplatz. Era il caffè letterario per eccellenza, finché non fu demolito, nel 1897, sloggiando artisti e scrittori che vi stazionavano (tanto per fare qualche nome: Arthur Schnitzler, Hugo von Hofmannsthal, Karl Kraus, Arnold Schönberg…). E' stato riaperto e ricostruito identico solo nel 1990. E da allora, se sono a Vienna, ci staziono io. D'accordo, non sarò Schnitzler, ma me la godo lo stesso, affacciata sulla piazza, stupenda, a guardare il passeggio al sole, a bere Einspänner (un caffè con panna montata) e a mangiare la migliore torta Malakoff della città.

L'esterno del Griensteidl:

griensteidl

L'interno:

grienst

E la mia Malakoff (già iniziata: chi resiste?)

malakoff

E poi devo dire, da napoletana con dipendenza da caffè, che a Vienna il caffè è proprio buono. Naturalmente non parlo di espresso, bensì del loro caffè, declinato in tante varianti, più lungo del nostro ma aromatico, profumato, mai acido.

Di Hawelka, se ricordate, vi ho già parlato.

hawelka

Per un buon pranzo in un posto incantevole, non posso che raccomandare la Palmenhaus, collocata in una ex serra imperiale, all'interno del Burggarten. Nelle giornate di sole, una meraviglia. Il cibo è ottimo, un po' meno tradizionale, con pesce fresco e squisite verdure. E vale la pena anche solo per alzare la testa e perdersi nel cielo azzurro ombreggiato dalle fronde. palmenhauspalmen2

palmen3

E adesso, qualche angolo della città rubacchiato in giro…

Una facciata jugendstil (mai camminare senza alzare gli occhi!)

jugendstil La Michaelerplatz, con l'ingresso della Hofburg.

michaelerplatz hofburg

L'interno della galleria che passa attraverso il Palais Ferstel (in cui si trova il Cafè Central)

ferstel Irisgasse.

irisgasse

Il mio angolo preferito, nel vecchio quartiere ebraico, vicino alla Ruprechtskirche, che è la chiesa più antica di Vienna. Un luogo appartato e raccolto, di giorno. Di sera ci sono tanti locali aperti, ahimé.

judengasse

ruprecht2

E la Freyung, e il Graben, e la Spanische Hofreitschule (la Scuola di equitazione spagnola, quella dei lipizzani, per intenderci, e infatti….)

freyung2

graben2

scuolaspagnola

stalle

E lo so, vi ho tediati abbastanza. Non essendo una guida turistica non vi dico di andare a visitare il Leopold Museum, il Belvedere, il MAK, l'Albertina. Però se almeno un pochino vi intrigano Klimt, Schiele, Kokoschka, andateci.

Certo che vedere Klimt anche nei bagni del Sacher fa un certo effetto…

toilette

14 commenti:

  1. la Malakov!!! Com'è ?? Ne ho sentito parlare ma non tnt per la torta in sè...una mia amica è stata per 3 anni ballerina all'opera d berlino e il direttore dell'opera è vladimir malakov...la torta è stata creata per lui!!! sono curiosa!!!

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  2. Che bel "blabla"...
    di reportage come questi non ne ho mai abbastanza: grazie!
    :)

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  3. Giovanna tu a Vienna, io a Salisburgo e Linz!!!
    Vienna la adoro, ci sono stata più volte per lavoro, e non ho potuto girarla come avrei voluto, peró almeno i contatti con le persone sono stati reali, molto collaborativi e disponibili (spesso mi hanno dato carta bianca nello svolgere il mio lavoro..cosa che mai avrei pensato)
    Questa volta invece ero a Linz per un meeting e a Salisburgo per piacere...anche lì ci si può far male (dal mercato dei fiori/frutta e verdura ai tanti negozi particolari, alle pasticcerie)
    Avevi provato poi la Linzertorte che ti aveo portato? Bacioni

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  4. Tu non puoi dire una cosa del genere sulla panna del Sacher, come faccio poi io a fingere di voler andare a Vienna per scopi culturali??

    Bello, bello tuto, enso che mi innamorerei di Vienna, propriooper l'atmosfera di cui parli all'iizio del post :)

    Bentornata!

    PS: in attesa di arrivare da Remy, o magari da Otranto, ho cominciato a provare tutte le gelaterie (o quasi) che incontro sulla mia strada: primo tentativo domenica, a Pomigliano: niente di fatto :P

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  5. @Valina, la torta è più antica, imperialregia, appunto, come tutte le grandi torte austriache. Franz Joseph e i suoi predecessori si trattavano bene... E' una torta con una base sottile di Pan di Spagna, e poi strati di biscotti morbidi, tipo savoiardi, alternati con una crema che sto ancora cercando di scoprire cosa sia, molto fresca al gusto, e ricoperta di panna montata non zuccherata. Calorie diecimila, ma leggera al gusto. Una delizia.

    @Serena, mi piacerebbe farne uno alla settimana. Non c'è nessuno che offre viaggi gratis ai bloggers in cambio di pubblicità? ;-)

    @Alex, anche a Salisburgo ci sarei andata volentieri. Mi piace tantissimo (e pure là ho la mia konditorei di fiducia ;-).
    Buonissima la Linzer: grazie ancora!

    @Cibou, la mia conoscenza delle gelaterie si ferma ai confini cittadini. Consiglio Remy su tutti, ma anche Otranto, e pure una a piazza Vanvitelli della quale non ricordo il nome (la riconosci dalla fila...). In ogni caso non mi è mai successo di avere panna finta in gelateria.
    Quanto agli scopi culturali, be', anche la panna di Sacher è cultura. E pure alta!

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  6. allora sarà un'altra torta!! Cmq mooooooolto invitante!! :-P

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  7. grazie per queste bellissime foto!

    G

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  8. Giovanna, che meraviglia! Mi segno tutto... per qualche giorno ci sto facendo un pensierino, appena possibile!
    Le foto sono bellissime... una me la sono stampata bene in mente: sacher con panna in primo piano e strudel in secondo piano... non ci dormirò!

    Baci!

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  9. Grazie!!
    Vienna é una delle mie prossime mete!
    E ancora complimenti complimenti complimenti per il Disaster Award!
    m.

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  10. complimenti una bella vacanza a vienna, gran belle foto

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  11. L'ultima volta che sono stata a Vienna avevo 16 anni, figurati, e l'ho visitata con un metro di neve e le scarpine leggere. Non ricordo di aver mai più sofferto tanto il freddo come nella Karlskirche.
    Credo che oggi visiterei una città come Vienna con tutt'altri occhi (anche da foodblogger, ovvio).
    Meravigliosa gita che ci hai fatto fare.
    Un abbraccio
    Alex

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  12. ... sono stata a Vienna con te... senza però poter gustare nulla!!
    Nel libro "Cucinare dolci e torte salate" di Ursula Gruninger, c'è la sua ricetta della Malakov: anche se (sic) non c'è pasta biscotto ma savoiardi, forse le indicazioni relative alla crema ti possono essere utili.
    Ingredienti: 45g fecola di mais, 1/2 litro latte, 3 cucchiai zucchero, 1 bustina zucchero vanigliato, 100g nocciole macinate, 150g burro ammorbidito, 4 cucchiai di liquore al caffè.
    Preparazione: mescolate fecola ad una parte di latte; portate il resto del latte ad ebollizione, unite lo zucchero e l'impasto di fecola; versate la crema in una terrina ed amalgamatevi le nocciole il burro ed il liquore al caffè.

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  13. che supermegapost su Vienna, da prendere subito l'aereo! Vienna mi manca, non ci sono ancora stata, ma dopo i tuoi racconti e le tue foto (mamma che torte!) ci voglio stazionare anche io. Vadooooo

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