domenica 8 febbraio 2009

Vergognamoci per loro

Vignetta di Mauro Biani

C'era una volta Cuore, settimanale di resistenza umana, ai tempi belli diretto da Michele Serra.
C'era, in Cuore, una rubrica dal titolo "Vergognamoci per loro", e dall'esplicativo sottotitolo: "Servizio di pubblica utilità per chi non è in grado di vergognarsi da solo".
Ecco. Penso che quel servizio servirebbe davvero.
Io mi vergogno da tempo. Mi vergogno di essere italiana, di appartenere, volente o nolente, a questo paese. Mi vergogno dell'impotenza di fronte a certe prove di insensibilità, di arroganza, di fronte alla violenza brutale con la quale si affrontano questioni infinitamente delicate imponendo il proprio punto di vista su temi riguardo ai quali bisognerebbe avere il coraggio della comprensione. Del silenzio. Il gigantesco coraggio del rispetto.
Ma "rispetto" credo sia la parola più obsoleta del vocabolario.
Non voglio discutere le convinzioni che ciascuno ha il diritto di avere. Discuto però che ci si appigli a valori che si è ampiamente dimostrato di non possedere per farne un uso demagogico, populistico, e calpestare i sentimenti di una famiglia, di un padre al quale il giudice di ultima istanza ha già riconosciuto la ragione. Discuto l'accanimento crudele con il quale si sta facendo di questa vicenda un braccio di ferro, una prova di forza. Uno scandaloso tira-e-molla.
Discuto la strumentalizzazione disgustosa che si fa del caso umano per scardinare la Costituzione di questo paese, appena definita da quellollà "filosovietica". Le avrà mai dato una sbirciata? Ne dubito. Troppo impegnato a mandare a memoria il piano di rinascita nazionale di Licio Gelli.
Provo un disgusto totale, viscerale, per chi approfitta delle tragedie altrui per dimostrare che se ne fa un baffo della Cassazione, del Presidente della Repubblica, della Carta Costituzionale e pure di Montesquieu.
C'è chi parla di golpe strisciante. Ma a me pare che qui non strisci più. Mi pare che abbia già raggiunto la posizione eretta e che noi, tutti noi, assistiamo impotenti a una deriva così rapida e rovinosa che ci toglie il fiato e la forza di reagire.
Ma di che mi meraviglio, visto che in questi giorni avviene anche questo?
Ma sì: istituzionalizziamo le ronde padane. Priviamo gli immigrati clandestini del diritto alla salute e, di conseguenza, alla sopravvivenza. Schediamo le persone senza fissa dimora. Ma perché porre limiti alla provvidenza? Si possono schedare anche i gay, gli oppositori politici, i musulmani, gli ebrei... le potenzialità sono virtualmente infinite, le prospettive fulgide.
Avremo un paese ancora più incivile di quanto già sia.
E io non vedo speranze, da tempo. Da tempo sento che questo è un paese senza futuro.
Rimando a questo post, a un'iniziativa alla quale, se attuabile, aderirò.
Chi l'avrebbe detto che avrei rimpianto la DC? Rimpiango la Prima Repubblica. Rimpiango gente che avrà avuto un milione di peccati sulla coscienza ma aveva il senso delle Istituzioni e la decenza sufficiente a capire oltre quale limite non si doveva andare. Rimpiango Spadolini, Ugo La Malfa, Nenni. Oserei dire che rimpiango persino il CAF. Rimpiango un'Italia che si apriva ai diritti. Che andava verso il futuro. Con le battaglie, con dei travagli, ma procedeva.
Rimpiango gente che la Costituzione l'aveva redatta, e sapeva da quale passato venisse, quale fosse la sua ragion d'essere. Sapeva quanto preziosa fosse.
Mi dispiace per chi viene qui solo per sentir parlare di cucina. Ma questa è la casa di una persona, e una persona è tante cose. Tra le quali il disgusto, così totale che leva l'appetito e fa venire voglia soltanto di essere altrove. Quasi ovunque. Ma altrove.

P.S.: Grazie a Lo, a Fiordisale, a Stelladisale per i loro post. Un piccolo aiuto per sentirsi meno soli.

Aggiornamenti (due granelli di saggezza):
Napoli, 7 febbraio 2009. Il Presidente Napolitano fa il suo ingresso al Teatro San Carlo di Napoli: standing ovation del pubblico al grido di "viva la Costituzione italiana!".



Da L'amaca di Michele Serra ("La Repubblica", 8 febbraio 2009):
"Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell'elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello cosi basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli - come dire - fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati. In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più dolorosi sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di "bell'aspetto". Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L'illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta".

18 commenti:

  1. Non potrei essere più d'accordo con te.
    Il rispetto è ormai un concetto sconosciuto ai più, soprattutto da chi, anche solo per ruolo istituzionale, dovrebbe averne più di altri.

    RispondiElimina
  2. Sono leggermente perplesso, in effetti, sulla possibilità di rimanere in Italia se le cose continuano di questo passo. Non commento pubblicamente la situazione perché sono straniero e "ospite", ma sono proprio perplesso...

    RispondiElimina
  3. piena condivisione di pensiero...
    la cosa che mi stupisce è quanto la coscienza comune di persone come noi non riesca ad annullare l'ignoranza altrui, xchè di IGNORANZA ed INEDUCAZIONE si tratta NULLALTRO...
    anna

    RispondiElimina
  4. grazie di cuore per esserci...un abbraccio

    RispondiElimina
  5. Giovannì, la parola rispetto non è la più obsoleta del vocabolario... la moderna società, soprattutto italiana, l'ha proprio CANCELLATA !
    Per quanto riguarda il "pastore tedesco" mi pare che il "Concordato", uno dei documenti dei Patti Lateranensi, facesse espressa proibizione al clero di partecipare alle decisioni politiche dello Stato italiano. Ma mi pare che dei Patti Lateranensi la Chiesa continui a far valere esclusivamente la "Convenzione finanziaria".....
    E la pena di morte in America, Turchia ecc. ? SILENZIO !
    E la concessione della comunione (durante cerimonie pubbliche trasmesse addirittura in diretta televisiva) a Berlusconi, Fini, Casini (tutti e tre DIVORZIATI) ? FACCIAMO FINTA DI NIENTE !
    E i funerali permessi a capimafia ed assassini ? FACCIAMOGLIELI !
    Ce ne sono tanti di motivi per cui vergognarsi: io non mi vergogno di ESSERE ITALIANO ma mi vergogno PER IL POPOLO ITALIANO, di ogni credo politico o religioso (composto per la stragrande maggioranza di imbecilli, menefreghisti, profittatori...).
    Il brutto è che non vedo una via d'uscita....

    RispondiElimina
  6. esprimo la mia solidarietà non sono italiano ma certi valori sono universali

    RispondiElimina
  7. sono perfettamente d'accordo.
    La mia coscienza politica si è sviluppata soltanto in questa seconda repubblica, ma basta confrontare il nostro paese con gli altri stati europei (e sato che vivo all'estero e lavoro fra gente di diverse nazionalità mi è anche facile) per vedere quanto siamo arretrati e messi male... non che anche gli altri non abbiano problemi, ma sembra che in Italia la classe politica sia davvero la peggiore. Non mi era capitato mai prima, ma da qualche tempo a questa parte mi capita di frequente di vergognarmi del mio paese ed è una cosa davvero orribile. Condivido in pieno le tue parole, ma allo stesso tempo mi sento così tremendamente impotente e questo mi fa stare ancora peggio.

    RispondiElimina
  8. Ieri sera i miei erano al San Carlo, mi hanno detto che l'ingresso di Napolitano è stato emozionante e toccante.

    A quanto hai espresso come al solito molto bene, vorrei solo aggiungere un invito a riflettere su quanto recita il comma 1 dell'art 7 della nostra Costituzione "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani."

    Mah...

    RispondiElimina
  9. Grazie Gio per le tue parole, sono così profondamente disperata, disgustata ed indignata, che sono rimasta un attimo senza fiato. Ma bisogna urlare, urlare tutti prima che sia troppo tardi e ci tappino la bocca.

    RispondiElimina
  10. Sempre più apprezzo le persone che si espongono, che dicono il loro pensiero, che non ci stanno, quando le cose vanno in una direzione sbagliata e inaccettabile. Quindi non posso che apprezzare le considerazioni che ho letto. Io ho ritagliato l'amaca di Michele Serra che tu riporti. D'altronde chi cerca di mangiare bene, si sforza poi di pensare bene e di condividere pensieri con persone sensibili ed emotivamente non disturbate, come sembrano altresì essere i nostri governanti.
    Condivido in toto e sono ancora più contenta di sbirciare ricette scritte da chi ha un'anima molto simile alla mia.
    Grazie.
    Riccarda Mariani - arkaba@alice.it

    RispondiElimina
  11. non sai quanto condivido le tue parole ed il tuo disgusto!!!
    Ho conosicuto poco la ppima repubblica ma credo che , a prescindere dalle tante vergogne di allora, le istituzioni avevano un,seppur relativo, senso dello stato ... ora si va avanti senza vergona e il problema p che siamo noi a spingere la barca :-(
    ma si dai che ci frega !!!l'importante e che ci siano tante veline e grandi fratelli!!!! :-(
    POVERA ITALIA! MISERI NOI!

    RispondiElimina
  12. non so che dire, provo solo nausea disgusto e tanta vergogna

    RispondiElimina
  13. Difficile, impossibile, non aderire a ciascuna delle tue parole, che traducono sentimenti comuni a molti di noi. A noi che vediamo calpestare Costituzione e Istituzioni, che ci sentiamo morire di vergogna "al posto suo", che non sappiamo più dove guardare per non vedere l'agonia - insieme a quella di Eluana - di questo Paese, fermo distratto impaurito anestetizzato demoralizzato. Rassegnato.
    Questa è - tra tutte - la grande vittoria del piccolo uomo: essere riuscito a farci guardare nel nostro piccolo orticello per paura di guardare più in là.
    Non tutti, ma tanti. Troppi.

    RispondiElimina
  14. Giò, sapessi che vergogna in questo periodo dover raccontare agli stranieri "sono italiana"!

    RispondiElimina
  15. Posso non essere daccordo con voi? L'Italia e la costituzione esistono solo quando sono utili a sostenere tesi o mivimenti politici...
    mah...

    RispondiElimina
  16. @Luca: certo che puoi non essere d'accordo con chi vuoi tu.
    Non ti permetto, però, di esprimere valutazioni su persone che non conosci e delle quali non sai un emerito accidente.
    Non so per te, ma per me l'Italia (ma perché l'Italia? Diciamo lo Stato, visto che non stiamo parlando di un'entità geografica e che per me sarebbe lo stesso se fossimo in Francia, in Giappone o in Namibia); lo Stato e la Costituzione, dicevo, per me esistono anche quando rispetto le leggi, quando pago le tasse, quando vado a votare anziché darmi alla balneazione come qualcuno talvolta invita a fare, quando evito di imbrattare la mia o le altrui città, quando faccio la raccolta differenziata, quando oblitero il biglietto dell'autobus, ed esistevano quando tentavo di insegnare ai miei alunni a fare lo stesso.
    In ogni caso, vedo che il premier ha fatto scuola: se qualcuno punta il dito contro di lui o le sue iniziative di qualsiasi natura, lo fa per finalità di parrocchia, per bieco tornaconto, a fini strumentali (come i magistrati, ad esempio). Trovo infinitamente triste, e vile, cercare ad ogni costo un fine politico nell'espressione di opinioni differenti dalla propria: triste e vile perché è un modo per liquidare le obiezioni, per mettere il cervello a riposo e non farsi mai domande. Un modo, diciamo, per voltarsi dall'altra parte e continuare a baloccarsi con il Paese di Cuccagna. Be', adesso che la cuccagna pare sia finita per tutti voglio proprio vedere cosa si inventeranno per rimbecillire gli italiani.
    D'altronde, persino Gianfranco Fini ha ritenuto sbagliato e scorretto sputare sulla Costituzione e sul parere del Presidente, e ha dato a Gasparri dell'irresponsabile. Si vede che è un comunistone pure Fini.
    Ciao, dormi bene...

    A tutti gli altri, grazie, che oggi sarebbe una giornata adatta a star zitti, ma non è da tutti avere la sensibilità per accorgersene.

    RispondiElimina
  17. E pensa come sarà bello quando "Lui" (come si diceva una volta :-( ) sarà eletto Presidente della Repubblica e potrà "suggerire" le leggi ai suoi scagnozzi parlamentari e senatori per poi controsiglarle....
    Fantascenza ????

    RispondiElimina