mercoledì 20 agosto 2008

Ma kayn mushkil: il Marocco/1


Eccomi di ritorno.

Per me è stato una novità e un azzardo, il Marocco. Amo forsennatamente l'Europa, l'ho girata tanto, ma sempre meno di quanto vorrei, e ancora la girerò finché le gambe e il budget me lo permetteranno. Stavolta volevo vedere un altro pezzo di mondo, con tutti i risvolti che ciò comporta, non sempre piacevoli.

Un viaggio in fuoristrada, con un autista esperto di piste pazzesche. Niente gruppo: detestiamo i viaggi organizzati. Abbiamo cercato un onorevole compromesso tra la nostra natura di turisti fai-da-te e la necessità di raggiungere posti che da soli con un auto a noleggio non avremmo mai potuto vedere. Così è nato questo tour tra l'Atlante, i villaggi berberi, il deserto, Marrakech e il riposo finale sull'Atlantico, ad Essaouira. E così abbiamo conosciuto Majid, chaffeur e amico, una persona eccezionale sotto ogni punto di vista che ci ha fatto compagnia, ci ha fatto fare delle franche risate, ha guidato sul ciglio dei baratri come fosse nel traffico partenopeo, ha combattuto valorosamente per recuperare la mia valigia che anziché arrivare a Casablanca ha pensato bene di fare un viaggio per conto suo (con un determinante aiuto da parte dell'Alitalia) per andarsene a Kiev e quindi a Parigi, a Roma, a Casablanca e infine a Ouarzazate dove siamo riusciti a riaverla dopo SOLI cinque giorni. E vorrei veder voi a girare per il Marocco senza nemmeno una maglietta (per non dire altro...) di ricambio...
Ma kain mushkil è diventato il motto del viaggio: significa "Non c'è problema", più o meno, ed è una delle tante espressioni arabe che Majid ha cercato di insegnare a me e mio marito, studenti un po' tardi. Lo ripeteva in continuazione. Per lui, non c'era mai problema, e meno male. Mi ha appioppato il nome di Lalla Fatima dal primo giorno della nostra conoscenza (Lalla è un titolo di rispetto per le donne) e mio marito è diventato, per lui, Sidi Mustafà. Quando l'abbiamo salutato, dopo i primi otto giorni, lui era commosso, e anche noi. Ci ricorderemo a lungo di lui, della sua disponibilità, della gentilezza, della simpatia, dell'ospitalità: ci ha invitati a casa sua a mangiare il cous cous, ci ha presentati alla sua famiglia, ci ha trattati da amici, insomma. E poi, come non simpatizzare con chi ti chiama gazelle? Lo so che gli uomini marocchini definiscono così tutte le donne, ma lasciatemi dire che è una piacevole sensazione per una babbiona non proprio eterea.

Ecco i monti del medio e dell'alto Atlante, dai paesaggi incredibilmente vari.








Occorre, bisogna dirlo, spirito di adattamento. Il nostro concetto di igiene, soprattutto alimentare, subisce scosse continue. Le mosche sono ovunque. Il paese è in gran parte sporco, inefficiente, oppresso da una burocrazia elefantiaca. Ma è splendido, e l'ospitalità della gente, spesso poverissima, è straordinaria, a partire dall'offerta ricorrente del tè alla menta, persino da parte di un pastore al quale avete attraversato la strada, per proseguire con il dono di un gioiello d'argento da parte di un negoziante perché "gli italiani mi piacciono, sorridono sempre" o con la gentilezza di un cameriere che chiede al cuoco di cambiare il menù perché ha sentito per caso che mio marito è allergico alle melanzane, o ancora con tutta la gente di montagna che ti saluta quando passi mentre i bambini, scalzi, corrono nella polvere dietro alla macchina, ridono e fanno ciao con la mano.

E così, in nome dell'ospitalità ci è toccato ingurgitare cose alle quali i nostri stomaci europei, abituati a cucine sterili come sale operatorie (le nostre, non quelle dei ristoranti...) si ribellano con tutte le loro forze, pizze berbere spezzate con mani i cui utilizzi immediatamente precedenti non avremmo mai voluto vedere; ma dire di no era impossibile, a meno di non voler offendere chi ci accoglieva con gentilezza e generosità. Perciò, coraggio: si butta giù tutto e via. Anche questo è esperienza. E al ritorno si sarà ancora più tignosi in fatto di pulizia, mi sa.

Il té del pastore, con mio marito e Majid che versa:



Un ristoro a 2700 metri d'altitudine, e il suo immancabile té:


Ancora Majid mesce per noi il tè nel deserto:

Ed eccolo, il deserto (a proposito: l'ombra in groppa al dromedario, in cima al post, è mia! Avrei anche una foto con la shesh in testa, ma mi guarderò bene dal pubblicarla):



Uno dei posti più belli visti in questo viaggio: la valle del Draa. 160 km di palmeti e kasbah lungo il fiume Draa. Le palme grondano datteri. Inutile dire che li abbiamo assaggiati. Freschi.



Com'è fatta una kasbah all'interno? Così: talmente buia che senza una torcia non si riesce ad entrarci. Illuminata a tratti (rari) da pozzi di luce naturale.


Ma qualche volta, all'interno, oltre alle scarne abitazioni di fango e paglia dai pavimenti di terra o di sabbia, ci si trovano meraviglie come queste, viste nella splendida kasbah di Telouet:





Ed ecco l'incredibile ksar di Ait Benhaddou, scenario di innumerevoli film (a me ricorda la Torre di Babele di Bruegel):




A Zagora, tappa fondamentale sulle rotte carovaniere, un cartello ancora indica la distanza da Timbouctu: 52 giorni in dromedario.


E Marrakech? Ed Essaouira? E il cibo? E i souk?
Il resto alla prossima puntata...


Aggiornamento 1 luglio 2010:
Questo post partecipa alla raccolta di Anna per festeggiare il terzo "compleanno" del suo bellissimo blog:


17 commenti:

  1. Bentornata carissima! Sono rimasta senza fiato a leggere questo tuo reportage e attendo il resto! Splendido viaggio, complimenti!

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  2. Bentornata Gio (ho invocato un tuo post proprio stamattina :-D).
    Bellissimo posto il Marocco (il testo me lo voglio leggere con attenzione domani).
    Ciaoooo
    Jacopo

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  3. grazie per averci fatto partecipi del tuo bellissimo ed invidiabile tour, certo un viaggio invidiabile anche e sopratutto fuori dai tour x turisti ,che tristezza viaggiare intruppati, x me è alienante, è il no viaggio, complimenti per la descrizione e x le stupende foto ben tornata e buona giornata

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  4. Ciao Lalla Gazelle :-D Il tuo reportage è semplicemente...
    F A N T A S T I C O !!!
    I posti sono strepitosi e le tue descrizioni della popolazione sono perfette: per quanto ne so sono proprio così (conosco dei Tunisini e degli Egiziani e posso dirti che ho rivisto la loro gentilezza e la loro disponibilità nei Marocchini che hai incontrato tu).
    Per quanto riguarda la cucina.... mi pare che tu sia ancora qui tra noi, quindi, come dice il proverbio: "quello che non strozza ingrassa" hehehehehe
    Le foto delle pareti e dei soffitti sono bellissime ! Come quella dello strapiombo :-D
    Però da una donna (altro che babbiona !!!) spiritosa come te mi sarei aspettato la pubblicazione della foto con la shesh (confido nel prossimo post :-DDD).
    Jacopo

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  5. Dio mio che bello!!!
    Mi piacerebbe moltissimo visitare questi posti...anche se dovrei vincere qualche reticenza che ho nei confronti delle condizioni igieniche...Lo so sono limitato..

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  6. Che bello rileggerti e scoprire che dopo 21 anni ancora l'animo del Marocco è quello che i miei ricordi di bambina hanno tenuto stretto tra i ricordi più belli...:D

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  7. Ciao Giovanna, bentornata. Prima di tutto, ti auguro di riprenderti il prima possibile dal trauma-ritorno dalle vacanze, sob! Poi, cavolo, che bel giro avete fatto, fuori dai classici itinerari turistici, mi sembra (conosco molto poco il Marocco). Ma come avete organizzato, come avete trovato il vostro amico che vi ha guidati (l'immagine del traffico partenopeo rende l'idea ;)-? E per quanto riguarda le valigie, ti dico che io e Fabrizio non viaggiamo più con l'Alitalia proprio per questo motivo...

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  8. Bentornata Giovanna.... o meglio LALLA?...
    bellissimo viaggio, proprio quelli che piacciono a me, soprattutto per entrare in contatto con le persone del posto anche per esperienze gastronomiche (che legano molto più le culture seppur diverse)
    attendo con ansia il resto specie Essaouira (ho scritto giusto?) è la città bianca vero?

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  9. Ciao, Marina! Ma quando ti rivedremo? Se passi da queste parti mi raccomando: avvertici!

    Jajo, non confidare: niente shesh! Non mi esporrò al pubblico ludibrio... Ho visto che mi avevi invocata. La verità è che ho impiegato tre giorni a preparare questo post: non riesco proprio a caricare le immagini, con questa connessione.

    Marcella, ci sarebbe piaciuto come è nostro solito girare in auto da soli, ma volendo percorrere le piste era impossibile. Sapessi che brividi, su certi sentieri sassosi di montagna strettissimi e a picco sugli strapiombi... Comunque, sono assolutamente d'accordo: odio l'intruppamento.

    Puppolo, non sei limitato: hai ragione. Purtroppo in certe situazioni non c'è scelta. Ero partita piena di prescrizioni igieniche trovate sulle guide, e praticamente ho dovuto trasgredirle tutte...

    Luvi, e tu che mi dici della "mia" isola e di quei due rompiscatole? Bentornata!

    Ciao, Maricler. Abbiamo trovato in internet una piccola organizzazione specializzata in Marocco che organizza itinerari anche su misura. In pratica puoi concordare tutto a tuo piacimento e ti prenota anche tutte le sistemazioni, dopo avertele proposte e dopo aver ricevuto la tua approvazione. In un posto come il Marocco, avere qualcuno che ti garantisce i posti in cui alloggerai è decisamente consigliabile. Se ti interessa ti do l'indirizzo in privato. Tra l'altro la titolare, Emanuela, si è data molto da fare per la mia valigia, cosa che non era tenuta a fare.
    Quanto all'Alitalia, avevo giurato di non viaggiare più con lei dopo un'esperienza surreale con Lydia. Ma stavolta non avevo scelta, ahimé.

    Alex, sì, Essaouira è la città bianca. E' un posto balordo e affascinante, sembra quasi di nessun luogo, di nessun paese. Ne leggerai presto, caricamento foto permettendo :-)

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  10. Grazie mille per questo meraviglioso viaggio che mi hai fatto fare.
    Splendide foto...... complimenti!!!
    Grazia

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  11. Dai Gio'... non puoi farmi questo: mi sei mancata per quasi 3 settimane..... :-(
    Dai, che ludibrio...: è giusto che, viaggiando, ci si adegui alle usanze ed alle necessità del luogo :-D
    Io, ad esempio, andando a Bergamo sarò "costretto" a mangiare polenta taragna :-DDDD
    Ciaooo

    p.s.: io continuo a sperare... :-D

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  12. ..un altro angolo di mondo da tenere stretto nel cuore...:D
    dei 3 rompiscatole? non saprei.. a Pitzidia penso stiano ancora parlano di un branco di 7 pazzi...:D

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  13. Ciao Giovanna, bentornata!
    Ho letto il post con grande interesse e... partecipazione...
    Anch'io non riesco a vincere certe resistenze per questo tipo di viaggi, eppure ho un grande desiderio di andare!
    Le immagini sono splendide, ho cliccato il cliccabile, per vedere meglio quei fantastici ricami di stucco.

    L'altro post torno a leggerlo con calma.

    Un abbraccio :)

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  14. Ciao Bentornata anche da me.
    Mi hai fatto partecipare alla tua esperienza di viaggio in maniera coinvolgente ed appassionante.
    Le foto son magnifiche e rendono l'idea del contrasto natura, pulizia, bellezza, povertà del Marocco.
    Sicuramente un paese vario ed unico.

    Un reportage carico di passione ed emozioni...un viaggio che ti resterà nel cuore e nella mente per sempre.

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  15. Splendide foto, quelle delle dune in modo particolare, mi hanno riportato ad uno splendido viaggio fatto in egitto...Vibranti emozioni

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  16. Grazie Giovanna, ho inserito questo post nella raccolta... sempre piacevole rileggerlo!

    Un abbraccio :-)

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