
Prima di tirare giù la saracinesca (parto tra quattro giorni! Alé!) vi lascio questa ricetta. Avevo parlato qui di Raimondo. Fu lui a farmi assaggiare per la prima volta questo cous cous. Siciliano tout court è un po' vago: sono enormi le differenze tra zona e zona. Credo sia della zona di Trapani.
Non ebbi pace finché non trovai la ricetta del brodo di pesce con cui l'aveva preparato, raccontandomi che conteneva alloro, cipolla, mandorle e cannella. E la trovai, infine (come sempre: quando cerco una ricetta sono un mastino. Ho impiegato cinque anni a trovare quella dei koulourakia, biscotti greci alla cannella, anche perché non sapevo come si chiamassero. Sapevo solo che ero capace di mangiarne da due a trecento in circa dieci minuti...) .
Lo stesso brodo si usa per le cassatedde di ricotta, una sorta di ravioli in brodo, appunto.
Mi raccomando: che il brodo sia spesso e scuro. Una puntina di concentrato di pomodoro può aiutare, ma soprattutto una cottura non frettolosa.
Per il brodo di pesce:
700 g di teste e lische di pesce
100 g di mandorle spellate
2 cipolle
3 spicchi d'aglio
Polpa di 5 o 6 pomodori
Basilico, alloro, prezzemolo
Cannella
Sale, pepe
Olio
Fate appassire la cipolla affettata con l'olio in una casseruola capiente. Quindi aggiungete 2 litri d'acqua, l'alloro, e portate a bollore. Salate, pepate, aggiungete le mandorle tritate insieme all'aglio e al prezzemolo, la polpa di pomodoro, un po' di basilico e quindi il pesce. Fate cuocere fino ad ottenere un brodo saporito e abbastanza ristretto. Aggiungete una bella presa di cannella o più, a vostro gusto.
Filtrate il tutto schiacciando bene il pesce nel colino.
Questo brodo va usato per preparare il cous cous. Per la preparazione io seguo il metodo di Jean-Michel:
Scaldare la semola in una pentola che può essere chiusa ermeticamente (oppure prevedere una chiusura con alluminio o altro), con un po’ di olio e sale, girando sul fuoco medio-basso in continuazione per evitare che bruci.
Quando è bello caldo spegnere il fuoco, versare due dita di acqua bollente o di brodo sopra (in questo caso il brodo di pesce), chiudere immediatamente ermeticamente la pentola e lasciare gonfiare a fuoco spento. Dopo cinque minuti, aprire e sgranare con la forchetta. Per riscaldare, se deve essere consumato più tardi, mettere in una pirofila o teglia da forno, coperto con alluminio, e scaldare in forno.
Servire il cous cous accompagnandolo con del pesce bianco cotto a parte (io ho usato della gallinella cotta in un tegame con olio, aglio, un goccio d’acqua, uno spruzzo di vino bianco e qualche pomodorino) che potrete mescolare al cous cous spezzettandolo oppure servire in un piatto a sé. Condirlo anche con gamberi lessati, ceci e mandorle tostate e portate in tavola il brodo rimanente perché ciascuno possa servirsene per continuare a bagnare il cous cous.














